Frasi su icona

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l'icona, | né buttarsi in politica con i curricula presi da Staller Ilona. (da Goodbye Malinconia n.° 7)“

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Michela Marzano 41
filosofa e docente italiana 1970
„Barbie era la nostra icona. Il suo successo dipendeva dal suo corpo perfetto, indipendentemente dal mestiere e dall'età. Barbie era sempre impeccabile e sublime. Barbie era sempre eterosessuale e sposata. Barbie era sempre felice e vincente. La vita rappresentata nel mondo delle Barbie era, dunque, mitica e irraggiungibile. Le bambine della mia generazione sono cresciute con la convinzione che tutto fosse possibile e che bastasse «volere» per «potere». Barbie ci riusciva; perché non dovevamo riuscirci anche noi? In fondo, bisognava solo imparare a «controllarsi»: controllare il corpo, controllare le emozioni, controllare i bisogni.“


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Francesco Rutelli 5
politico italiano 1954
„Ingmar Bergman è stato l'icona del cinema impegnato, di quel genere legato all'introspezione psicologica che esplora la natura dell'uomo, i suoi limiti, le sue follie altalenanti tra amore e indifferenza. Mitici i dialoghi che in tutti i suoi film hanno reso gli interpreti protagonisti insieme a noi spettatori di un viaggio a volte incomprensibile a volte liberatorio. Un autore geniale e difficile, un intellettuale ad oltranza, una personalità insostituibile che lascia un vuoto profondissimo. Resterà vivo nella memoria collettiva, poiché ha cambiato la storia del cinema mondiale. (da Adnkronos, 30 luglio 2007)“

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Franca Valeri 6
attrice italiana 1920
„Da quando ha abbandonato le scene Mina rappresenta il nostro tempo da un lato come icona, dall'altro attraverso le sue canzoni, sempre all'avanguardia, spregiudicate e innovative. Un'artista che è una grande donna, una donna che è una grande artista. Questa è Mina, l'idea della donna italiana. (citato in Romy Padovano, Mina. I mille volti di una voce, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1998)“

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Pascal Quignard 7
scrittore e saggista francese 1948
„Il libro è la sola icona iconoclasta. (I, 154)“

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Orhan Pamuk 15
scrittore e saggista turco 1952
„Fino ai 45 anni ero uno scrittore turco che viveva a Istanbul e scriveva dell'umanità. Adesso sono l'icona di Istanbul. Questa consapevolezza non mi fa felice, ma è vero, ora io arrivo all'umanità tramite Istanbul.“

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Ingmar Bergman 10
regista, sceneggiatore e drammaturgo svedese 1918 – 2007
„Ingmar Bergman è stato l'icona del cinema impegnato, di quel genere legato all'introspezione psicologica che esplora la natura dell'uomo, i suoi limiti, le sue follie altalenanti tra amore e indifferenza. Mitici i dialoghi che in tutti i suoi film hanno reso gli interpreti protagonisti insieme a noi spettatori di un viaggio a volte incomprensibile a volte liberatorio. Un autore geniale e difficile, un intellettuale ad oltranza, una personalità insostituibile che lascia un vuoto profondissimo. Resterà vivo nella memoria collettiva, poiché ha cambiato la storia del cinema mondiale. (Francesco Rutelli)“

Tommaso Palamidessi 2
esoterista italiano 1915 – 1983
„Come 3 x 2 indica la Trinità che benedice la polarità dei sessi, ma come 2 + 4 simboleggia la base materiale dei sessi che predomina. E' in quest'ultimo senso quindi che va rifuggito e su cui l'asceta non deve meditare. (da L'icona, i colori e l'ascesi artistica )“


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Maurizio Gasparri 24
politico italiano 1956
„Io sono considerato un'icona gay.“

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Mario Merola 9
cantante e attore italiano 1934 – 2006
„Era un grande, il caposcuola di un certo genere napoletano più tradizionale, più viscerale. Come lui ne nasce uno ogni cento anni. Una persona simpaticissima, un vero pacioccone, ma anche, con Roberto Murolo e Sergio Bruni, l’icona di una Napoli che si è fatta conoscere e amare in tutto il mondo. Non avemmo mai modo di lavorare insieme, ma quando ci incontravamo ci chiamavamo reciprocamente maestro, dandoci poi grandi pacche sulle spalle. Dobbiamo essere fieri e orgogliosi di avere avuto uno come lui, a Napoli. (Peppino Di Capri)“

David Bradley (ingegnere) 1
ingegnere e informatico statunitense 1949
„Durante i test con nuovo hardware e software c'erano continuamente intoppi. Quindi l'unica soluzione che avevi era spegnere, aspettare qualche secondo, riaccendere, e aspettare di nuovo durante il power-on self-test. Mi dissi "Sto scrivendo tutti questi codici per tastiera, rendiamolo uno shortcut." Inizialmente l'avevo pensato come una di quelle cose che oggi chiamiamo Easter Egg, qualcosa da usare solo tra gli sviluppatori, non disponibile a tutti. Ma poi la gente lo scoprì, avendo la risposta a come avviare uno dei loro programmi: bastava inserire il dischetto, premere "ctrl+alt+canc", e per magia il tuo programma si avviava. È stato un lavoro di cinque minuti, non credevo mica di creare un'icona culturale. Ma devo condividerne il merito. L'avrò pur inventato io, ma Bill l'ha reso famoso.“

Michela Murgia 15
scrittrice italiana 1972
„La morte di Maria è stata cancellata e sottratta alla rappresentazione, cristallizzando per tutte le donne un modello divinizzato a cui nessuna può accostarsi con qualche speranza di identificazione. Nell'iconografia dominante, quella che ha fondato il nostro immaginario collettivo, la madre di Cristo ha con la morte un rapporto di sola contemplazione: è la Mater Dolorosa ai piedi della croce, icona del dolore permanente al capezzale della fine di un altro. Questo silenzioso Stabat è la pietra miliare della costruzione dell'idea di Maria come vestale afflitta e funzionale, predestinata a divenire il modello ferreo per la femminilità di quasi venti secoli.“


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Chuck Dixon 4
fumettista statunitense 1954
„Non c'è nessuna storia di Batman che generi tante aspettative come una nella quale sia coinvolto il Joker. Quando compare lui... succede sempre qualcosa! Il Joker è la sfida più grande che il Cavaliere Oscuro abbia dovuto affrontare, il suo nemico più mortale, e tutte le avventure alle quali prende parte rappresentano un evento. Come scrittore, credo che sia il personaggio dei fumetti più intimidante che esista. E questo è qualcosa che va ben al di là della sua condizione di icona, anch'essa evidente.“

Andrea Cau 12
naturalista e paleontologo italiano 1978
„Come molti hanno sottolineato, ormai Tyrannosaurus rex ha travalicato i confini della pura ricerca scientifica, imponendosi come icona post-moderna e geomitologia. Ciò lo rende immune della normale critica scientifica, per questo risulta così inattaccabile, quasi sacro. Nessuno vorrebbe abbandonare il mitico Tyrannosaurus rex per l'oscuro Manospondylus gigas. Cosa dovremmo fare? Distruggere il nostro mito per accettare il rigore scientifico che impone di sostituire un nome con quello cronologicamente prioritario?“

Joseph Cornell 2
artista statunitense 1903 – 1972
„Cornell, grande artista. Il gusto raffinato dell'archeologia fantastica, del reliquiario metafisico. Ogni oggetto è incastonato in altri oggetti: avvolto nel reticolo esiguo e impalpabile di un orafo dell'immaginario, trasferito dallo scrigno della memoria a quello di una visione così preclusa e sottile da sembrare ironicamente esoterica. Ecco così le palline, le pipe di gesso dalla lunga imboccatura esile, le cassettine minuscole, i collages dipinti con velature artificiali, rifrazioni di specchi, vibrazioni azzurrine. Come in un'icona sono conservate più che le immagini consunte dell'arte, i loro pallidi riflessi, le loro fantasmagorie imprigionate in una goccia d'ambra, in un cubetto di porfido, nella preziosa enigmaticità di un idolo. L'invenzione delle associazioni e del montaggio obbedisce al rigore di una geometria metafisica. In un'età in cui l'arte è morta, essa viene sfidata a nascere nel modo in cui sono contemplati i suoi frammenti, le sue scaglie iridescenti, nel modo in cui sono filtrate e decantate le sue nascoste tavole pitagoriche. Cornell raccoglie, da grande, insuperato maestro, la cenere dell'aura. (Ferruccio Masini)“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„[... ] Cornell, grande artista. Il gusto raffinato dell'archeologia fantastica, del reliquiario metafisico. Ogni oggetto è incastonato in altri oggetti: avvolto nel reticolo esiguo e impalpabile di un orafo dell'immaginario, trasferito dallo scrigno della memoria a quello di una visione così preclusa e sottile da sembrare ironicamente esoterica. Ecco così le palline, le pipe di gesso dalla lunga imboccatura esile, le cassettine minuscole, i collages dipinti con velature artificiali, rifrazioni di specchi, vibrazioni azzurrine. Come in un'icona sono conservate più che le immagini consunte dell'arte, i loro pallidi riflessi, le loro fantasmagorie imprigionate in una goccia d'ambra, in un cubetto di porfido, nella preziosa enigmaticità di un idolo. L'invenzione delle associazioni e del montaggio obbedisce al rigore di una geometria metafisica. In un'età in cui l'arte è morta, essa viene sfidata a nascere nel modo in cui sono contemplati i suoi frammenti, le sue scaglie iridescenti, nel modo in cui sono filtrate e decantate le sue nascoste tavole pitagoriche. Cornell raccoglie, da grande, insuperato maestro, la cenere dell'aura. (p. 43)“

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