Frasi su hacker

La giustizia degli hacker è una giustizia paziente.

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Jeffery Deaver 39
scrittore statunitense 1950

Ho cercato per tutta la vita, di essere un hacker culturale. Smontare l'informazione e la conoscenza per cercare di capire cosa c'è dentro.

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Giancarlo Livraghi 9
pubblicitario, bibliografo e scrittore italiano 1927 – 2014

Ogni tanto mi viene voglia di diventare un hacker. Non ne conosco, se non per sentito dire, ma confesso che mi affascinano un po'. Perché la loro storia e le loro imprese, anche se sembrano bizzare, e spesso lo sono, fanno parte di quell'evoluzione della cultura umana che è molto più di una semplice esercitazione tecnologica. Sono come quei mutanti, quelle necessarie anomalie biologiche, che arricchiscono l'ecosistema.

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Giancarlo Livraghi 9
pubblicitario, bibliografo e scrittore italiano 1927 – 2014

Nonostante il mito di Kevin Mitnick creato dalla stampa, io non sono un hacker malintenzionato. (da L'arte dell'inganno)

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Kevin Mitnick 3
programmatore statunitense 1963

Il solo fatto di auspicare un'applicazione generale del modello hacker non ci deve far ritenere che questo possa venire attuato dai governi o dalle aziende.

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Pekka Himanen 7
filosofo e scrittore finlandese 1973

La ragione per cui gli hacker di Linux fanno qualcosa è perché la trovano molto stimolante, e a loro piace condividere questa cosa interessante con altri. (p. 12)

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Linus Torvalds 22
programmatore e informatico finlandese 1969

Per gli hacker la parola passione descrive il tono generale della loro attività, anche se il suo soddisfacimento potrebbe non essere un gioco divertente in tutti i suoi aspetti.

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Pekka Himanen 7
filosofo e scrittore finlandese 1973

Vi sono molti equivoci e fraintendimenti riguardo l'hacking e tale situazione di disorientamento è stata sinora aggravata dai mezzi di informazione, tendenti per loro natura alla ricerca del sensazionale. L'utilizzo di termini alternativi non è servito a granché, cio che occorre è una diversa mentalità. Gli hacker sono individui con spirito innovativo e una conoscenza approfondita delle tecnologie. Essi non sono necessariamente dei criminali, sebbene, se è vero che il crimine paga, vi saranno sempre dei criminali che sono al tempo stesso degli hacker. Non c'è nulla di eticamente riprovevole nelle conoscenze che hanno gli hacker, malgrado le loro potenziali applicazioni.


Se l'inferno sono gli altri, come opinò una volta Jean Paul Sartre, l'inferno hacker sta nella duplicazione degli stupidi errori altrui. (cap. 12)


La ragione per cui ho cominciato a scrivere degli hacker, quei programmatori e progettisti di computer che considerano l'informatica come la cosa più importante al mondo, era che si trattava di gente affascinante. (da Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica)

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Steven Levy 3
1951

Come ingegnere, Jobs non era niente di speciale; la sua forza stava nell'essere un planner, uno che sapeva vedere come i computer potessero estendere le loro applicazioni molto oltre al punto sognato da hacker pure come Steve Wozniak. (da Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica)

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Steven Levy 3
1951

Gli hacker si esaltavano scoprendo splendore ed eleganza nella matematica e nell'elettronica, ritenute tradizionalmente discipline molto aride. Essi considerarono la programmazione alla stregua di una forma di espressione artistica, mentre il computer costituiva lo strumento di questa arte.


I primi hacker trasformarono la programmazione da un'attività puramente tecnica in una forma d'arte destinata, come spesso accade, alla fruizione da parte di un'élite di cultori della materia, risultando invece incomprensibile ai profani.


L'hacker è una persona che è andata al di là dell'uso del computer per sopravvivere ("Mi porto a casa la pagnotta programmando") e guarda piuttosto ai due stadi successivi. Lui (o, in teoria ma in pratica fin troppo raramente, lei) usa il computer per i propri legami sociali: l'e-mail e la Rete sono mezzi bellissimi per avere una comunità. Ma per gli hacker un computer significa anche intrattenimento. Non i giochi, non le belle immagini sulla Rete. Il computer in sé è intrattenimento. (pp. 11-12)

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Linus Torvalds 22
programmatore e informatico finlandese 1969

Il mio iniziale interesse per gli hacker era essenzialmente di natura tecnologica, indoto dal fatto che i simboli più conosciuti del nostro tempo – la Rete, il personal computer e i software come il sistema operativo Linux – in realtà non sono stati sviluppati da aziende o governi, ma creati soprattutto da alcuni individui entusiasti che, semplicemente, si erano messi a realizzare le loro idee insieme ad altri individui animati da interessi comuni, e lavorando autononamente.

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Pekka Himanen 7
filosofo e scrittore finlandese 1973

Il motivo per cui mi interessano gli hacker non è la loro presunta pericolosità. Le esagerazioni di chi si diverte a fare scandalo (o ha qualche sistema di sicurezza da vendere) non sono mai riuscite a convincermi. Ciò che mi interessa è la loro cultura; bizarra fin che si vuole, talvolta intenzionalmente nociva, ma affascinante. Il progresso non solo tecnico, ma soprattutto culturale, spesso fa un salto di qualità grazie a "maniaci estremisti" che si dedicano a qualcosa con una passione ossessiva e così facendo aprono porte impreviste all'innovazione.

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pubblicitario, bibliografo e scrittore italiano 1927 – 2014

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