Frasi su gretto

La borghesia nostrana – la più gretta, egoistica e meschina di tutte le borghesie d'Europa, ostile a ogni rinnovamento sociale, aggrappata ai residui della feudalità – non esita a spingere il fascismo, uscito da una sanguinosa avventura nazionalistica, contro la classe operaia nella insensata idea di arrestarne l'ascesa.

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Sandro Pertini 75
7º Presidente della Repubblica Italiana 1896 – 1990

Nell'universo eterosessuale-fallocentrico, la femminilità si riduce per il maschio a mera aureola di santità attorno al bruto potere del fallo: infatti, in genere, per l'uomo eterosessuale — come emblematicamente scrive Fornari nella sua gretta apologia dell'eterosessualità — "se non esistesse un genitale maschile, il genitale femminile apparirebbe un organo privo di senso"... Evidentemente, il fallo nel cervello impedisce al maschio eterosessuale di vedere oltre il proprio uccello: per questo, l'attuale società è retta da coglioni. Dal canto mio, se davvero credessi nelle avanguardie, direi che l'avanguardia della rivoluzione sarà composta da lesbiche. In ogni caso, la rivoluzione sarà lesbica. (III, 5; p. 129)

Mario Mieli 21
scrittore e attivista italiano 1952 – 1983

Credo proprio che il problema sia un altro: nel bene e nel male sono stato un atleta scomodo, una specie di odiatissima realtà per tutta la cattiva coscienza dell' atletica. E così ogni volta che mi muovo sono costretto a prendere insulti e schiaffi. Non mi dispiaccio più di tanto. Quello che farò fra qualche ora fa parte soltanto del piacere continuo e mai domo di misurarmi con me stesso. E se poi addirittura il tempo che farò vale un riconoscimento a livello di nazionale bene, io sarò contento e credo forse dovrebbero essere contenti anche quelli dell' atletica. Se questa è un' attività fatta da uomini, e non da robot, o da gretti personaggi in cerca di miserande rivincite. E pensa che bello per me: questa volta non ho l' obbligo di arrivare primo, ma solo il piacere di una sfida in teoria impossibile. Che gusto!

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Pietro Mennea 44
atleta e politico italiano 1952 – 2013

Dietro una lingua ci sta una letteratura, e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (Prefazione a La dolce stagione)

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Luigi Russo 12
critico letterario italiano 1892 – 1961

Siamo così indaffarati in questo tempo.... Più velocemente, più veloce, più velocemente – siamo noi. Non sappiamo se stiamo andando in avanti, indietro o in quale senso. Siamo così..., vivendo in un mondo che va tutto intorno a noi – più egoista, più gretto, più orribile di prima. Più velocemente, più veloce, più veloce va. Ma Cristo ha detto, "sono venuto servire

Catherine Doherty 12
1896 – 1985

Io penso che sia assolutamente possibile conciliare democrazia e integrazione. Chiaramente solo una cultura profondamente gretta e superficiale potrebbe ingenuamente pensare una cosa del genere, potrebbe ingenuamente credere che integrazione voglia dire un superstato. [Rispondendo a un europarlamentare inglese dell'UKIP contrario al superstato europeo]

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Mario Monti 35
politico, economista e accademico italiano 1943

Il nazionalsocialismo rappresentò una grande tentazione; un certo tipo di idealisti, sottomettendosi al movimento, ebbe modo di identificarsi con la nazione, di sviluppare un sentimento di comune appartenenza che si era perso all'epoca di Weimar, e di votarsi a una causa che aveva bisogno di vittime – una sottomissione, quindi, che non era abbracciata per motivi di gretto carrierismo. I più prudenti cedettero alla tentazione con riserva, gli idealisti si fecero prendere dall'incantesimo con passione, e divennero nazionalsocialisti. (da Il nazionalismo come tentazione)

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Fritz Stern 1
1926

Sono stato testimone della fama di un Eliot. Qualcuno proverà mai vergogna a sufficienza per avergliela tributata? Un libertino da nulla, un galoppino di Hegel, uno stupratore di Dante. Sarà molto difficile raffigurare Eliot com'era realmente, ovvero nella sua malvagità abissale. La sua opera d'un gretto minimalismo (tante piccole sputacchiere del fallimento artistico) il poeta del moderno impoverimento inglese dei sentimenti. (da Party sotto le bombe. Gli anni inglesi, a cura di Kristian Wachinger, traduzione di Ada Vigliani, Adelphi, 2005, p. 14. ISBN 9788845920189)

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Elias Canetti 199
scrittore, saggista e aforista bulgaro 1905 – 1994

Ma quando uno Stato potente arriva al successo in questo genere di conquista e, non contento di ciò che già realizzato in questo campo, impone ancora barriere, in attesa di poter colmare da se stesso le proprie lacune, questo implica orgoglio, autoritarismo, illiberalità, economia gretta ed avara, che getta una luce ancor più spiacevole sullo spirito di queste conquiste e deve provocare, più di ogni latra cosa. L'odio verso il governo in tutti gli uomini colti della nazione (cap. 1, p. 49).

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Friedrich Schleiermacher 20
filosofo e teologo tedesco 1768 – 1834

Ho avuto contezza di Berlusconi nei primissimi anni '80 quando il direttore del Giorno, Guglielmo Zucconi, mi affidò il compito di scandagliare i quartieri di Milano e io, fra gli altri, scelsi Milano Due. Scoprii quindi più che un quartiere, un ceto medio nuovo, nascente, senza storia, senza tradizioni, senza cultura, senza un'ideologia che non fosse la più gretta difesa dei propri interessi, di cui Berlusconi era il perfetto rappresentante e, insieme, il demiurgo. Come per le sue Tv. (Massimo Fini)

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936

Quanto più i popoli procedono nella civiltà, e tanto più questo stato di vacuità delle passioni s'accresce, perocché ne nasce allora questo miserabil fatto, che gli esempi frequentissimi che abbiam sotto gli occhi, e tanti libri che trattano dell'uomo e dei sentimenti, ci rendono abili sì, ma senz'esperienza, e siamo disingannati senz'aver goduto, e ancor ci rimangono appetiti, quando già sono tutte svanite le illusioni; l'immaginazione è ricca, copiosa, meravigliosa; la realtà povera, gretta, spoglia di lusinghe; e abitiamo un mondo vuoto con un cuore ripieno, e siam già sazj di tutto, senz'aver di nulla gustato. (parte II, lib. III, cap. IX, 1854, pp. 396-397)

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François-René de Chateaubriand 46
scrittore, politico e diplomatico francese 1768 – 1848

Altro motivo d'orgoglio, esser cittadini! Ciò consiste, per i poveri, a mantenere e conservare i ricchi nella loro potenza e nel loro ozio. Essi devono lavorare, di fronte alla maestosa uguaglianza della legge, che proibisce al ricco come al povero di dormire sotto i ponti, di chieder la carità per la strada e di rubar del pane. È uno dei benefici della Rivoluzione. Siccome questa rivoluzione è stata fatta da dei pazzi e degli imbecilli, a profitto degli accaparratori di beni nazionali, e in sostanza non si risolve che nell'arricchimento dei contadini scaltri e dei borghesi usurai, essa elevò, sotto il nome di uguaglianza, l'impero della ricchezza. Essa ha dato la Francia in balia dei finanzieri, che da cent'anni la divorano. Essi vi stanno da padroni e signori. Il governo apparente, composto di poveri diavoli, meschini, gretti, paurosi e nefasti, è al soldo dei finanzieri. Da un secolo, in questo paese avvelenato, chiunque ama i poveri è ritenuto un traditore della società. E si è considerati pericolosi quando si afferma che vi sono dei miserabili. Si sono fatte persino delle leggi contro l'indignazione e la pietà. E quello che dico adesso, non si potrebbe stampare (1928)

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Anatole France 71
scrittore francese 1844 – 1924

I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [... ] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un impiegato. (p. 111)

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Francesco Saverio Nitti 43
economista, politico e saggista italiano 1868 – 1953

Temi il galantuomo quando è affamato, e la persona gretta quando ha lo stomaco pieno. (libro Nahj-ul-Balagha)

Ali Hazrat 17
regnante (califfo arabo)

Le piccole teste sono soggiogate dall'idea dell'uniformità, la quale poi è comoda perché dispensa dal pensare. I gretti ammiratori di un aspetto solo, ben ordinato crederebbero di peccare soggiungendo varietà, che senza mutare il sistema generale sarebbero un guastar l'opera loro.

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Gian Domenico Romagnosi 4
giurista, filosofo e fisico italiano 1761 – 1835

L'Idea di patria annulla l'idea di famiglia. È un'idea generosa, eroica, dinamica, futurista, mentre l'idea di famiglia è gretta, paurosa, statica, conservatrice, passatista. (libro Teoria e invenzione futurista)

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Filippo Tommaso Marinetti 70
poeta, scrittore e romanziere italiano 1876 – 1944

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