Frasi su lacerazione

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Emil Cioran 518
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„C'è in me una nostalgia di qualcosa che non esiste nella vita e nemmeno nella morte, un desiderio che su questa terra niente appaga, fuorché, in certi momenti, la musica, quando evoca le lacerazioni di un altro mondo.“

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Ennio Flaiano 174
scrittore italiano 1910 – 1972
„Adesso che mi ci fai pensare, mi domando anch'io che cosa ho conservato di abruzzese e debbo dire, ahimè, tutto; cioè l'orgoglio di esserlo che mi riviene in gola quando meno me l'aspetto, per esempio quest'estate in Canada, parlando con alcuni abruzzesi della comunità di Montreal, gente straordinaria e fedele al ricordo della loro terra. Un orgoglio che ha le sue relative lacerazioni e ambivalenze di sentimenti verso tutto ciò che è Abruzzo. Questo dovrebbe spiegarti il mio ritardo nel risponderti; e questo ti dice che sono nato a Pescara per caso: c'era nato anche mio padre e mia madre veniva da Cappelle sul Tavo. I nonni paterni e materni anche essi del Teramano, mia madre era fiera del paese di sua madre, Montepagano, che io ho visto una sola volta di sfuggita, in automobile, come facciamo noi, poveri viaggiatori d'oggi... Tra i dati positivi della mia eredità abruzzese metto anche la tolleranza, la pietà cristiana (nelle campagne un uomo è ancora 'nu cristiane?), la benevolenza dell'umore, la semplicità, la franchezza nelle amicizie; e cioè quel sempre fermarmi alla prima impressione e non cambiare poi il giudizio sulle persone, accettandole come sono, riconoscendo i loro difetti come miei, anzi nei loro difetti i miei. Quel senso ospitale che è in noi, un po' dovuto alla conformazione di una terra isolata, diciamo addirittura un'isola (nel Decamerone, Boccaccio cita una sola volta l'Abruzzo, come regione remota: «Gli è più lontano che Abruzzi»); un'isola schiacciata tra un mare esemplare e due montagne che non è possibile ignorare, monumentali e libere: se ci pensi bene, il Gran Sasso e la Majella son le nostre basiliche, che si fronteggiano in un dialogo molto riuscito e complementare... Bisogna prenderci come siamo, gente rimasta di confine (a quale stato o nazione? O, forse, a quale tempo?), con una sola morale: il lavoro. E con le nostre Madonne vestite a lutto e le sette spade dei sette dolori ben confitte nel seno. Amico, dell'Abruzzo conosco poco, quel poco che ho nel sangue.“


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Alphonse De Lamartine 35
poeta, scrittore e storico francese 1790 – 1869
„Un giorno dell'anno 1830, entrando di sera in una chiesa di Parigi, vidi la bara d'una giovinetta, coperta da una coltre bianca. Questa bara mi ricordò Graziella. Mi nascosi all'ombra di un pilastro e pensai a Procida, piangendo a lungo.
Le mie lagrime si asciugarono, ma le nubi che avevano attraversato il mio pensiero durante la tristezza del funerale non dileguarono.
Rientrai silenzioso nella mia camera, svolsi i ricordi che sono tracciati in questo libro e scrissi tutto d'un fiato, piangendo, i versi intitolati: Primo rimpianto. È la nota, resa fievole da vent'anni di distanza, d'un sentimento che fece zampillare la prima sorgente del mio cuore. Ma vi si sente ancora la lacerazione d'una fibra intima che non guarirà mai.
Ecco queste strofe, balsamo d'una ferita, sboccio di un cuore, profumo di un fiore sepolcrale: Non vi manca che il nome di Graziella. Ve lo incastonerei in una strofa, se vi fosse quaggiù un cristallo abbastanza puro per rinchiudere questa lagrima, questo ricordo, questo nome! (p. 151)“

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Matta El Meskin 87
monaco egiziano 1919 – 2006
„Ciò che veramente costerna l'anima non sono le sue perdi­te e i suoi fallimenti, l'arresto della preghiera e dello sforzo, la paura dell'abbandono di Dio, ma il sentimento che Dio stesso sia diventato per lei un avversario che si compiace del suo dolo­re, della sua tristezza e delle sue lacerazioni!“

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Louise Colet 1
poetessa francese 1810 – 1876
„Il sipario si alza; ascolto attenta questi bei versi concisi e fermi che comprendo più facilmente della lingua parlata: è scultura greca e romana. Nei drammi di Alfieri, che chiamerei volentieri stoici, a forza di sobrietà nell'azione e di laconicità nel linguaggio, la commozione vi coglie, per così dire, senza che ve ne rendiate conto, s'impone a grandi tratti attraverso alcune figure che personificano con semplicità sentimenti eterni. Nell'Oreste, è prima di tutto Elettra che s'impossessa della nostra anima. Il suo lutto filiale, la sua angoscia incessante per un fratello che ritrova, ma che il trionfante assassino del loro padre cerca bramosamente e minaccia, sostengono l'azione fino al quarto Atto. Allora l'azione prorompe spaventosa e sublime; essa vi associa a tutti i combattimenti e a tutte le lacerazioni delle passioni umane: è come una mischia sconvolgente di istinti e dolori contrari [... ] Questo quarto atto dell'Oreste di Alfieri è una delle cose più belle che abbia visto a teatro: ascoltandolo pensavo alle puerili dispute di scuola, alle ingiustizie e agli accecamenti reciproci dei due campi che rinchiudono il sublime in uno stampo arbitrariamente prescritto. Il sublime piomba su noi come un uccello divino; si abbatte dall'alto, ci rapisce sulle sue ali che fremono e planano; noi ci abbandoniamo alla sua imperiosa ascesa, incuranti della forma e del colore delle sue penne: così fece la folla quella sera.“

Mino Argentieri 1
critico cinematografico e storico del cinema italiano 1927
„parole, le sue meditazioni scottanti confluiscono in un microfono che moltiplica all'infinito il volume della voce incline al "mea culpa" e decine di altoparlanti questa voce l'amplificano, la moltiplicano e la ricompongono in un clima da circo equestre, tra lo scoppiettio folgorante delle trovate e la suggestività coreografica dell'insieme. In mezzo a tanto fragore di buoni propositi e di sanguinanti lacerazioni, si insinua il dubbio che Fellini, nella sostanza, finga o comunque si compiaccia, conoscendo bene i gusti di una platea la quale, poco allenata anch'essa agli esami di coscienza semplici, e austeri, preferisce le manifestazioni di istrionismo spirituale. (da Rinascita, Roma, 16 febbraio 1963)“

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Vittorio Alfieri 61
drammaturgo italiano 1749 – 1803
„Il sipario si alza; ascolto attenta questi bei versi concisi e fermi che comprendo più facilmente della lingua parlata: è scultura greca e romana. Nei drammi di Alfieri, che chiamerei volentieri stoici, a forza di sobrietà nell'azione e di laconicità nel linguaggio, la commozione vi coglie, per così dire, senza che ve ne rendiate conto, s'impone a grandi tratti attraverso alcune figure che personificano con semplicità sentimenti eterni. Nell'Oreste, è prima di tutto Elettra che s'impossessa della nostra anima. Il suo lutto filiale, la sua angoscia incessante per un fratello che ritrova, ma che il trionfante assassino del loro padre cerca bramosamente e minaccia, sostengono l'azione fino al quarto Atto. Allora l'azione prorompe spaventosa e sublime; essa vi associa a tutti i combattimenti e a tutte le lacerazioni delle passioni umane: è come una mischia sconvolgente di istinti e dolori contrari [... ] Questo quarto atto dell'Oreste di Alfieri è una delle cose più belle che abbia visto a teatro: ascoltandolo pensavo alle puerili dispute di scuola, alle ingiustizie e agli accecamenti reciproci dei due campi che rinchiudono il sublime in uno stampo arbitrariamente prescritto. Il sublime piomba su noi come un uccello divino; si abbatte dall'alto, ci rapisce sulle sue ali che fremono e planano; noi ci abbandoniamo alla sua imperiosa ascesa, incuranti della forma e del colore delle sue penne: così fece la folla quella sera. (Louise Colet)“

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Bruno Forte 68
arcivescovo cattolico e teologo italiano 1949
„Il pensiero nasce dal dolore. Ogni non negligente pensare muove dalla lacerazione.“


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Giamblico 21
filosofo e esoterista greco antico 250 – 330
„Colui che agisce ingiustamente provoca una lacerazione nel tessuto vitale dell'universo. (da Vita pitagorica, 45)“

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Loredana De Petris 3
politica italiana 1957
„Nelson Mandela è stato uno dei pochi grandi uomini cui sia toccata la sorte di essere un faro e un simbolo due volte: prima come combattente per la libertà del suo popolo, poi come uomo di Stato deciso, con la stessa determinazione, a superare le lacerazioni del passato per restituire a tutti i sudafricani, neri e bianchi, la pace. Ci ha insegnato che con gli oppressori non si può venire a patti. Devono essere sconfitti; devono essere battuti, politicamente e culturalmente. Ci ha insegnato anche che su questa base, quando è chiaro da quale parte sta la ragione e da quale il torto, quando l'ingiustizia è stata battuta, bisogna saper andare avanti, senza dimenticare ma anche senza permettere agli spettri del passato di divorare il presente.“

„Da un'esperienza esistenziale fondamentalmente segnata dalla lacerazione, l'autore ricava anche i suoi versi, che si dispongono in genere su un ritmo di tenera elegia. La figura cha si privilegia sulle altre è la morte del figlio, a fianco della quale si leva lo straziante lamento della madre. (p. 12)“

Ugo Dotti 2
docente italiano 1933
„C'è nel Petrarca, è ben noto, la scoperta della moderna coscienza, la coscienza della "crisi", della lacerazione interiore, dell'offuscamento, se non proprio della rottura, dei grandi ordinamenti provvidenziali (e, di conseguenza, l'accentuarsi della consapevolezza dei tragici destini dell'uomo su questo mondo). (p. 20)“


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Ida Magli 40
antropologa italiana 1925 – 2016
„L'Aids, dunque, che cos'è se non una costruzione sociale? È una malattia che si contrae soltanto per contatto diretto con sangue infetto. Diretto significa: sangue con virus. Sui trecento malati di Aids, ci sono 11 (undici) casi di persone che sono state sottoposte a trasfusione. Tutti gli altri sono omosessuali di sesso maschile (che possono essere bisessuali e soltanto in questo caso e sempre che abbiano rapporti che causino lacerazioni possono contagiare un partner femminile); omosessuali che sono anche tossicodipendenti, sempre di sesso maschile.“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„È importante sottolineare che – a giudizio americano – le spinte anti USA e anti NATO venivano dalla sinistra della DC – Giovanni Gronchi, Amintore Fanfani, Mattei – ma con contatti nei settori che facevano riferimento a Guido Gonella e Giuseppe Pella. D'altronde, gli americani non possono aver dimenticato che proprio Gronchi, con le sue autorevoli riserve, molto aveva contribuito al malessere e alle lacerazioni che avevano cercato di compromettere, dall'interno, l'appoggio della DC all'alleanza atlantica. (p. 17)“

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Giulio Ferroni 2
critico letterario, scrittore e giornalista italiano 1943
„Napoli è vero e proprio crocevia della cultura italiana dell'ultimo secolo, luogo reale e simbolico, tempio della lacerazione e della speranza, delle ipotesi che balenano senza poter davvero trasformarsi in realtà e delle derive più inarrestabili, dove è possibile l'abbandono melodico e lo strappo più cupo, dove si esercitano il soccorso più solidale e la beffa più impietosa, l'intelligenza più problematica e la più becera volgarità, dove convivono violenza e dolcezza. (dalla prefazione a Ermanno Rea, Rosso Napoli, BUR, 2009)“

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Roger Garaudy 15
1913 – 2012
„A Berlino, sotto l'influenza del maestro Gans e dei compagni di corso, il giovane Karl Marx sperimenta ancora confusamente le lacerazioni di un mondo che sta per morire e le contraddizioni di un mondo che sta per nascere. In una serie di epigrammi, in cui bolla a fuoco l'oppressione e i borghesi filistei, il giovane studente Marx esalta il grande umanesimo di Goethe e di Schiller, e le sublimi figure di Wallenstein e di Faust. (p. 17)“

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