Frasi su iracheno


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Sergio Romano 21
storico, scrittore e giornalista italiano 1929
„[Sulla Primavera araba] Per una serie di circostanze, che lascio volentieri agli storici e ai sociologi, quello a cui stiamo assistendo, dopo la rivolta tunisina del dicembre 2010, è il fallimento dello Stato arabo-musulmano. È fallito lo Stato dei nuovi sultani: l’Egitto di Hosni Mubarak, la Tunisia di Zine El Abidine Ben Ali, la Libia del colonnello Gheddafi. È fallito il nazionalsocialismo iracheno di Saddam Hussein e quello siriano della famiglia Assad. È fallita la democrazia multireligiosa e multiculturale del Libano. È fallita la Lega Araba. E potrebbero fallire, prima o dopo, gli Stati patrimoniali del Golfo. Sopravvivono paradossalmente le monarchie, da quella di Mohammed VI in Marocco a quella di Abdullah II in Giordania, ma il rischio del contagio, soprattutto nella seconda, è altissimo. In alcuni casi, Siria e Libia, la crisi è diventata rapidamente guerra civile. In altri casi, Egitto e Libano, la guerra civile potrebbe scoppiare da un momento all’altro.“

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Muhammad al-Barade'i 4
diplomatico egiziano 1942
„Noi non leggiamo le intenzioni, guardiamo ai fatti. Come insegna l'esperienza irachena, non abbiamo bisogno di montare polveroni.“


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Muhammad al-Barade'i 4
diplomatico egiziano 1942
„Quando mi sveglio ogni mattina e vedo centinaia di iracheni innocenti che muoiono, sono sempre più convinto che il mio unico incarico sia far in modo che non si entri in guerra. Io sono il custode del regime di non proliferazione.“

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Edward Luttwak 10
economista e saggista rumeno 1942
„[Il giorno della cattura di Saddam Hussein] In Europa ci sono alcuni che considerano la resistenza irachena alla stregua di quella francese o di quella russa nella Seconda guerra mondiale. Nulla di più sbagliato. In Francia e nell'allora Unione Sovietica ad animare la resistenza erano i nazionalisti. Ma in Iraq non ci sono nazionalisti. Ci sono gruppi di fedelissimi, legati al loro presidente da rapporti di clan o tribali o d'interesse economico. [... ] Se fossero stati veri nazionalisti o patrioti non avrebbero attaccato l'ONU e la Croce Rossa, obiettivi che iracheni in lotta per la loro indipendenza avrebbero evitati. (dal Quotidiano nazionale, 15 dicembre 2003, p. 15)“

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Sandro Bondi 16
politico italiano 1959
„Solo in un Paese ammorbato dalla pseudocultura della sinistra si sta ad almanaccare se persone come Quattrocchi siano eroi o mercenari. Parlare di mercenari significa sposare lo stesso linguaggio di chi inneggia alla resistenza irachena. Quattrocchi ha dimostrato a tutti il suo vero sentimento. E con quella frase gridata non si può negare che sia morto da eroe.“

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Giorgio Bocca 80
giornalista italiano 1920 – 2011
„La cultura politica mimata e cantata, l'impegno del rock, le grandi indimenticabili stagioni degli Inti Illimani e della Baez ci sono estranei, probabilmente per ragioni di età, ma possiamo capirli e rispettarli. Quello che ci riesce più difficile capire e rispettare, a fronte della tragedia guerra, è l'astrattezza, il velleitarismo, questo gridar pace pace sulle piazze senza chiedersi a che prezzo, con quali effetti. Sembra che nessuno o pochi di questi pacifisti abbiano capito, alla prova di questa dura guerra, che la posta in gioco non sono i pozzi di petrolio del Kuwait, ma il tentativo iracheno di formare nel giro di pochi anni un potentato arabo superarmato, revanchista avente come obbiettivo centrale, per affermarsi nel mondo arabo, la distruzione di Israele.“

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Daniele Capezzone 33
politico italiano 1972
„Ma non si possono lasciare soli, in questa sfida, gli Stati Uniti d'America e il Regno Unito: non si può pensare che questa impresa si realizzi con il sangue – e i soldi – degli americani e degli inglesi, e che il mondo intero sia "abbonato", per qualche misteriosa ragione, a vedersi "donato", di volta in volta, il 25 aprile italiano o il 9 aprile iracheno. In particolare, l'Europa non può continuare, dinanzi a crisi che non sa, non può o non vuole affrontare, a cavarsela facendo degli americani il capro espiatorio della propria impotenza: così, se gli Usa intervengono, sono "imperialisti" o "cacciatori di petrolio"; se invece non lo fanno, sono "isolazionisti" o, magari, disinteressati solo "perché non c'è petrolio da conquistare.“

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940
„Fin dall'inizio, più di un anno fa, c'era qualche analista di buon senso che credeva alla favola delle armi di distruzione di massa? Era evidente che la guerra in Iraq aveva altri scopi. Destituire quella personcina garbata che si chiama Saddam, spezzare i legami tra il regime di Baghdad e i palestinesi, creare nel cuore del Medio Oriente una possibile democrazia, come elemento scardinante di un pezzo di mondo dominato dall'integralismo. La questione dirimente, su cui non si possono fare analisi a tavolino, è l'esportabilità della democrazia. L'arrivo degli yankees, con il determinante corredo di aiuti economici, aveva saputo riportare libertà e civiltà in Germania, in Italia e in Giappone, le tre nazioni sconfitte nella seconda guerra mondiale. Ma un modello di cambiamento accaduto in passato non è garanzia di successo in altro tempo e altro luogo. Troppo diverse le condizioni di partenza, troppo lontane le mentalità. Certo, gli iracheni non ci hanno accolto con i fiori. Ma davvero qualcuno pensava di rivedere a Baghdad le stesse scene delle ragazze italiane che lanciavano fiori ai soldati americani nel 1944-45? E poi, quante fazioni ci sono dentro l'Iraq? Quante etnie, quante consorterie, quanti interessi? L'errore, che è tragico oltre che ridicolo, è l'illusione di riuscire a imporre, con l'azione delle armi, una logica democratica, a cui il civilissimo Occidente è arrivato dopo secoli di storia complessa. Tra un mese dieci nuovi paesi entreranno nell'UE. Ci sono arrivati non per interventi esterni, ma perché ha agito l'esigenza della libertà. Dall'interno. (da Vanity Fair, n. 29, 29 aprile 2004)“


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Vittorio Sgarbi 133
critico d'arte, politico e opinionista italiano 1952
„[Parlando dell'arte contemporanea e del Maxxi] Non vorrei fare Sgarbi, ma il quadro – purtroppo io sono un italiano che lo capisce meglio – è un quadro di ladri, di incapaci, di ignoranti, di architetti da galera, i cui nomi non voglio neanche dirli perché li ho già detti; pensa soltanto che a Milano abbiamo il Monumento "all'Ago e al Filo" del grande artista americano Oldenburg in piazza Cadorna con un orrore di Gae Aulenti che deforma una piazza che era una piazza civile. Non so se hai visto il Museo di Messina: il Museo di Messina è un luogo bellissimo, quello che c'è, un edificio storico; quel cesso che hanno fatto, una scatola di merda, non è neanche un magazzino, miliardi agli architetti! Fuksas, che è un distruttore e un fascista, prende 22 miliardi di parcella, neanche Bramante, Palladio, Michelangelo hanno preso tanto. In galera! Altro che Bertolaso per la casa da 1.500 euro al mese. Architetti ladri! Distruttori! Detto questo, però, non voglio fare Sgarbi, ma siccome conosco tutto, tu non hai idea di come è bello un museo povero. E posso dirti che io che ho fatto il più bel museo d'Italia e l'ho aperto in tre mesi, prendendoli a calci nel culo, solo con i ragazzi che lavoravano con me, ho speso, per il Museo della Mafia, 60.000 euro. Stella, che non è mai stato mio amico ma, insomma, è sempre stato il severo censore, è rimasto sedotto dal fatto che un museo bellissimo con un artista formidabile, che si chiama Inzirillo, con tante cose che verrete a vedere, spero, [... ] è costato 60.000 euro [... ] Sai quanto è costato il cesso di Zaha Hadid? 160 milioni di euro! Per un monumento a una troia irachena! [... ] Tu non vieni da noi, a distruggere l'Italia, per farti un monumento! Che non serve a niente! E a spendere 50 milioni di euro di opere di merda! Di opere di merda! Perché se non hai i soldi per il Colosseo, è perché hai comprato Andy Warhol, Gilbert & George, dei cacatori di merda! [... ] Fuksas, guarda, è bene che non venga, perché calci nel culo, in galera deve andare! In galera! In galera! Ci sono i soldi, vengono buttati! [... ] Ai tempi di Andreotti c'erano 40 miliardi per il Colosseo, 20 milioni di euro; oggi ne occorrono 17. Perché hanno speso... Roma ha bisogno di un museo d'arte contemporanea, 160 milioni di euro, e non ha bisogno del Colosseo? Il problema della spesa pubblica è capire che cosa è importante fare e non buttare i soldi. Lì, tra gli acquisti e il museo, hanno speso 220 milioni di euro per la merda d'artista. (da L'ultima parola, 5 giugno 2010)“

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Marco Travaglio 142
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„In principio erano le armi di distruzione di massa. Per prevenire il terribile attacco di Saddam al resto del mondo, partì la guerra in Iraq. Poi si scoprì che le armi non c'erano, nulla non c'era nulla da prevenire. Allora si disse che bisognava colpire, a Baghdad, il più terribile alleato e foraggiatore e protettore di Al Quaeda. Poi si scoprì che i due nemmeno si conoscevano, anzi si odiavano. Poi si disse che eravamo lì per liberare gli Iracheni da Saddam [... ] Allora si disse che dovevamo restare lì perché gli Iracheni lo volevano, infatti ci accoglievano come liberatori. Poi si scoprì che ci sparavano addosso. Allora si disse che eravamo lì per esportare la democrazia. Poi si scoprì che, già che c'eravamo, esportavamo anche la tortura (per esempio nel carcere di Abu Ghraib), dalla quale peraltro l'Iraq era da tempo un discreto produttore. Allora Giuliano Ferrara, che è molto intelligente, disse che c'è una bella differenza fra la tortura di Saddam e la nostra: lui i torturati mica li fotografa, noi sì perché siamo democratici. Clic. Volete mettere la differenza? Allora si disse che bisognava restare per riportare la Pace in Iraq, contro una guerra che prima non c'era e che avevamo scatenato noi. Poi si scoprì che la pace faceva più morti della guerra. Allora si disse che bisognava restare per combattere il terrorismo. Poi si scoprì che di terroristi in Iraq, non ce n'erano, almeno prima dello sbarco delle truppe occidentali: ne arrivarono a migliaia da tutto il mondo arabo e ne sorsero molti in loco, dopo il nostro arrivo; insomma, il terrorismo, da quando lo combattiamo, aumenta. Allora si disse che bisognava restare perché altrimenti sarebbe scoppiata la guerra civile fra sciiti e sunniti. Poi, consultando i libri di storia, si scoprì che quella irachena non conosce guerre civili, ma grazie alla nostra presenza sul posto ottenemmo anche questo risultato: scatenare la prima guerra civile della storia dell'Iraq.“

Elido Fazi 30
editore e scrittore italiano 1952
„Uno dei primi effetti dell’invasione fu la revoca del programma nonché la riconversione dei conti iracheni in dollari. Il petrolio iracheno tornava a essere venduto esclusivamente nella valuta americana. (libro La Terza guerra mondiale? La verità sulle banche, Monti e l'Euro)“

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Chris Kyle 22
militare statunitense 1974 – 2013
„Non ho combattuto neppure una volta per gli iracheni. Degli iracheni non mi frega un cazzo.“


Elido Fazi 30
editore e scrittore italiano 1952
„Bush aveva deciso di utilizzare la forza per acquisire il controllo dei ricchi giacimenti petroliferi iracheni e al tempo stesso attuare il primo passo di una strategia che puntasse a ottenere un forte controllo geopolitico sull’area. Quasi nessuno identificò nella rivalità tra dollaro ed euro una concausa dell’attacco. (libro La Terza guerra mondiale? La verità sulle banche, Monti e l'Euro)“

„Venticinque anni fa, l'Italia e vari altri Paesi si stavano preparando a bombardare il popolo iracheno. La tragedia iniziò poi il 16 gennaio 1991 – e per l'Iraq e tutto il Medio Oriente non è mai finita. Poiché la «Tempesta nel deserto», e le nostre successive guerre, furono rese possibili anche dalla disinformazione, decisi di cominciare a scrivere.“

Renato Farina 10
politico e scrittore italiano 1954
„Un'asinina lettura del Machiavelli gli attribuisce la formula: il fine giustifica i mezzi. In realtà, per Machiavelli è il fine a imporre la sua forma ai mezzi. (a proposito delle torture inflitte dagli americani ai prigionieri iracheni). E se il fine è la libertà della persona e il buon governo della vita civile, i mezzi devono mantenere questo rispetto per la persona e la vita civile, se no il fine conseguito non arriverà mai. Per questo ci si dà regole persino in guerra, per questo la tortura ripugna, e imbarbarisce il futuro. Questo insegna la cultura cristiana e liberale, e si è affermata in Occidente come democrazia. Essa è l'unico vero argine finora escogitato dalla comunità per contenere l'orrore. (da Libero, 9 maggio 2004)“

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Haydar al-'Abadi 1
politico iracheno 1952
„La bandiera irachena sarà issata al centro di Mosul e in ogni villaggio molto presto.“

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