Frasi, citazioni e aforismi su goffo

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le g_{\mu\nu} siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di Galilei nella teoria della relatività generale. (p. 524)“

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“


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John Keats 32
poeta inglese 1795 – 1821
„[A Charles Brown] Mi riesce difficile dirti addio anche per lettera. Sono sempre stato goffo nel fare l'inchino. (da Lettera a Charles Brown, 30 novembre 1820)“

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Gianni Clerici 54
giornalista italiano 1930
„[Sulla finale di Wimbledon 1980 Borg - McEnroe] Sono stato tre ore e cinquantatré minuti senza fare la pipì. Non solo per questo, la finale mi è parsa indimenticabile. Prima di andar sotto, quella testa rossa e dura di Mac ha salvato qualcosa come sette match point. Prima di difendere in quel modo orgoglioso una sconfitta quasi sicura, aveva condotto il match per circa un' ora e dieci minuti, facendo apparire Borg goffo, inadeguato all' erba, a tratti impaurito.“

Alessandro Varaldo 23
scrittore, drammaturgo e poeta italiano 1878 – 1953
„L'altro [Jean-Jacques Rousseau] era un borghese, in apparenza, non grasso, a prima vista goffo: una giacca marrone, delle grosse calze di lana, un farsetto di picchè, delle informe scarpe a punta rotonda e ben difesa da un cerchietto di metallo. Non portava parrucca e i capegli scarmigliati d'uno sperso grigio non vantavano certo parentela col pettine. Rispose, strizzando un rotolo di carte, che agitava come fosse la bacchetta del direttore d'orchestra:
– E torto avete mio caro abate. Non c'è salvezza per l'umanità, se non torna alla natura. (p. 10)“

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Suzanne Vega 28
cantautrice statunitense 1959
„Mi chiamo Luka | vivo al secondo piano | vivo sopra di te | sì, penso tu mi abbia già visto | se senti qualcosa a tarda notte | qualche tipo di rumore, qualche tipo di lotta | non chiedermi cos'era... | Penso che sia perché sono goffo | provo a non parlare troppo forte | forse è perché sono pazzo | provo anche a non essere troppo orgoglioso... | Loro picchiano finché piangi | e dopo di questo non chiedere perché | Solo non litigare mai più...“

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Francesco Redi 10
medico, naturalista e letterato italiano 1626 – 1697
„Prete Pero era un Maestro, | Che insegnava a smenticare, | Goffo sì, ma però destro, | Ed io era suo scolare; | E il primo giorno ch'alla scuola andai | La costanza in Amor dimenticai. (in Opere, to. III, Venezia, 1712, p. 143, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 761-762)“

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Gianni Brera 70
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„[Dal necrologio per Beppe Viola] [... ] Era nato per sentire gli angeli e invece doveva, oh porca vita, frequentare i bordelli. [... ] Povero vecchio Pepinoeu! Batteva con impegno la carta in osteria e delirava per un cavallo modicamente impostato sulla corsa; tirava mezzo litro e improvvisava battute che sovente esprimevano il sale della vita. Aveva un humour naturale e beffardo: una innata onestà gli vietava smancerie in qualsiasi campo si trovasse a produrre parole e pensiero. Lavorò duro, forsennatamente, per aver chiesto alla vita quello che ad altri sarebbe bastato per venirne schiantato in poco tempo. Lui le ha rubato quanti giorni ha potuto senza mai cedere al presago timore di perderla troppo presto. La sua romantica incontinenza era di una patetica follia. Ed io, che soprattutto per questo lo amavo, ora ne provo un rimorso che rende persino goffo il mio dolore...“


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Emanuela Audisio 31
giornalista e scrittrice italiana 1953
„Questo giovanotto, che subito dopo aver battuto gli avversari scodinzola alla ricerca di una carezza da parte del suo allenatore Bosch, può essere a volte goffo, ma sul campo suda e si muove con un senso dello spazio scenico che hanno solo i grandi lottatori ed i grandi attori. Non diverte, ma esalta. Ed è inutile chiedersi quanto durerà. Becker è già durato.“

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Vicente Blasco Ibáñez 4
scrittore, sceneggiatore e regista spagnolo 1867 – 1928
„Passò molto tempo. Gallardo non sapeva con certezza se avesse dormito o no. Tutto a un tratto risuonò la voce di doña Sol a scuoterlo da quella pesante somnnolenza. Aveva lasciato da parte la sigaretta dalle azzurre spirali e, con voce sommessa dava risalto alle parole, imprimendovi appassionati tremori, cantava accompagnandosi al piano.
Il torero tese gli orecchi per capire qualcosa... Neanche una parola. Erano canzoni straniere. «Accidenti! Perché non un tango o una soleà...? E poi si vorrebbe che un cristiano non si addormentasse!»
Doña Sol posava le dita sui tasti, mentre i suoi occhi vagavano in alto, gettando indietro il capo, mentre il petto solido le tremava con i sospiri musicali.
Era la preghiera di Elsa, il lamento della bionda vergine che pensava all'uomo forte, il bel guerriero invincibile per gli uomini, dolce e timido con le donne.
Pareva sognare mentre cantava, imprimendo alle parole fremiti passionali e gli occhi le si riempivano di lacrime di commozione. L'uomo semplice e forte, il guerriero, forse era lì, dietro di lei... Perché no?
Non aveva l'aspetto leggendario dell'altro, era rude e goffo, ma lei vedeva ancora, con la lucidità di un saldo ricordo, la gagliardia con cui pochi giorni prima era corso in suo aiuto, la sorridente fiducia con cui aveva lottato contro un animale feroce, così come gli eroi wagneriani lottavano contro draghi terrificanti. Sì, era lui il suo guerriero.
E, scossa dai talloni fino alla radice dei capelli da un timore voluttuoso, dandosi anticipatamente per vinta, credeva di intuire il dolce pericolo che si avvicinava alle sue spalle. Vedeva l'eroe, il paladino levarsi lentamente dal divano con quei suoi occhi arabi fissi su di lei; ne sentiva i cauti passi, percepiva le mani di lui posarsi sulle sue spalle; poi un bacio infuocato sulla nuca, marchio di passione che la segnava per sempre, facendola sua schiava... Ma la romanza terminò senza che accadesse niente, senza sentire sulla schiena altra pressione che non fosse quella dei suoi fremiti di timoroso desiderio. (pp. 115-116)“

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Luigi Pirandello 120
drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per... 1867 – 1936
„Invecchio, sì; perdo il gusto di comandare. Me lo fa perdere la servilità che scopro in tutti. Uomini, vorrei uomini! Mi vedo attorno automi, fantocci che devo atteggiare così o così, e che mi restano davanti, quasi a farmi dispetto, nell'atteggiamento che ho dato loro, finché non lo cambio con una manata. Soltanto di fuori però, capisci? si lasciano atteggiare! Dentro... eh, dentro, restano duri, coi loro pensieri copert, nemici, vivi solamente per loro. Che puoi su questi? Docili di fuori, miti, malleabili, visi ridenti, schiene ossequiose, t'approvano, t'approvano sempre. Ah, che sdegno! Vorrei sapere perché mi arrovello così; perché e per chi lo faccio... Domani morrò. Ho comandato! Sì, ecco: ho assegnato la parte a questo e a quello, a tanti che non hanno mai saputo veder altro in me che la parte che rappresento per loro. E di tant'altra vita, vita d'affetti e di idee che mi s'agita dentro, nessuno che abbia mai avuto il più lontano sospetto... Con chi vuoi parlarne? Sono fuori dalla parte che devo rappresentare... Certe volte, a qualcuno che viene qua a visitarmi, a incensarmi, mi diverto a rivolgere certi sguardi, certi sguardi che sfondano la parete, e me lo vedo allora per un attimo, restar davanti sospeso, impacciato, goffo; Dio sa che forza devo fare su me stesso per non scoppiargli a ridere in faccia. Mi crederebbe ammattito, per lo meno. E anche tu, caro mo, se vedessi con che occhi mi stai guardando in questo momento...
– Io no! – disse subito Aurelio, riscuotendosi.
Flaminio Salvo rise, scotendo il capo:
– Anche tu, anche tu... È così; per forza è così... Ti posso io dire quello che vorrei veramente da te? Il piacere che mi faresti, se tu agissi com'io forse al tuo posto agirei?
– E perché no? – domandò Aurelio, levandosi. – Mi dica...
– Ma perché no, – negò subito il Salvo, stringendosi nelle spalle, – perché non posso... Puoi dirmi tu quel che pensi, quel che senti, la vita che hai dentro in questo momento?... Non puoi... Sei davanti a me nella relazioni che possono correre tra me e te: tu sei il mio ingegnere, il mio buon figliolo che amo, a cui questa sera, davanti a una ventina di marionette, ho dato l'incarico di recarsi a Colimbetra, messaggero di trionfo: e basta! Che altro potrei dirti? Questo soltanto, forse, per il tuo bene...
E Flaminio Salvo posò una mano sulla spalla di Aurelio:
– Non ti tracciar vie da seguire, figliuolo mio; né abitudini, né doveri; va', va', muoviti sempre; scròllati di tratto in tratto d'addosso ogni incrostatura di concetti; cerca il tuo piacere e non temere il giudizio degli altri e neanche il tuo, che puoi stimar giusto oggi e falso domani. Conosci don Cosmo Laurentano? Se sapessi quanta ragione ha quel matto! Va', va', è tardi; andiamo a dormire. Addio.“

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Anwar al-Sadat 4
politico e militare egiziano 1918 – 1981
„Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con... [Israele]. Mai. Mai“


„A volte la carta è solo carta>, mormora mia madre. .(Madre di Cassia)“

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Anthony Kiedis 120
cantante statunitense 1962
„Per la maggior parte della gente Billy Corgan è l'essere umano più scontroso e infelice al mondo, ma la mia esperienza con lui fu totalmente diversa. Lo trovai molto intelligente e sensibile, con un fine senso dell'ironia. Era anche un talentuoso giocatore di basket. Stavamo giocando nel backstage dello Shriner's Club a Milwaukee, in occasione di un concerto, durante il sound check, e la prima impressione che ebbi di Billy fu: intellettuale, alto, dinoccolato, musicale e goffo, non giocatore. Ma, non appena azzardammo qualche giocata, Billy si fece avanti e cominciò a inanellare tiri da fuori. Durante quel tour uscimmo spesso in gruppo, magari per andare al cinema, e ho sempre trovato Billy una persona di compagnia, mai competitiva o assurdamente gelosa.“

Colin Clark 1
1932 – 2002
„Nonostante gli impubblicabili giudizi [di Olivier] sulla sua mancanza di esperienza e professionalità, Marilyn era in pratica apparsa nello stesso numero di film (Il principe e la ballerina fu il venticinquesimo film di lei, e il ventottesimo di lui), e i suoi rapporti con la macchina da presa erano ben più intimi di quelli di Olivier: dame Sybil aveva ragione. Assistendo al film oggi, Marilyn vi appare lieta e naturale, mentre lui sembra spesso rigido e goffo. (da The Prince, The Showgirl And Me; citato in Mike Evans, Marilyn, p. 268)“

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Stefan Zweig 51
scrittore, giornalista e drammaturgo austriaco 1881 – 1942
„Ma com'è lontana ancora la bufera che si addensa all'orizzonte! Come sono ancora remote le complicazioni e derivazioni fatali dell'anima puerile della quindicenne, che si trastulla ignara con col suo goffo compagno, che si illude di salire col cuore in tumulto e gli occhi ridenti d'attesa i gradini d'un trono – e vi trova invece un patibolo! (p. 45)“

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