Frasi su inquinamento

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John Muir 4
ingegnere, naturalista e scrittore scozzese 1838 – 1914
„Inquinamento, contaminazione, desolazione, sono parole che non sarebbero mai state create se l'uomo fosse vissuto secondo natura. Uccelli, insetti, orsi muoiono e si disfano in modo pulito e bello.“

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Stefano Montanari 35
scrittore italiano 1949
„Che cosa fanno queste polveri? [micro e nanopolveri prodotte dall'incenerimento e dagli inquinanti in generale] Si comportano come dei gas, vengono inalate, le più grossolane cadono su frutta e verdura e vengono mangiate; passano dal polmone o dallo stomaco entro qualche decina di secondi, dal sangue passano a tutti i tessuti; nei tessuti vengono sequestrate, vengono bloccate per sempre, e si comportano come corpi estranei, perché sono corpi estranei. E intorno a questi corpi estranei si formano dei tessuti particolari, tessuti che si chiamano tessuti di granulazione, sono dei tessuti infiammatori che hanno la possibilità – ma non è detto – di diventare dei cancri. Queste forme qui possono dare malattie cardiovascolari, ictus, infarto; possono dare malattie neurologiche come Alzheimer, come Parkinson, dare malformazioni fetali, danno delle malattie della sfera sessuale, una malattia nuova di cui non c'era traccia fino a pochi anni fa, che si chiama malattia del seme urente, una malattia classica proprio da inquinamento.“


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Pier Paolo Pasolini 125
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„Nei primi anni sessanta, a causa dell'inquinamento [... ] sono cominciate a scomparire le lucciole. [... ] Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta.“

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Gianni Vattimo 22
filosofo e politico italiano 1936
„In un'epoca in cui l'umanità si vede sempre più minacciata nelle stesse elementari possibilità di sopravvivenza (la fame, la morte atomica, l'inquinamento) la nostra radicale fratellanza con gli animali si presenta in una luce più immediata ed evidente. (da Animali quarto mondo, in AA. VV., I diritti degli animali, a cura di L. Battaglia e S. Castignone, Ed. Centro di Bioetica, Genova 1987, p. 133)“

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Adriano Celentano 94
cantautore, ballerino e showman italiano 1938
„Io non «porto avanti» niente. Io mi batto per Cristo e contro l'inquinamento e il cemento.“

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Jonathan Safran Foer 139
scrittore statunitense 1977
„L'allevamento industriale di animali è il primo responsabile del riscaldamento terrestre (significativamente più distruttivo dei trasporti), e una delle due o tre principali cause di tutti i problemi ambientali più seri: inquinamento dell'aria e dell'acqua, deforestazione, perdita di biodiversità... Mangiare animali allevati industrialmente – cioè tutto ciò che compriamo al supermercato o ordiniamo al ristorante – è quasi certamente la peggior cosa che possiamo fare all'ambiente.“

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Uto Ughi 33
violinista italiano 1944
„[Su Giovanni Allevi] Mi fa molto male questo inquinamento della verità e del gusto. Trovo colpevole che le istituzioni dello Stato avvalorino un simile equivoco. Evidentemente i consulenti musicali del Senato della Repubblica sono persone di poco spessore.“

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Roberto Casati 3
filosofo italiano 1961
„Invitare i lettori a non leggere gli articoli di Wikipedia e a preferire loro la Treccani, la Britannica o un’altra enciclopedia, cartacea o online, ma comunque provvista di un comitato editoriale è una cosa; convincerli davvero a farlo è un’altra. Di fatto, il problema dell’autorevolezza si pone a chiunque cerchi un’informazione. E dato che chiunque cerchi un’informazione ha molte probabilità di farlo usando Google, se un articolo di Wikipedia si trova in cima alla pagina di risposta di Google, come spesso capita, allora è inevitabile che si vada poi a guardare l’articolo di Wikipedia. La battaglia da combattere quindi non è invitare a non consultare Wikipedia o cercare di convincere che sarebbe meglio non guardare Wikipedia, quanto cercare di migliorare la qualità di quello che vi si trova, dato che è lì e non altrove che è probabile che i vostri amici, figli, colleghi e studenti finiranno per guardare, e dato che Wikipedia può venir editata.
Invitare ad intervenire su Wikipedia non è certo esente da rischi; innumerevoli possibilità di inquinamento si profilano all’orizzonte: persone che scrivono elogi ai propri beniamini (inclusi se stessi) e filippiche contro i propri nemici, interventi pubblicitari, vandalismo tribale o religioso, incapacità di mettere due parole in croce, impertinenza, dilettantismo e via dicendo. Ma non c’è nulla di nuovo sotto il sole. L’aneddotica invita a una certa cautela anche nel caso di enciclopedie cartacee di vecchio pelo. L’impareggiabile Edwards, luminosa enciclopedia di filosofia degli anni ’60 dello scorso secolo, avendo subappaltato le voci sulla filosofia italiana, offre al lettore una voce sull’assai marginale ‘Gallarate movement’ che tradisce la volontà del subappaltatore di dar lustro alle sue amicizie. Il Lexicon der Renaissance pubblicato nella ex Germania Orientale poco prima del crollo del Muro di Berlino può servire per un corso sulla cultura di regime della ddr e molto meno per ottenere informazioni sul Rinascimento. Più banalmente le enciclopedie, capitolazioni al tentativo di mettere ordine nel sapere imponendo l’unico registro classificatorio su cui nessuno ha obiezioni, ovvero l’ordine alfabetico, sono inevitabili specchi del loro tempo; non esistono enciclopedie perfette né metodi consensuali per generarle; non esiste un loro lettore da cima a fondo – e quando esiste, è un po’ eccentrico; sono collezioni di frammenti, legati a logiche decisionali che muovono da piani grandiosi e producono compilazioni di liste della spesa. E se servono, come servono, più a chi le scrive che a chi le legge, in quanto aiutano a mettere in forma semplice e concisa un sapere, o in quanto creano o cristallizzano identità culturali; allora la funzione addizionale di Wikipedia è che aiuta molti a chiarirsi le idee; non leggendo, ma scrivendo. (cap. Ha senso fare la guerra a Wikipedia?)“


Kenpachiro Satsuma 6
attore giapponese 1947
„Siccome Hydrax doveva essere un mostro creato dall'inquinamento invece d'un animale, tentai di evitare di raffigurlarlo come un animale. Tentai di farlo sembrare inquietante e grottesco.“

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Mario Tozzi 18
geologo, divulgatore scientifico e giornalista italiano 1959
„Superiori a noi in numero complessivo di individui e in biomassa, venivano tenuti «sotto controllo» attraverso l'uso di insetticidi e diserbanti ed erano messi a dura prova dall'inquinamento e dalla perdita di territorio. Ma resistevano tenacemente e, una volta scacciati, ritornavano sempre a colonizzare gli spazi dell'uomo, convivendo con lui in disparte e in silenzio. [... ] Se gli insetti fossero scomparsi, l'umanità si sarebbe già estinta da tempo. [... ] E non ci sarebbero stati nemmeno più i fiori. Tutta la superficie terrestre sarebbe lentamente marcita e le sostanze nutritive che alimentano il grande pasto della vita si sarebbero disseccate. Impollinazione e decomposizione semplicemente non avvengono, se mancano gli insetti, la vita stessa come noi la conoscevamo non sarebbe nemmeno concepibile. (pp. 121-122)“

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Emilio Isgrò 10
artista, scrittore e drammaturgo italiano 1937
„Non è la prima volta che uso le api per le mie mostre, ma in questa occasione si tratta di api eoliane e siciliane, cioè di insetti in grado di sopravvivere all'inquinamento che sta distruggendo tutte le altre api del mondo. Come se la sapienza millenaria di cui le api sono portatrici, suggendo il miele dai fiori delle grandi culture mediterranee - da quella greca a quella araba, da quella fenicia a quella normanna - potesse ancora lanciare un segnale di fiducia ad un'Europa che sembra sgretolarsi sotto il peso della sua stessa storia.“

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Serge Latouche 5
economista e filosofo francese 1940
„Tutti parlano di crisi, è un po' paradossale perché di crisi ne ho sentito sempre parlare dal '68 quando c'era una crisi culturale, poi nel 1972 si parla, con il primo rapporto di Roma, di una crisi ecologica, poi con la controrivoluzione neoliberista di Margaret Thatcher e Reagan c'è la crisi sociale e ora la crisi finanziaria e la crisi economica dopo il crollo di Lehmann Brothers. Finalmente tutte queste crisi si mescolano e siamo di fronte a una crisi di civiltà, una crisi antropologica. A questo punto il sistema non è più riformabile, dobbiamo uscire da questo paradigma e qual è questo paradigma? È il paradigma di una società di crescita. La nostra società è stata poco a poco fagocitata dall'economia fondata sulla crescita, non la crescita per soddisfare i bisogni che sarebbe una cosa bella, ma la crescita per la crescita e questo naturalmente porta alla distruzione del pianeta perché una crescita infinita è incompatibile con un pianeta finito. Si deve una vera riflessione quando si parla di crisi antropologica, si deve prendere questo sul serio perché abbiamo bisogno di una decolonizzazione dell'immaginario. Il nostro immaginario è stato colonizzato dall'economia, tutto è diventato economico. Questa è una cosa specifica all'occidente e abbastanza recente anche nella nostra storia. Siamo nel XVII secolo quando c'è questa grande svolta etica segnata dalla teoria di Bernard Mandeville. Prima si diceva che l'altruismo era una bella cosa e poi si dice: "no, dobbiamo essere egoisti, cercare di fare il più profitto possibile, l'avidità è una bella cosa". Sì, per distruggere più velocemente il nostro "oikos", la nostra casa e a questo effettivamente siamo arrivati. Lo vediamo con il cambiamento climatico, con la perdita di biodiversità, con l'inquinamento dell'aria, dell'acqua, dei suoli. Siamo arrivati a un punto che non si può più continuare su questa strada. O cambiamo strada o sarà la fine dell'umanità.“


„[... ] spesso parlavamo dell'idea di trovare un luogo del paese in cui vivere con l'energia solare, ma a mano a mano che facevamo ricerche i nostri sogni cominciarono a svanire. Capimmo che il riscaldamento della Terra, il congestionamento urbano, lo smog, l'inquinamento dell'aria e la necessità di sempre maggiore energia non erano più problemi localizzati e mi convinsi che, se la gente non avesse cambiato il proprio modo di usare l'energia e gli schemi di consumo, la Terra in cui avrebbero vissuto i miei figli sarebbe stata solo l'ombra del pianeta che ora chiamiamo casa. Decisi di fare qualcosa di radicale per attirare l'attenzione delle persone su una soluzione al problema dell'ambiente. La questione su cui ci concentrammo era quella dell'uso del petrolio e la soluzione che io desideravo adottare era quella dell'olio vegetale.“

Michele Barbi 3
filologo e letterato italiano 1867 – 1941
„Si può ricercare la forma primitiva di un dato canto, ma non la forma primitiva e genuina della poesia popolare che, nel suo complesso, va considerata come un essere in perpetuo stato di trasmutazione. Inquinamenti ci possono essere, ma non nella poesia popolare, sì bene nelle raccolte, e sono le contraffazioni, ossia, per meglio spiegarci, il dare come vivente nella tradizione quello che non è tale, come raccolto dalla viva voce quello che nella tradizione orale non è mai entrato, o non vi è rimasto tanto da produrre qualsiasi elaborazione da parte del popolo (quanti ce ne sono di siffatti canti nella ’raccolta amplissima’ del Vigo?); ma la poesia che si canta da un intero popolo, che non conosce limiti né di luoghi né di anni, può avere acquisti nuovi, e anche, se si vuole, infiltramenti, ma inquinamenti no: è un fiume che, come abbiam detto, scorre limpido sempre. (da Per la storia della poesia popolare, pp. 45-46)“

Michele Barbi 3
filologo e letterato italiano 1867 – 1941
„Questo fatto della medesima materia che si tramanda, trasforma e rinnova da più secoli mostra quanto sia lontana dal vero l'opinione di chi considera come forma genuina del canto popolare italiano solo quella che appare nei primi secoli, tanto da rappresentare la poesia nostra popolare come un fiume in cui le acque si siano venute a poco a poco intorbidando per infiltramenti e inquinamenti e scaturigini nuove. Non è la poesia popolare italiana un fiume limpido prima e torbido poi: è un fiume che ci nasconde il suo capo (una letteratura popolare, come una nazione, non si può dire che cominci a un dato momento, e da sé), giunge chiaro in terreno italiano, e tale si conserva nel suo corso, pur acquistando, e perdendo acque continuamente; né si vede la sua foce. (da Per la storia della poesia popolare, pp. 43-45)“

Nichi Vendola foto
Nichi Vendola 53
politico italiano 1958
„La vostra libertà è un circuito commerciale, è un supermercato, è una sequenza di canali pubblicitari, è una libertà artificiale e di plastica, è una libertà senza contenuto, è una libertà predatoria, è una libertà della presunzione maschile, è una libertà patrimoniale, è la libertà dello stupro, è la libertà dell'inquinamento, è la libertà di privatizzare! Noi vogliamo una libertà responsabile: è la libertà di abbracciare il genere umano, è la libertà di darci calore e forza! È un'altra libertà. (da un intervento in sostegno della candidatura di Giuliano Pisapia a Milano“

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