Frasi su intrico

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Giovanni Testori 13
scrittore, drammaturgo e storico dell'arte italiano 1923 – 1993
„Sull'atroce morte di Pasolini s'è scritto tutto; ma sulle ragioni per cui egli non ha potuto non andarle incontro, penso quasi nulla. Cosa lo spingeva, la sera o la notte, a volere e a cercare quegli incontri? La risposta è complessa, ma può agglomerarsi, credo, in un solo nodo e in un solo nome: la coscienza e l'angoscia dell'essere diviso, dell'essere soltanto una parte di un'unità che, dal momento del concepimento, non è più esistita; insomma, la coscienza e l'angoscia dell'essere nati e della solitudine che fatalmente ne deriva. La solitudine, questa cagna orrenda e famelica che ci portiamo addosso da quando diventiamo cellula individua e vivente e che pare privilegiare coloro che, con un aggettivo turpe e razzista, si ha l'abitudine di chiamare "diversi". Allora, quando il lavoro è finito (e, magari, sembra averci ammazzati per non lasciarci più spazio altro che per il sonno e magari neppure per quello); quando ci si alza dai tavoli delle cene perché gli amici non bastano più; quando non basta più nemmeno la figura della madre (con cui, magari, s'è ingaggiata, scientemente o incoscientemente, una silenziosa lotta o intrico d'odio e d'amore) e si resta lì, soli, prigionieri senza scampo, dentro la notte che è negra come il grembo da cui veniamo e come il nulla verso cui andiamo, comincia a crescere dentro di noi un bisogno infinito e disperante di trovare un appoggio, un riscontro; di trovare un "qualcuno"; quel "qualcuno" che ci illuda, fosse pure per un solo momento, di poter distruggere e annientare quella solitudine; di poter ricomporre quell'unità lacerata e perduta. (da A rischio della vita, L'Espresso, 9 novembre 1975)“

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Galileo Galilei 51
scienziato italiano 1564 – 1642
„Se tu vai fuor per far qualche faccenda, | Se tu l'hai a far innanzi desinare, | Tu non la fai che gli è or di merenda, | Perché la toga non ti lascia andare, | Ti s'attraversa, t'impaccia e t'intrica, | Ch'è uno stento a poter camminare.“


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Gian Giorgio Trissino 6
umanista italiano 1478 – 1550
„Coro: Che il non sapere il male,
nol fa minore, anzi il consiglio intrica
e benché allor non sturbi alcun diletto,
c'induce a caso tale,
che 'l soccorso impedisce e 'l mal nutrica:
sì come l'ozio arreca al fin fatica,
così simil diletto apporta noia. (p. 10)“

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Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Certo v'è un elemento che collega la magia di Bruno alla successiva scienza, ed è l'accento posto vigorosamente da ambedue sulla prassi. Mago, per Bruno, è infatti chi efficacemente, operando sulla natura, rovescia nella prassi il sapere, che ha acquisito, del collegamento discendente/ascendente che liga tutti gli enti del cosmo infinito, nell'intrico, anch'esso infinito, di ligature che lo costituiscono. (Luciano Parinetto)“

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 95
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977
„Una sua simile l'aveva preceduta? Ah sì, certo che sì! E in verità non ci sarebbe stata forse nessuna Lolita se un'estate, in un principato sul mare, io non avessi amato una certa iniziale fanciulla. Oh, quando? Tanti anni prima della nascita di Lolita quanti erano quelli che avevo io quell'estate. Potete sempre contare su un assassino per una prosa ornata. Signori della giuria, il reperto numero uno è ciò che invidiarono i serafini, i male informati, ingenui serafini dalle nobili ali. Guardate questo intrico di spine. (1993)“

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Luigi Pirandello 136
drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per... 1867 – 1936
„Nulla s'inventa, è vero, che non abbia una qualche radice, più o men profonda, nella realtà; e anche le cose più strane possono esser vere, anzi nessuna fantasia arriva a concepire certe follie, certe inverosimili avventure che si scatenano e scoppiano dal seno tumultuoso della vita; ma pure, come e quanto appare diversa dalle invenzioni che noi possiamo trarne la realtà viva e spirante! Di quante cose sostanziali, minutissime, inimmaginabili hai bisogno la nostra invenzione per ridiventare quella stessa realtà da cui fu tratta, di quante fila che la riallaccino nel complicatissimo intrico della vita, fila che noi abbiamo recise per farla diventare una cosa a sé! (cap. VIII; 1973, p. 413)“

Luciano Parinetto 3
filosofo italiano 1934 – 2001
„Oggi la natura (e l'uomo in essa) è agonizzante (si veda, tanto per non fare che un esempio fra gli innumerevoli, B. McKibben The end of Nature, del 1989), perché l'uomo del capitale (o delle multinazionali, o della globalizzazione, se più aggradano queste definizioni truccate di un termine esiliato, per paura, dal vocabolario usuale), quasi in diretta contrapposizione alla magia di Bruno, ha voluto non operare con la natura, ma sottometterla e violentarla, in vista dell'egoismo del proprio utile, della valorizzazione del capitale, passando, per fare una metafora, dall'alchimia alla chimica (o, meglio, dalla visione del mondo della prima a quella della seconda). Certo v'è un elemento che collega la magia di Bruno alla successiva scienza, ed è l'accento posto vigorosamente da ambedue sulla prassi. Mago, per Bruno, è infatti chi efficacemente, operando sulla natura, rovescia nella prassi il sapere, che ha acquisito, del collegamento discendente/ascendente che liga tutti gli enti del cosmo infinito, nell'intrico, anch'esso infinito, di ligature che lo costituiscono.“

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Carlo Alianello 34
docente, scrittore e sceneggiatore italiano 1901 – 1981
„E in patria? E nei quartieri poveri delle città, nel lurido intrico dei vicoli presso il Tamigi a Londra, nelle campagne sparse di miseri casolari di strame dai quali i lords cacciavano i contadini per crearsi comode e ricche riserve di caccia? Ma tutto ciò non interessava Gladstone; lui si occupava soltanto del regno borbonico e degli amici liberali o mazziniani. Fu lui stesso a confessarlo candidamente: «Gladstone, tornato a Napoli nell'anno 1888-1889, fu ossequiato e festeggiato dai maggiorenti del così detto Partito Liberale, i quali non mancarono di glorificarlo per le sue famose lettere con la negazione di Dio, che tanto aiutarono la nostra rivoluzione; ma a questo punto il Gladstone versò una vera secchia d'acqua gelata sui suoi glorificatori. Confessò che aveva scritto per incarico di lord Palmerston, con la buona occasione che egli tornava da Napoli, che egli non era stato in nessun carcere, in nessun ergastolo, che aveva dato per veduto da lui quello che gli avevano detto i nostri rivoluzionari». (p. 14)“


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Luigi Pirandello 136
drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per... 1867 – 1936
„Recisa di netto ogni memoria in me della vita precedente, fermato l'animo alla deliberazione di ricominciare da quel punto una nuova vita, io era invaso e sollevato come da una fresca letizia infantile; mi sentivo come rifatta vergine e trasparente la coscienza, e lo spirito vigile e pronto a trar profitto di tutto per la costruzione del mio nuovo io. Intanto l'anima mi tumultuava nella gioja di quella nuova libertà. Non avevo mai veduto così uomini e cose; l'aria tra essi e me s'era d'un tratto quasi snebbiata; e mi si presentavan facili e lievi le nuove relazioni che dovevano stabilirsi tra noi, poiché ben poco ormai io avrei avuto bisogno di chieder loro per il mio intimo compiacimento. Oh levità deliziosa dell'anima; serena, ineffabile ebbrezza! La Fortuna mi aveva sciolto di ogni intrico, all'improvviso, mi aveva sceverato dalla vita comune, reso spettatore estraneo della briga in cui gli altri si dibattevano ancora [... ]. (cap. VIII; 1973, p. 408)“

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Arthur Conan Doyle 77
poeta, scrittore, medico 1859 – 1930
„Mentre una singola persona è un intrico incomprensibile, nell'aggregato diventa una certezza matematica. O così dicono le statistiche. (libro Mentire con le statistiche)“

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John Muir 15
ingegnere, naturalista e scrittore scozzese 1838 – 1914
„La via più chiara per penetrare nell’Universo passa per l’intrico di una foresta.“

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Cristoforo Poggiali 52
bibliotecario, erudito ed ecclesiastico italiano 1721 – 1811
„Fuggi gl'impegni, e i perigliosi intrichi, se vuoi salvar la pancia per i fichi. (p. 22)“


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Thomas Mann 100
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955
„Amo il mare sempre di piú... forse una volta preferivo la montagna perché era tanto lontana. Adesso non vorrei piú andarci. Credo che proverei vergogna e paura. È troppo capricciosa, troppo irregolare, troppo varia... certo mi sentirei in condizioni d'inferiorità. Quali sono gli uomini che preferiscono la monotonia del mare? Sono quelli, mi sembra, che hanno scrutato troppo a lungo, troppo profondamente nel groviglio delle cose interiori per non chiedere almeno a quelle esteriori una cosa soprattutto: la semplicità... Non è il fatto che in montagna ci si debba arrampicare coraggiosamente, mentre al mare si sta placidamente sdraiati sulla sabbia. Ma io conosco il diverso sguardo degli appassionati dell'una e dell'altro. Occhi sicuri, audaci, giocondi, pieni di iniziativa, di coraggio e di risolutezza errano di vetta in vetta; ma sulla vastità del mare che con mistico e snervante fatalismo rovescia sulla spiaggia le onde, si posa uno sguardo sognante, velato, disincantato e pieno di saggezza, che è già penetrato profondamente in qualche intrico doloroso. Salute e malattia: ecco la differenza. Ci si inerpica arditi nella meravigliosa molteplicità delle vette dentate, frastagliate, dirupate per mettere alla prova un'energia vitale non ancora spesa. Ma si cerca riposo nella vasta semplicità delle cose esteriori, stanchi come si è della confusione di quelle intime. (Thomas Buddenbrook: X, VI; 2002, p. 610)“

Giorgio Prodi 6
oncologo e scrittore italiano 1928 – 1987
„Ritornarono a poco a poco i ricordi, ed egli si riappropriò del passato. Cominciò a ricucire le labbra della ferita. Ebbe visioni di una qualche tranquillità. Erano colli coperti di sentieri che bisognava percorrere (e tempo ce n'era poco, occorreva affrettarsi). Erano gli occhi di Lucinda, erano intrichi di portici di città viste in sogno.
Un giorno si accorse che c'era il sole, e bisognava decidere alcune cose.“

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Georg Trakl 22
poeta austriaco 1887 – 1914
„Colmo di frutti il sambuco; tranquilla era l'infanzia | nella grotta celeste. Su percorsi sentieri, | dove rossiccia stride ora l'erba selvatica, | medita il calmo intrico di rami; un frusciare di foglie. || Simile quando suona l'acqua azzurra sul sasso. | Mite è il lamento del merlo. Un pastore | tacito segue il sole, scende dai colli autunnali. || L'anima non è più che uno sguardo celeste. | Al limite del bosco viene una timida fiera, | posano in fondo le antiche campane e i villaggi di tenebra. || Ma tu meglio conosci il senso degli anni oscuri, | freddo e autunno nelle camere nude; | fuori sul sacro azzurro suonano passi di luce. || Una finestra cigola piano; commuove | la vista del cadente cimitero sul colle, | narrate leggende; ma spesso l'anima schiara | pensiero di uomini lieti, di primavere d'oro. (Infanzia, p. 113)“

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André Lhote 4
pittore francese 1885 – 1962
„Non è un braccio così com'è in realtà, con i suoi angoli e l'intrico delle sue vene e dei suoi muscoli, è una forma inventata, una cosa calda e sinuosa, fatta per carezzare e avvolgere sensualmente.“

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