Frasi su impropria

„In Germania il nazionalsocialismo ha minato le fondamenta stesse della cultura dell'educazione. I valori e le virtù che costituiscono il cuore della pedagogia patiscono ancora le conseguenze dell'uso improprio che ne fece il nazionalsocialismo: anche la variante tedesca della rivolta giovanile post-sessantotto non è stata altro che una conseguenza della catastrofe in cui il Paese era precipitato. (da Elogio della disciplina; citato in «Ci ha rovinati Hitler. E il Sessantotto», Corriere della sera, 25 giugno 2007)“

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Ruggero Pesce 2
giudice italiano 1938
„Ben venga la tecnologia, dunque, perché rappresenta certamente il futuro, ma ricordiamo che l'elemento uomo, che parrebbe da essa quasi relegato in secondo piano, rimane il centro, il motore, l'anima di quest'universo che ci sforziamo di governare. L'uomo e l'inquietudine, figlia dei tempi, che l'accompagna.
Perché inquietudine? Guardiamo in particolare al mondo della Magistratura e pensiamo all'aria avvelenata in cui essa si trova troppo spesso ad operare, e ci chiediamo se ciò avvenga per colpe proprie ovvero per gratuiti e interessati attacchi esterni. Ma è vano cercare di sciogliere il dilemma; occorre invece che ci si adoperi con ogni energia per togliere voce a quanti imputano ad alcuni esponenti della magistratura scarsa diligenza o vanità personale o spinte ideologiche che li orienterebbero altrove rispetto a un'interpretazione corretta e serena della norma. Se queste incrostazioni esistono devono essere rimosse perché lo esige la collettività e lo merita la stragrande maggioranza dei magistrati, per i quali la disposizione prevalente è quella della dedizione incondizionata, della volontà tenace di esercitare il proprio ministero in vista del solo bene comune, con spirito di sacrificio e senza clamori: nel silenzio che spesso non paga ma è dignità di servizio e gratificazione di coscienza. Parimenti, non sono più sopportabili quegli attacchi gratuiti, di provenienza varia, ingeneroso esercizio ormai troppo diffuso di quanti applicano la regola secondo cui la miglior difesa consiste nel distruggere l'immagine del "nemico". Il convincimento da taluni nutrito, da altri propagandato, del giudice come di un soggetto onnipotente e sordo ai problemi di coscienza, e teso a chissà quali fini impropri, è fasullo e banale: quanti ci sono vicini per ragioni di lavoro o affettive conoscono l'ansia del dubitare, la paura di non sapere offrire le corrette risposte, di non poter cogliere il frutto che a volta pare proibito e si chiama giustizia.
Non c'è e non ci può essere indifferenza nell'atto del giudicare. Non si avvia un uomo al calvario di un processo penale né lo si condanna con il sorriso sulle labbra, non si respinge un immigrato onesto con una scrollata di spalle, non si toglie un bambino a una madre o a un padre senza subirne un contraccolpo doloroso come un pugno nello stomaco. Stati d'animo con i quali il buon magistrato fa i conti in compagnia delle sole voci di dentro che impietosamente gli ricordano giorno dopo giorno come una decisione sbagliata possa stravolgere una vita e uccidere una speranza.
Rubo ancora un minuto alla vostra pazienza per un'ultima annotazione: entro pochi giorni o settimane un gruppo di magistrati milanesi chiuderà la propria attività, e a loro voglio dire: per quaranta e più anni s'è combattuta, credo, la buona battaglia – mi perdoni San Paolo per la citazione che non vuole essere irriverente – e ho speranza che ora, giunti al termine della corsa, integra si sia conservata in ognuno la fiducia negli ideali per i quali tutti fummo avviati a questo lavoro. A quanti operano e opereranno nel mondo del diritto, magistrati, avvocati, personale amministrativo, ai giovani soprattutto, auguro di raccogliere in abbondanza, forti del loro impegno e con l'aiuto di Dio, i frutti di quanto di buono si va seminando perché questo Paese, che è stato la culla del diritto e che a volte ci dilettiamo noi stessi a bistrattare al di là dei suoi demeriti, mentre dispensiamo ammirazione incondizionata a quasi tutti gli altri popoli del mondo che hanno invece, quasi tutti, tanto da imparare; questo Paese al quale, fuor d'ogni retorica, credete, mi onoro e sono fiero di appartenere, rivendichi e riprenda il suo ruolo di portabandiera nella faticosa ma entusiasmante corsa di civiltà che porta al traguardo della Giustizia. (da Discorso di inaugurazione dell'anno giudiziario 2010 per il distretto della Corte d'Appello di Milano del Presidente Ruggero Pesce)“


Luigino Bruni 20
economista e accademico italiano 1966
„Il mondo delle grandi imprese, costruito su registri psicologici adolescenziali e giovanili (da qui il grande uso di metafore sportive, quasi tutte improprie), non conosce né capisce l'umiltà.“

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Oliver Sacks 17
neurologo e scrittore inglese 1933 – 2015
„Non è convincente» disse. «Non usa una prosa chiara. Usa le parole in modo improprio. O ha dei disturbi cerebrali oppure ha qualcosa da nascondere.“

„Sono sempre stata a favore del testamento bio­logico e dell'eutanasia. Ne avevo scritto uno pri­vato, ma l'ho strappato perché non voglio che ne venga fatto un uso improprio. Non voglio morire, voglio vivere fino all'ultimo. E credo che la scienza debba aiutare a curarmi.“

„L'idea di critica che Napoleoni difende, con la sua enfasi sull'importanza determinante degli aspetti non economici, è un salutare antidoto nei confronti della tendenza a far carico della scienza economica di compiti impropri. (IX)“

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Carl Gustav Jung 109
psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero 1875 – 1961
„Arriviamo ora al problema del vedere, o per meglio dire, dei diversi occhiali coi quali si osserva il mondo. Non è ammissibile considerare impropria una vita come quella di Nietzsche, vissuta con rara coerenza fino alle sue fatali conseguenze, seguendo l'istinto di potenza che ne è alla base, [... ]. (p. 37; 1997)“

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Alessandro Baricco 335
scrittore e saggista italiano 1958
„(Hervè Joncour) era d'altronde uno di quegli uomini che amano 'assistere' alla propria vita, ritenendo impropria qualsiasi ambizione a 'viverla'. Si sarà notato che essi osservano il loro destino nel modo in cui, i più, sono soliti osservare una giornata di pioggia.“


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Zadie Smith 4
scrittrice britannica 1975
„L'unica di cui disponiamo è irrimediabilmente deturpata dall' uso improprio che se ne fa. La parola è preghiera. Per essere un rinomato ironista, Dave ha scritto molto di preghiera. Un uomo sposato, al cospetto di una seduttrice adolescente, si inginocchia e prega, ma non per l'ovvia ragione. «Non ho paura per quello che pensi» dice. La sgranocchiatrice di cereali prega mentre viene stuprata, ma non per ricevere soccorso. Un tizio che ha causato per sbaglio dei danni cerebrali alla figlia prega con un gesuita pazzo in mezzo a un campo, mentre una chiesa fatta senza le mani si erge intorno a loro. Quando succede l'incomprensibile e l'imperdonabile, i personaggi di Dave ricorrono all'impossibile. Le loro preghiere sono irrazionali, assurde, lasciate cadere in un vuoto, ed è da lì, paradossalmente, che traggono il loro potere.“

Karen Armstrong 15
saggista britannica 1944
„Raggiungere il nirvana non è come «andare in paradiso» nel senso dei cristiani. Il Buddha si rifiutò sempre di rispondere a domande sul nirvana o su altre questioni fondamentali, perché quelle domande erano «improprie» o «inappropriate». Non si può definire il nirvana, perché le nostre parole e i nostri concetti sono legati al mondo dei sensi e del trascorrere e l'esperienza è considerata l'unica «prova» attendibile. I discepoli del Buddha avrebbero saputo che il nirvana esiste solo perché la pratica della vita buona avrebbe permesso loro di intuirlo.“

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Aldo Grasso 62
giornalista, critico televisivo e docente italiano 1948
„[Su Scrubs - Medici ai primi ferri] L'idea di fondo è di situare la storia su piani diversi, non importa se pubblici o privati, se realistici o puramente immaginari. L'importante è che le sequenze siano montate seguendo una partitura musicale e che a ogni momento di sentenziosità clinica o di drammaticità ne corrisponda uno di decostruzione retorica e satirica. [... ] quando i medici vengono a contatto coi pazienti o con gli infermieri scaturiscono scintille, reazioni improprie e incontrollate, errori, sarcasmi e diagnosi da brivido.“

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Giacomo Leopardi 181
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„Una lingua strettamente universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere di necessit e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua, la più incapace di qualsivoglia genere di bellezza, la più impropria all'immaginazione, e la meno da lei dipendente, anzi la più da lei per ogni verso disgiunta, la più esangue ed inanimata e morta, che mai si possa concepire; uno scheletro un'ombra di lingua piuttosto che lingua veramente [... ]. (3253, 23 agosto 1823; 1898, Vol. V, p. 275)“


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Antonio Conte 65
calciatore e allenatore italiano 1969
„[... ] Quella che mi è capitata è una vicenda assurda e ieri è arrivata la ciliegina sulla torta. Allibito dalle dichiarazioni di un componente della commissione [Piero Sandulli] che mi ha giudicato. È una cosa gravissima e che non s'è mai vista. Reputo l'intervento da parte di questo signore improprio e fuori dalle regole. E lui dovrebbe farle rispettare. Questo signore, per uscire sulle prime pagine dei giornali, ha fatto dichiarazioni sul mio conto. Dichiarazioni se non da tifoso quanto meno inopportune. Forse c'è qualcosa di personale da parte di questo signore.“

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Franco Fochi 18
linguista e saggista italiano
„Eroico è rimasto l'aggettivo a buon mercato, fratello di epico. Nessuna coscienza democratica — che dovrebbe essere anzitutto schiettezza, rispetto dei giusti valori dell'unicuique suum — l'ha "ridimensionato". Si dà, come ieri, a chiunque perda la vita per la nazione (i morti di Kindù, i carabinieri uccisi in Alto Adige, ecc.), cioè ai suoi creditori privilegiati: verso i quali, con quel titolo fisso, quasi sempre improprio, la nazione sembra volersi sdebitare. L'eroismo è un modo, particolare, di spendere la vita (la vita e non necessariamente il sangue); e noi ne facciamo invece un modo generale: confondiamo il grado, di quel credito, con la categoria. (Forze vive e operanti, p. 256)“

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Alessandro Blasetti 12
regista, sceneggiatore, montatore e attore italiano 1900 – 1987
„Non mi sembra affatto accettabile la distinzione che fa la critica tra cinema come prodotto (o film di intrattenimento) e cinema come opera (o film di autore, cioè film d'arte). La generale, aperta diffidenza – che spesso nell'impeto dei più giovani confina addirittura con il disprezzo – di cui il saggismo gratifica sempre i film di grande successo popolare equivale, a mio avviso, ad un improprio, inopportuno, qualche volta soltanto snobistico concetto del criterio intellettuale con cui deve essere valutato il cinema come arte; perché si tratta di un'arte, come ho detto, destinata alla più grande collettività umana. [... ] Sono pienamente d'accordo che il film meritevole di un giudizio critico non debba essere solamente un «prodotto». Ma affermo che deve essere sempre anche un prodotto. (da Avanti!, 11 marzo 1966; citato in Gianfranco Gori, Alessandro Blasetti)“

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Bruno Vespa 25
giornalista, conduttore televisivo e scrittore italiano 1944
„Le intercettazioni sono una schifezza in questo Paese. Se ne fa un uso assolutamente illegittimo a mio giudizio. L'Italia è il Paese al mondo e non credo che sia l'unica democrazia al mondo nel quale le intercettazioni vengono utilizzate di diritto e di rovescio, spesso in maniera impropria. (dal programma televisivo Tetris, 23 novembre 2007)“

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