Frasi su ipocondriaco


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Woody Allen 103
regista, sceneggiatore, attore, compositore, scrittore e... 1935
„Non sono un ipocondriaco, sono un allarmista.“

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Paul Henri Thiry d'Holbach 54
filosofo e enciclopedista tedesco 1723 – 1789
„La devozione è una malattia dell'immaginazione, contratta fin dall'infanzia; il devoto è un ipocondriaco che, a forza di medicine, non fa che aggravare il suo male.“


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Ivan Illich 59
scrittore, filosofo, sociologo, teologo 1926 – 2002
„È cambiata persino la figura dell'ipocondriaco. Il medico degli anni '40 definiva con questo termine colui che bussava continuamente alla porta del suo studio, il malato immaginario. I medici d'oggi invece indicano col medesimo nome la minoranza che li fugge: gli ipocondriaci sono i sani immaginari. (p. 57)“

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Ivan Illich 59
scrittore, filosofo, sociologo, teologo 1926 – 2002
„Quando sono nato io, prima che Stalin, Hitler e Roosevelt salissero al potere, soltanto i ricchi, gli ipocondriaci e gli appartenenti ad alcune categorie d'élite affermavano d'aver bisogno di assistenza medica quando avevano qualche linea di febbre. (pp. 55-56)“

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Johann Wolfgang von Goethe 284
drammaturgo, poeta, saggista, scrittore, pittore, teolog... 1749 – 1832
„Con la gente già mi trovo molto meglio. Solo bisogna pesarla con la bilancia del bottegaio e in nessun modo con quella dell'oro come, purtroppo, gli amici spesso fanno fra di loro per umore ipocondriaco o per singolari, straordinarie pretese. Qui l'uno non sa nulla dell'altro e notano appena che corrono qua e là gli uni accanto agli altri. Vanno e vengono ogni giorno in un paradiso, senza troppo guardare attorno a sé. E se l'abisso infernale che hanno vicino va in furore, si ricorre al sangue di San Gennaro, come tutto il mondo, anche contro il diavolo e la morte, ricorre o vorrebbe ricorrere al sangue. (ed. 1973)“

Pietro Citati 96
scrittore e critico letterario italiano 1930
„Quanto a me, provavo per lui un'immensa venerazione, come non ho mai provato per nessuno. Non veneravo soltanto il Pasticciaccio o La cognizione del dolore: ma tutto ciò che egli faceva o diceva o pensava o immaginava o fantasticava. Non mi importava affatto che qualcuno dicesse che Gadda era un nevrotico, o un ipocondriaco, o un paranoico. Per me, anche le sue minime fantasie emanavano da una grande figura dolorosa, che restava nell'ombra. (da Un eroe sconfitto che abitava lontano dalla realtà, la Repubblica, 25 agosto 2006)“