Frasi su inchiostro


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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„L'inchiostro sa quante frasi nascondono i silenzi. (da China Town, n. 9)“

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Gue Pequeno 90
rapper italiano 1980
„Sei addosso, sei l'inchiostro, il peccato senza il rimorso. Ubriaco con un sorso, tutto è scritto.. sul tuo corpo. In testa ho troppi viaggi, mi perdo dei passaggi, mi perdo sulla tua pelle tra i tuoi mille tatuaggi.. Sul petto hai delle rondini, penso alla vita mia, le guardo e sogno di volare via da sti disordini. (da Indelebile)“


Isabella Santacroce 171
scrittrice italiana 1970
„Vorrei buttare via tutto l’inchiostro, i fogli, le mani, vorrei tagliarle, non scrivere più. Da dove nasce questo sentimento che fa diventare il mio cuore una cattedrale incendiata, come si chiama. Io sono un bosco pauroso, e quella bambina che corre là dentro gridando ha il mio nome.“

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Gigi D'Alessio 15
cantautore e produttore discografico italiano 1967
„Sei importante sai | sei la frase che ho scritto di notte sui muri degli attimi | con l'inchiostro che tutta la vita rimane indelebile. (da Sei importante, n.º 3)“

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Khaled Hosseini 62
scrittore e medico statunitense 1965
„I loro litigi non finivano, ma piuttosto si stemperavano, come una goccia d'inchiostro in una ciotola d'acqua, ma una traccia residua persisteva sempre.“

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Ghemon 31
rapper italiano 1982
„Questo inchiostro sputa fuori il mio dolore che è nero come il suo colore | siero, deiezione del vecchio me che muore. (da La soluzione, 2008)“

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Alessandro Baricco 350
scrittore e saggista italiano 1958
„Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle –Ti aspettavo. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni –i giorni, gli istanti– che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo –Tu sei matto. E per sempre lo amerà.“

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Michael Jackson 24
cantante statunitense 1958 – 2009
„La conoscenza non è fatta solo di biblioteche piene di carta e inchiostro, è anche fatta dai volumi di conoscenza che sono scritti nel cuore degli uomini, modellati sull'animo umano e incisi nella psiche di tutti noi. (dal suo Discorso a Oxford,21 marzo 2001)“


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Giovannino Guareschi 52
scrittore italiano 1908 – 1968
„Scrissi col lapis, sopra la punteggiatura, come vogliono appunto le convenzioni internazionali che tutelano il diritto delle genti: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco e seccacastagne. Se però credi castagne ben cotte possano giovare al bambino, non inviarle. Non mi manca niente. Di una sola cosa ti prego: che la sera della vigilia di Natale tu imbandisca la tavola nel modo più lieto possibile. Fai schiodare la cassa delle stoviglie e quella della cristalleria; scegli la tovaglia migliore, quella nuovissima piena di ricami; accendi tutte le lampade. E prepara un grosso albero di Natale con tante candeline, e prepara con cura il presepe vicino alla finestra, come l'anno scorso. Signora, io ho bisogno che tu faccia questo. Il mio pensiero ogni notte varca il reticolato: lo so, ti riesce difficile figurarti il mio pensiero che varca il reticolato. Il pensiero è un soffio di niente e non ha volto: e allora figurati che io stesso, ogni notte, esca dal recinto. Figurati un Giovannino leggero come un sogno e trasparente come il vento delle serenissime e gelide notti invernali. Io, ogni notte, approfitto del sonno degli altri e mi affido all'aria e trasvolo rapido gli sconfinati silenzi di terre straniere e città sconosciute. Tutto è buio e triste sotto di me, e io affannosamente vado cercando luce e serenità. Rivedo la Madonnina del Duomo, ma le strade e le piazze non sono più quelle di un tempo, e stento a ritrovare il nostro quarto piano. Signora, non dire che sono il solito temerario se entro in casa dal tetto: anzi, loda la mia prudenza se non mi avventuro lungo le macerie della scala. E poi il tetto è scoperchiato e si fa più presto. Riconosco lo scheletro delle nostre stanze e ricerco i nostri ricordi nascosti sotto i rottami dei muri crollati. Tutto è buio, freddo e triste anche qui, e soltanto se la luna mi assiste riesco a scoprire sui brandelli delle tappezzerie che ancora pendono alle pareti, i riquadri chiari e la topografia dei nostri mobili. Per le strade deserte, cammina soltanto la paura vestita di luna. Su un brano di tappezzeria dell'ex-anticamera vedo un fiorellino. Uno strano fiore nero a cinque petali. Signora, rammenti quando Albertino decorò le nostre stanze con la piccola sciagurata mano intinta nell'inchiostro di China? Inutilmente vado a ricercare vestigia di giorni lieti fra le pareti dell'ufficio; le pareti non ci sono più, e il grande edificio è un cupo mucchio di cemento annerito dal fumo. Fuggo dalla città buia e silenziosa, e rivedo i luoghi dove, zitella, tu mi conoscesti zitello. Ma nche qui è squallida malinconia, eio mi rifugio alla fine nella casupola dove si accatastano i miei ultimi effetti e i miei primi affetti. Tu dormi, Albertino dorme, mia madre, mio padre dormono. Tutti dormono, e cercano forse di ritrovare in sogno il mio ignoto, lontano rifugio. I nostri mobili si affollano disordinatamente nelle esigue stanze immerse nell'ombra, e dentro le polverose casse del solaio le parole dei miei libri si sono gelate. Signora, io cerco un po' di luce, un po' di tiepida serenità, e invece non trovo che buio e freddo, e non posso ravvisare nel buio il volto di mio figlio, e sui laghi e sulle spiagge tutto è spento e abbandonato, tutto è silenzio, e io rinavigo verso il recinto e torno al mio pagliericcio portando il gelo nelle ossa del numero 6865. Signora, bisogna che, almeno la notte di Natale, il mio pensiero, fuggendo dal recinto, possa trovare un angolo tiepido e luminoso in cui sostare. Voglio tanta luce: voglio rivedere il vostro volto, voglio rivedere il volto dell'antica serenità. Altrimenti che gusto c'è a fare il prigioniero?" Qui ebbi la sensazione che le 24 righe stessero per finire, e mi interruppi. Le righe erano in effetti 138, e io avevo riempito le 24 mie, le 24 della risposta e altri cinque foglietti che stazionavano nei paraggi. Con estrema cura cancellai tutto e ricominciai da capo: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco...“

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Andy Warhol 89
pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, ... 1928 – 1987
„Ai primi d'agosto del 1962 cominciai con le serigrafie. Volevo qualcosa di più forte, che comunicasse meglio l'effetto di un prodotto seriale. Con la serigrafia si prende una foto, la si sviluppa, la si trasferisce sulla seta mediante colla e poi la si inchiostra, cosicché i colori penetrano attraverso la trama salvo che nei punti dove c'è la colla. Ciò permette di ottenere più volte la stessa immagine, ma sempre con lievi differenze. Tutto così semplice, rapido, casuale: ero eccitatissimo. Poi Marilyn morì quello stesso mese, e mi venne l'idea di trarre delle serigrafie da quel suo bel viso, le mie prime Marilyn. (citato in Marilyn, p. 415)“

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Giorgio Faletti 247
scrittore italiano 1950 – 2014
„Quanti puntini ci sono dentro a un bottiglino d'inchiostro? 5246! Oppure uno solo, grosso come una pizza!“

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Giancarlo Vigorelli 13
giornalista, scrittore e critico letterario italiano 1913 – 2005
„Parecchie lettere qui raccolte [Epstolario ], a saperle leggere come furono scritte in inchiostro simpatico, fanno già prevedere, e pregustare, quel salutare rovesciamento di carte che sottrarrebbe per sempre Svevo a ogni tutela postuma. (p. 19)“


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Burchiello 10
poeta italiano 1404 – 1449
„Ficcami una pennuccia in un baccello | ed empimi d'inchiostro un fiaschettino; | mandamel col mangiar, che paia vino, | ch'i ho di fantasia pieno il cervello. (CXLVIII, vv. 1-4)“

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Richard Feynman 59
fisico statunitense 1918 – 1988
„Questo convegno è stato peggio di un test di Rorschach, quando vi mettono davanti una macchia d'inchiostro informe, vi chiedono cosa vedete, ma se tentate di rispondere vi danno del matto. (da Sta scherzando Mr. Feynman!, capitolo L'elettricità è il fuoco?)“

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Alexandros Panagulis 8
politico, rivoluzionario e poeta greco 1939 – 1976
„Un fiammifero per penna | Sangue versato in terra per inchiostro | L'involto di una garza dimenticata per foglio. | Ma cosa scrivo? | Forse ho solo tempo per il mio indirizzo. | Strano, l'inchiostro s'è coagulato | Vi scrivo da un carcere | In Grecia. (Il mio indirizzo)“

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Vladimir Vladimirovič Majakovskij 34
poeta e drammaturgo sovietico 1893 – 1930
„[Sulla morte di Esenin] Se ci fosse stato inchiostro all'Angleterre | non avreste avuto bisogno di tagliarvi le vene.“

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