Frasi su imbroglio

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Arthur Schopenhauer 231
filosofo e aforista tedesco 1788 – 1860
„Non c'è denaro impiegato più vantaggiosamente di quello che ci siamo lasciati togliere per via d'imbrogli: con esso infatti abbiamo immediata saggezza.“

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Frank Herbert 112
scrittore di fantascienza 1920 – 1986
„Molto di ciò che finora è andato sotto il nome di religione conteneva in sé un atteggiamento d'inconscia ostilità verso la vita. La vera religione deve insegnare che la vita è colma di gioie che rallegrano l'occhio di Dio, e che la conoscenza senza l'azione è vuota. Ciascuno deve accorgersi che l'insegnamento di una religione solo per mezzo di regole ed esempi altrui è un imbroglio. Un insegnamento giusto e corretto si riconosce facilmente. S'intuisce subito, perché risveglia in te una sensazione di qualcosa che hai sempre conosciuto. (Appendice 2, La Religione di Dune: Ed. Sperling&Kupfer, p. 464)“


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Gianrico Carofiglio 42
magistrato, scrittore e politico italiano 1961
„La gente manipola e viene manipolata, imbroglia e viene imbrogliata in continuazione, senza rendersene conto. Fanno del male e ne ricevono senza rendersene conto. Rifiutano di rendersene conto perché non potrebbero sopportarlo. Il gioco di prestigio è una cosa onesta perché è chiaro in anticipo che la realtà è diversa da quella che appare.“

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Jacques Ellul 5
sociologo e teologo francese 1912 – 1994
„Il Nuovo Testamento è per l'uomo uno scandalo. Esso suscita o la sua rivolta o il vivo desiderio di sbarazzarsene, facendo ricorso anche all'astuzia (per esempio con l'imbroglio di chiamare cristianesimo quanto ne rappresenta il contrario... salvo poi rendere grazie a Dio per il favore immenso di averlo reso cristiano!).“

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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„È una macchina diabolica, l'esercito, e il militarismo un ingranaggio mortale. Lo sai qual è la ricetta per fotter le reclute fin dal momento in cui arrivano alla caserma, Bernard? Prima si schierano sul piazzale coi loro abiti borghesi affinché ricordino d'appartenere a una società priva di uguaglianza, vale a dire un consorzio nel quale c'è chi veste bene e chi veste male. Poi gli si infila l'uniforme affinché si illudano d'accedere a un sodalizio di uguali, vale a dire un consorzio nel quale tutti vestono i medesimi panni. Subito dopo si rimbecilliscono con le esercitazioni e le marce che stroncano. E-marciando-cantate-così-tenete il passo. (Però il passo non c'entra, Bernard. C'entra che a cantare non pensano, e a non pensare non s'accorgono di venir fottuti.) Infine si cancella la loro personalità, la loro individualità. Perché il soldato non deve essere un individuo, una persona: deve esser parte d un nucleo perfetto che agisce all'unisono. E lo sai qual è l'ingrediente per ottenere un nucleo perfetto o quasi perfetto? L'odio. L'odio collettivo cioè diretto verso lo stesso bersaglio, e non il bersaglio rappresentato dal nemico che la guerra ti procura o ti procurerà: il bersaglio rappresentato da un paria coi gradi di sergente. Il sergente becero, ignorante, di cui subisci la tirannia che gli è stata delegata dal tenente al quale è stata delegata dal capitano al quale è stata delegata dal maggiore al quale è stata delegata dal colonnello al quale è stata delegata dal generale al quale è stata delegata dalla Macchina, a cui hanno insegnato a berciare come a un cantante si insegna a gorgheggiare do-re-mi-fa-sol-la. Sì, gli hanno insegnato a usare la voce per comandarti e sfotterti e umiliarti, Bernard. E lui la usa nel modo prescritto. «Sei laureato, tu? Bene, allora va' a pulire i cessi.» Al contadino e all'operaio, invece: «Razza di piercolo, da che fogna vieni? Non sai nemmeno contare, somaro?» Poi dispetti, addestramenti forzati, canagliate, fino a quando laureati e contadini e operai lo odiano in uguale misura, e il nucleo quasi perfetto è ottenuto. "Quasi" perché manca il tocco finale, l'ingrediente decisivo, e indovina qual è il tocco finale. L'ingrediente decisivo. È l'amore. L'amore concentrato sullo stesso bersaglio che stavolta è il tenente o meglio ancora il capitano. Insomma l'ufficiale buono, comprensivo, paterno, che ascolta e consola e magari si rivolge a te con il Lei. «È laureato, lei? Bravo, me ne rallegro. È contadino, lei? Bravo, me ne compiaccio. È operaio, lei? Bravo, me ne complimento.» Oppure: «Sì, la rampogna del sergente è stata eccessiva: lo rimprovererò a mia volta. Voglio essere un amico, per voi, in caso di bisogno rivolgetevi a me.» Bisogno? Che bisogno? Ormai l'unico bisogno di cui hanno bisogno è ricevere amore, darlo, e dall'odio per il sergente passano all'amore per il tenente o il capitano. Il-mio-capitano. Per il loro capitano accettano qualsiasi sacrificio, qualsiasi martirio, sono pronti a crepare. Con lui salteranno fuori dalla trincea, con lui si lanceranno contro la mitragliatrice che falcia, con lui uccideranno il nemico cioè il disgraziato che dall'altra parte della barricata ha subìto l'identico trattamento, con lui creperanno come bovi al macello. E questo, inutile dirlo, senza che sospettino d'esser le vittime d'un lurido imbroglio, le ruote di un ingranaggio ben oliato e ben collaudato. Perenne. (I, IV, I; pp. 110-112)“

Stanislao Nievo 1
scrittore italiano 1928 – 2006
„Napoli è una città viva e rovinata. Tutto è bello, orrendo e in disordine, niente funziona bene tranne il passato. Ma tutto è possibile.
Gli esperimenti marini più importanti del Mediterraneo, le speculazioni più colossali e fasulle, le storie più incredibili e piacevoli, le persone più nobili e declassate, le cose più inutili e intelligenti si trovano qui. Con sfondo di sole e di mare.
Anche le cose più ingenue e contorte che scendono negli abissi dell'anima properano qui meglio che altrove.
Se ci fosse una capitale dell'anima, a metà tra oriente e occidente, tra sensi e filosofia, tra onore e imbroglio, avrebbe sede qui.
Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l'enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia. Qui visse e morì Benedetto Croce. (p. 74)“

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Alberto Moravia 45
scrittore italiano 1907 – 1990
„Gli altri si arrabattano con la furbizia, coi calcoli e con gli inganni, e alla fine, machiavellici come sono, si ritrovano tuttavia con un pugno di mosche. A me invece, che agisco sempre con sincerità e seguendo i miei migliori istinti, che odio l'inganno e il calcolo, a me, l'ingenuo, l'uomo che non sa vivere, tutto va di bene in meglio. Loro cercano di farsi largo a furia di imbrogli, e di malafede e non riescono ad uscire dal loro stato mediocre. Io invece, neppure mi curo di farmi avanti, bado soltanto a procurarmi degli amici, a creare dei legami di affetto, ad essere in buoni e veri rapporti con ogni persona che conosco, e mi ritrovo poi alla fine avvantaggiato, e quegli amici, quei legami d'affetto, quei rapporti, si rivelano come i migliori strumenti della mia fortuna. Tanto è vero che la migliore furbizia è non essere furbi. (Pietro: I, XIII; pp. 151-152)“

„Dovrebbe essere un film horror? O una commedia? Durante la promozione è stato chiamato "un thriller originale", ma non è niente di tutto questo. Solo "prova di resistenza" descrive adeguatamente lo sconsiderato imbroglio che si sussegue.“


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Jack Valenti 1
funzionario statunitense 1921 – 2007
„Una mostruosa sciarada [basata sugli] allucinati belati di uno scrittore di nome Jim Garrison, un discreditato ex procuratore di New Orleans. [... ] C'è qualche essere umano sano di mente che davvero crede che il presidente Johnson, i membri della Commissione Warren, gli agenti di polizia, la CIA, l'FBI, svariati criminali, stramboidi e lanciatori di frisbee abbiano tutti cospirato così come nelle bizzarre visioni di Garrison? [... ] E poi per quasi 29 anni non è emerso nulla? Ma lo si deve credere se si pensa che una qualsiasi parte di questa folle accusa sia plausibile. [... ] Scena dopo scena il signor Stone appiccica insieme le mezze verità e le falsità totali e da questo fabbrica il plausibile. [... ] Non mi meraviglio che molti giovani, presi dal film, lascino i cinema convinti di essere stati testimoni della verità. [... ] Più o meno allo stesso modo giovani ragazzi e ragazze della Germania nel 1941 furono ipnotizzati da Il trionfo della volontà di Leni Riefenstahl, in cui Adolf Hitler venne rappresentato come un nuovo Dio. [... ] Sia JFK - Un caso ancora aperto che Il trionfo della volontà sono ugualmente capolavori della propaganda e ugualmente degli imbrogli. Il signor Stone e Leni Riefenstahl hanno un altro legame genetico: nessuno dei due ha inserito un avviso nei propri film avvertendo che i contenuti sono perlopiù finzione.“

Thorwald Dethlefsen 6
psicoterapeuta, filosofo e esoterista tedesco 1946 – 2010
„Far sparire i sintomi è la cosa meno importante del mondo. Nel mondo della tecnica esistono molti sistemi di allarme, come per esempio una lampada rossa in una cella frigorifera, che controlla che la temperatura non salga in modo pericoloso. Nessuna persona di buon senso vedendo accendersi la lampadina la sviterebbe, annunciando poi orgogliosamente, quando la lampadina si spegne, di aver riparato la cella frigorifera. Nella «riparazione» dell'uomo questo procedimento grottesco si ripete però costantemente. Appena si annuncia un sintomo, il medico lo fa sparire e fa passare questo piccolo imbroglio per un successo terapeutico. (p. 110)“

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Francesco Guccini 220
cantautore italiano 1940
„Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità. (da Venezia)“

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Elias Canetti 177
scrittore, saggista e aforista bulgaro 1905 – 1994
„Forzàti a cambiare nome ogni cinque anni. Il destino degli uomini illustri. I loro imbrogli.“


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Silvio Berlusconi 715
politico e imprenditore italiano 1936
„Per quanto riguarda poi lo spread... ma smettiamola di parlare di questo imbroglio! Di spread non si era mai sentito parlare, se ne è sentito parlare soltanto da un anno [... ] (citato in Berlusconi: "Lo spread è un imbroglio", Repubblica. it, 11 dicembre 2012)“

„Una statistica ben confezionata funziona meglio di una "grande bugia" alla maniera della propaganda hitleriana: inganna, ma non rivela l'origine dell'imbroglio. (pag. 33)“

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Hillary Clinton 6
politica e avvocata statunitense 1947
„Ogni volta che Donald pensa che le cose non stiano andando come piace a lui, dice che c'è un trucco. L'FBI compie un'indagine sulle mie email per un intero anno concludendo che non c'è niente di illegale. Lui dice che l'FBI imbroglia. Perde i caucus in Iowa, perde le primarie in Wisconsin. Dice che le primarie sono state manipolate a suo svantaggio. La Trump University viene denunciata per truffa e racket. Afferma che il sistema giudiziario e il giudice federale ce l'hanno con lui. Addirittura quella volta che il suo programma televisivo non ha vinto un Emmy per tre stagioni consecutive ha scritto su Twitter che anche gli Emmy erano truccati. [... ] Questa è la sua mentalità. Questo è il modo in cui Donald ragiona. È divertente, ma è anche molto preoccupante.“

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Michael Crichton 18
scrittore e regista statunitense 1942 – 2008
„Ma il potere scientifico è come una ricchezza ereditata: ottenuta senza disciplina. Leggi cosa hanno fatto altri, compi il passo successivo. Lo puoi fare quando sei ancora molto giovane. Puoi progredire molto velocemente. Senza bisogno di una disciplina che duri molti decenni. Non ci sono maestri: gli scienziati vecchi vengono ignorati. Non c'è alcuna umiltà dei confronti della natura. C'è solo la filosofia del diventa-ricco-presto, fatti-presto-un-nome. Imbroglia, menti, falsifica: non ha importanza. Non per te, o per i tuoi colleghi. Nessuno ti criticherà. Nessuno ha standard etici. Stanno tutti cercando di fare la stessa cosa: fare qualcosa di grande, e farlo presto. E poiché puoi arrampicarti sulle spalle dei giganti, ti è possibile realizzare qualcosa velocemente. Prima ancora di sapere di preciso di cosa si tratti, sei già lì a divulgarlo, brevettarlo e venderlo. E il compratore avrà ancora meno disciplina di te. Il compratore si limita ad acquistare il tuo potere, come una qualsiasi merce. Il compratore non concepisce nemmeno l'idea che una qualche disciplina possa essere necessaria.“

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