Frasi su illetterato


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Henry David Thoreau 88
filosofo, scrittore e poeta statunitense 1817 – 1862
„La sua persona suggeriva che anche nei gradi più bassi della vita potrebbero esservi uomini di genio, per quanto umili, illetterati e senza prospettive di migliorare questo loro stato essi siano; hanno sempre le loro idee originali, oppure non fingono di averle, e sono senza fondo come si credeva fosse il lago di Walden, sebbene possono essere oscuri e fangosi. (cap. VI, 1988, p. 217)“

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Emil Cioran 536
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„Ciò che ho amato innanzitutto della Romania è stato il suo lato estremamente primitivo. Non mancavano, certo, persone civilizzate, ma io preferivo gli illetterati, gli analfabeti.“


Roberto de Mattei 27
storico italiano 1948
„L'arte era un tempo chiamata "Bibbia dei poveri". Quattro cattedrali, quelle di Amines, di Chartres, di Oviedo e di San Marco sono tate definite le "quattro bibbie nel marmo" per l'evidenza plastica con cui le immagini vi riproducono visivamnte la Bibbia. Quella Bibbia pauperum che un tempo era destinata agli illetterati oggi può rivolgersi alle tantissime persone che sono povere nella conoscenza della fede. Uomini e donne di tutti i Paesi e di ogni provenienza ideologica ammirano la bellezza delle opere d'arte cristiane, dimenticando che queste opere non sarebbero state realizzate se non fossero state prima concepite secondo un modo di pensare he era la filosofia del Vangelo. (N. 25, p. 3)“

Victor Lebrun 15
scrittore e attivista francese 1882 – 1979
„Una volta, dopo il tè della sera Tolstoj, che si sentiva male, mi chiamò in camera sua. Alloggiava allora in basso [... ].
— Che cosa vi preoccupa, ora? A che pensate? — mi domandò, sdraiandosi sul grande divano coperto di tela cerata nera e comprimendosi il fegato malato con la mano passata sotto la cintura.
— A Dio. Cerco di chiarire in me questo concetto.
— In casi simili, mi ricordo sempre della definizione di Matthew Arnold. Ve ne ricordate? «Dio è la cosa eterna, posta al di fuori di noi, che ci conduce e che esige da noi la santità.» Aveva studiato i libri del Vecchio Testamento, e, per quell'epoca, la definizione era sufficiente. Ma, dopo Cristo, bisogna aggiungere che, al contempo, Dio è l'amore.
«Ognuno di noi possiede la propria rappresentazione di Dio. Per i materialisti Dio è la materia, benché ciò sia completamente erroneo; per Kant, è una cosa, per una contadina illetterata è un'altra.» Egli continuava così rispondendo al più completo disappunto che si dipingeva sul mio volto.
— Ma che cos'è questa nozione, se differisce in ciascun individuo? Tutte le altre nozioni sono forse le stesse per tutti!
— Perché? Esiste una moltitudine d'oggetti che gli uomini si rappresentano in modo nettamente diverso.
— Per esempio?
— Ce ne sono quanti ne volete... Ecco, per esempio... prendiamo non foss'altro l'aria: per un fanciullo non esiste; un adulto la conosce, come poter dire ciò?, diciamo che col senso del tatto egli l'aspira; ma per un chimico è tutt'altro.
Il Maestro parlava con voce calma e convincente come si parla con i fanciulli.
— Ma, se si hanno concezioni diverse di questo oggetto, perché, per nominarlo, ci si serve della stessa parola "Dio"? La contadina che lo nomina vuole esprimere una cosa diversa dalla vostra?
— Le nostre concezioni sono diverse, ma hanno anche un certo elemento comune. Per tutti gli uomini, questa parola evoca nella sua essenza una nozione che è comune a tutti loro, ed è perciò che non si può sostituire questa parola con nessun'altra. (pp. 111-113)“

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Walt Whitman 276
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„A paragone con la famosa epica greca, e altre minori dopo di quella, i supporti spinali della Bibbia sono semplici e magri. Tutta la sua storia, le biografie, le narrazioni, ecc., sono come perle su un filo, a indicare l'eterno bandolo della volontà e del potere Deifico. Tuttavia, con solo quella profondissima fede come impulso, e quella volontà Deifica come visibile, o invisibile, tema, essa spesso trascende i capolavori dell'Ellade, e invero ogni capolavoro. Le metafore audaci oltre il credibile, l'anima libera da ogni legge, stravagante agli occhi nostri, il fuoco dell'amore e dell'amicizia, il bacio fervido – povera di argomentazione e logica, ma insuperata in proverbi, nell'estasi religiosa, nei suggerimenti della mortalità comune e della morte, i grandi livellatori dell'uomo – lo spirito ogni cosa, le cerimonie e le forme delle chiese nulla – la fede illimitata, e la sua immensa sensuosità immensamente spirituale – una incredibile, onni-abbracciante non-mondanità e illetterata rozzezza che sa di rugiada (agli antipodi dall'assorbimento commerciale del secolo diciannovesimo e le sue morbose raffinatezze) – niente dubbi che spaccano il capello, non bronci malsani e sospiri, non «Amleto», non «Adonais», non «Thanatopsis», non «In Memoriam».“

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Mario Cuomo 5
avvocato e politico statunitense 1932 – 2015
„Ho osservato un piccolo uomo con dei calli spessi su entrambe le mani lavorare quindici e sedici ore al giorno. L’ho visto una volta letteralmente sanguinare dalla pianta dei piedi, un uomo che venne qui illetterato, solo, incapace di parlare la lingua, che mi insegnò tutto quello avevo bisogno di sapere sulla fede e sul duro lavoro con la semplice eloquenza del suo esempio.“

Lee Loevinger 3
magistrato e avvocato statunitense 1913 – 2004
„La televisione è la letteratura degli illetterati, la cultura del plebeo, il benessere del povero, il privilegio del diseredato, il club esclusivo delle masse escluse.“

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P.J. O'Rourke 41
scrittore, giornalista 1947
„Si conosce molto poco della campagna Canadese dato che è raramente visitata da chiunque eccetto la Regina e illetterati pescatori sportivi.“


Victor Lebrun 15
scrittore e attivista francese 1882 – 1979
„Una volta, dopo il tè della sera Tolstoj, che si sentiva male, mi chiamò in camera sua. Alloggiava allora in basso [... ].— Che cosa vi preoccupa, ora? A che pensate? — mi domandò, sdraiandosi sul grande divano coperto di tela cerata nera e comprimendosi il fegato malato con la mano passata sotto la cintura.— A Dio. Cerco di chiarire in me questo concetto.— In casi simili, mi ricordo sempre della definizione di Matthew Arnold. Ve ne ricordate? «Dio è la cosa eterna, posta al di fuori di noi, che ci conduce e che esige da noi la santità.» Aveva studiato i libri del Vecchio Testamento, e, per quell'epoca, la definizione era sufficiente. Ma, dopo Cristo, bisogna aggiungere che, al contempo, Dio è l'amore.«Ognuno di noi possiede la propria rappresentazione di Dio. Per i materialisti Dio è la materia, benché ciò sia completamente erroneo; per Kant, è una cosa, per una contadina illetterata è un'altra.» Egli continuava così rispondendo al più completo disappunto che si dipingeva sul mio volto.— Ma che cos'è questa nozione, se differisce in ciascun individuo? Tutte le altre nozioni sono forse le stesse per tutti!— Perché? Esiste una moltitudine d'oggetti che gli uomini si rappresentano in modo nettamente diverso.— Per esempio?— Ce ne sono quanti ne volete... Ecco, per esempio... prendiamo non foss'altro l'aria: per un fanciullo non esiste; un adulto la conosce, come poter dire ciò?, diciamo che col senso del tatto egli l'aspira; ma per un chimico è tutt'altro. Il Maestro parlava con voce calma e convincente come si parla con i fanciulli.— Ma, se si hanno concezioni diverse di questo oggetto, perché, per nominarlo, ci si serve della stessa parola "Dio"? La contadina che lo nomina vuole esprimere una cosa diversa dalla vostra?— Le nostre concezioni sono diverse, ma hanno anche un certo elemento comune. Per tutti gli uomini, questa parola evoca nella sua essenza una nozione che è comune a tutti loro, ed è perciò che non si può sostituire questa parola con nessun'altra. (pp. 111-113)“

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Werner Herzog 29
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico tedesco 1942
„Il cinema è l'arte degli illetterati (Arte e spettacoli, 24 agosto 2009)“

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Séamus Heaney 3
poeta nordirlandese 1939 – 2013
„Giacevo in attesa | tra la superficie di torba e le mura | del regno, tra strati di erica | e pietre aguzze taglienti. || Il mio corpo era leggibile | dalle influenze striscianti: | mi brancolava sul capo il sole dell'alba | e si raffreddava ai miei piedi. || Attraverso le vesti e la pelle | mi digeriva | la linfa dell'inverno, | e le radici illetterate || ponderavano e morivano | nelle cavità | dello stomaco e degli occhi. | Giacevo in attesa || sul fondo ghiaioso, | col cervello che si oscurava, | un vasetto di micelio | fermentante sottoterra || sogni di ambra baltica. | Resti di bacche sotto le unghie, | il groppo vitale che si riduce | nel cavo del ventre. || Si corrose il mio diadema | e le gemme caddero | nel banco di torba galleggiante | come le connessioni della storia. (da La Regina della palude, North; in Scavando, Poesie scelte (1866-1990), a cura di Franco Buffoni, Fondazione Piazzolla, Roma, 1991, pp. 63-64)“

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Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016
„Immaginarsi come elemento necessario nell'ordine dell'universo equivale, per noi gente di buone letture, a quello che è la superstizione per gli illetterati. Non si cambia il mondo con le idee. Le persone con poche idee sono meno soggette all'errore, seguono ciò che fanno tutti e non disturbano nessuno, e riescono, si arricchiscono, raggiungono buone posizioni, deputati, decorati, umini di lettere rinomati, accademici, giornalisti.
Si può essere sciocchi quando si fanno così bene i propri affari? Lo sciocco sono io, che ho voluto battermi coi mulini a vento. (Maurice Joly: Bompiani 2010, p. 209)“