Frasi su ingegno

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Lucio Anneo Seneca 174
filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano -4 – 65 d.C.
„Non è mai esistito ingegno senza un poco di pazzia. (da Tranquillitate animi)“

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Aristotele 211
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.
„Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità.“


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Tito Lucrezio Caro 37
-99 – -55 a.C.
„L'opera poetica di Lucrezio è proprio come mi scrivi: rivela uno splendido ingegno, ma anche notevole abilità artistica. (Cicerone)“

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Carlo Collodi 47
scrittore italiano 1826 – 1890
„Godersi in pace una ricca eredità, passata di padre in figlio, è sempre una bella cosa: ma per i giovani, l'industria, l'abilità e la svegliatezza d'ingegno valgono più d'ogni altra fortuna ereditata. (da Il gatto con gli stivali)“

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Fëdor Dostoevskij 256
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881
„Ancora sedicenne, li osservavo con cupa meraviglia; già allora mi stupivano la grettezza del loro pensiero, la stupidità delle occupazioni, dei giochi, dei discorsi loro. Non capivano certe cose cosí indispensabili, non s'interessavano di argomenti cosí suggestivi e impressionanti che per forza presi a considerarli inferiori a me. Non era la vanità offesa che mi ci spingeva, e, per amor di Dio, non venitemi avanti con le obiezioni convenzionali, rancide fino alla nausea, che io non facevo che sognare, mentre essi già allora capivano la vita reale. Nulla essi capivano, nessuna vita reale, e vi giuro che questo, appunto, era ciò che piú m'indignava in loro. Al contrario, la realtà piú evidente, piú abbagliante la percepivano in modo fantasticamente sciocco e già allora si abituavano ad inchinarsi nient'altro che al successo. Di tutto ciò che era giusto, ma umiliato e oppresso, ridevano crudelmente e vergognosamente. La posizione la consideravano ingegno; a sedici anni discorrevano già di comodi posticini. Naturalmente, in questo molto derivava dalla stupidità, dal cattivo esempio che aveva sempre circondato la loro infanzia e adolescenza. Erano depravati fino alla mostruosità. S'intende che anche qui c'era soprattutto esteriorità, soprattutto cinismo ostentato, s'intende che la giovinezza e una certa freschezza trasparivano anche in loro perfino attraverso la depravazione; ma in loro non era attraente nemmeno la freschezza e si manifestava come una specie di bricconeria. Io li odiavo tremendamente, sebbene fossi magari peggio di loro. Essi mi ripagavano della stessa moneta, e non nascondevano la propria ripugnanza per me. Ma io non desideravo piú il loro affetto; al contrario, avevo sempre sete della loro umiliazione. (A proposito della neve bagnata, III; 2002, p. 70)“

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Giustino Fortunato 9
politico e storico italiano 1848 – 1932
„[su Francesco Saverio Nitti] Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. (citato in Francesco Barbagallo, Francesco Saverio Nitti, UTET, Torino, 1984, p. 12)“

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Salvatore Di Giacomo 27
poeta, drammaturgo e saggista italiano 1860 – 1934
„Nel giornalismo io sono non uno scrittore, ma uno scrivano. La mia fissazione è questa, che Napoli è una città disgraziata, in mano di gente senza ingegno e senza cuore e senza iniziativa. (da L'Occhialetto, XIX, 29, Napoli, 18 settembre 1886; citato in Nota bio-bibliografica di Salvatore Di Giacomo, bibliocamorra. altervista. org)“

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Adolf Hitler 120
dittatore della Germania nazista dal 1933 al 1945 1889 – 1945
„Il cristianesimo puro, quello delle catacombe, s'ingegna a tradurre in pratica la dottrina cristiana. Porta dritto dritto all'annientamento dell'umanità. Non è che il bolscevismo integrale, sotto orpelli metafisici. (14 dicembre 1941)“


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Leonardo Da Vinci 160
pittore, ingegnere e scienziato italiano 1452 – 1519
„Vedendo il castagno l'uomo sopra il fico, il quale piegava inverso sé i sua rami, e di quelli ispiccava i maturi frutti, e quali metteva nell'aperta bocca disfacendoli e disertandoli coi duri denti, crollando i lunghi rami e con temultevole mormorio disse: «O fico, quanto se' tu men di me obrigato alla natura! Vedi come in me ordinò serrati i mia dolci figlioli, prima vestiti di sottile camicia, sopra la quale è posta la dura e foderata pelle, e non contentandosi di tanto beneficarmi, ch'ell'ha fatto loro la forte abitazione, e sopra quella fondò acute e folte spine, a ciò che le mani dell'homo non mi possino nuocere.» Allora il fico cominciò insieme co' sua figlioli a ridere, e ferme le risa, disse: «Conosci l'omo essere di tale ingegno, che lui ti sappi colle pertiche e pietre e sterpi, tratti infra i tua rami, farti povero de' tua frutti, e quelli caduti, peste co' piedi e co' sassi, in modo ch'e frutti tua escino stracciati e storpiati fora dell'armata casa; e io sono con diligenza tocco dalle mani, e non come te da bastoni e da sassi.» (Il castagno e il fico)“

Carlo Tito Dalbono 3
storico, romanziere e critico d'arte italiano
„Di una cosa or ci rimane a dar più minuto conto, per chiudere la Guida. È tal cosa che esercita intero impulso sulla materia generale che abbiamo svolta, il Vesuvio?
Del Vesuvio parlammo ovunque ci occorre incontrarlo o vederlo, e questo vulcano, come ognun sa è visibile da tanti punti del nostro Napoli, che la sua presenza si rende spettacolo permanente. Ma chi l'osserva non lo guardi come motore, o come divoratore e consumatore, ma lo guardi come creatore attivo di quanto abbiamo con noi, poiché l'ingegno, l'operosità, la gesticolazione, il discorrer molto, l'urtarsi, il minacciar con le mani innanzi, non son che impulso Vesuviano. Quella facoltà eruttiva che han molte terre napoletane, l'argillo della napolitana creatura possiede, e la fibra mossa e rimossa degli operosi fluidi elettrici e magnetici fa del napolitano spesso un pazzo piacente o un sincero curioso.“

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Junio Valerio Borghese 24
militare e politico italiano 1906 – 1974
„Nell'ambito della Decima, si viveva in un ambiente chiuso refrattario alle infiltrazioni esterne di ogni genere. La politica, le illusioni di una guerra breve, le improvvise esaltazioni per un successo e le depressioni per un rovescio, erano elementi che non si affacciavano alla nostra mente e non ci distraevano dal nostro lavoro. Un solo pensiero, un solo assillo, una sola attività: mettere a punto uomini ed armi e aguzzare l'ingegno per trovare il modo di colpire il nemico il più duramente possibile: tutto il resto non ci interessava. (p. 59)“

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Lope De Vega 61
poeta, drammaturgo 1562 – 1635
„Amore, divina invenzione, il cui scopo è quello di conservare la bellezza della nostra natura, sia tu accidente o scelta, strani davvero sono gli effetti che dalla scienza nascono; infatti le tenebre dissipano, i muti imparano a parlare e gli spiriti più rozzi si mutano in sottili e acuti. Non sono neppure due mesi ch'io vivevo quasi come una bestia, priva di apparenza persino dell'anima razionale. Avevo sensazioni d'animale, sì, e crescevo come una pianta; ma la santa e divina ragione sembrava eclissata in me, fino a quando i miei occhi npn si persero ai tuoi raggi, e fu come veder sorgere il sole! Tu rompesti e mettesti in guga le tenebre del mio ingegno; tu fosti il genio divino che m'illuminasti, facendo nascere in me il nuovo essere che ora sono. Mille volte io ti ringrazio, amore, poiché mi hai educato così bene che quanti mi vedono non mi riconoscono più! Per la pura immaginazione e la forza di un desiderio mi vedo ormai introdotta nei palazzi della divina ragione; tanto alto poté sollevarmi la contemplazione di un bene! Ormai puoi conferirmi la laurea, amore, poiché concedendomi Lorenzo e rendendomi di lui innamorata, mi hai potuta meglio educare! (Finea) (Atto III, Scena Prima)“


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Giuseppe Giacosa 4
drammaturgo, scrittore e librettista italiano 1847 – 1906
„Campioni: Io non so come si gridi tanto alla difficoltà che c'è a trovare argomenti nuovi e ad essere originali! Sono lì, gli argomenti, non c'è che a stendere la mano. [... ] Io voglio dimostrare che la matematica regge colle sue norme immutabili anche la poesia. [... ] Un verso composto di un numero dispari di parole, è matematicamente più armonico di quello in cui il numero sia pari... e così per le sillabe, e così per le lettere. [... ] Nell'Orlando furioso ci sono in tutto 375 mila 197 parole. Dispari il numero totale, e non solo dispari il numero totale, ma dispari anche le cifre che lo compongono. Eccole spiegata la sorprendente bellezza del libro. Nel primo canto, ci sono 5041 parole, altro numero dispari. Prendiamo due versi a casaccio. (Apre il manoscritto). Canto quattordicesimo, ottava trentasettesima, verso primo:
«Come lupo o mastin ch'ultimo giugne...»
sette parole, che bel verso! e subito
«Al bue lasciato morto dai villani...»
sei parole, verso orribile, quasi che i villani dei buoi morti non sapessero che farsene, magari!
[... ]
Carlo: Le dico schietto che lei ha fatto opera di profondo studioso, di buongustaio, di grande ingegno e di gran cittadino.
Campioni: Ah! Perché la poesia...
Carlo: È il cardine.
Campioni: È il cardine. Guardi: cardine: bellissima parola: sette lettere. Osservi il nome dei massimi poeti. Dante, cinque lettere; Ariosto, sette; Tasso, cinque; Petrarca invece otto, difatti è molle ed effeminato. Foscolo, sette; Alfieri, sette; Manzoni, sette; Leopardi, otto, ed è uno scettico. Le pare? È novità codesta?
Carlo: E come!
Campioni: Pensare che in tanti grandi ingegni che furono con tante arti poetiche e regole di scuola scritte in tutte le lingue, nessuno ancora considerò l'estetica in rapporto coi numeri. Le note musicali, sette. Perché la scienza moderna ci insegna a generalizzare. Trovato un principio, a volerlo applicare ammodo, si vede che calza per tutto. Qual è il tipo della famiglia bene assortita? Un padre, una madre e un figliolo. Tre. Sono considerazioni codeste?!
(da La gente di spirito, Atto II, Scena IV)“

Hans Jonas 9
filosofo tedesco 1903 – 1993
„Preso nella morsa di questa sfida [il nostro ambiente in pericolo], il genere umano diventa per la prima volta uno solo, che lo sappia già o no, saccheggiando la propria dimora terrena, condividendo il destino della propria rovina, essendo l'unico possibile salvatore di entrambi: la terra e se stesso. Una nuova solidarietà di tutto il genere umano sta sorgendo tra noi. Una colpa comune ci lega, un interesse comune ci unisce, un destino comune ci attende, una responsabilità comune ci chiama [... ]. Lasciatemi concludere con una valutazione simbolica di come la "condizione umana" sia venuta trasformandosi. Una volta era la religione a dirci che eravamo tutti peccatori a causa del peccato d'origine. Oggi è l'ecologia del nostro pianeta che ci accusa di essere tutti peccatori a causa dell'eccessivo sfruttamento dell'ingegno umano. Una volta era la religione a terrorizzarci con il Giudizio universale alla fine dei tempi. Oggi è il nostro torturato pianeta a predirci l'approssimarsi di quel giorno senza alcun intervento divino. L'ultima rivelazione, che non giungerà da alcun monte Sinai né da alcun monte delle beatitudini, né da alcun albero della bodhi di Buddha, è il grido silenzioso delle cose stesse, quelle che dobbiamo sforzarci di risolvere per arginare i nostri poteri sul mondo, altrimenti moriremo tutti su questa terra desolata che un tempo era il creato. (da Il concetto di Dio dopo Auschwitz, pp. 48-49)“

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Marco Tullio Cicerone 101
avvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano -106 – -43 a.C.
„L'opera poetica di Lucrezio è proprio come mi scrivi: rivela uno splendido ingegno, ma anche notevole abilità artistica. (da Epistulae ad Quintum fratrem, II, 9, 3)“

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San Girolamo 43
scrittore, teologo e santo romano 342 – 420
„Vorrei proprio che mi capitasse quello che Tito Livio dice di Catone: "Alla sua gloria nessuno portò giovamento con le sue lodi, né nocumento con le sue accuse, anche se l'uno e l'altro atteggiamento ebbero ad assumere uomini forniti di altissimo ingegno." Vuole riferirsi a Marco Cicerone e a Gaio Cesare: il primo di loro scrisse le lodi, il secondo le accuse del personaggio appena citato.“

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