Frasi su indignato

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„E nessuno mente tanto quanto l'indignato. (26; 2007)“

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Gianni Clerici 54
giornalista italiano 1930
„Ho voluto bene ad Arthur Ashe, perché altro non si poteva fare. Un negro che difendeva i diritti suoi e dei suoi fratelli senza urlare né rompere vetrine, a bassa voce, come accadeva in altri tempi alla Camera dei Lord. Un negro che faceva massima attenzione a vestirsi di candide flanelle, e una volta che un suo sponsor lo costrinse al blu mi disse indignato che non avrebbe rinnovato il contratto. Un gentleman, e cioè un uomo di animo gentile. Proprio a lui doveva toccare una trasfusione di sangue infetto di Aids. Proprio lui doveva essere denunciato su un quotidiano da un suo corazziale che ancora scrive, senza vergogna, a pochi metri da me. L'ultima volta che l'abbracciai, Arthur, mi parve di tenermi stretto un sacco vuoto.“


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Countee Cullen 1
poeta statunitense 1903 – 1946
„A braccetto attraversano la strada | il ragazzo nero e il bianco, | il dorato splendore del giorno, | l'orgoglio tenebroso della notte. || Da persiane abbassate il popolo nero guarda, | e qui parlano le genti di pelle chiara, | indignati che quei due osino | camminare all'unisono. || Dimentichi di sguardi e di parole | essi passano, e non trovano prodigio | che un lampo lucente come spada | solchi luminoso il sentiero del tuono.)“

Giovanni Orsina 1
politologo e storico italiano 1967
„Che cos'è l'indignazione cosmica? È quell'indignazione che, malgrado all'inizio sia stata generata da fatti specifici, poi li ha trascesi, e s'è trasformata in una sorta di condizione dello spirito: uno stato d'animo autosufficiente, pervasivo e permanente; che non ha più bisogno della realtà per sostenersi ma, al contrario, determina il modo in cui la realtà viene letta; e che in breve tempo si dilata a dismisura e inghiotte qualsiasi avvenimento, cosa o persona. Che inghiotte, alla fine, l'intero Paese. [... ] L'indignazione cosmica serve a soddisfare l'indignato, non a migliorare il mondo. Teme il cambiamento, anzi - di che cosa potrebbe più indignarsi se le cause dell'indignazione fossero rimosse – e quando mai quello dovesse avvenire lo riterrebbe senz'altro insufficiente, cosmetico, ipocrita. L'indignazione cosmica colloca le sue pretese ad altezze siderali: maggiore sarà la distanza fra le cose come sono e come dovrebbero essere, maggiore potrà essere l'indignazione. Così facendo l'indignazione cosmica diseduca alla realtà – a portare pazienza di fronte alle sue inevitabili (e benedette) imperfezioni.“

„A chi mi chiede perché Welby sia rimasto sul sagrato con la porta della chiesa chiusa e gli altri invece hanno avuto funerale e onori, io dico di avere misericordia per questa Chiesa fatta di uomini. Però sono indignato. Proprio indignato. Io da più di un anno sottolineo come non sia congruo scomunicare chi abortisce e non farlo con i mafiosi e con i massoni. Lo scrivo da quando il Papa, nella diocesi di Galantino, gridò che "i mafiosi sono scomunicati". Ma i mafiosi, in verità, non sono mai stati scomunicati davvero: tutto è rimasto come prima. E lo stesso vale per i massoni.“

Un anno senza Carlo 3
simpatizzante del movimento no-global[1], ucciso durante... 1978 – 2001
„Quel giorno Carlo era incerto se andare al mare con un amico. Esce di casa a mezzogiorno e si dirige, con l'amico, verso S. Agata. Fanno un giro. Alle due del pomeriggio vengono fotografati in corso Torino, curiosi e preoccupati e soprattutto indignati nel vedere quel putiferio scatenato dai Black Block e dalle Forze dell'Ordine. (pag. 45)“

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Franco Zeffirelli 26
regista italiano 1923
„Volevo fare il cinema e misi insieme una storiella di quelle che andavano allora, con Nino Manfredi. E feci Camping, con i soldi di Ponti. Fu uno scandalo, tutto l'establishment viscontiano insorse indignato.“

George Rudé 10
1910 – 1993
„[Maximilien de Robespierre] Nei suoi primi scritti e nelle sue prime arringhe c'erano segni evidenti di un'ansia profonda di maggior giustizia ed equità, di un uomo estremamente sensibile alla povertà e indignato degli abusi del potere, ma nulla rivelava una qualche inclinazione a colpire l'ordine sociale stesso. (p. 15)“


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Publilio Siro 666
scrittore e drammaturgo romano
„Magnum crimen secum adfert indignatio. ()“

Marcello Veneziani 34
giornalista e scrittore italiano 1955
„Ogni volta che il professor De Mat­tei critica Darwin, l'evoluzionismo e il rela­tivismo, combatte l'aborto e l'eutanasia, e infine sostiene che le catastrofi sono un castigo divino, i difensori della libertà e della tolleranza insorgono indignati non per criticarlo, come è comprensibile, ma per cacciarlo dal Cnr. (da [http://www. ilgiornale. it/rubrica_cucu/cacciate_quello_studioso_e_cattolico_vero/02-04-2011/articolo-id=515056-page=0-comments=1 Cacciate quello studioso, è un cattolico vero], il Giornale. it, 2 aprile 2011)“

Giorgio Cavallo 1
umorista italiano 1927 – 1994
„Papà, perché l'oro viene definito il vil metallo?» «Perché non ha il coraggio di venire da noi.» (da L'indignato)“

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Romain Gary 99
scrittore francese 1914 – 1980
„Vi sono persone che paiono offese, indignate d'esser se stesse, e condannate a tutte le spese di questa ingiustizia. (p. 97)“


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Victor Hugo 179
scrittore francese 1802 – 1885
„La collera può essere pazza e assurda e si può essere irritati a torto; ma si è indignati solo quando, in fondo, si ha ragione per qualche aspetto. (I, II, VII; 1981)“

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Mario Monti 32
politico, economista e accademico italiano 1943
„Vi assicuro, onorevoli deputati, che quella stessa garbata insistenza, che ho nel suggerire di guardare prima di tutto le responsabilità che stanno in ciascuno di noi, l'applicherò e la sto applicando anche alla parte dell'Italia alla quale noi apparteniamo: la società civile. Troppo facilmente la società civile punta il dito contro la classe politica. Io di questo sono indignato.“

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Margaret Mazzantini 71
scrittrice italiana 1961
„Amo la naturalezza della vostra unione, la guardo con un sorriso, voi, in qualche misura, mi avete protetto da me stesso. Io non mi sono mai sentito "naturale", mi sono impegnato per esserlo, tentativi striduli, perché impegnarsi per essere naturali e già una sconfitta. Così ho accettato il modello che mi avete ritagliato nella carta velina dei vostri bisogni. Sono rimasto un ospite fisso in casa mia. Non mi sono indignato nemmeno quando in mia assenza, durante le giornate di pioggia, la cameriera ha spostato lo stenditoio con i vostri panni accanto al calorifero nel mio studio. Mi sono abituato a queste umide intrusioni senza ribellarmi. Sono rimasto sulla mia poltrona senza poter allungare troppo le gambe, ho posato il libro sulle ginocchia e mi sono fermato a guardare la vostra biancheria. Ho trovato in quei panni umidi una compagnia che forse superava quella delle vostre persone, perché in quelle trame sottili e candide io catturavo il profumo fraterno della nostalgia, di voi, certo, ma soprattutto di me stesso, della mia latitanza. Lo so, Angela, per troppi anni i miei baci, i miei abbracci sono stati goffi, stentati. Ogni volta che ti ho stretta, ho sentito il tuo corpo scosso da un fremito d'impazienza, se non addirittura di disagio. Non ti ci ritrovavi, ecco tutto. Ti è bastato sapere che c'ero, guardarmi in lontananza, come un viaggiatore appeso al finestrino di un altro treno, scialbato da un vetro. Sei una ragazza sensibile e solare, ma di colpo il tuo umore cambia, diventi rabbiosa, cieca. Ho sempre avuto il sospetto che questa ira misteriosa, dalla quale riaffiori sconcertata e un po' triste, ti sia cresciuta dentro per causa mia. Angela, a ridosso della tua schiena incolpevole c'è una sedia vuota. Dentro di me c'è una sedia vuota. Io la guardo, guardo la spalliera, le gambe, e aspetto, e mi sembra di ascoltare qualcosa. È il rumore della speranza. Lo conosco, l'ho udito affannarsi nel fondo dei corpi e affiorare negli occhi delle miriadi di pazienti che ho avuto davanti, l'ho sentito fermarsi in stallo tra le mura della sala operatoria, ogni volta che ho mosso le mie mani per decidere il corso di una vita. So esattamente di cosa m'illudo. Nei grani di questo pavimento che ora si muovono lenti come fuliggine, come ombre morenti, m'illudo che quella sedia vuota si riempia anche per un solo lampo di una donna, non del suo corpo, no, ma della sua pietà. Vedo due scarpe décolletées color vino, due gambe senza calze, una fronte troppo alta. E lei è già davanti a me per ricordarmi che sono un untore, un uomo che segna senza cautela la fronte di chi ama. Tu non la conosci, è passata nella mia vita quando ancora non c'eri, è passata ma ha lasciato un'impronta fossile. Voglio raggiungerti, Angela, in quel limbo di tubi dove ti sei coricata, dove il craniotomo scassinerà la tua testa, per raccontarti di questa donna. (pp. 21-23)“

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Giancarlo Galan 7
politico italiano 1956
„Stamattina ho chiesto a mia moglie un soldo. Le ho detto, amore, è per il caffè, i giornali... [... ] Mi ha detto che devo mettermi a fare qualcosa. [... ] Sono amareggiato, avvilito, indignato [... ] con quelli che nella vita non hanno mai fatto niente di buono e ci trattano peggio dei delinquenti. Urlano, sputano, tirano monetine. [... ] Però una fine così, con Franceschini, i cori, gli sputi... no, non la meritavamo. [... ] Tremonti non lo perdonerò mai! Mai! [... ] ho visto da parte sua un'arroganza, una protervia. Ci ha trascinati nel baratro. [... ] Io dico che Tremonti non è dei nostri. Lui non ha mai fatto parte della nostra squadra. [... ] Sono stati diciassette anni belli. Abbiamo davvero fatto cose positive: abbiamo fermato la Gioiosa macchina da guerra di Occhetto, abbiamo fondato un sistema bipolare che aveva tutte le caratteristiche per diventare un sistema bellissimo, civilissimo. [... ] Potrei elencare mille suoi difetti, riempire cento pagine con gli errori che ha commesso ma... sono con lui da 27 anni, gli devo tutto, non è neppure ipotizzabile che non gli sia riconoscente, fedele, leale fino a pagare il prezzo più alto. E poi, per quante sciocchezze abbia fatto, lui è ancora il migliore di tutti. Mi viene il magone...“

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