Frasi su interrogativo

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Publio Cornelio Scipione 7
politico e generale romano, appartenente alla Gens Cornelia -235 – -183 a.C.
„Mi avvicino a questi interrogativi a malincuore, come fossero ferite, ma nessuna cura può essere effettuata senza sfiorarli e discuterli. (citato in Tito Livio, XXVIII, 27; 2010)“

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Emil Cioran 518
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„Non senza rischio si abusa della propria facoltà di dubitare. Lo scettico, quando non trae più alcun principio attivo dai suoi problemi e interrogativi si avvicina al proprio epilogo, anzi lo cerca, gli corre incontro: qualcun altro tronchi le sue incertezze, qualcun altro lo aiuti a soccombere.“


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Luigi Lombardi Vallauri 18
filosofo italiano 1936
„La mia posizione filosofica generale si chiama apofatismo. Sostengo che l'esercizio strenuo della razionalità in merito agli interrogativi ultimi sulla vita non approda a idee chiare e distinte ma all'irrappresentabile. Anche la singolarità iniziale del Big Bang, preceduta dal puro nulla, è irrappresentabile, come tutte le soluzioni che abbiamo sull'origine dell'universo. L'apofatismo è la nube della non conoscenza, ma non per sfiducia nella ragione.“

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Mary Wollstonecraft 25
filosofa e scrittrice britannica 1759 – 1797
„La massa fa da piedistallo agli eletti. Per questo oso dire che fino a quando le donne non riceveranno un'educazione più razionale, il progresso della virtù e della conoscenza umana continuerà a sollevare interrogativi.“

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Lev Nikolajevič Tolstoj 240
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„Per qual motivo l'astinenza dal cibo animale sarà appunto il primo atto del digiuno e della vita morale, è stato detto ottimamente: e non da un uomo soltanto, ma da tutta quanta l'umanità, nella persona dei suoi migliori rappresentanti, e ininterrottamente, fin da quando l'uomo ha cominciato ad affacciarsi alla consapevolezza. Ma allora perché, se l'illegittimità, ovverosia l'immoralità del cibo animale è nota all'umanità da così gran tempo, gli uomini non sono ancora pervenuti alla consapevolezza di questa legge? domanderanno gli uomini che per loro natura si lasciano guidare non tanto dalla loro ragione, quanto piuttosto dall'opinione comune. La risposta a questo interrogativo è che tutto il cammino percorso dagli uomini nella scoperta della morale, il quale cammino costituisce il fondamento d'ogni cammino umano, lo si è potuto percorrere e lo si percorre soltanto lentamente; ma che indizio certo d'un progredire autentico, e non accidentale, lungo questo cammino, è la sua continuità e la sua costante accelerazione.
Tale è appunto il progredire del vegetarianesimo. Esso ha trovato espressione in tutti i pensieri che gli scrittori vi hanno dedicato e nella vita stessa dell'umanità, che inconsapevolmente sta passando sempre più dal carnivorismo ai cibi vegetali, mentre consapevole espressione di ciò sono le dimensioni sempre maggiori e la particolare forza che va assumendo il movimento vegetariano.“

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Ida Magli 40
antropologa italiana 1925 – 2016
„Con l'Illuminismo l'uomo pone ormai domande che non hanno sicurezza di risposta: la ricerca diventa la condizione stessa dell'essere uomo. È la forma moderna della logica scientifica: il tempo della scienza, quindi, coincide con quella che possiamo chia mare la "struttura interrogativa" della musica; con un tempo musicale che da Debussy a Schö nberg a Berg fino a Bussotti, si allontana sem pre più dal concetto di durata, di inizio e fine, e cerca "continuità" nello "spazio", passando dalla dissolvenza del suono alla dissolvenza della tonalità. Nello stesso anno, infatti, in cui Einstein pubblica la "Memoria sulla relatività“

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Mary Shelley 10
scrittrice, saggista e biografa inglese 1797 – 1851
„Da dove, mi chiedevo spesso, deriva il principio della vita? Era un interrogativo ben arduo, uno di quelli che sono sempre stati considerati senza risposta, e tuttavia di quante cose potremmo venire a conoscenza se codardia e negligenza non ostacolassero la nostra ricerca! (1991, p. 52)“

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Norman Mailer 3
scrittore statunitense 1923 – 2007
„Mi resi conto, allora, che l'unico vero collaudo della forza – del tono muscolare, per così dire – della sanità mentale è la capacità di sostenere l'urto di un interrogativo dietro l'altro senza che vi sia neanche l'ombra di una risposta. (da I duri non ballano)“


„Apparentemente la modernità preferisce il frammento all'intero perché quest'ultimo sembra esente da rischi, troppo finito e chiuso dal punto di vista della moderna apertura, del senso moderno della potenzialità senza limiti. In realtà tale estetizzazione del frammento oscura quello che di interrogativo e angoscioso è intrinseco alla sua condizione: è il rifiuto di riconoscere la disintegrazione. (p. 22)“

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Benigno Zaccagnini 5
medico e politico italiano 1912 – 1989
„Ricordo che da allora c'è stata un'unica giornata: giorno e notte. Cioè, è stato tutto un percorso... profondamente... profondamente doloroso e profondamente... ricco di ansia e di... e di interrogativi continui perché io, ancora oggi, mi domando se quello che legittimamente si poteva fare l'ho fatto fino un fondo per salvare la vita di Moro.“

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Mario Perniola 28
filosofo italiano 1941
„Cosa c'entra l'interrogativo sul fine della vita con l'esperienza estetica? La questione teleologica non appartiene piuttosto alla metafisica o all'etica? Dire che la questione estetica consiste nel riflettere sul senso della vita individuale e collettiva sembra provocatorio. Eppure la riflessione estetica sulla vita è proprio connessa con questa sfida: essa perciò tende a identificarsi non solo con la teleologia, ma anche con la filosofia della storia e con la metafisica. Sia che si affermi che la vita ha un senso, sia che lo si neghi, l'orizzonte all'interno del quale si colloca questa domanda è stato, nella contemporaneità, molto spesso in stretta connessione con l'estetica, la quale ha avuto così l'ardire di porre il problema fondamentale dell'esistenza. (p. 14)“

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Anne Rice 22
scrittrice statunitense 1941
„C'è un solo e unico scopo nella vita: testimoniare e comprendere per quanto possibile la complessità del mondo, la sua bellezza, i suoi misteri, i suoi interrogativi. Più si cerca di capire, più s'indaga, e più si apprezza la vita e ci si sente in pace col mondo. È questa la sostanza della vita. Tutto il resto si riduce a vacui passatempi. Se un'attività non si basa sull'amore o sulla conoscenza, non ha alcun valore. Sempre, se puoi scegliere, sii caritatevole. Ricordati dei poveri, degli affamati e dei miseri. Ricordati sempre di chi soffre e di chi è bisognoso. La più grande forza creativa di cui disponiamo sulla Terra, sia che siamo angeli, spiriti, uomini, donne o bambini, è quella di aiutare gli altri... I poveri, gli affamati, gli oppressi. Il potere più bello è quello di alleviare il dolore e dare gioia. Essere caritatevoli: questo è il miracolo umano, si potrebbe dire. È il tratto distintivo dell'umanità, e dei migliori angeli e spiriti: essere caritatevoli. Ci si può chiedere perché bisogna amare e imparare o perché sarebbe questo lo scopo della vita: voglio dire, come mai è stato deciso fare solo queste cose e con la massima dedizione? Una domanda stupida, non importa perché sia così. È così: lo scopo della vita è amare ed imparare. Proviamo a rispon­dere a questa domanda per gli altri... Perché è tanto importante amare ed imparare? Ad un uomo crudele e sciocco bisognerebbe rispondere: "È il modo meno rischioso di vivere la vita". Ad un uomo di valore bisognereb­be dire: "È il modo più appagante ed illuminante di vivere la vita". A chi è preda di un cieco egoismo, potrei dire: "Se ti ricorderai dei poveri, degli affamati, degli oppressi, se ti ricorderai degli altri, se amerai, se imparerai alla fine troverai una pace immensa". Per gli oppressi, la risposta è: "Allevierà la tua pena, la tua pena terribile"“


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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Il vero soldato mente a sé stesso quando dice di odiare la guerra. Egli ama in modo profondo la guerra. E non perché sia un uomo particolarmente malvagio, assetato di sangue, ma perché ama la vitalità che (per quanto paradossale possa sembrare) la guerra porta dentro di sé. Con la vitalità, la sfida e la scommessa e il mistero di cui essa si nutre. Sul palcoscenico della gran commedia che ha nome "pace" il mistero non esiste. Sai già che lo spettacolo si compone di alcuni atti e che dopo il primo atto vedrai il secondo, dopo il secondo vedrai il terzo: le incognite riguardano solo lo sviluppo della storia narrata e il suo epilogo. Sul palcoscenico della gran tragedia che ha nome "guerra", invece, non sai mai che cosa accadrà. Che tu ne sia spettatore o interprete, ti chiedi sempre se vedrai la fine del primo atto. E il secondo è una possibilità. Il terzo, una speranza. Il futuro, un'ipotesi. Puoi morire in qualsiasi momento, alla guerra, e in qualsiasi momento puoi restar ferito cioè venire tolto dal cast o dal recinto del pubblico. Tutto è un'incognita lì, un interrogativo che tiene col fiato sospeso, ma proprio per questo ci vibri d'una vitalità esasperata. I tuoi occhi sono più attenti, alla guerra, i tuoi sensi più svegli, i tuoi pensieri più lucidi. Scorgi ogni particolare, percepisci ogni odore, ogni rumore, ogni sapore. E, se hai cervello, puoi studiarvi l'esistenza come nessun filosofo potrà mai studiarla: puoi analizzarvi gli uomini come nessun psicologo potrà mai analizzarli, capirli come non potrai mai capirli in un tempo e in un luogo di pace. Se poi sei un cacciatore, un giocatore d'azzardo, ti ci diverti come non ti sei mai divertito e non ti divertirai mai nel bosco o nella tundra o al tavolo della roulette. Perché l'atroce gioco della guerra è la caccia delle cacce, la sfida delle sfide, la scommessa delle scommesse. La caccia all'Uomo, la sfida alla Morte, la scommessa con la Vita. Eccessi di cui il vero soldato ha bisogno. (I, V, I; pp. 145-146)“

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Massimo Gramellini 92
giornalista e scrittore italiano 1960
„Non sfuggirà a nessuno che io avanzavo nella giungla dei massimi sistemi agitando dei blandi punti interrogativi, mentre lei impugnava gli esclamativi come daghe. (pag. 149)“

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Sergio Zavoli 9
giornalista, scrittore e politico italiano 1923
„Il 1977, con le sue incandescenze, ma soprattutto con la sequela di omicidi delle Br, è un anno che lascia aperti numerosi interrogativi. Due anni dopo, talune vicende saranno oggetto di un'inchiesta giudiziaria promossa dalla procura della Repubblica di Padova a carico dell'Autonomia organizzata e condotta dal giudice Pietro Calogero. L'accusa parte da un presupposto inquietante: che Autonomia sia solamente il volto esteriore e legale di una più complessa organizzazione occulta, responsabile di atti di guerriglia urbana e collegata addirittura alle Br.“

Pietro Calogero 6
magistrato italiano 1939
„Il 7 aprile non fu per nulla un blitz. Fu invece preceduto da un lungo e mirato lavoro investigativo che si protrasse dagli inizi del 1977 all'aprile 1978. E continuò con ritmo sempre più serrato nel periodo immediatamente successivo all'assassinio dell'onorevole Moro (9 maggio 1978). L'esito infruttuoso della prima inchiesta e l'attentato alla mia abitazione da parte di un'organizzazione palesemente armata mi spinsero a riprendere le indagini per trovare prove più solide. Chiesi ed ottenni di far copia di tutti gli atti dell'istruttoria da poco conclusa e allargai lo studio dei documenti ben oltre l'orizzonte della locale rivista «Autonomia». [... ] Diedi avvio così allo studio di centinaia di giornali e riviste, fra cui privilegiai «Potere Operaio» e «Controinformazione», convinto di trovare in essi la maggior parte delle risposte agli interrogativi che mi poneva la ricerca investigativa.“

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