Frasi su gulag

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Herta Müller 31
scrittrice tedesca 1953
„Il Lager, nelle sue molteplici ma sempre mostruose forme, è un simbolo del ventesimo secolo. I campi di punizione e di lavoro in Germania e quelli del sistema Gulag dello stalinismo, i campi di concentramento e i campi di sterminio dei nazionalsocialisti. Con l'eccezione della Russia, in Europa sono scomparsi. La parola però è rimasta. Oggi sta per campo estivo, campeggio, camping, luogo di riposo.“

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Massimo Introvigne 11
sociologo, filosofo e scrittore italiano 1955
„Ci sono stati altri casi di cannibalismo - come si è accennato, nei GULag siberiani e nella stessa Cina delle grandi carestie - nella storia di morte del comunismo. Ma quello della rivoluzione culturale è l'unico dove la fame non c'entra, non può essere invocata per fornire una qualunque difficile giustificazione. No: si mangiavano i bambini - e gli adulti, le donne, i vecchi - non per necessità alimentare, ma per celebrare un rito politico con toni a loro modo "religiosi". Gli unici precedenti - ma su scala numerica assai più ristretta - li troviamo nel cannibalismo ai danni dei rivoltosi cattolici vandeani praticato dalle più fanatiche truppe della Rivoluzione francese e documentato dallo storico francese Reynald Secher.“


Paolo Barnard 14
giornalista italiano 1958
„I Sistemi di Potere, brutali, corrotti, avidi sono la cosa più comune della Storia dell'umanità, nulla di nuovo, ci sono sempre stati: gli imperi coloniali, la schiavitù, la barbarie, l'Inquisizione, le tirannie, lo sfruttamento delle masse, dei bambini, i fascismi, certi comunismi, tutti fenomeni confronto a cui Berlusconi e la Camorra sono minuzie. Vogliamo forse paragonare i Conquistadores spagnoli alla Lega? I Gulag alla Campania? Ma i popoli si sono organizzati, e li hanno sempre uno a uno spazzati via. Lo hanno fatto quando non c'era la Tv, non c'era Internet, non c'erano le democrazie. Lo hanno fatto quando rischiavano la tortura, lo sterminio, la sparizione nelle fosse comuni, e quando non esisteva una giustizia di alcun tipo a tutelarli. Ma lo hanno sempre saputo fare. Il dramma del nostro tempo è che non siamo più capaci di farlo. Tutto qui. Pensateci. (da [http://paolobarnard. info/ricordate. php Ricordate Sempre Questo], PaoloBarnard. info)“

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Angelo Pezzana 2
attivista e politico italiano 1940
„In particolare c'era la sinistra comunista dove regnava un'ipocrisia identica a quella cattolica. Basterebbe ricordare il rapporto tra Togliatti e Nilde Iotti, assolutamente emblematico. Avevano le loro motivazioni: in Russia gli omosessuali venivano condannati a dieci anni di carcere duro, cioè di gulag. Quando a sinistra furono costretti dalle manifestazioni del 1972 a parlare di omosessualità, ricorsero all'espressione "terzo sesso". Solo tempo dopo arrivò "diversi".“

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Reinaldo Arenas 7
scrittore, poeta e drammaturgo cubano 1943 – 1990
„Io racconto la verità come un ebreo che abbia sofferto il razzismo o un russo che sia stato in un gulag, come qualunque essere umano che abbia avuto gli occhi per vedere le cose come sono. Grido, dunque sono. (p. 309)“

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Giovanni Lindo Ferretti 59
cantautore e scrittore italiano 1953
„Sono sempre stato sull'orlo dell'illegalità. Ho permesso che un'intera generazione sbagliasse, mi sento responsabile dei gulag sovietici e della Cambogia di Pol Pot, perché frequentavo gruppi e movimenti che li appoggiavano. [... ] Era subentrata la normalità anche nell'estremismo: tutto quello che succedeva seguiva il conformismo dell'anticonformismo. Le scelte che avevo davanti erano o il terrorismo o l'eroina.“

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Tommaso Giartosio 24
scrittore italiano
„L'Europa, dice Alfieri, si compiace di credersi «illuminata», ma rimane una catena di gulag in cui tutti sono o servi o padroni. Ma anch'io – aggiunge – benché mi sforzi di essere un uomo libero, sono un servo, perché dentro di me è imprigionato un poeta: sono il carceriere di me stesso. (cap. VII, p. 112)“

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Diego Fusaro 21
filosofo italiano 1983
„Le stesse "ondate" della memoria si inscrivono in questa logica illogica di egemonia dell'integralismo del mercato anche sul piano sovrastrutturale. Con il loro uso selettivo del ricordo, esse sono quasi sempre finalizzate a sacralizzare la memoria di alcune specifiche tragedie del Novecento – i lager e i gulag in primis –, omettendone deliberatamente altre, con il duplice obiettivo di innocentizzare metafisicamente l'ordine neoliberale (non si spiegherebbe altrimenti la scandalosa assenza di un "giorno della memoria" specificamente consacrato al ricordo delle vittime di Dresda e delle due bombe atomiche) e di scoraggiare programmaticamente, tramite una demonizzazione a priori, ogni tentativo di superare l'ordine globalizzato (le tragiche esperienze dei gulag e dei lager vengono continuamente additate come il necessario approdo di ogni tentativo di questo genere). (pp. 427-428)“


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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Il fatto è che loro fanno sempre così. È quasi un secolo che fanno così. Che seguono il modello o, se preferisce, il metodo bolscevico anzi stalinista. Perché sa su che cosa si basa il metodo bolscevico anzi stalinista? Nel perseguitare l'avversario attraverso la calunnia e l'oltraggio e la menzogna. Nel diffamarlo, offenderlo, ridicolizzarlo, demonizzarlo. Nell'attribuirgli cose che non ha fatto, cose che non ha detto. Cose che non ha scritto. Infine, nel mandarlo in un gulag o buttarlo dinanzi a un plotone d'esecuzione...“

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Domenico Losurdo 26
filosofo italiano 1941
„[... ] che legame sussiste tra la sua [di Locke] teorizzazione della schiavitù nelle colonie e la tratta e la tragedia dei neri, quella che gli odierni militanti afroamericani amano definire Black Holocaust? È un problema che tanto più s'impone per il fatto che, alla fine del Seicento, sui corpi di non pochi schiavi neri veniva impresso il marchio RAC, le lettere iniziali della Royal African Company, di cui Locke era azionista. (da Dalla teoria della dittatura del proletariato al gulag?, in Manifesto del partito comunista, traduzione e introduzione di Domenico Losurdo, Editori Laterza, Bari 2003, pag. XL).“

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