Frasi su incarico

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Amélie Nothomb 162
scrittrice belga 1966
„Da piccola volevo diventare Dio. Molto presto compresi che era chiedere troppo e versai un po’ di acqua benedetta nel mio vino da messa: sarei stata Gesù. Presi rapidamente coscienza del mio eccesso di ambizione e accettai di ‘fare’ la martire, una volta diventata grande. Adulta, mi decisi a essere meno megalomane e a lavorare come interprete in un’azienda giapponese. Sfortunatamente, era troppo per me e dovetti scendere di un gradino per diventare ragioniera. Ma non c’erano stati freni alla mia folgorante caduta sociale. Mi venne dunque assegnato il posto di nullafacente. Purtroppo – avrei dovuto sospettarlo – era ancora troppo per me. Ottenni così l’incarico estremo: guardiana dei cessi. Dalla divinità alla latrina: c’era di che estasiarsi del mio percorso inesorabile. Di una cantante che riesca a passare dal registro di soprano a quello di contralto si dice che possiede una vasta estensione: io mi permetto di sottolineare la straordinaria estensione del mio talento, in grado di cantare tutti i registri, tanto in quello di Dio che in quello di signora Pipì. Passato lo stupore, la prima cosa che provai fu uno strano sollievo. Quando si lustrano i bagni sporchi, il vantaggio è che non c’è da temere di cadere più in basso.“

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William Somerset Maugham 97
scrittore e commediografo britannico 1874 – 1965
„«Non potevo credere, sebbene ne avessi il desiderio, in un Dio che non era migliore di un comune uomo come si deve. I monaci mi dicevano che Dio aveva creato il mondo per la sua gloria. Ma a me non sembrava uno scopo molto nobile. Beethoven creò forse le sue sinfonie per la propria gloria? Non credo. Le creò, piuttosto, perché la musica che aveva nell'anima cercava un mezzo d'espressione, e non si curò d'altro, poi, che di renderle quanto più perfette poteva.«Quando i monaci ripetevano il Pater noster mi domandavo come potessero continuare a chiedere con fiducia al loro Padre celeste il pane quotidiano. I figli chiedono forse al loro padre terreno di sostenerli? Si aspettano che egli li mantenga e non provano riconoscenza per lui. Non sarebbe nemmeno giusto che ne provassero. Un uomo che metta al mondo dei figli quando non può o non vuole provvedere a loro, merita solo biasimo. Mi sembra che se un Creatore onnipotente non era disposto a provvedere alle necessità materiali e spirituali delle proprie creature, avrebbe fatto meglio a non crearle.»«Caro Larry», dissi, «lei ha fatto bene a non nascere nel medioevo. L'avrebbero certamente bruciato vivo.»Sorrise.«Lei ha molto successo come autore», proseguì. «Le piace sentirsi lodare?»«M'imbarazza soltanto.»«Lo sospettavo. Ebbene, mi sembrava che anche a Dio non dovesse piacere. Nell'aviazione non stimavamo molto quelli che riuscivano a strappare incarichi comodi ai loro superiori, lisciandoli. Poteva mai Dio stimare chi cercava di strappargli la salvezza con basse adulazioni? Secondo me, la forma di culto che doveva essergli più gradita era che ognuno si comportasse meglio che poteva, secondo i propri lumi.» (cap. VI, 3)“


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Pier Paolo Pasolini 144
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„La tv: qui la donna è considerata a tutti gli effetti un essere inferiore: viene delegata a incarichi d'importanza minima, come per esempio informare dei programmi della giornata; ed è costretta a farlo in modo mostruoso, cioè con femminilità. Ne risulta una specie di puttana che lancia al pubblico sorrisi di imbarazzante complicità e fa laidi occhietti. Oppure viene adoperata ancillarmente come "valletta“

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Franco Basaglia 20
psichiatra e neurologo italiano 1924 – 1980
„La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere. (da Che cos'é la Psichiatria,1967. Ristampa: Piccola biblioteca Einaudi, Torino, Einaudi, 1973.)“

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Franco Basaglia 20
psichiatra e neurologo italiano 1924 – 1980
„Io ho detto che non so che cosa sia la follia. Può essere tutto o niente. È una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece questa società riconosce la follia come parte della ragione, e la riduce alla ragione nel momento in cui esiste una scienza che si incarica di eliminarla. Il manicomio ha la sua ragione di essere, perché fa diventare razionale l'irrazionale. Quando qualcuno è folle ed entra in un manicomio, smette di essere folle per trasformarsi in malato. Diventa razionale in quanto malato. Il problema è come sciogliere questo nodo, superare la follia istituzionale e riconoscere la follia là dove essa ha origine, come dire, nella vita. (da Conferenze brasiliane, 1979)“

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William Somerset Maugham 97
scrittore e commediografo britannico 1874 – 1965
„Non potevo credere, sebbene ne avessi il desiderio, in un Dio che non era migliore di un comune uomo come si deve. I monaci mi dicevano che Dio aveva creato il mondo per la sua gloria. Ma a me non sembrava uno scopo molto nobile. Beethoven creò forse le sue sinfonie per la propria gloria? Non credo. Le creò, piuttosto, perché la musica che aveva nell'anima cercava un mezzo d'espressione, e non si curò d'altro, poi, che di renderle quanto più perfette poteva.
«Quando i monaci ripetevano il Pater noster mi domandavo come potessero continuare a chiedere con fiducia al loro Padre celeste il pane quotidiano. I figli chiedono forse al loro padre terreno di sostenerli? Si aspettano che egli li mantenga e non provano riconoscenza per lui. Non sarebbe nemmeno giusto che ne provassero. Un uomo che metta al mondo dei figli quando non può o non vuole provvedere a loro, merita solo biasimo. Mi sembra che se un Creatore onnipotente non era disposto a provvedere alle necessità materiali e spirituali delle proprie creature, avrebbe fatto meglio a non crearle.»
«Caro Larry», dissi, «lei ha fatto bene a non nascere nel medioevo. L'avrebbero certamente bruciato vivo.»
Sorrise.
«Lei ha molto successo come autore», proseguì. «Le piace sentirsi lodare?»
«M'imbarazza soltanto.»
«Lo sospettavo. Ebbene, mi sembrava che anche a Dio non dovesse piacere. Nell'aviazione non stimavamo molto quelli che riuscivano a strappare incarichi comodi ai loro superiori, lisciandoli. Poteva mai Dio stimare chi cercava di strappargli la salvezza con basse adulazioni? Secondo me, la forma di culto che doveva essergli più gradita era che ognuno si comportasse meglio che poteva, secondo i propri lumi.» (VI, III)“

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Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981
„Vi fu Adamo d'Eden, marito di Eva di Eufrate, il quale era certamente il mostro della scienza dei suoi tempi, era anarchico, comunista e dittatore. Inventore di molte cose quali la "foglia per coprire i genitali", invenzione subito accettata da tutti, e il "papponato". Cos'è il papponato? L'arte del pappone: infatti Adamo d'Eden era un gran furbo e quando ha capito che bisognava mangiare la mela e non la foglia come aveva sempre fatto (sì, perché si accorse che mangiando la foglia rimaneva ignudo), bene, per rubare questa mela incaricò Eva di Eufrate, la moglie. (da La famiglia Cazzarella, pp. 122-123)“

„Il decalogo del suddito qualunquista

1. Non ti occupare di politica. Lascia che sia la politica a occuparsi di te, con le tasse, l'inflazione, il cattivo funzionamento della scuola, della giustizia, degli ospedali, dei servizi pubblici.
2. Se ti iscrivi a un partito, fallo solo per avere favori, possibilmente indebiti, e, se farai carriera, per concederne di altrettanti indebiti ai tuoi tirapiedi. Ricordati che avere idee chiare e oneste, e battersi disinteressatamente per esse, è cosa da sorpassati.
3. Non comperare giornali, e se li compri leggi solo le notizie sportive e la cronaca nera. Salta a piè pari la prima pagina; rischieresti di accorgerti che le faccende politiche riguardano anche te, e che sarebbe tuo interesse occupartene.
4. Non accettare incarichi pubblici se non sei sicuro di poterci mangiare sopra. La dedizione al bene pubblico è fuori moda: utilizza il potere solo per abusarne.
5. A chi ti propone questioni di politica, rispondi che hai cose più serie di cui occuparti. Giustificati dicendo che la "politica è sporca": si sarà sempre qualcuno che troverà questa frase originale e intelligente.
6. Quando stai per votare non chiederti quale partito propone le cose più sensate e gli uomini più capaci, ma cerca di capire quale partito vincerà e vota per quello, anche se i suoi programmi sono rovinosi e i suoi candidati disonesti. Potrai vantarti con gli amici di aver capito subito da che parte tirava il vento, cosa che conta di più che essere governati bene.
7. Non ti prendere la pena di informarti chi sono i candidati della lista che voti per poter dare la preferenza ai migliori. Come dice chi la sa lunga, i politici sono tutti uguali, ed è fatica sprecata cercare di individuare i più onesti e capaci che, se eletti, migliorerebbero il livello della classe politica.
8. Se proprio vuoi dare il voto di preferenza, dallo a chi grida di più, a chi le spara più grosse, a chi spende più soldi per la campagna elettorale. È uno che dà garanzie, se sarà eletto, di sperperare meglio il denaro pubblico.
9. Non ti sforzare di sapere cosa hanno fatto prima d'ora i partiti e gli uomini che richiedono il tuo voto, per sapere se te ne puoi fidare. Rischieresti di votare in modo intelligente.
10. Imparati a memoria le frasi fatte e le parole alla moda, e tirale fuori, a proposito e a sproposito, alla prima occasione. Ti faranno fare una bellissima figura, e ti libereranno dallo sforzo di farti una opinione personale e di scegliere in modo serio e oculato cose che contribuiscono a migliorare il livello politico di un popolo, ma che devi evitare accuratamente perché costringono a fare la cosa più faticosa: pensare con la propria testa.“


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Samuel L. Jackson 26
attore e doppiatore statunitense 1948
„Quattro mesi fa, quando ho accettato l'incarico, avevo un piano... Quel piano è fallito. Ero venuto ad allenare giocatori di basket, ma voi siete diventati studenti. Ero venuto ad insegnare a dei ragazzi, e siete diventati uomini. E per questo io voglio ringraziarvi. (Film Coach Carter)“

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Robert Duvall 5
attore statunitense 1931
„Tom Hagen: Al marito di tua figlia diamo un incarico importante?
- Don Vito Corleone: Mai, diamogli da vivere però teniamolo fuori dagli affari della famiglia. (Film Il Padrino)“

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Guido Morselli 44
scrittore italiano 1912 – 1973
„Nessuno mai si è tolto la vita. Il suicidio è una condanna a morte della cui esecuzione il giudice incarica il condannato.“

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Marlon Brando 20
attore statunitense 1924 – 2004
„Questo incarico diamolo a Clemenza, voglio gente di affidamento, uomini che non si fanno prendere la mano. Noi non siamo assassini, anche se quel beccamorto ne sembra convinto. (Film Il Padrino)“


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Timothy Spall 7
attore britannico 1957
„Sono arrivato con la missione commerciale anni fa. E presto sono stato sollevato dall'incarico. Avevo una inopportuna tendenza a dire la verità in un paese in cui nessuno dice mai quello che pensa. Quindi ora traduco con estrema precisione le menzogne degli altri. (Film L'ultimo samurai)“

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Milan Kundera 178
scrittore, saggista e poeta cecoslovacco 1929
„È per l'erotismo come per la danza: uno dei partner s'incarica sempre di condurre l'altro.“

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Norm Crosby 1
comico 1927
„Quando vai in tribunale, metti il tuo destino nelle mani di dodici persone che non sono state abbastanza furbe da evitare l’incarico come giurati.“

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Vittorio Foa 14
politico, giornalista e scrittore italiano 1910 – 2008
„Nella primavera del 1944, dopo la famosa 'svolta', Togliatti era a Salerno ministro nel governo presieduto dal maresciallo Badoglio. Un giorno il ministro degli Esteri, che era Carlo Sforza, chiese che il governo lanciasse un pubblico appello agli italiani delle due parti del fronte per salvare la patria divisa e sofferente. Tutti furono d'accordo e senza eccedere nell'immaginazione diedero incarico di scrivere l'appello a Benedetto Croce, considerato come il più alfabetizzato del gabinetto. Croce si consultò con Sforza: che tono tenere? E se Togliatti farà le sue obiezioni? Niente paura disse Sforza che era un esperto diplomatico. Croce carichi pure il linguaggio, se Togliatti obiettava ci avrebbe pensato lui, Sforza, a trovare un punto di compromesso. Così nella seduta successiva del Consiglio dei ministri Croce lesse l'appello e tutti attesero l'intervento del comunista, che sembrava immerso in una profonda riflessione. A un certo punto chiese la parola. Ecco, ci siamo si scambiarono un'occhiata Croce e Sforza. Togliatti cominciò così: 'È un buon documento; sì, proprio buono, all'altezza della situazione. Ho solo un'osservazione da fare (tutti attenti, adesso ci siamo): non si mette il gerundio all'inizio di una frase; ce lo ha insegnato il nostro don Basilio; non è vero, don Benedetto?' concluse rivolgendosi a Croce. Il richiamo al grande purista napoletano Basilio Puoti impediva qualsiasi replica.“

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