Frasi su imitatore

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Friedrich Schiller 42
poeta, filosofo e drammaturgo tedesco 1759 – 1805
„La posterità non intreccia ghirlande per gli imitatori.“

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Marco Travaglio 114
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Caro direttore, sono quasi 6 anni che non ci sentiamo. Da quel 22 luglio 2001 quando, dopo avere speso gli ultimi respiri a mettere in guardia gli italiani dal virus Berlusconi, te ne volasti in cielo. Ora che sei in Paradiso, immagino che tu abbia di meglio da fare che occuparti dell'Italia: in 92 anni di vita, hai già dato. Ma qui succedono cose talmente strane che devo proprio raccontartele. Intanto Berlusconi non c'è più, al governo intendo. Ma non è che si noti molto. Anzi, forse torna. Il vaccino non ha funzionato. Ora c'è di nuovo Prodi, almeno fino a un paio di minuti fa c'era. Non sappiamo. Si parla, tanto per cambiare, di crisi della politica. E in quel vuoto s'infilano indovina chi? La Confindustria e il Vaticano. Come diceva Totò, quando vedo un buco ci entro. Tu eri un laico risorgimentale a 24 carati, ma due papi, Roncalli e poi Woytjla, ti vollero conoscere perché eri molto rispettoso della religione. Un po' meno di certi Preti e di certi Vescovi che s'impicciavano di politica. Dicevi: "Aborro i preti, esseri autoritari e prepotenti. Quando qualcuno mi dice che stiamo andando verso il fascismo, vorrei quasi rispondere: magari! Il fascismo è brutto, ma passa. Invece andiamo incontro a forme di vita clericale, anzi ci siamo dentro, perché non abbiam saputo amministrare il nostro libero esame. Abbiamo liquidato la coscienza, dandola in appalto al prete. Ecco dove nasce il più macroscopico difetto degli italiani: la mancanza di una coscienza morale. Non siamo religiosi: siamo cattolici per comodità, abitudine, tradizione, non per coscienza. Il problema di Dio gli italiani non se lo pongono. Perciò non siamo mai stati una Nazione: l'unico Stato che conosciamo è quello Pontificio". Ecco, ci siamo dentro fino al collo adesso, direttore. I cattolici liberali si sono estinti. Già tu rimpiangevi De Gasperi, "un democristiano che credeva in Dio e non aveva bisogno di fare il bigotto, forse perché era nato in Austria. In chiesa De Gasperi parlava con Dio, Andreotti col prete". Oggi con Dio ci parlano in pochi, persino tra i cardinali. In compenso tutti parlano con i preti e i cardinali. Ma anche con Andreotti, che a 90 anni è sempre un bijou: è vivo e lotta insieme a noi. Il Papa invece è cambiato: Woytjla non c'è più, ora c'è Ratzinger. Quando dice no alle coppie di fatto, si mettono tutti sull'attenti. Quando invece dice che il capitalismo non è molto meglio del socialismo, quando dice che bisogna salvaguardare l'occupazione, privilegiare i poveri, gli ultimi, difendere l'ambiente da uno sviluppo scriteriato, parlano d'altro e fanno finta di non sentire. Un giorno, di recente, ha detto addirittura che bisogna cacciare i corrotti dalla politica, e lì anche i politici più bigotti sono diventati anticlericali: come si permette di impicciarsi in affari che non gli riguardano? Ti parlo dallo studio di Santoro, che è tornato in tv dopo 5 anni di riposo, diciamo così: l'ultima volta che in Rai si sentì la tua voce fu da Biagi e da Santoro, entrambi i programmi furono subito chiusi. Stiamo per trasmettere un reportage della Bbc sulla pedofilia nel clero, già visto su internet da alcune decine di milioni di persone nel mondo e 3-4 milioni in Italia. Mi dirai: "dov'è il problema, già ai miei tempi tutti volevano una Rai modello Bbc". Appunto: adesso hanno visto cosa fa la Bbc e gli è passata la voglia. Persino la Cei ha detto: "Nessuna censura, discutiamo pure con equilibrio". La censura la invocano i politici e alcuni papaveri Rai, che sono più papisti del Papa. C'è un tale Landolfi, lo stesso capo della Vigilanza che nel 2001 ti accusò di linciare Berlusconi e chiese addirittura a Ciampi di intervenire per la tua intervista a Biagi a ridare dignità al servizio pubblico, che 10 giorni fa già sapeva che avremmo imbastito un processo mediatico contro la Chiesa: una specie di Nostradamus. E ha aggiunto: "Non sono queste le finalità del servizio pubblico, non è per questo che i cittadini pagano il canone". Lui li conosce uno per uno, gli telefona tutti i giorni per sapere che cosa vogliono. Poi c'è Fassino, che una volta era comunista, però ha studiato dai gesuiti: ora parla come don Abbondio e ci invita al massimo equilibrio e alla massima prudenza. Fini l'altra sera ha annunciato a "Ballarò" che il nostro programma non andrà mai in onda: deve averglielo detto in sogno l'Arcangelo Gabriele, ma era un imitatore: infatti siamo in onda. Casini chiese un programma riparatore che raccontasse tutto il bene che fa la Chiesa nel mondo. Potrebbe commissionarlo ai suoi uomini alla Rai, che sono un po' più numerosi di quelli che aveva la Dc una volta, però la Dc aveva anche il decuplo dei suoi voti; oppure potrebbe chiederlo a Buttiglione, che ha mezza famiglia in Rai e l'altra mezza a Mediaset; invece chiede a noi. Tu dirai: che c'entrano i politici con la libera informazione? Da quando i giornalisti prendono ordini dai segretari di partiti? Ecco, il problema è che ormai non se lo domanda più nessuno. Trovano tutto ciò molto normale. I politici non si accontentano di lottizzare la Rai: vogliono fare i palinsesti e i critici televisivi; prima o poi condurranno direttamente programmi e si intervisteranno da soli. Ricordi Giuliano Ferrara? L'avevi lasciato ateo. Bene, adesso è rimasto ateo ma è diventato anche clericale, nel frattempo. Dice che il reportage Bbc è una schifezza. E lui se ne intende. C'è perfino chi pretendeva che mostrassimo in anticipo all'editore una scaletta sicura prima di decidere se mandarci in onda oppure no. Come se l'amministratore della Fiat Marchionne volesse leggere gli articoli della Stampa o De Benedetti quelli della Repubblica, prima di mandare in stampa i giornali. Anche questo, è un po' strano, è passato sotto silenzio, come una cosa normale. La nostra categoria non ha brillato, ma questa per te non è una novità: già 30 anni fa tu scrivevi che "il giornalismo italiano è servo per vecchia abitudine: i potenti vogliono il monumento equestre e il piedistallo, e noi glielo diamo". Non ti dico gli intellettuali sedicenti liberali: tutti zitti, o addirittura solidali con i censori. Sono quelli che tu definivi "una grossa camorra al servizio di ogni potere". L'altro giorno, rileggendo i tuoi ultimi articoli, mi è capitata una lettera a Franco Modigliani, Nobel dell'Economia, in cui tu parlavi della corruzione e dicevi: "Dopo tanti secoli che la pratichiamo, dietro l'esempio e sotto il magistero di nostra Santa Madre Chiesa, ineguagliabile maestra d'indulgenze, perdoni e condoni, noi italiani siamo riusciti a corrompere anche la corruzione e a stabilire con essa il rapporto di pacifica convivenza che alcuni popoli africani hanno stabilito con la sifilide, diventata nel loro sangue un'afflizioncella di ordine genetico senza più gravi controindicazioni... Un popolo italiano consapevole della propria identità e ben deciso a difenderla, non c'è. E non c'è perché, nei secoli in cui questa coscienza nazionale maturava nel resto dell'Occidente, in Italia veniva soffocata da una Chiesa timorosa che il cittadino soppiantasse il fedele e creasse un potere temporale laico contrapposto al suo". Questo scrivevi sulla prima pagina del Corriere della Sera non 1000 anni fa, 6 anni fa. Oggi passeresti per un nemico della fede, della famiglia, dell'Occidente, forse per un fiancheggiatore di Al Qaeda. Non è che potresti prenderti una libera uscita e tornare giù un po' da noi per un paio di giorni, non di più? Ci manchi tanto, e non sai quanto. Ciao, direttore. (dalla coperina di Annozero, 31 maggio 2007)“


Leonardo Olschki 2
filologo italiano 1885 – 1961
„Il merito di aver dato al sentimento una sua autonomia è tutto del Petrarca. Nessuno dei suoi imitatori ha aggiunto dei tratti nuovi al suo realismo sentimentale e all'estensione della sua immaginazione lirica. Se il Petrarca ha liberato la poesia d'amore dalle estravaganze esoteriche e dalle sottigliezze cortesi dei suoi antecessori, pure a queste tornarono in duplice forma i suoi commentatori e imitatori cinquecenteschi, cercando una nuova forma d'amor cortese razionalistico e misticizzante. (da La poesia italiana nel Cinquecento, La Nuova Italia, 1933, pp. 19 e seguenti; in Maria Acrosso, p. 238)“

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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„Le opere di certi imitatori di Joyce che non riescono a farcela. Le opere di chi inventa vocabolari sbagliati [... ]. Le opere che esprimono un caos sforzato.“

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Jean Jacques Rousseau 66
filosofo, scrittore e musicista svizzero di lingua francese 1712 – 1778
„L'uomo è imitatore e anche l'animale lo è; il gusto dell'imitazione è proprio della natura bene ordinata, ma degenera in vizio nella società. La scimmia imita l'uomo, di cui ha timore, e non imita gli animali che disprezza: giudica buono ciò che fa un essere migliore di lei. (1994, p. 166)“

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Andrea Scanzi 51
giornalista e scrittore italiano 1974
„Il Lendl di oggi, senza però il coraggio di essere pienamente cattivo. In campo è scorretto, simula infortuni, boccheggia come se vivesse in continua apnea. Poi fa un punto decisivo ed esulta belluinamente, come neanche un ustascia. Cattivissimo. Ma fuori dal campo, no: si presenta come simpatico, imitatore di colleghi, raccontatore di barzellette.“

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Silvio Berlusconi 715
politico e imprenditore italiano 1936
„[... ] Crozza è veramente formidabile e non c'è paragone con tutti gli imitatori della storia della televisione precedente. Ha dei testi intelligentissimi e su di me ha potuto dire, dato il mio comportamento di governo, soltanto che mi piacciono tanto le donne; è vero, spero che piacciano anche a lui.“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Cosa c'entri la giustizia italiana in fatti e misfatti capitati trent'anni fa in un Paese di cui la metà della popolazione è di origine italiana, non riusciamo a capire. Ma ci pareva impossibile che l'iniziativa del giudice spagnolo Garzon per trascinare l'ex dittatore cileno Pinochet sul banco degli accusati di un tribunale madrileno non trovasse imitatori in un Paese di scimmie come il nostro. Grazie ad essa, il nome e il volto di Garzon sono noti in tutto il mondo. Ed è probabile che tra poco lo siano anche quelli del pubblico ministero Caporale. Vi pare poco in un'era dell'effimero come quella in cui stiamo vivendo, e che vede l'infittirsi di processi ai defunti, su cui le nuove leve della storiografia vorrebbero riscrivere il passato? (da [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/2000/aprile/03/QUEI_PROCESSI_CARO_ESTINTO_co_0_0004033275. shtml Quei processi al caro estinto], 3 aprile 2000, p. 1)“


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Quinto Orazio Flacco 120
poeta romano -65 – -8 a.C.
„O imitatori, gregge di schiavi. (I, 19, 19)“

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Mick Jagger 5
cantante britannico 1943
„[Su Elvis Presley] Un artista unico, un originale in un mondo di imitatori.   Fonte?“

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Bonaventura da Bagnoregio 10
cardinale, filosofo e teologo italiano 1217 – 1274
„Pur vivendo nel mondo, egli imitò talmente la purezza degli Angeli, da essere proposto ad esempio ai perfetti imitatori di Cristo. (p. 7)“

„[Gesù e la christomimesis di Federico II]:
L'uno è Dio, l'altro l'imitatore pio e prudente di Dio.“


Giosuè Signori 2
arcivescovo cattolico italiano 1859 – 1923
„Oh! si diffondano le care memorie! Siano benedetti i genitori che iniziarono un tale fanciullo a sentimenti così teneri di devozione e trovino nelle famiglie cristiane fedeli imitatori! (ibidem)“

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Girolamo Borsieri 2
umanista italiano
„[... ] Michel Angiolo da Caravaggio, il quale è stato così diligente, ed ingegnoso imitatore della natura, che dove gli altri pittori sogliono prometter esso ha fatto. (da Il Supplemento della Nobiltà di Milano, cap. XVII, p. 65)“

Guglielmo Audisio 22
1801 – 1882
„Meschini imitatori che vollero da Bourdalone pigliare il metodo delle divisioni e suddivisioni, senza avere il talento che fu in lui di nutrire d'un sugo forte e vitale, le fecero inaridire e detestare. (p. 90)“

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Louis Bourdaloue 4
gesuita e predicatore francese 1632 – 1704
„Tre soggetti di consolazione e di gioia che la Chiesa ci propone, mettendoci avanti gli occhi la gloria de' santi, e animandoci per tal cagione ad essere gl'imitatori della loro santità: Gaudete et exultate. Se voi piglierete i loro esempi rallegratevi, e di che? Di ciò che voi sarete sicuramente, pienamente, eternamente ricompensati. Al contrario piangete ed affliggetevi, se, malgrado tanti vantaggi, posseduti dall'amor del mondo sentite poco gusto e poca attrattiva per questa ricompensa de' giusti. Non solamente piangete, ma tremate, se la durezza de' vostri cuori vi fa insensibili a verità sì consolanti.“

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