Frasi su gola

Che belli tempi! — disse sospiranno — | Eh! queli tempi, caro signorino, | Nun torneranno più, nun torneranno! | Pe' via ch'allora la bandiera nostra | Nun era carcolata come adesso | A una pezza attaccata in un bastone | Ch'è car'e grazzia se je vanno appresso | Ne la dimostrazzione! | Pe' nojantri era tutto: era la fede, | Era l'amore, l'anima, la vita, | Co' la speranza de potella vede | Sventolà ar sole su l'Italia unita! | L'Italia! Solamente a 'sta parola | Er sangue ce bolliva ne le vene, | Er core ce zompava ne la gola! | E che strazzi, che tribboli, che pene | Che sapemio soffrì pe' 'st'ideale, | Senza fa' tante scene | Co' le sottoscrizzioni sur giornale! | Ché puro allora se viveva male, | Ma, per lo meno, se moriva bene!

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Trilussa 38
poeta italiano 1871 – 1950

C'è un modo colpevole di abitare la città: accettare le condizioni della bestia feroce dandogli in pasto i nostri figli. C'è un modo colpevole di abitare la solitudine: credersi tranquillo perché la bestia feroce è resa inoffensiva da una spina nella zampa. L'eroe della storia è colui che nella città punta la lancia nella gola del drago, e nella solitudine tiene con sé il leone nel pieno delle sue forze, accettandolo come custode e genio domestico, ma senza nascondersi la sua natura di belva.

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Italo Calvino 226
scrittore italiano 1923 – 1985

La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta ma per un po' almeno non ti prende alla gola.

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Charles Bukowski 280
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994

Questa è la mia visione. Guardo al futuro, a un tempo in cui l'uomo progredirà verso qualcosa di più degno e più alto del suo stomaco, quando ci sarà una motivazione più sottile che spinga gli uomini all'azione che quella di oggi, lo stomaco. Mantengo la mia convinzione della nobiltà e dell'eccellenza del genere umano. Credo che la dolcezza spirituale e l'altruismo avranno la meglio sulla grossolanità della gola. E ultimo di tutto, la mia fede è nella classe operaia. Come ha detto un francese, "La scala del tempo fa sempre eco alla scarpa di legno che sale, mentre lo stivale tirato a lucido discende."

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Jack London 77
scrittore statunitense 1876 – 1916

Oggi è sabato | e domani non si va a scuola. | Oggi è sabato, | se non chiami ho un nodo in gola. | Oggi è sabato | e forse è un giorno speciale | oggi è sabato meno male. (da 'O Scarrafone, n. 1)

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Pino Daniele 45
cantautore e musicista italiano 1955 – 2015

Ricordi quando hai detto 'adesso lui fa il ricco' | quando neanche immagini io quanto sono a picco | ma se poi c'avessi i soldi per cui tu mi incolpi ancora | io ci pagherei uno stronzo che ti spari nella gola! (da Non Crollo, n. ° 11)

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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976

Splendore del giorno concluso, che mi sollevi e mi colmi, | ora profetica, ora che il passato riadduci! | E mi gonfi la gola, te, divino egualitarissimo, | voi, terra e vita finché brilli l'ultimo raggio, io canto. (Canto al tramonto, p. 613)

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Walt Whitman 276
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892

Elena lasciava che la bocca e le mani di lui scoprissero i rifugi e le nicchie più segrete, e riposava, cadendo in un sogno di carezze avviluppanti, piegando la testa su quella di lui, quando le appoggiava la bocca alla gola, baciando le parole che lei non poteva pronunciare. Sembrava che Pierre riuscisse a indovinare dove lei si aspettava un altro bacio, quale parte del corpo chiedeva d'esser scaldata. (p. 123; 2012)

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Anaïs Nin 50
scrittrice statunitense 1903 – 1977

Anche l'elaborazione del lutto è come la nascita di nuova vita in te. È piena di sofferenze e di timori. Spesso è buia come il percorso del parto. Sembra volerci afferrare alla gola. È una strada stretta e tormentosa. Ma, una volta che l'abbiamo percorsa sino in fondo, il nostro cuore si allarga e vediamo una nuova luce che ci illumina. Ci sentiamo liberi, come rinati.

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Anselm Grün 19
scrittore tedesco 1945

Se tu pentita ritornassi qui, cor nodo 'n gola te verrei a aprì, convinto de volette ancora bene, ma nun te potrei dì tornamo 'nsieme, perché nun troverei nell' occhi tua, l'antico amore della vita mia, e te direi co' tutta l'onestà, perché stai qui!.. che sei tornata a fà! è la malinconia... è la malinconia... (da La malinconia)

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Franco Califano 49
cantautore, poeta e scrittore italiano 1938 – 2013

La musica... la musica. La amo, la adoro, la idolatro, la venero. Quella che medica. Quella che ti estorce le lacrime. Quella che sembra essere l'unica entità che ti possa capire. Quella che ti persuade. Quella che conferma la tua solitudine. Quella che ti fa muovere. Quella che hai in gola e butti fuori e quella che hai in gola e tieni dentro. Quella che ti convince, anche se solo per un attimo, che siamo degli esseri umani degni di lei. Quella che ti fa trattenere il fiato come davanti al crollo di una diga. Quella che è l'unico, vero, potente stupefacente. Quella che ha fatto dire a Shakespeare: "Nulla vi è di così insensibile, brutale o scatenato dalla rabbia che la musica, finché se ne prolunghi l'eco, non trasformi nella sua stessa natura. Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall'armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell'animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l'Erebo. Nessuno fidi mai in un uomo simile". (da Vanity Fair, n. 10, 11 dicembre 2003)

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940

Adesso che mi ci fai pensare, mi domando anch'io che cosa ho conservato di abruzzese e debbo dire, ahimè, tutto; cioè l'orgoglio di esserlo che mi riviene in gola quando meno me l'aspetto, per esempio quest'estate in Canada, parlando con alcuni abruzzesi della comunità di Montreal, gente straordinaria e fedele al ricordo della loro terra. Un orgoglio che ha le sue relative lacerazioni e ambivalenze di sentimenti verso tutto ciò che è Abruzzo. Questo dovrebbe spiegarti il mio ritardo nel risponderti; e questo ti dice che sono nato a Pescara per caso: c'era nato anche mio padre e mia madre veniva da Cappelle sul Tavo. I nonni paterni e materni anche essi del Teramano, mia madre era fiera del paese di sua madre, Montepagano, che io ho visto una sola volta di sfuggita, in automobile, come facciamo noi, poveri viaggiatori d'oggi... Tra i dati positivi della mia eredità abruzzese metto anche la tolleranza, la pietà cristiana (nelle campagne un uomo è ancora 'nu cristiane?), la benevolenza dell'umore, la semplicità, la franchezza nelle amicizie; e cioè quel sempre fermarmi alla prima impressione e non cambiare poi il giudizio sulle persone, accettandole come sono, riconoscendo i loro difetti come miei, anzi nei loro difetti i miei. Quel senso ospitale che è in noi, un po' dovuto alla conformazione di una terra isolata, diciamo addirittura un'isola (nel Decamerone, Boccaccio cita una sola volta l'Abruzzo, come regione remota: «Gli è più lontano che Abruzzi»); un'isola schiacciata tra un mare esemplare e due montagne che non è possibile ignorare, monumentali e libere: se ci pensi bene, il Gran Sasso e la Majella son le nostre basiliche, che si fronteggiano in un dialogo molto riuscito e complementare... Bisogna prenderci come siamo, gente rimasta di confine (a quale stato o nazione? O, forse, a quale tempo?), con una sola morale: il lavoro. E con le nostre Madonne vestite a lutto e le sette spade dei sette dolori ben confitte nel seno. Amico, dell'Abruzzo conosco poco, quel poco che ho nel sangue.

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Ennio Flaiano 194
scrittore italiano 1910 – 1972

Si può correggere l'orgoglio, le bizze, la gola, la pigrizia; ma la conversione di un cuore invidioso e cattivo è una specie di miracolo. (da La bella e la bestia)

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Carlo Collodi 47
scrittore italiano 1826 – 1890

Sai una cosa? Penso di aver imparato il segreto della vita... Ieri sono andato dal dottore perché avevo mal di gola... L'infermiera mi ha messo in una stanzetta... Potevo sentire un bambino strillare come un'aquila in un'altra stanza... Quando il dottore è venuto a vedermi, gli ho detto che ero felice di non essere stato nell'altra stanza... "Sì", ha detto... Quel bambino doveva levarsi le tonsille... Sei stato fortunato... Tu hai soltanto una lieve infiammazione... Il segreto della vita è stare nella stanza giusta! (6 novembre 1977)

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Charles M. Schulz 138
fumettista statunitense 1922 – 2000

Non mi pare che stiano giocando con lealtà,» protestava Alice, «e poi battibeccano tutti con quanto fiato hanno in gola che uno non riesce neanche a sentire la propria voce... e le regole poi, così imprecise, ammesso che ce ne siano, non le rispetta nessuno...» [Parlando delle partite a croquet dalla regina] (cap. VIII)

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Lewis Carroll 54
scrittore, matematico e fotografo britannico 1832 – 1898

[... ] l'esser beccaio [macellaio] debba essere stimata un'arte ed esercizio più vile che non è l'esser boia [... ] perché questa si maneggia pure in contrattar membri umani, e talvolta administrando alla giustizia; e quello ne gli membri d'una povera bestia, sempre amministrando alla disordinata gola, a cui non basta il cibo ordinato dalla natura [il cibo vegetale], più conveniente alla complessione e vita dell'uomo (lascio l'altre più degne raggione da canto); cossì l'esser cacciatore è uno esercizio ed arte non meno ignobile e vile che l'esser beccaio; come non ha minor raggion di bestia la salvatica fiera che il domestico e campestre animale. (Sofia: III dialogo)

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Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600

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