Frasi su intermediario

Ernesto Codignola 6
pedagogista italiano 1885 – 1965
„Un essere umano non può direttamente influire su un altro, se non fa appello, come a intermediario, all'ambiente fisico. Noi non educhiamo mai direttamente, ma indirettamente per mezzo dell'ambiente. (p. VIII-IX)“

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Hernán Huarache Mamani 20
scrittore e curandero peruviano di etnia quechua 1943
„La donna può far scoprire all'uomo il Divino che è in lui, senza bisogno di intermediari.“


Carla Vistarini 17
paroliera, sceneggiatrice e musicista italiana 1948
„Le mie canzoni, i film, la tv, il teatro,  arrivano e sono sempre arrivati alla gente attraverso l'arte, le voci, le espressioni di intermediari eccellenti. Attori, cantanti, artisti straordinari. E poi arriva la voglia di parlare direttamente al pubblico, il lettore in questo caso.“

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Thomas Mann 78
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955
„Perché si tratta del principio, capisce, dell'istituzione! Ecco che non sa piú cosa ribattere... Ma come? Basta che uno sia venuto al mondo, per essere un patrizio, un eletto... uno che guarda noi altri dall'alto in basso... noi che con tutti i nostri meriti non possiamo elevarci fino a lui?... [... ]Noi, la borghesia, il terzo stato, come ci hanno chiamati finora, vogliamo che ci sia soltanto un'aristocrazia del merito, non riconosciamo piú la nobiltà corrotta, neghiamo l'attuale diversità dei ceti... vogliamo che tutti gli uomini siano liberi e uguali, che nessun individuo sia soggetto a un altro, ma che tutti siano soggetti soltanto alle leggi!... Bisogna abolire i privilegi e gli arbitrî!... Tutti debbono essere figli dello Stato, con uguali diritti, e come non esistono intermediari fra i laici e Iddio, cosí anche il cittadino dev'essere con lo Stato in rapporti diretti... Vogliamo la libertà di stampa, di mestiere, di commercio... Vogliamo che tutti gli uomini, senza privilegi, possano gareggiare fra loro, e il merito abbia il suo premio!... (Morten Schwarzkopf: III, VIII; 2002, pp. 125-126)“

„Gli occidentali si credono con le spalle al muro, in guerra aperta con l'Islam, in conflitto strisciante con Africa e Asia. Il più delle volte inconsapevolmente, in qualche caso consapevolmente, gli occidentali hanno dunque voglia di un vero capo, di qualcuno che li guidi in battaglia, di un generale che non biascichi le parole e non sia smidollato, ed è in questo ruolo che Vladimir Putin si offre loro, inebriando le nuove estreme destre e seducendo al di là di esse. In virtù di uno straordinario paradosso storico, Mosca diventa la Mecca delle destre nazionaliste dopo essere stata la Mecca del Comunismo, e il presidente russo, le sue delegazioni, i suoi deputati e la sua televisione coltivano una connivenza attiva con queste forze riemerse dal periodo prebellico fascista. Come i partiti comunisti di ieri, le nuove estreme destre sono diventate gli intermediari del Cremlino in territorio occidentale, e questa offensiva ideologica centra il bersaglio, riscuote successo perché il terreno le è favorevole.“

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Jean-Marie Lustiger 23
cardinale e arcivescovo cattolico francese 1926 – 2007
„La verità biblica non si svela immediatamente, in modo da esonerare l'intermediario da una testimonianza.“

„Uno dei punti qualificanti del cattolicesimo è che la fede si riceve solo attraverso la testimonianza di altri, e che dunque l'uomo ha sempre bisogno della Chiesa come intermediaria.“

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Teresa di Lisieux 229
religiosa e mistica francese 1873 – 1897
„Paragonavo i direttori a specchi fedeli che riflettessero Gesù nelle anime, e dicevo che per me il buon Dio non si serviva d'intermediario, bensì agiva direttamente!“


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Luciano Moggi 45
dirigente sportivo italiano 1937
„[Riferendosi ad Alessio Secco] È fuori posto, non è un direttore sportivo, di quelli che sanno fare le squadre. Lui può fare il team manager, lavorare dentro lo spogliatoio, fare da intermediario fra società e squadra. Allora sì che potrebbe essere utile.“

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Francois Quesnay 4
1694 – 1774
„Così i loro rapporti commerciali penetrano e si estendono ovunque, tendendo sempre, in definitiva, al denaro; denaro che il commercio stesso procura e distribuisce alle nazioni in relazione ai prezzi soggetti all'ordine naturale che quotidianamente regola i valori venali dei prodotti. Ma le nazioni agricole hanno un altro punto di vista, più utile e ampio: esse devono tendere soltanto alla maggior riproduzione possibile per accrescere e perpetuare la ricchezza necessaria per il godimento degli uomini. La moneta per loro non è che una piccola ricchezza intermediaria che scomparirebbe in un attimo senza la riproduzione. (da Analisi della formula aritmetica del «Tableau économique», in Miglio 2001, p. 39)“

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Paco Ignacio Taibo II 22
scrittore spagnolo 1949
„Nei confronti degli scrittori classici del Siglo de oro Tomás Wong aveva un atteggiamento di diffidenza. Il fatto che qualcuno avesse deciso che erano classici lo rendeva nervoso. Essere classico era una specie di malattia che guastava la buona letteratura, ne faceva l'oggetto di studio di studenti e di opere di eruditi, e la letteratura era qualcosa che doveva entrare senza mediazioni, senza intermediari, tra lettore e autore, possibilmente entrambi in condizioni di solitudine. (parte XII, cap. VII)“

Giovanni Moioli 4
presbitero e teologo italiano 1931 – 1984
„Gesù è il Figlio di Dio nella carne: per questo è l'unico e l'ultimo [... ]; per questo è la salvezza e non soltanto un salvatore, non soltanto un intermediario di salvezza; per questo è il Maestro e non soltanto uno dei maestri; per questo è la Via e non soltanto una via particolare, perché Egli si è manifestato, si fa manifesto, si fa presente, si offre. In Lui si manifesta la vita, tutta la ricchezza del mistero di Dio. In Lui si manifesta la verità, come dice Giovanni: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto» (14,6-7). (p. 32)“


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Daisetsu Teitarō Suzuki 29
storico delle religioni giapponese 1870 – 1966
„L'idea originale di Hui-neng fu naturalmente di abolire il verbalismo e la letteratura perché la Mente può esser compresa solo dalla mente, in modo diretto e senza intermediari. (p. 15)“

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Alan Moore 4
fumettista e scrittore britannico 1953
„Se guardate la storia della magia, vedrete le sue origini nelle caverne. Vedrete le sue origini nello sciamanesimo, nell'animismo, nella credenza che ogni cosa che ci circonda, ogni albero, ogni roccia, ogni animale, sia abitato da una qualche forma di essenza, una qualche sorta di spirito con cui forse si potrebbe comunicare. Avreste avuto uno sciamano o un visionario che sarebbe stato responsabile di incanalare le idee utili alla sopravvivenza. Prima che raggiungiate le civiltà classiche potrete vedere che questo è stato formalizzato in un certo status. Lo sciamano agisce puramente come un intermediario tra gli spiriti e le persone. La sua posizione nel villaggio o nella comunità è simile a quella di un idraulico spirituale. Ogni persona nel gruppo ha il suo ruolo. La persona migliore nella caccia era un cacciatore, la persona migliore nel parlare con gli spiriti, forse perché lui o lei era un po' pazzo/a, un po' staccato dal nostro normale mondo materiale, allora sarebbe stato uno sciamano. E gli sciamani non padroneggiavano un'arte segreta, essi dispensavano semplicemente le loro informazioni alla comunità, perché si credeva che fosse utile alla comunità. Quando abbiamo l'emergere delle culture classiche, tutto questo è stato formalizzato tanto che si hanno dei interi pantheon di dèi. E ognuno di questi dèi avrà una casta di preti che agiranno fino a un certo punto come intermediari che ti insegneranno ad adorare quel dio. Così la relazione tra gli uomini e i loro dèi, che potrebbe essere vista come la relazione tra gli uomini e il loro Io più alto, era ancora di tipo diretto. Quando arrivò il cristianesimo, quando arrivò il monoteismo, tutt'a un tratto hai una casta di sacerdoti che si muoveva tra l'adoratore e l'oggetto di adorazione. Hai una casta sacerdotale che era diventata una specie di dirigenza d'intermediazione spirituale tra l'umanità e la divinità interiore di cui si andava alla ricerca. Non puoi avere un rapporto diretto con un dio. I sacerdoti non hanno davvero il bisogno di un rapporto con la divinità. Hanno solo un libro che ti dice di alcune persone vissute tanto tempo fa, che hanno avuto un rapporto diretto con la divinità. E va tutto bene. Non hai bisogno di avere visioni miracolose, non hai bisogno di avere degli dèi che ti parlino. In effetti, se ti capita niente del genere, probabilmente sei matto. Nel mondo moderno questa roba non succede. Le sole persone a cui è permesso parlare con gli dèi, e in un modo davvero a senso unico, sono i preti. Per me il monoteismo è una grande semplificazione. Voglio dire, la Cabala ha una grande molteplicità di dèi, ma alla sommità del diagramma cabalistico, l'albero della vita, ha quest'unica sfera, che è il dio assoluto. La Monade. Qualcosa che è indivisibile. E tutti gli altri dèi, e ogni altra cosa nell'universo è una specie di emanazione di quel dio. Ora, questo va bene. Ma quando suggerisci che ci sia solo quell'unico dio, a quell'irraggiungibile altezza al di sopra dell'umanità e che non c'è niente in mezzo, stai limitando e semplificando la questione. Penso che il paganesimo sia una specie di alfabeto, come un linguaggio. È come se tutti gli dèi sono le lettere di quel linguaggio, esprimono delle sfumature, ombre del significato, o certe sottigliezze delle idee. Mentre il monoteismo tende ad essere solo una vocale, ed è solo tipo: oooouh [ Alan Moore stesso nel documentario per far comprendere il suono scimmiesco. ]. È questo suono scimmiesco. Puoi quasi immaginare gli dèi divenire frustrati, sprezzanti. Perché con tutta la ricchezza di concetti spirituali che sono disponibili, perché ridurre tutto a una sola, singola nota monocorde che chi pronuncia neanche comprende? (citato nel documentario di Dez Vylenz, The Mindscape Of Alan Moore, Shadowsnake films, visibile su Youtube, subititolato in italiano)“

Roberto Fertonani 3
traduttore e saggista italiano 1926 – 2000
„Il conte Westwest e i suoi intermediari, nei quali la critica ha intravisto un riflesso del progressivo deteriorarsi dello spirito nella materia di derivazione cabalistica, non sono depositari né di un ordine soprannaturale, Dio e i suoi angeli, né i detentori del potere su questa terra, ma lasciando impregiudicata qualsiasi distinzione, impersonano quella gerarchia alla quale è oscuramente demandato di decidere del destino dell'uomo al di sopra del suo arbitrio e delle sue aspirazioni. (p. 23)“

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