Frasi su globo

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Jules Verne 13
scrittore francese 1828 – 1905
„Prof. Arronax: Voi amate il mare, capitano?
Nemo: Sì! L'amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e sano. È l'immenso deserto dove l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza soprannaturale e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, professore, la natura vi si manifesta co i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale.“

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Georges Bataille 32
scrittore, antropologo e filosofo francese 1897 – 1962
„Parto da un principio semplice e indipendente da ogni analisi economica. A mio parere, la legge generale della vita richiede che in condizioni nuove un organismo produca una somma di energia maggiore di quella di cui ha bisogno per sussistere. Ne deriva che il sovrappiù di energia disponibile può essere impiegato o per la crescita o per la produzione, altrimenti viene sprecato. Nell'ambito dell'attività umana il dilemma assume questa forma: o la maggior parte delle risorse disponibili (vale a dire lavoro) vengono impiegate per fabbricare nuovi mezzi di produzione – e abbiamo l'economia capitalistica (l'accumulazione, la crescita delle ricchezze) – oppure l'eccedente viene sprecato senza cercare di aumentare il potenziale di produzione – e abbiamo l'economia di festa. Nel primo caso, il valore umano è funzione della produttività; nel secondo, si lega agli esiti più belli dell'arte, alla poesia, al pieno rigoglio della vita umana. Nel primo caso, ci si cura solo del tempo a venire, subordinando ad esso il tempo presente; nel secondo, è solo l'istante presente che conta, e la vita, almeno di quando in quando e quanto più è possibile, viene liberata da considerazioni servili che dominano un mondo consacrato alla crescita della produzione. I due sistemi di produzione non possono esistere allo stato puro; c'è sempre un minimo di compromesso. Tuttavia, l'umanità in cui viviamo si è formata sotto il primato dell'accumulazione, della consacrazione delle ricchezze all'aumento del potenziale di produzione. Le nostre concezioni morali e politiche sono ancora dominate da un principio: l'eccellenza dello sviluppo delle forze produttive. Ma se è vero che un tale principio ha incontrato negli uomini poche obiezioni, non è così nel gioco stesso dell'economia: messo alla prova, il principio dello sviluppo infinito ha mostrato che poteva portare a conseguenze imprevista […] E se l'umanità, nel suo complesso, continua a volerlo e a regolare i suoi giudizi di valore su questo desiderio, in molti si è installato il dubbio circa la validità infinita dell'operazione. Possiamo andare oltre, e porre in modo più preciso la domanda: le concezioni morali e politiche che continuano a dominare la nostra attività – vale a dire l'economia – non sono in ritardo sui fatti? Nei nostri giudizi complessivi non rifacciamo l' errore di quegli stati maggiori che si mostrano ogni volta in ritardo su una guerra? Insomma, il pensiero umano non dovrebbe seguire il rapido movimento dell'economia? Certo, non si tratterebbe di rinunciare bruscamente ai beni crescenti del globo, ma potrebbe essere arrivato il momento di riformare le nostre concezioni sull'uso delle ricchezze […] per contribuirvi, mi propongo di mostrare una serie di lavori e di saggi […] da un parte le profonde deformazioni dell'equilibrio generale che lo sviluppo attuale dell'industria ha comportato, dall'altra le prospettive di un'economa non centrate sulla crescita. Per la prima parte non ci sarà da far altro che proseguire l'analisi già avviata dalla scienza economica moderna, mentre per l'altra si tratterà di introdurre considerazioni teoriche nuove e fondare la rappresentazione generale del gioco economico sulla descrizione dei sistemi antecedenti all'accumulazione capitalistica. Questi studi dovranno allora includere un campo considerato generalmente estrinseco all'economia: quello delle religioni, primitive o non, cui è concesso il campo della storia delle arti. In effetti, a mio parere, l'uso delle ricchezze, o più precisamente il loro fine, è essenzialmente lo spreco: il loro ritiro dal circuito della produzione. Ora, questa verità non solo ha fondato fin dall'inizio i profondi valori umani (quelli del disinteresse) e tutti i tesori umani che i secoli ci hanno trasmesso; ma in più, è la sola verità su cui potremmo fondarci ora per risolvere i problemi posti dallo sviluppo industriale. Soltanto il dono senza speranza di profitto, così come lo richiede un principio di eccedenza finale delle risorse, può far uscire il mondo attuale dall'impasse. L'economia attuale ha fin da ora determinato in profondità un rovesciamento radicale delle idee; questo rovesciamento deve però ancora essere realizzato per rispondere alle esigenze dell'economia. (da Choix de lettres 1917-1962, pp. 377-79)“


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Milton Friedman 56
economista statunitense 1912 – 2006
„Poiché viviamo in una società assai libera, tendiamo a dimenticarci quanto limitato sia il lasso di tempo e la parte del globo per i quali c'è stata una cosa come la libertà politica: lo stato nel quale viene a trovarsi è tipicamente tirannia, schiavitù e miseria. Il XIX secolo ed il primo novecento nel mondo occidentale si segnalano come particolari eccezioni alla tendenza generale dell'evoluzione storica. La libertà politica in questo caso s'accompagna chiaramente al libero mercato ed allo sviluppo delle istituzioni capitaliste. Altrettanto avvenne per la libertà politica nell'età d'oro della Grecia e nei primi anni dell'era romana. La storia suggerisce semplicemente che il capitalismo è una condizione necessaria per la libertà politica. Chiaramente è una condizione [da sola] non sufficiente. (cap. I)“

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Michail Bulgakov 43
scrittore e drammaturgo russo 1891 – 1940
„Eppure dovrai metterti l'animo in pace, – replicò Woland, e un sorriso beffardo storse la sua bocca. – Non hai fatto in tempo ad apparire sul tetto che hai già detto una sciocchezza, e ti dirò io in che cosa consiste: nel tuo tono. Hai pronunciato le tue parole come se tu non riconoscessi l'esistenza delle ombre, e neppure del male. Non vorresti avere la bontà di riflettere sulla questione: che cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male? E come apparirebbe la terra, se ne sparissero le ombre? Le ombre provengono dagli uomini e dalle cose. Ecco l'ombra della mia spada. Ma ci sono le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Vuoi forse scorticare tutto il globo terrestre, portandogli via tutti gli alberi e tutto quando c'è di vivo per il tuo capriccio di goderti la luce nuda? Sei sciocco.“

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Massimo Bontempelli 39
scrittore, saggista e giornalista italiano 1878 – 1960
„L'uomo è ansioso d'invenzioni, per illudersi di poter mutare la natura, e se stesso. Ma fino a oggi tutti i trovati inventivi della scienza più fantasiosa si sono esercitati esclusivamente sopra la velocità e sopra la distanza. Dopo averli avidamente accettati, ci siamo accorti che percorrere più rapidamente la crosta terrestre, o isolare e riprodurre i movimenti e i suoni, o staccarsi per qualche ora dalla superficie del globo per poi dovervi ridiscendere, son tutte cose che non rispondono per nulla alla nostra vera aspirazione, che è questa: poterci persuadere che il mondo può cambiare di sostanza e di leggi. Questa è la ragione per cui la scienza non riuscì mai a sopraffare la fede nella magia, che promette di sovvertire le leggi naturali, tramutar luogo alle montagne e ai mari, svellere la luna dal cielo, confondere tra loro la vita e la morte. (p. 66)“

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Inayat Khan 28
mistico indiano 1882 – 1927
„In verità l'anima non conosce né nascita, né morte, né principio, né fine; il peccato non la può toccare, né la virtù esaltare; essa è sempre stata, e sempre sarà; e tutto il resto è un involucro, come un globo intorno alla fiamma.“

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Virginia Woolf 74
scrittrice, saggista e attivista britannica 1882 – 1941
„Cos'altro posso fare per incoraggiarvi a far fronte alla vita? Ragazze, dovrei dirvi - e per favore ascoltatemi, perché comincia la perorazione - che a mio parere siete vergognosamente ignoranti. Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto in battaglia un esercito. Non avete scritto i drammi di Shakespeare, e non avete mai impartito i benefici della civiltà ad una razza barbara. Come vi giustificate? È facile dire, indicando le strade, le piazze, le foreste del globo gremite di abitanti neri e bianchi e color caffè, tutti freneticamente indaffarati nell'industria, nel commercio, nell'amore: abbiamo avuto altro da fare. Senza la nostra attività nessuno avrebbe solcato questi mari, e queste terre fertili sarebbero state deserto. Abbiamo partorito e allevato e lavato e istruito, forse fino all'età di sei o sette anni, i milleseicentoventitré milioni di esseri umani che secondo le statistiche sono attualmente al mondo; e questa fatica, anche ammettendo che qualcuno ci abbia aiutate, richiede tempo. C'è del vero in quel che dite - non lo nego. Ma nello stesso tempo devo ricordarvi che fin dal 1866 esistevano in Inghilterra almeno due colleges femminili; che, a partire dal 1880, una donna sposata poteva, per legge, possedere i propri beni; e nel 1919 - cioè più di nove anni fa - le è stato concesso il voto? Devo anche ricordarvi che da ben dieci anni vi è stato aperto l'accesso a quasi tutte le professioni? Se riflettete su questi immensi privilegi e sul lungo tempo in cui sono stati goduti, e sul fatto che in questo momento devono esserci quasi duemila donne in grado di guadagnare più di cinquecento sterline l'anno, in un modo o nell'altro, ammetterete che la scusa di mancanza di opportunità, di preparazione, di incoraggiamento, di agio e di denaro non regge più. Inoltre gli economisti ci dicono che la signora Seton ha avuto troppi figli. Naturalmente dovete continuare a far figli, ma, così dicono, solo due o tre a testa, non dieci o dodici. (2011, p. 151)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Dall'oceano ondoso, la folla, gentilmente a me giunse una goccia, | e sussurrò, "Ti amo, tra poco muoio, | un lungo cammino ho percorso per guardarti appena, toccarti, | perché non potevo morire finché non t'avessi guardato, | per timore di perderti poi." || Ora che ci siamo incontrati, ci siamo guardati, siamo salvi, | ritorna in pace all'oceano, amore, | anch'io sono parte di quell'oceano, amore, non siamo così separati, | considera il grande globo, la coesione di tutto, la perfezione di tutto! | In quanto a me, a te, l'irresistibile mare ci sèpara, | e se per un'ora ci allontana, non potrà allontanarci per sempre; | non essere impaziente – un breve istante – sappi che io saluto l'aria, l'oceano, la terra, | ogni giorno al tramonto, per amor tuo, mio amore. (Dall'oceano ondoso la folla, p. 133)“


Piero Jahier 24
scrittore e poeta italiano 1884 – 1966
„I quali organi sono semplicemente idonei, se si considerano come connotati, ma diventano estetici, se apprezzati secondo le norme del bello amministrativo. Regolarità, competenza, subordinazione, splendono e splenderanno fino all'ultimo dei suoi giorni, nel modulo del viso di Gino Bianchi. [... ]Posso assicurare:Che alla stessa distanza radiale dalla sua collega, la gota zigomatica lubrifica gli angoli e gli incavi dell'orbita, sostenendo a galla di burro il globo ocularee la gota mascellare tornisce con tanta abilità l'attacco del collo, da far domandare se veramente siamo ancora nel collo o se già siamo nel viso:che tali gote tutte con agevole pendio, si accentrano concordi verso il campanile del naso, pigmentato di bachi neri isobàri, oggetto di cura particolare; che, alle immediate dipendenze del naso, l'onore di scortar l'orifizio della bocca-cantina, si ripartisce equamente tra i competenti baffi ottonati alla nicotina; che – in calce al cranio –, la sinistrorsa discrimininatura adeguatamente brillantinata, appone visto di benestare al viso così compilato. (Posizione personale, Connotati, pp. 68 sg.; citato in introduzione, pp. 23 sg.)“

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Albert Samain 12
1858 – 1900
„L'umanità che si agita tanto su questo povero globo, per ricominciare senza sosta la stessa cosa, potrebbe prendere come motto una scimmia che cammina su una palla.“

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Herman Melville 53
scrittore statunitense 1819 – 1891
„Il giro del mondo! In questa frase c'è di che ispirare orgogliosi sensi; ma dove mai conduce tutta questa circumnavigazione? Attraverso pericoli innumerevoli, solamente allo stesso punto dal quale siamo partiti, dove coloro che ci siamo lasciati dietro, al sicuro, sono sempre stati davanti a noi. Se questo mondo fosse una pianura senza fine, e navigando a est potessimo raggiungere sempre nuove lontananze e scoprire visioni più dolci e strane di tutte le Cicladi o le Isole del Re Salomone, allora sì che il viaggio prometterebbe qualcosa. Ma inseguendo quei misteri che popolano i nostri sogni, o torturandoci a dar la caccia a quello spettro diabolico che prima o poi nuota innanzi a tutti i cuori umani; andando così a caccia intorno a questo globo, queste cose o ci trascinano in sterili labirinti o ci lasciano, sommersi, a mezza strada. (LII; p. 303)“

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Josif Aleksandrovič Brodskij 13
poeta russo naturalizzato statunitense 1940 – 1996
„Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo. […] È come se lo spazio, consapevole – qui più che in qualsiasi altro luogo – della propria inferiorità rispetto al tempo, gli rispondesse con l’unica proprietà che il tempo non possiede: con la bellezza. Ed ecco perché l’acqua prende questa risposta, la torce, la ritorce, la percuote, la sbriciola, ma alla fine la porta pressoché intatta verso il largo, nell’Adriatico.“


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Jeremy Bentham 12
filosofo e giurista inglese 1748 – 1832
„Bentham è una di quelle persone che dànno ragione al vecchio adagio: "Non v'è profeta in patria". Egli è famoso all'estero; e la luce del suo intelletto si riflette, con accresciuto splendore, dall'altra parte del globo. Il suo nome è scarsamente noto in Inghilterra, più noto in Europa, più che tutto è noto nelle pianure del Cile e nelle miniere del Messico. (William Hazlitt)“

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Giacomo Leopardi 181
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„Il fuoco è una di quelle materie, di quegli agenti terribili, come l'elettricità, che la natura sembra avere studiosamente seppellito e appartato, e rimosso dalla vista e da' sensi e dalla vita degli animali, e dalla superficie del globo, dove essa vita e la vegetazione e la vita totale della natura ha principalmente luogo, per non manifestarlo o lasciarlo manifestare che nelle convulsioni degli elementi e ne' fenomeni accidentali e particolari, com'è quello de' vulcani, che sono fuor dell'ordine generale e della regola ordinaria della natura. (3645, 11 ottobre 1823; 1898, Vol. VI)“

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Aby Warburg 6
storico dell'arte e critico d'arte tedesco 1866 – 1929
„Il 20 dicembre Saxl, al quale avevo scritto che intravvedevo in Giordano Bruno un Igino moralizzato, mi ha inviato il testo che avevo acquistato anticipatamente nel 1910 per la Kulturwissenschaftliche Bibliothek Warburg:
(Thomas Radinus)
Sideralis Aby(ssus)
Paris 1514
Questo domenicano cerca di moralizzare il globo di Igino sulla base di un sistema tomistico, includendo la dottrina antica dell'armonia e la mediazione orientale dell'Antico globo.
Si tratta di un ottimistico modello per Bruno!
Bruno avra posseduto questo libro?
Roma 22. XII.28 (da Giordano Bruno in La rinascita del paganesimo antico e altri scritti 1917-1929, p. 964)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„O vasto globo, che per lo spazio salpi, | tutto coperto di visibile forza e di bellezza, | che la luce del giorno con la feconda tenebra spirituale alterni, | indicibili, alte processioni di sole, luna, stelle incalcolabili lassù, | sotto, la multiforme erba, le acque, gli animali, gli alberi, le montagne, | a scopi imperscrutabili, qualche celata intenzione profetica, | per la prima volta mi pare che il mio pensiero cominci ad abbracciarti. (5, p. 514)“

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