Frasi su interludio

Tristi anime umane, che mettono tutto in ordine, | Che tracciano linee da cosa a cosa, | Che mettono etichette con nomi sugli alberi assolutamente reali, | E disegnano paralleli di latitudine e longitudine | Sopra la stessa terra innocente più verde e fiorita di tutto questo! (da Fantasie di interludio, p. 212)

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Fernando Pessoa 149
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

La bellezza è il nome di una cosa qualunque che non esiste | Che io do alle cose in cambio del piacere che mi danno. (da Fantasie di interludio, p. 206)

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Fernando Pessoa 149
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

Il ricordo è un tradimento della Natura, | Poiché la Natura di ieri non è Natura.| Ciò che fu non è nulla, e ricordare non è vedere.| Passa, uccello, passa, e insegnami a passare!. (da Fantasie di interludio, p. 211)

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Fernando Pessoa 149
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

Cerco di spogliarmi di ciò che ho imparato, | Cerco di dimenticare il modo di ricordare che mi hanno insegnato, | E raschiare la tinta con cui mi hanno dipinto i sensi, | Disimballare le mie vere emozioni, | Sbrogliarmi ed essere io, non Alberto Caeiro, | Ma un animale umano che la Natura ha prodotto. | E così scrivo, desiderando sentire la Natura, non come un uomo, | Ma come chi sente la Natura, e nient'altro. (da Fantasie di interludio, p. 213)

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Fernando Pessoa 149
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

Con 10.000 scuse il mondo ti divora. Tu ridi e prenditene gioco. (da Interludio: 10.000 scuse, n.º 6)

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Tiziano Ferro 96
cantautore italiano 1980

Io credo che la fine arrivi una sola volta. Tutto ciò che arriva prima o è regresso o è una svolta. (da Interludio: 10.000 scuse, n.º 6)

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Tiziano Ferro 96
cantautore italiano 1980

Chi parla tanto pensa poco, poco, poco. (da Interludio: 10.000 scuse, n.º 6)

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Tiziano Ferro 96
cantautore italiano 1980

Ma la mia tristezza è quiete | Perché è naturale e giusta | Ed è ciò che deve esserci nell'anima | Quando già pensa di esistere | E le mani colgono fiori senza che essa se ne accorga. | Come un rumore di sonagli | Oltre la curva della strada | I miei pensieri sono contenti. | Mi spiace solo di sapere che sono contenti | Perché se non lo sapessi, | Invece di essere contenti e tristi, | Sarebbero allegri e contenti. | Pensare disturba come camminare sotto la pioggia | Quando il vento cresce e sembra che piova di più. (da Fantasie di interludio, p. 197)

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Fernando Pessoa 149
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

«Ehi, custode dei greggi, | Là a bordo della strada, | Che ti dice il vento che passa?». | «Che è vento, e che passa, | E che già passò prima, | E che passerà dopo. | E a te cosa dice?». | «Molte cose più di quello, | Mi parla di molte altre cose. | Di memorie e di nostalgie | E di cose che mai furono». | «Non hai mai sentito passare il vento. | Il vento solo parla del vento. | Ciò che hai sentito da lui era menzogna, | E la menzogna sta in te». (da Fantasie di interludio, p. 202)

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poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

Perché l'unico senso occulto delle cose | È che esse non hanno alcun senso occulto, | E' più strano di tutte le stranezze | E dei sogni di tutti i poeti | E dei pensieri di tutti i filosofi, | Che le cose siano realmente ciò che appaiono essere | E non ci sia nulla da comprendere. (da Fantasie di interludio, p. 210)

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poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

L'unico significato intimo delle cose | E' che non hanno significato intimo alcuno. (da Fantasie di interludio, p. 200)

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Fernando Pessoa 149
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

Il mistero delle cose, dove sta? | Dove sta che non appare | Per lo meno a mostrarci che è mistero? (da Fantasie di interludio, p. 210)

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poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

Tutto il male del mondo viene dal fatto che ci interessiamo gli uni agli altri, | sia per fare del bene, sia per fare del male. | La nostra anima e il cielo e la terra ci bastano. | Voler di più è perdere questo, ed essere infelici. (da Fantasie di interludio, p. 208)

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Fernando Pessoa 149
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

Il mondo dei dinosauri con cui ero cresciuto era in qualche modo classico. Essi erano universalmente visti come rettili squamosi che abitavano i continenti immobili. Non c'era alcun indizio che fossero gli antenati diretti degli uccelli. Essendo rettili, i dinosauri erano a sangue freddo e piuttosto lenti, con l'eccezione degli esemplari più piccoli, più simili agli uccelli. Tutti i dinosauri trascinavano le loro code sul suolo. Gli arti anteriori erano spesso spalancati. I muscoli delle gambe erano snelli, tratto tipico dei rettili. Le loro capacità intellettuali erano minime e lo stesso valeva per le loro attività sociali e materne... Gli adrosauridi e soprattutto i sauropodi erano gli ippopotami dei dinosauri. Gli ultimi infatti erano forse un po' troppo colossali per emergere sulla terraferma e quando lo facevano il loro grande peso li costringeva ad alzare dal suolo solo una zampa alla volta. Erano adatti solo per il clima tropicale umido, caldo e soleggiato che avvolgeva la terra da un polo all'altro prima del Cenozoico. Un clima che andava raffreddandosi e la formazione di nuove catene montuose rappresentarono la condanna degli arcosauri obsoleti, risparmiando solo i coccodrilli. I dinosauri e i pterosauri, simili a pipistrelli, erano semplicemente degli interludi evolutivi, un periodo di inerzia geo-biologico prima che le cose si facessero serie con l'ascesa degli uccelli e soprattutto dei mammiferi energetici e astuti, per poi condurre con l'inevitabile progress all'apice della selezione naturale: l'uomo. Era quasi tutto sbagliato. Sentivo in fondo che qualcosa non andava. Nel disegnare i dinosauri, trovai che erano molto più simili agli uccelli e ai mammiferi che non ai rettili, che sarebbero dovuti essere. Ero pronto a un nuovo punto di vista.

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Gregory Scott Paul 15
paleontologo, sociologo e illustratore statunitense 1954

Le bolle di sapone che questo bambino | Si diverte a soffiar via da una cannuccia | Sono translucidamente tutta una filosofia. | Chiare, inutili e passeggere come la Natura, | Amiche degli occhi come le cose, | Sono quello che sono | Con una precisione ben rotonda e aerea, | E nessuno, neppure il bambino che le soffia via, | Pretende che esse siano più di quello che appaiono essere. | Alcune appena si vedono nell'aria lucida. | Sono come la brezza che passa e appena tocca i fiori | E che soltanto sappiamo che passa | Perché qualunque cosa si alleggerisce in noi | E accoglie tutto più nitidamente. (da Fantasie di interludio, p. 205)

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Fernando Pessoa 149
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

Che cosa so io di più di Dio che Dio stesso? (da Fantasie di interludio, p. 201)

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