Frasi su incarnazione

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Paolo Curtaz 28
scrittore e teologo italiano 1965
„Imparò. Dio non è immutabile, immobile nella sua fissità e perfezione. Non è il “motore immobile” decantato da Dante nella Divina Commedia. È dinamismo, movimento, relazione. Mi chiedo: Dio è cambiato prima e dopo l'incarnazione? Da quando il Verbo si è incarnato in Gesù, è mutato qualcosa in lui? E dopo la resurrezione, quando, come professa la fede cristiana, Gesù è tornato dal Padre col suo corpo risorto, qualcosa è cambiato in Dio? Quando prego Dio, ora, mi rivolgo anche a Gesù, figlio di Maria e Giuseppe, che col suo corpo trasfigurato abita presso il Padre. Trasfigurato, d'accordo, ma sempre un corpo. Dio ha “imparato” qualcosa dalla sua incarnazione?“

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Ermes Ronchi 71
presbitero e teologo italiano 1947
„L'incarnazione di Dio è la certezza che la nostra carne in qualche sua radice è santa, che la nostra storia in qualche sua pagina è sacra. E guardando il fratello nessuno potrà più dire: qui finisce Dio, qui comincia l'uomo, perché Creatore e creatura sono abbracciati. Finito e infinito sono dentro di noi in miscela prodigiosa per intensità di progetti, per vigore di trasformazione. Dio si è fatto uomo perché l'uomo si faccia Dio.“


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Carl Sagan 57
astronomo e scrittore statunitense 1934 – 1996
„Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (da Cosmo, traduzione di T. Chersi, Mondadori)“

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Jack London 77
scrittore statunitense 1876 – 1916
„La materia non ricorda, lo spirito sì. Ed il mio spirito altro non è che la memoria delle mie infinite incarnazioni. (capitolo XVIII).“

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Charles Gounod 1
compositore francese 1818 – 1893
„La partitura del Don Giovanni ha esercitato su tutta la mia vita l'influsso di una rivelazione; essa è stata e rimasta per me una specie di incarnazione dell'impeccabilità drammatica e musicale: io la ritengo un'opera senza deficienze, di una perfezione senza discontinuità, e il commento che scrivo non è che l'umile testimonianza della mia venerazione e della mia riconoscenza verso il genio al quale debbo le gioie più sicure e durature della mia vita di musicista. Vi sono, nella storia, uomini che sembrano destinati a segnare, nella loro sfera, il punto oltre cui non ci si può innalzare: così Fidia nell'arte della cultura, Molière in quella della commedia. Mozart è uno di quegli uomini: il Don Giovanni è un vertice. (citato in Clemente Fusero, Wolfgang Amadeus Mozart)“

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Vito Mancuso 39
teologo italiano 1962
„Meno si comprende la ricchezza e la bellezza della vita per quello che è, più si pensa che il divino sia una cosa diversa, totalmente altra, rispetto alla vita. Viceversa, più si comprende la ricchezza e la bellezza della vita per quello che è, meno si pensa il divino come una cosa diversa e totalmente altra. Il centro speculativo del Cristianesimo, l'incarnazione di Dio in un uomo, è esattamente la massima espressione di questa equazione fondamentale: pienezza della vita = divino. (citato in La fede è mistero oltre la ragione, Corriere della sera, 10 gennaio 2008)“

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Christopher Paolini 69
scrittore italoamericano 1983
„Davanti a lui c'era uno dei guardiani del remoto passato, risorto dagli abissi del tempo per guidarlo, un simbolo vivente, l'incarnazione delle leggende con cui era cresciuto. Davanti a lui c'era il suo maestro. Davanti a lui c'era una leggenda!“

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Piero Calamandrei 107
politico italiano 1889 – 1956
„Nel giudice non conta l'intelligenza, la quale basta che sia normale per poter arrivare a capire come incarnazione dell'uomo medio, «quod omnes intellegunt»: conta soprattutto la superiorità morale, la quale dev'esser tanta da far sì che il giudice possa perdonare all'avvocato di esser più intelligente di lui.“


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Zygmunt Bauman 75
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017
„Lo Stato sociale è l’incarnazione estrema e moderna dell’idea di comunità. (libro Danni collaterali: Diseguaglianze sociali nell'età globale)“

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Pier Vittorio Tondelli 48
scrittore italiano 1955 – 1991
„E attorno a lui la presenza di quella lingua e di quella terra, di cui amava l'incarnazione in Thomas, lo terrorizzava.“

„La rivelazione della Trinità – che presumibilmente Maria ha avuto nel momento stesso dell'Incarnazione – può essere fatta solo dallo Spirito Santo, da Dio, perché può essere colta solo nella fede soprannaturale, cioè nella Grazia, in quella Grazia di cui Maria è colma («hai trovato Grazia presso Dio»), ma di cui solo Dio è la fonte, e che solo Lui può dispensare come e quando vuole.“

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Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016
„Chi sia codesto Enrico è sin troppo risaputo: di mediocre intelletto (non si sa che voti prenda né se riesca promosso a fine anno), oppresso sin dalla piú tenera infanzia da un padre, da una madre e da una sorella che gli scrivono nottetempo, come sicari dell'OAS, lettere pressoché minatorie sul suo diario, egli vive continuamente immerso in umbratili complessi, un po' diviso tra l'ammirazione prona per un Garrone che non perde occasione per far della bassa retorica elettorale [... ] e d'altro lato una sorta di attrazione omosessuale per il Derossi, che è «il piú bello di tutti», scuote i capelli biondi, prende il primo premio, si fa baciare dal giovane calabrese e sembra insomma certi personaggi dei libri di Arbasino. Tra questi poli è l'Enrico: di carattere impreciso, incostante nei suoi propositi etici, schiavo di ambigui culti della personalità, non poteva essere gran che diverso col padre che si ritrovava, torbido personaggio costui, incarnazione di quell'ambiguo socialismo umanitario che precedette il fascismo, e in cui l'ideologia dolciastra stava alla lotta di classe come il repubblicanesimo di Carducci alla rivoluzione francese (odi alla regina Margherita, nonne e cipressi che a alti e schietti, ma repubblica, ciccia) [... ]. (pp. 355-356)“


„L'Annunciazione è proprio l'inizio di qualcosa di nuovo. Perché l'Incarnazione dà il via alla Redenzione, ed è l'inizio della Chiesa, cioè di una nuova creazione. Maria è l'Arca della Nuova Alleanza. Cioè significa che è come se Dio, nell'arca di Noè, preparasse la sua Misericordia perché già nell'Arca della Nuova Alleanza vedeva Maria. E quindi è come se vedesse l'Incarnazione del Figlio per costruire una nuova umanità.“

Renato Mucci 14
traduttore e poeta italiano 1893 – 1976
„Palazzeschi vuol solo smaltire tutto l'amaro ch'ha nel sangue [... ] e lo smaltisce servendosi di quel mezzo assai consono alla sua natura ch'è [... ] l'ironia. Non l'ironia platonica, né l'aristotelica, né quella dei manuali di retorica sorella del sarcasmo, ma, se mai dei romantici tedeschi, consistente in un distacco tra spirito e realtà, tra l'uomo e l'opera, tra l'atto e il fatto; l'ironia che dà luogo ad una tipica figura fenomenologica della cosienza umana: la anima bella. La quale, titubante nel momento in cui dal pensiero si dovrebbe passare all'azione, come se in tale passaggio il pensiero subisse uno scadimento e una contaminazione ad opera dell'azione, ha trovato poche incarnazioni: dallo shakespeariano Amleto all'ellenico Hölderlin.“

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Péter Pázmány 3
cardinale ungherese 1570 – 1637
„L'aquila vola più in alto degli altri uccelli e vede, tra tutti, la luce più splendida: quando adunque supera il limite della vista umana, si libra nel cielo puro, volge gli occhi ai raggi del sole e si diletta di ciò che accecherebbe un altro. Se guarda giù alla terra e avvista una preda, si precipita giù come fulmine. Una siffatta aquila è San Giovanni: perché all'inizio del suo Vangelo si innalza fino allo splendore divino: e vi contempla il Verbo che in principio era presso il Padre. E come il fulmine o il tuono, fa cadere la gente in uno sbalordito spavento quando dimostra lo splendore del Figlio che dura da sempre. Ma, una volta scoperto il Verbo concepito nel ventre di una Vergine, eccolo discendere velocemente sulla terra per spiegare l'incarnazione del Verbo. (dalle Prediche, Predica per la festa di San Giovanni Evangelista; cap. XXXV, p. 390)“

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Giovanni Boccaccio 55
scrittore e poeta italiano 1313 – 1375
„Già erano gli anni della fruttifera incarnazione del Figliuolo di Dio al numero pervenuti di milletrecentoquarantotto, quando nella egregia città di Fiorenza, oltre a ogn'altra italica bellissima, pervenne la mortifera pestilenza. (libro Decamerone)“

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