Frasi su ingrediente

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Zygmunt Bauman 45
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017
„La nostra vita è un'opera d'arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l'arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili (almeno nel momento in cui ce le poniamo) da contrastare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano (almeno nel momento in cui li scegliamo) ben oltre la nostra portata, e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare (almeno per quanto si è visto fino allora) ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare. Dobbiamo tentare l'impossibile. E possiamo solo sperare – senza poterci basare su previsioni affidabili e tanto meno certe – di riuscire prima o poi, con uno sforzo lungo e lancinante, a eguagliare quegli standard e a raggiungere quegli obiettivi, dimostrandoci così all'altezza della sfida. L'incertezza è l'habitat naturale della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane. Sfuggire all'incertezza è un ingrediente fondamentale, o almeno il tacito presupposto, di qualsiasi immagine composita della felicità. È per questo che una felicità «autentica, adeguata e totale» sembra rimanere costantemente a una certa distanza da noi: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso. (da L'arte della vita, trad. it., Bari, 2009)“

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Pavel Aleksandrovič Florenskij 31
filosofo, matematico e religioso russo 1882 – 1937
„Puntando il dito sulla monotonia, non è mia intenzione sostenere, con ciò, che la letteratura mistica sia povera di contenuti o che la mistica cristiana non abbia delle peculiarità che la rendano sostanzialmente nuova rispetto a quella delle altre religioni. No. Tuttavia, che alcuni ingredienti necessari ai sistemi mistici siano gli stessi ovunque è assolutamente fuori di dubbio.“


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Maurizio Crozza 124
comico, imitatore e conduttore televisivo italiano 1959
„br>'Intervistatore': Mi pare di capire che sia del tutto simile al piatto originale.
'Germidi': Sì-sì, a parte gli ingredienti, l'aspetto, il sapore, la soddisfazione nel mangiarlo. (da Crozza nel Paese delle Meraviglie, 1° aprile 2016)“

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Nichi Vendola 53
politico italiano 1958
„Si dice che è una festa che dovrebbe unificare gli italiani. Ci sono dei connazionali con cui non mi sento unito; se in alcune parti d'Italia si può immaginare una propensione naturale alla pulizia etnica, io non mi sento unito. Se trovo un sindaco che immagina di dover punire dei bambini per stigmatizzare l'atteggiamento delle loro famiglie, io non mi sento unito a quel sindaco. Se c'è chi pensa che l'omofobia, il razzismo, la xenofobia, la mitologia negativa del diverso, siano ingredienti con cui convivere, io non mi sento di unirmi a chi pensa che l'intolleranza sia un fatto naturale. (da un'intervista condotta da Fabio Fazio, 25 aprile 2010)“

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Dick Powell 1
attore statunitense 1904 – 1963
„Se fai la brava, ti svelerò la ricetta. Conosco gli ingredienti. (citato in Marilyn, p. 101)“

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John Ronald Reuel Tolkien 102
scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico 1892 – 1973
„Gli ingredienti del Quenya sono molti, ma elaborati in una lingua propria non precisamente uguale a nessun altro linguaggio che io conosca. Mi sono imbattuto nel finlandese quando avevo cominciato a costruire una "mitologia", era un'influenza pressante, ma che tuttora è stata ridotta di molto (ora nel tardo Quenya). Sopravvive in alcune caratteristiche: come l'assenza di gruppi consonantici iniziali, l'assenza delle occlusive b, d, g (eccetto che in mb, nd, ng, ld, rd che formano gruppi propri) e la passione per il finale in -inen, -ainen, -oinen, ed anche in alcune caratteristiche grammaticali, come la flessione in -sse (restare fermi in), -nna (movimento a, verso), e -llo (movimento da), anche i pronomi personali possessivi sono espressi da suffissi; non ha genere. (lettera pubblicata su Parma Eldalamberon n. 17, pag. 135)“

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Rossana Rossanda 8
giornalista italiana 1924
„In verità, chiunque sia stato comunista negli anni Cinquanta riconosce di colpo il nuovo linguaggio delle Br. Sembra di sfogliare l'album di famiglia: ci sono tutti gli ingredienti che ci vennero propinati nei corsi Stalin e Zdanov di felice memoria. Il mondo, imparavamo allora, è diviso in due. Da una parte sta l'imperialismo, dall'altra il socialismo. L'imperialismo agisce come centrale unica del capitale monopolistico internazionale. [... ] Vecchio o giovane che sia il tizio che maneggia la famosa Ibm, il suo schema è veterocomunismo puro. Cui innesta una conclusione che invece veterocomunista non è: la guerriglia. (da Il discorso sulla Dc, articolo in prima pagina su Il Manifesto, 28 marzo 1978)“

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Adriano Sofri 8
giornalista, scrittore e attivista italiano 1942
„Pasolini conosceva - di più, ne era specialista - un segreto che noi intravedemmo solo grazie al femminismo: il segreto dei corpi. Che noi non abbiamo, ma siamo un corpo. Che quando facciamo l'amore, mangiamo, giochiamo a pallone, pensiamo pensieri e scriviamo poesie e articoli di giornale, è il nostro corpo che lo fa. Pasolini riconosceva il proprio corpo, e dunque quelli degli altri. Sapeva che esistono i popoli, le nazioni, le classi, le generazioni, e una quantità di altri vasti ingredienti della vicenda sociale, ma li guardava al dettaglio nel modo di camminare e di pettinarsi, di urtarsi per gioco o di ghignare per minaccia. Si sentiva in dovere di essere marxista, ma il suo era un marxismo delle fisionomie, dei gesti, dei comportamenti e dei dialetti. (da Pasolini, scandalo senza eredi, la Repubblica, 3 novembre 2000)“


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Corrado Giustozzi 1
informatico e giornalista italiano 1959
„Naturalmente ho capito ben presto che la legge, così come le ricette di cucina, non è un algoritmo: ossia una sequenza formale di istruzioni non ambigue e prive di arbitrio che, applicate a situazioni identiche, conducono inevitabilmente ai medesimi risultati. La legge invece è molto più simile alla mayonnaise: richiede estro ed arte nel mescolare e trattare gli ingredienti, e non è detto che a parità di ingredienti e di trattamenti il risultato sarà sempre lo stesso. (da [http://www. interlex. it/675/corrado32. htm Il rovescio del diritto], Interlex, 12 ottobre 2006)“

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Ferruccio De Bortoli 7
giornalista italiano 1953
„Con il tempo, cari lettori, ho imparato che i giornali devono essere scomodi e temuti per poter svolgere un'utile funzione civile. Scomodi anche quando sono moderati ed equilibrati come il Corriere. La verità è che i bravi giornalisti spesso ne sanno di più di coloro che vorrebbero zittirli. In questo Paese, di modesta cultura delle regole, l'informazione è considerata da gran parte della classe dirigente un male necessario. Uno dei tanti segni di arretratezza. Piaccia o no, le notizie sono notizie. I fatti sono i fatti, anche quando smentiscono le opinioni di chi scrive. E le inchieste sono un dovere civile, oltre che professionale. Perché le democrazie si nutrono di trasparenza e confronto, di attenzione e rispetto. Dove c'è trasparenza c'è riconoscimento del merito, concorrenza e crescita. Nell'opacità si regredisce. Una società democratica non deperisce solo se ha un’opinione pubblica avvertita e responsabile, alla quale - come diceva Luigi Einaudi, collaboratore del Corriere e presidente della Repubblica - devono essere forniti gli ingredienti utili per scegliere. Non solo nelle urne ma nella vita di ogni giorno. Conoscere per deliberare. L'opinione pubblica, architrave di una democrazia evoluta, è composta da cittadini con spirito critico non da sudditi che se le bevono tutte. E le opinioni vanno rispettate. Tutte.“

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Douglas Adams 77
scrittore inglese 1952 – 2001
„Pensò che cercare di vivere la vita secondo un piano elaborato con concretezza è come cercare di comprare gli ingredienti di una ricetta al supermarket. Si prende uno di quei carrelli che non vanno mai nella direzione in cui li spingi, e si finisce per comprare cose completamente diverse. Che te ne fai? Che te ne fai della ricetta?“

„Il lavoro di Bill Watterson ha qualcosa di mistico. Ciò che abbiamo di fronte non è una qualunque striscia a fumetti. Possiede quella particolare dimensione riconosciuta un tempo in Krazy Kat di George Herriman e, più tardi, in Pogo di Walt Kelly. Il che è stato, comunque, molto tempo fa: dopo di loro non c'è stato più niente di simile nel mondo del cartoon. Ora abbiamo Calvin & Hobbes. In questa striscia non ci sono personaggi finti o sdolcinati. Il ragazzino è decisamente e irresistibilmente pestifero. La madre e il padre (i nomi non sono necessari) vivono a fianco della loro discendenza chiedendosi con perenne e agitato stupore che cosa abbiano fatto per meritarsi un figlio del genere. Il bambino, da parte sua, vive per un buon 70 per cento del suo tempo in un mondo parallelo popolato dalle creature indicibili della sua fantasia, e per il resto del tempo in un mondo reale popolato da altre creature indicibili (la maestra, la bambina, il bullo). E trova scampo da questo secondo mondo rifugiandosi nel primo. E poi c'è il tigrotto di pezza. È un animo nobile e molto più intelligente del bambino, di cui, con sarcastica e affettuosa saggezza, tempera l'esuberanza. Ci sono un sacco di strisce a fumetti in giro, alcune buone, altre passabili, la maggior parte semplicemente roba di secondo piano. Tutti hanno il loro cast di personaggi, più o meno indovinati, tenuti insieme dal dialogo, a volte buono, a volte no. Sono pochissimi quelli che posseggono quella magia particolare che li fa reggere il confronto con il meglio del passato. Guardando al lavoro dei nostri due paragoni, Herriman e Kelly, possiamo vedere un connubbio tra sceneggiatura e segno grafico che si trova raramente al giorno d'oggi, la sensazione che le parole migliorino il disegno e che il disegno faccia lo stesso con il testo, che la fusione attentamente miscelata di questi due ingredienti possa creare quell'incanto che rivela il genio. Volete la magia? L'alchimista Watterson ha portato avanti un lavoro che, per acume, carattere e profondità, è portentoso in rapporto alla sua giovane età. Gli auguro lunga vita e possano i poteri della sua stregoneria non venir mai meno. Volete la magia? Questa è una raccolta di ricette dello stregone per trasformare della semplice carta e del semplice inchiostro in oro puro. Lasciate che umilmente vi presenti Calvin (il bambino) e Hobbes (il tigrotto). Questo libro è magico. (dalla prefazione di Bill Watterson, C'è qualcosa che sbava sotto il letto, Comix, 1997. ISBN 9788881930197)“


Felix Hartlaub 5
scrittore tedesco 1913 – 1945
„Per tanta ricchezza di tempo – assenza di tempo – Napoli eterna è semplicemente uno degli ingredienti eterni del tempo. Dio creò il cielo, l'acqua e la terra e creò anche l'elemento 'napoletano', una piccola nuvola di olio grasso e odore di putrido, con alcune melodie e frammenti di chiasso, un Tutto e un Nulla, un elemento di tutto il mondo e insieme anche qualcosa semplicemente di inferiore. Ci saranno ancora molti bravi napoletani e gente che a Napoli imparerà e farà qualcosa di buono, si pensa, e si compra una pizza in una strada su cui, forse, ha camminato verso Roma l'apostolo Paolo. (da Lettera da Napoli del 6 maggio 1933 alla nonna paterna, pp. 134-135)“

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Alessandro Borghese 19
cuoco e conduttore televisivo italiano 1976
„Il linguaggio del cibo è meraviglioso, è un continuo scambio di consigli, idee, battute, credenze popolari e curiosità, perché il cibo è parte della nostra cultura. [... ] Questa è l'Italia che parla la stessa lingua, il Paese dove esiste un'ottima e incredibile base che permette di sviluppare creatività e fantasia. "Mi dai una ricetta?" ha un significato importante e allo stesso tempo godereccio e responsabile, per me vuol dire curiosità, voglia di aumentare il numero di ricette nel proprio quaderno, tentazione della gola e rispetto per il cibo. Seguire le fasi di ogni ricetta, cercare gli ingredienti e iniziare a cucinali sono passaggi fondamentali che regalano entusiasmo ed emozione, nell'animo oltre che in bocca! Perché la vera soddisfazione è assaporare un piatto preparato con le proprie mani.“

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Gian Carlo Caselli 6
magistrato italiano 1939
„Quando ci siamo trovati a che fare con questi personaggi, meglio, con questi problemi – perché in una prima fase questi personaggi non si trovavano – ne sapevamo molto poco. In progresso di tempo, soltanto in progresso di tempo, abbiamo cominciato a capire alcune cose. Per esempio, che un gruppo terrorista può essere, purtroppo, facilmente forte. Nel senso che basta mescolare alcuni ingredienti: fanatismo ideologico, una certa capacità di organizzarsi, sfruttando le mille possibilità mimetiche di una grande città, di organizzarsi diversificando i compiti tra regolari e irregolari, di organizzarsi cercando collegamenti con la società civile a vario livello. Bastano queste capacità per poter anche duramente colpire, sia pure con una consistenza numerica non elevatissima di gruppo terroristico. Tutto questo – lo abbiamo scoperto in progresso di tempo – le Brigate Rosse erano. Tutto questo rendeva le Brigate Rosse pericolose soprattutto dal punto di vista politico: non è tanto la pericolosità militare – per la quale non occorre a mio giudizio una speciale consistenza numerica – quanto piuttosto la pericolosità politica derivante dal collegamento, dal potenziale collegamento, con settori della società civile e del mondo intellettuale che in quella fase le BR avevano, e che le rendeva un problema politico molto molto grave.“

Sciltian Gastaldi 3
scrittore e giornalista italiano 1974
„Perché Sorrentino sa quali sono gli ingredienti che gli americani si aspettano da un film italiano per sostenere che sia "perfetto". E il regista li mescola, con assoluta maestria, confermando però uno stereotipo che ormai danneggia il cinema italiano contemporaneo proprio perché lo costringe in un angolo identitario di un'epoca che non è certo quella di oggi. Da qui viene anche l'errato paragone fra La grande bellezza e La dolce vita, quando in realtà il film felliniano che andrebbe usato come paragone è Otto e mezzo, altro celebre vincitore di Golden Globe nel 1964, con la sua continua, estenuata ricerca psicologica del senso della vita per l'artista. Sorrentino vuole dimostrare una tesi banale e sentita tante di quelle volte da risultare ormai stantia: la decadenza della sinistra, la decadenza della borghesia italiana, la decadenza della città di Roma, e la decadenza della borghesia di sinistra e romana...“

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