Frasi su inezia


Toti Scialoja 15
pittore e poeta italiano 1914 – 1998
„La stanza la stizza l'astuzia
di quando vivevi a Venezia
ed eri zanzara... la pazza
zanzara – che all'alba è un'inezia.“

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Frank Herbert 137
scrittore di fantascienza 1920 – 1986
„Lotti coi sogni?
Ti batti con le ombre?
Cammini come dormendo?
Il tempo è scivolato via.
La vita ti è stata rubata.
Indugiavi per delle inezie,
Vittima della tua follia. (Lamento funebre per Jamis sulla Piana dei Morti; dai «Canti di Muad'Dib», della Principessa Irulan: Ed. Nord, p. 148)“


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David Foster Wallace 140
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008
„Ho imparato che il mondo degli uomini così com'è oggi è una burocrazia. È una verità ovvia, certo, per quanto ignorarla provochi grandi sofferenze. Ma ho anche scoperto, nell'unico modo in cui un uomo impara sul serio le cose importanti, la vera dote richiesta per fare strada in una burocrazia. Per fare strada sul serio, dico: fai bene, distinguiti, servi. Ho scoperto la chiave. La chiave non è l'efficienza, o la rettitudine, o l'intuizione, o la saggezza. Non è l'astuzia politica, la capacità di relazione, la pura intelligenza, la lealtà, la lungimiranza o una qualsiasi delle qualità che il mondo burocratico chiama virtù e mette alla prova. La chiave è una certa capacità alla base di tutte queste qualità, più o meno come la capacità di respirare e pompare il sangue sta alla base di tutti i pensieri e le azioni. La chiave burocratica alla base di tutto è la capacità di avere a che fare con la noia. Di operare efficacemente in un ambiente che preclude tutto quanto è vitale e umano. Di respirare, per così dire, senz'aria. La chiave è la capacità, innata o acquisita, di trovare l'altra faccia della ripetizione meccanica, dell'inezia, dell'insignificante, del ripetitivo, dell'inutilmente complesso. Essere, in una parola, inannoiabile. Ho conosciuto, tra il 1984 e l'85, due uomini così. È la chiave della vita moderna. Se sei immune alla noia, non c'è letteralmente nulla che tu non possa fare. (p. 566-567)“

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Alessandro Baricco 350
scrittore e saggista italiano 1958
„Ha un bello spremersi, il mondo tutto, per intrattenerti con il suo grande show quotidiano, a suon di dollari lacrime e sangue, ma poi c'è sempre la volta che a inchiodarti per la meraviglia è il niente di una frase, letta per caso, lunga poche parole, un'inezia.“

Mauro Laeng 9
scrittore, critico, saggista e pedagoga italiano di orig... 1926 – 2004
„L'uomo d'oggi gode di occasioni assai più copiose per arricchire la propria informazione, ma è anche assoggettato a più numerose forze centrifughe, che lo distraggono e lo «divertono» (secondo la pascaliana etimologia) con il fascino delle inezie. La scuola fa troppo poco o quasi nulla per facilitargli la riflessione su se stesso e il controllo delle sue potenze.“

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Gioele Dix 2
attore e comico italiano 1956
„[Riferito a David Foster Wallace] Si appassiona alle inezie, al particolare che illumina l'universale allargando e registrando all'infinito il campo del racconto. Come quando descrive minuziosamente il sistema "ad alto tiraggio" del water della sua cabina per poi immaginare i suoi escrementi volare proiettati nell'iperspazio. Straordinario.“

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Francesco de Sanctis 51
scrittore, critico letterario e politico italiano 1817 – 1883
„[Le accademie] rassomigliano quelle liete brigate di buontemponi e fannulloni, che ispirarono il Decamerone, modello del genere. Sono letterati ed eruditi, in pieno ozio intellettuale, che fanno per sollazzarsi versi e prose sopra i più frivoli argomenti, tanto più ammirati per la vivacità dello spirito e l'eleganza delle forme, quanto la materia è più volgare. Strani sono i nomi di queste accademie e di questi accademici, come lo Impastato, il Raggirato, il Propaginato, lo Smarrito, ecc. E recitano le loro dicerie, o come dicevano, "cicalate" sull'insalata, sulla torta, sulla ipocondria, inezie laboriose.“

Virgilio Estival 15
patriota e scrittore francese 1835 – 1870
„Io non consigliere mai ai governi che si pretendono forti, di gettare gli uomini di studio e di pensiero nel fondo di una prigione. Infatti, è nella solitudine che l'uomo d'ingegno, già illuminato dai dettami della Scienza, dalla esperienza della vita e dalla conoscenza del cuore umano, vede apparire nella sua mente i più grandi concetti intellettuali. Distaccato violentemente da tutte le mille e mille inezie della vita ordinaria, che pure, non volendo, distraggono l'intelletto e lo allontanano suo malgrado dal prefisso sul scopo, l'uomo nella prigione nutre un'idea con tal persistenza che può condurlo facilmente alla pazzia, se ei non trova la forza di svilupparla in tutte le sue logiche conseguenze. (p. XIV)“


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Gilbert Keith Chesterton 276
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„Come siete umano, tenero, pieno di riguardi! Voi fareste la guerra per arrotondare una terra di confine o per le importazioni da un porto straniero; spargereste del sangue per una tassa troppo forte sui merletti e a causa d'un saluto non reso da un ammiraglio; ma per ciò che può rendere la vita degna o miserabile, come siete umano! Ve lo dico, e so quel che mi dico: non ci sono mai state guerre inevitabili e necessarie, tranne le guerre religiose; non vi sono state mai giuste guerre se non di religione; non vi sono state mai guerre umane, se non religiose. In esse si è combattuto per qualche cosa che tendeva per lo meno a formare la felicità e la virtù dell'uomo. Se non altro, il Crociato pensava veramente che l'Islam era causa della perdita d'ogni anima umana, fosse quella d'un Re o d'uno stagnino, di cui potesse impadronirsi. Da parte mia, credo che Barker e tutti quegli avvoltoi arricchiti causino la perdita dell'anima di ogni uomo, rovinino ogni pollice di terreno, ogni pietra delle case di cui riescono ad impadronirsi. Credete ch'io non abbia il diritto di combattere per Notting Hill, voi Governo inglese che avete così spesso fatto la guerra per delle inezie? Se davvero, come i vostri ricchi amici pretendono, non c'è Dio, e il cielo sulle nostre teste è tetro e vuoto, in nome di che un uomo dovrebbe lottare, se non pel giardino che fu l'Eden della sua infanzia e dove conobbe le delizie, troppo caduche, del primo amore? Se non v'è tempio né scrittura che siano sacri, che c'è di sacro, se la giovinezza dell'uomo non è sacra? (p. 122)“

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Edward Morgan Forster 121
scrittore britannico 1879 – 1970
„Niente affatto. Combatta come se pensasse che noi abbiamo torto. Oh, a che serve tutto il suo equilibrio di giudizio se non decide mai con la sua testa? Chiunque l'afferra e le fa fare quello che vuole. E lei vede dentro di loro e ne ride... ma lo fa. Non basta avere le idee chiare; io ho la testa confusa e stupida, e non valgo la quarta parte di lei, ma ho cercato di fare quello che al momento mi è sembrato giusto. E lei... il suo cervello e il suo intuito sono splendidi. Ma quando vede quello che è giusto, è troppo indolente per farlo. Una volta mi disse che saremo giudicati per le nostre intenzioni, non per quello che abbiamo effettivamente fatto. Mi è sembrata un'osservazione splendida. Ma dobbiamo avere l'intenzione di fare... non starcene seduti su una sedia con le nostre intenzioni.»
«Lei è meravigliosa!» egli disse gravemente.
«Oh, lei mi apprezza!» lei proruppe di nuovo. «Vorrei che non m'apprezzasse. Lei ci apprezza tutti... vede il bene in tutti noi. E intanto lei è sempre morto... morto... morto. Ora, per esempio, perché non s'è arrabbiato? Gli si avvicinò, con un improvviso cambiamento d'umore, gli afferrò tutte e due le mani. Lei è tanto straordinario, signor Herriton, che non posso sopportare di vederla sprecarsi. Non posso sopportarlo... sua madre... non è stata buona con lei.»
«Signorina Abbott, non si preoccupi per me. Alcuni sono nati per non fare nulla. Io sono uno di questi; non ho mai concluso niente, né a scuola né nella professione. Venni qui per impedire il matrimonio di Lilia, ed era troppo tardi. Sono venuto qui con l'intenzione di ottenere il bambino, e ne riporterò un onorevole insuccesso. Adesso non mi aspetto mai che succeda qualcosa, e così non sono mai deluso. Lei si meraviglierebbe di sapere quali sono per mei grandi avvenimenti. Essere andato a teatro ieri, parlare con lei ora... non credo che mi capiterà mai niente di più grande. Il mio destino è di passare nel mondo senza mai scontrarmi con esso o smuoverlo... e veramente non so dire se il mio destino sia buono o cattivo. Io non muoio... io non m'innamoro. E se altri muoiono o s'innamorano, lo fanno sempre proprio quando io non ci sono. Ha perfettamente ragione; la vita per me è semplicemente uno spettacolo, che — grazie a Dio, grazie all'Italia, e grazie a lei — è ora più bello e più incoraggiante di quanto sia mai stato prima.» [.... ]
«Ogni minima inezia, per una qualche ragione, oggi sembra imponderabilmente importante, e quando lei dice che da una cosa "non dipende niente," le sue parole suonano come una bestemmia. Non si può mai sapere... (come posso esprimermi?)... quale delle nostre azioni, quale delle nostre omissioni non influiranno su qualcosa per sempre.» (cap. VIII, pp. 185-9)“

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Leigh Hunt 5
saggista, poeta e scrittore inglese 1784 – 1859
„L'affetto, come la malinconia, ingrandisce le inezie; ma l'ingrandimento dell'uno è come guardare attraverso un telescopio gli oggetti celesti; quello dell'altra, come ingrandire dei mostri col microscopio.“

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Halldór Kiljan Laxness 19
scrittore islandese 1902 – 1998
„Esistono donne con un aspetto tale che un uomo, non appena le vede, dimentica tutto il suo passato come se fosse un'inezia ed è disposto a rescindere ogni vincolo che lo lega al mondo circostante, a voltarsi e seguirle fino in capo al mondo. (libro La base atomica)“


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Nikolaj Vasiljevič Gogol 87
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„Vi sono, per ciascun uomo, dati discorsi, che gli riescono in qualche modo più vicini e più connaturati degli altri discorsi. E spesso, quando meno ce l'aspettiamo, in chissà che cieco, sperduto angolo di mondo, in chissà che solitudine selvaggia, incontri un uomo, la calda conversazione del quale ti fa scordare le impraticabili strade, e lo scomodo dei pernottamenti, e lo smodato tumulto contemporaneo, e la falsità degl'inganni che ingannano l'umanità. E al vivo ti s'incide dentro, una volta per sempre e in eterno, quella sera passata a quel modo, e tutto ne serba la fedele memoria: chi era presente, e in che posto sedeva ognuno, e che cosa si aveva tra mano, e le pareti, i cantoni, ogni inezia. (libro Le anime morte)“

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Lucio Salis 24
comico e produttore discografico italiano 1947
„Fesseria. Voce napoletana rapidamente nazionalizzatasi: nel senso di inezia oppure in quella di sbaglio: la maggior parte delle azioni dell'uomo. (libro Dizionario delle idee sbagliate)“

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Galileo Galilei 51
scienziato italiano 1564 – 1642
„Grandissima mi par l'inezia di coloro che vorrebbero che Iddio avesse fatto l'universo più proporzionato alla piccola capacità del lor discorso.“

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Omero 33
poeta greco autore dell'Iliade e dell'Odissea 750
„La carità che è un'inezia può essere preziosa per gli altri.“

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