Frasi su infanzia

L’infanzia è una tappa naturalmente disgraziata dell’esistenza, Lillian. La storia che i bambini meritano la felicità l’ha inventata Walt Disney per far soldi. (libro L'amante giapponese)

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Isabel Allende 90
la città delle bestie 1942

L'attenzione è la forma più rara e più pura della generosità.
A pochissimi spiriti è dato scoprire che le cose e gli esseri esistono.
Fin dalla mia infanzia non desidero altro che averne ricevuto, prima di morire, la piena rivelazione. (p. 13)

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Simone Weil 228
scrittore, filosofo 1909 – 1943

Il nome della mia band, Hole, deriva da una conversazione con mia madre. Le persone pensano sempre che si riferisca a qualcosa di osceno; invece lei mi disse: "Courtney, non puoi andare avanti così, con questo grande buco (hole) di angoscia solo perché hai avuto un'infanzia difficile". Ed io pensai: "Hole! Che nome stupendo!

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Courtney Love 9
cantante e attrice statunitense 1964

Una volta usciti dall'infanzia, occorre soffrire molto a lungo per rientrarvi. (da Pensieri, parole, profezie)

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Georges Bernanos 82
scrittore francese 1888 – 1948

Sono uno di 26 anni che riflette sulla sua identità. E uno di 26 anni per fare questo deve guardare indietro alla propria infanzia e alla propria adolescenza. Io l'ho fatto in due dischi e ho chiuso. Se mi ripetessi ancora mi sentirei come... surgelato. Se resti fermo lì non cambi più.

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Mika 70
cantautore libanese 1983

C'è stato un momento preciso che ha distrutto la mia infanzia. L'entrata delle truppe di Hitler a Klagenfurt. Fu qualcosa di così orrendo che il mio ricordo inizia con questo giorno, con un dolore troppo precoce, così intenso come forse dopo non l'ho più provato. (citato in Corriere della sera, 21 marzo 2010)

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Ingeborg Bachmann 11
poetessa, scrittrice e giornalista austriaca 1926 – 1973

Vi sono delle circostanze nelle quali bisogna avere pazienza, e questa è una di quelle: Voi lo capite. Certo sarebbe molto comodo per me dire usando il linguaggio per altri divenuto abituale: "Io me ne frego, io mi chiamo Caviglia" e pestare sodo. Ma ora bisogna avere pazienza. La pazienza è una virtù difficile da acquistarsi; ma noi soldati l'abbiamo imparata sin dall'infanzia per le dure necessità della vita e l'abbiamo esercitata nelle nostre vecchie trincee durante la lunga guerra da noi vinta. Voi sapete che parlo poco, ma che mantengo le promesse: ebbene, metteremo a posto tutto. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 623)

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Enrico Caviglia 3
generale e politico italiano 1862 – 1945

Fin dalla mia più tenera infanzia ho sentito il bisogno di avere compassione per gli animali. Ancor prima di andare a scuola non riuscivo a capire perché, nella preghiera della sera, dovevo pregare soltanto per delle persone. Per questo, dopo che mia madre mi aveva fatto ripetere la preghiera e mi aveva dato il bacio della buona notte, in segreto aggiungevo una preghiera per tutti gli esseri viventi, composta da me. Diceva così: «Buon Dio, proteggi e benedici tutto ciò che ha respiro, difendili da ogni male e fa' che dormano tranquilli». (p. 9)

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Albert Schweitzer 56
medico, teologo, musicista e missionario luterano tedesc... 1875 – 1965

È vecchio ciò che si è dimenticato. E quello che non si può dimenticare, è accaduto appena ieri. L'unità di misura non è il tempo, ma il valore. E la cosa che ha in assoluto più valore, divertente o triste che sia, è l'infanzia. (da Als ich ein kleiner Junge war)

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Erich Kästner 6
scrittore, sceneggiatore e poeta tedesco 1899 – 1974

Dimentichiamo troppo spesso che gli uomini sono fatti di carne facilmente rassegnata. È dall'infanzia che i maestri ci parlano di martiri, che diedero esempi di civiltà e di morale a loro spese, ma non ci dicono quanto doloroso fu il martirio, la tortura. Tutto rimane in astratto, filtrato come se guardassimo, a Roma, la scena attraverso spesse pareti di vetro che ammortizzano i suoni, e le immagini perdessero la violenza del gesto per opera, grazia e potere di rifrazione. E allora possiamo dirci tranquillamente l'un l'altro che Giordano Bruno fu bruciato. Se gridò, non lo sentiamo. E se non lo sentiamo, dove sta il dolore?
Ma gridò, amici miei. E continua a gridare. (da A Bagagem do viajante, traduzione di Guido del Giudice; citato in Le grida di Giordano Bruno)

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José Saramago 228
scrittore, critico letterario e poeta portoghese 1922 – 2010

L'infanzia è una malattia – un malanno da cui si guarisce crescendo. (Guardian)

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William Golding 15
scrittore britannico 1911 – 1993

Ed eccovi in secondo luogo la "cuna", altro flagello dell'infanzia, altro strumento di morte per bambini. Bisogna far dormire per forza quella mummia, che grida nei suoi ceppi. Le sue grida riescono importune, moleste, insopportabili. Dl'altronde, la madre deve attendere alla sua acconciatura, ha da intendersi colla sarta, ha da finire di leggere quel romanzo che tanto l'interessa! Deve vestirsi pel teatro, per le visite, pel veglione, per la passeggiata. Bisogna dunque per forza quel marzmottino si acceti nel sonno. Ed ecco il piccolo importuno consegnato alla balia, che te lo acchiappa come un involto di robe vecchie e te lo getta nella "cuna", dopo aver dato una buona ristretta alle fasce, quasi che tema ceh il prigioniero non scappi. Ed accola a far giuocare quel crpicciuolo ad un violento giuoco di altalena, agitando la culla in modo tempetosissimo che, senon fosse per legge fisica che il gran moto produce l'immobilità, quel puttino dovrebbe essere cento volte tramazzato sul suolo ovvero trabalzato in aria come la palla della racchetta. Bisogna far dormire a forza il monello. Dunque, stordendolo fino alla stupefazione, fino all'encefalagìa, fino al coma. L'oppio, la morfina ed altri mortali soporiferi riuscirebbero meno letali a quel tenero tessuto nervoso della violenta agitazione della "cuna". Un bel dì, il bambinello è assalito da convulsioni nervose e leva l'incomodo alla madre: «Dio se l'ha preso» dice questa. E noi diremo: «Siete voi che Glielo avete dato!». (Parte prima, libro II, cap. XXVI, p. 253-54)

Francesco Mastriani 45
scrittore italiano 1819 – 1891

Sono nato in un villaggio di contadini e di pastori, fra Goceano e Logudoro, nella Sardegna settentrionale e, durante la mia infanzia, ho sentito parlare e ho parlato solo in lingua sarda: in prima elementare, il maestro, un uomo severo sempre vestito di nero, ci proibì, a me e ai miei coetanei, di parlare nell'unica lingua che conoscevamo e ci obbligò a parlare in lingua italiana, la «lingua della Patria», ci disse. Fu così che, da vivaci e intelligenti che eravamo, diventammo, tutti, tonti e tristi. (da Il Parroco di Arasolé, Edizioni Il Maestrale, 2001, p. 121)

Francesco Masala 1
poeta, scrittore e saggista italiano 1916 – 2007

Sin dall'infanzia, egli [Rimbaud] era stato un fanatico, un tipo a cui toccava andare a fondo, o di morire. In ciò consiste la sua purezza, la sua innocenza.

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Henry Miller 91
scrittore, pittore e saggista statunitense 1891 – 1980

Oh Dio! – esclamò a un tratto, e ricadde sul suo sedile. Solo in quel momento aveva afferrato tuttò ciò che la parola «bancarotta» implicava, il senso vago e terribile che fin dall'infanzia le aveva inspirato. «Bancarotta»... era una cosa piú atroce della morte, era disordine, crollo, rovina, vergogna, scandalo, disperazione e miseria. (IV, VII; 2002, p. 196)

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Thomas Mann 100
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955

Sono fiero di mio padre che si spaccò la schiena come elettricista, e di mia madre che avrà lavato per terra in tutte le case di Conegliano. Sono strafelice di avere avuto quell'infanzia, dove i desideri erano in rapporto alle possibilità, mai di più. E quando cominciava a venire il bel tempo, come adesso, si usciva nei prati, si faceva la casetta sull'albero, si rubavano le ciliegie e le pannocchie, c'era sempre il benedetto pallone. Bellissimo.

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Alessandro Del Piero 62
calciatore italiano 1974

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