Frasi su imperfezione

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Charles Bukowski 264
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„La sanità mentale è un'imperfezione. (10 seghe)“

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Baruch Spinoza 119
filosofo olandese 1632 – 1677
„La perfezione e l'imperfezione sono in realtà soltanto modi del pensare, cioè nozioni che siamo soliti inventare per il fatto che confrontiamo gli uni agli altri individui della stessa specie o genere.“


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Henry James 26
scrittore e critico letterario statunitense 1843 – 1916
„La chiesa cattolica era un tempo la più superba istituzione del mondo, e s'imponeva alle anime umane. Se in un organismo così potente si scoprono imperfezioni, che fede possiamo avere nelle nostre piccole idee e filosofie? Che cosa è bene e cosa è male? Qual è la cosa che realmente importa? Qual è una giusta regola di vita? (p. 255)“

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Ascanio Celestini 23
attore teatrale, regista cinematografico e scrittore ita... 1972
„Per sopravvivere si era smussato. Gli zingari invece erano un groviglio di spigoli. Non era l'imperfezione nel corpo o nel cervello, un'incisione sul pisello, il cognome di una città, la barba o il modo di parlare che li distingueva. Nemmeno la religione, la musica o il cibo. Nessuno di loro era mai diventato ricco, non avevano fatto guerre contro nessuno, non pensavano alla bomba atomica e alla armi chimiche o batteriologiche, non reclamavano una terra, non avevano creato né galere né manicomi. Qualcuno sapeva rubare sul tram, lavorare gli piaceva poco come a tutti, ma loro lo nascondevano meno e non consideravano un dramma puzzare di sudore o restare per una settimana senza cambiarsi mutante e calzini. In un'Europa che aspirava a una perfezione fatta di purezza sintetica e occhi azzurri, gli zingari apparivano come una zecca sul cane di Barbie, la muffa nel cheeseburger, i tarli da Ikea. (pp. 217-218)“

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Giacomo Leopardi 181
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere; non v'ha altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla. (4174, Bologna, 17 aprile 1826; 1898, Vol. VII, pp. 104-105)“

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Baruch Spinoza 119
filosofo olandese 1632 – 1677
„La perfezione consiste nell'essere e l'imperfezione nella privazione dell'essere. (XXXVI, 1974)“

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Publio Cornelio Tacito 51
storico, oratore e senatore romano 56 – 120
„L'imperfezione che caratterizza l'uomo fa sì che le cure agiscano molto più lentamente di quanto non facciano i mali; e come i nostri corpi s'accrescono con lentezza, ma si dissolvono in un istante, così l'intelletto e le sue opere sono molto più facili da soffocare che da riportare in vita. (3)“

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Leopold Stokowski 9
direttore d'orchestra statunitense 1882 – 1977
„Alcuni temono lo sviluppo degli strumenti elettrici, perché ritengono che causerà una “meccanizzazione” della musica. Ma hanno torto, ché avverrà esattamente il contrario. Quando gli strumenti elettrici saranno relativamente perfetti, libereranno i musicisti dalla presente costante preoccupazione per le imperfezioni e difficoltà tecniche. Potremo così concentrare tutto il nostro sentimento e il nostro pensiero sulla più intima essenza della musica. (da Futura evoluzione degli strumenti, p. 144)“


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Jacques Cazotte 11
scrittore francese 1719 – 1792
„[... ]Perdonatemi per aver corso il rischio di prender su di me tutte le imperfezioni del mio sesso, per riunire, se potevo, tutte le grazie. [... ]“

Carlo Antonio Broggia 10
economista italiano 1698 – 1767
„Il bene non sempre vien impedito da un contrario positivo, ma vien per lo più impedito da quegl'istessi mezzi che suppongonsi atti a promuoverlo e che per la loro imperfezione, o di eccesso, o di mancanza, invece di promuoverlo, lo distruggono o lo impediscono. (pp. 379-380)“

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François Cheng 1
scrittore e poeta cinese 1929
„Lungo i percorsi dell'esistenza ci scontriamo con due misteri fondamentali: quello della bellezza e quello del male… La bellezza è un mistero, visto che l'universo non era tenuto a essere bello. Eppure lo è… Anche il male è un mistero. Se il male ci si presentasse solo sotto forma di qualche imperfezione o fallimento, dovuti alle difficoltà della vita, forse potremmo accettarlo. Ma negli uomini raggiunge un livello così radicale da sfiorare l'assoluto…“

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Jacques Joseph Duguet 9
1649 – 1733
„Non è possibile infatti sostenere a lungo ciò che non si ama, o amare ciò che non contribuisce che a far soffrire. Ed ecco come da un eccesso di minuzie si passa all'eccesso opposto; e chi non ha saputo sopportarsi nelle proprie imperfezioni, leggere o immaginarie, cade in vizi reali e non scusabili, che hanno avuto inizio dall'imprudenza di rendere penosi la virtù e il bene, mentre era necessario far di tutto per accrescerne il gusto e il piacere. (Parte quarta, Dannosi effetti degli scrupoli, p. 143)“


Shunryū Suzuki 25
monaco buddhista 1904 – 1971
„Si dice che ci sono quattro tipi di cavalli: eccellenti, buoni, mediocri e cattivi. Il migliore correrà piano o forte, a destra o a sinistra, secondo la volontà del cavaliere, ancor prima di vedere l'ombra della frusta; il secondo miglior cavallo farà tutto bene come il primo, ma un attimo prima che la frusta lo raggiunga; il terzo correrà quando avvertirà dolore sul corpo; il quarto correrà solo dopo che il dolore gli sarà penetrato fin nel midollo delle ossa. Immaginate un po' quanto è difficile per il quarto cavallo imparare a correre! Ascoltando questa storia, quasi tutti vorremmo essere il cavallo migliore. Se non è possibile essere il migliore, vogliamo essere il secondo dopo di lui. È questo, credo, il modo consueto di intendere questa storia e lo Zen. Può darsi che pensiate che, sedendo in zazen, scoprirete se siete tra i migliori cavalli o tra i peggiori. Qui, tuttavia, ci troviamo di fronte a un fraintendimento dello Zen. Se pensate che scopo della pratica zen sia addestrarvi a diventare uno dei cavalli migliori, allora avrete veramente un grosso problema. Ma non è questo il retto intendimento. Se praticate lo Zen nel modo giusto non ha alcuna importanza che voi siate il cavallo migliore o peggiore. Se considerate la misericordia del Buddha, quale pensate sia l'atteggiamento del suo cuore nei confronti dei quattro tipi di cavalli? Egli avrà più simpatia per i peggiori che non per i migliori. Quando siete decisi a praticare lo zazen con la grande mente di Buddha, scoprirete che il cavallo peggiore è quello che vale di più. Proprio nelle vostre imperfezioni troverete la base per la vostra mente ferma, la mente che cerca la via. (pp. 33-34)“

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Georges Riviere 1
1855 – 1943
„L'artista più attaccato, più maltrattato, da quindici anni, dalla stampa e dal pubblico, è Cézanne. Non c'è epiteto offensivo che non venga accostato al suo nome, e le sue opere hanno ottenuto un successo d'ilarità che dura ancora. [... ] Cézanne appare come un greco della belle époque; le sue tele hanno la calma, la serenità eroica dei dipinti e delle terrecotte antiche, e gli ignoranti che ridono davanti ai Bagnanti, per esempio, mi fanno l'effetto di barbari che criticano il Partenone. Cézanne è un pittore, e un grande pittore. Quelli che non hanno mai preso in mano un pennello o una matita hanno detto che non sapeva disegnare, e gli hanno rimproverato "imperfezioni" che non sono che una raffinatezza ottenuta grazie a un'enorme abilità. So bene che, nonostante tutto, Cézanne non può avere il successo dei pittori alla moda [... ] ma la sua pittura ha l'inesprimibile fascino dell'antichità biblica e greca, i movimenti dei personaggi sono semplici e grandi come nelle sculture antiche, i paesaggi hanno una maestà imponente, e le sue nature morte così belle, così esatte nei rapporti tonali, hanno, nella loro verità, qualcosa di solenne. In tutti i suoi dipinti, l'artista commuove, perché egli stesso prova, davanti alla natura, un'emozione violenta che l'abilità trasmette alla tela. (da L'Impressionniste, 1 aprile 1877)“

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Filippo Timi 24
scrittore, attore e regista italiano 1974
„Sorride come se avesse negli occhi un'improvvisa estate di ottobre. Di che colore sono i sorrisi? Quale profumo ha la febbre? Che sapore ha un amore mortale? Un sapore di morte e vita. Accettare l'imperfezione. Liberarsi dall'insoddisfazione e dall'incubo di stare sempre col sorriso impiccato ai sogni. Le parole che non escono sono sempre le più vere.“

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Raffaele La Capria 38
scrittore italiano 1922
„Caro babbo, lo sai che per me tu eri l'esempio vivente di tutte le perfezioni? Il tuo naso era perfetto, le tue orecchie erano perfette, la forma della tua testa era perfetta, la scriminatura che divideva da una parte i tuoi pochi capelli era perfetta, e tu, mi ricordavi per tutte queste perfezioni che ti attribuivo, un attore, di quel cinema anni Trenta che cominciò a sfornare una serie di divi a cui tutti avremmo voluto assomigliare. C'era solo una piccola cosa in te che non era perfetta: l'unghia dell'indice della tua mano sinistra era leggermente deformata, era un po' più spessa delle altre e incarnita. Normalmente non si notava, ma i bambini hanno un occhio speciale per notare anche la più lieve imperfezione, e io l'avevo notata e ti avevo domandato come mai quell'unghia era diversa dalle altre. Tu mi dicesti che quando eri piccolo un colpo di martello sbagliato ti aveva spappolato la punta del dito e che l'unghia rimarginandosi era diventata così. Io pensai solo al dolore che dovevi aver provato e poi pensai che le unghie delle altre tue dita erano tutte belle tonde e talmente curate che sembravano appena uscite dalla manicure. Più tardi, quando non ero più un bambino ma un adolescente che cominciava a toccarsi facendo fantasie, non so perché una volta mi sorpresi a pensare che forse la storia del colpo di martello non era vera e che quel dito poteva essere difettoso dalla nascita. Perché lo pensai? Forse perché oscuramente sentivo di aver ereditato da te un'imperfezione che non riguardava solo il mio corpo, ma una parte esigente di me che non avevo ancora bene individuata. (da Lettera al padre, pp. 79-80)“

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