Frasi su laude

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Baldassarre Castiglione 18
umanista, letterato e diplomatico italiano (1478-1529) 1478 – 1529
„Da natura tutti siamo avidi troppo più che non si dovria di laude, e più amano le orecchie nostre la melodia delle parole che ci laudano, che qualunque altro soavissimo canto o suono. (libro Il cortegiano)“

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Francesco Saverio 5
gesuita e missionario spagnolo 1506 – 1552
„Del Giapan, o vero Giapon, scriverò quello che per l'esperienza insino adesso habbiamo conosciuto. Primieramente la gente che habbiamo conversata, è la migliore che insin adesso si sia scoperta, et fra gli infedeli mi pare non si troveria altra migliore; generalmente sono di buona conversatione; è gente buona et non malitiosa; et stimano mirabilmente l'honore più che nissun'altra cosa; communemente sono poveri, et la povertà tanto fra li nobili, quanto fra gli altri non si reputa a vergogna. È gente molto cortese fra loro et stimanosi, confidando molto nelle armi; portano sempre spade e pugnali, tanto li nobili quanto la gente bassa, cominciando dalli 14 anni; non patisce questa gente ingiuria alcuna, parola di dispregio, come la gente ignobile: porta gran reverentia alli nobili. Così tutti li gentilhuomini reputano gran laude servire al signore della terra, et essergli molto soggetti. È gente temperata nel mangiare, benché nel bere alquanto larga: fanno il vino de riso, perché non ci è altro in quelle bande. Giurano poco; et il giuramento loro è per il sole: gran parte della gente sa leggere et scrivere, il che è gran mezzo per brevemente apparare le orationi et cose di Dio. (da una relazione spedita a Ignazio di Loyola a Roma)“


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Giuseppe Antonio Borgese 26
scrittore, giornalista e critico letterario italiano 1882 – 1952
„Scritta precipitosamente nel tempo, essa è vertiginosa nel ritmo... La esaltazione della sfrenata libertà individuale che è nel concetto si manifesta anche nella forma: la pindarica strofa di ventun versi, rapida come un galoppo serrato, rapinosa come un torrente, col suo battito violento imprime al poema una tale velocità che perfin le lunghissime enumerazioni e le quasi indiane verbosità rotolano come valanghe, e gli ottomilaquattrocento versi della Laude si slanciano verso la fine con la snellezza delle dieci strofe di un inno guerresco... Energiche, fresche, vibranti sono le parole... Diritto e fugace il periodo.“

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Giampietro Zanotti 3
pittore, storico dell'arte e poeta italiano 1674 – 1765
„Il suo molto sapere avrebbe potuto certamente in non pochi dettare invidia, ma tale spiravano amore i fuoi modi candidi, e soavi, che ciascuno ben s'avvisava, che degno egli era di tanto valere, e se moltissimi ebbero desiderio (il che merita laude) di sapere quel ch'egli sapea, a niuno certamente increbbe (e questo fora stato invidia) tanta scienza, e tanta dottrina così ben collocata. (p. 65)“

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Nāgārjuna 24
150 – 250
„I meriti che ho ottenuto con questa Tua laude, o vaso di laudi, possano aiutare tutto il mondo a liberarsi dal legame delle apparenze.“

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Francesco Berni 19
scrittore e poeta italiano 1497 – 1535
„O Dio, che crudeltà, che non compose | un'operetta sopra la cucina, | fra l'infinite sue miracolose! (da Capitolo in laude d'Aristotele, vv. 82-84)“

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Ugo Foscolo 89
poeta italiano 1778 – 1827
„Già il dotto e il ricco ed il patrizio vulgo, | decoro e mente al bello italo regno, | nelle adulate reggie ha sepoltura | già vivo, e i stemmi unica laude. (142)“

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Gianfranco Contini 4
critico letterario e filologo italiano 1912 – 1990
„Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa [Ave, Vergene gaudente], che appartiene a un laudario di Cortona, il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.
Il nome è Garzo ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del Petrarca. (da Poeti del Duecento, Tomo II, p. 29, R. Ricciardi Editore, 1960)“

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Ludovico Ariosto 87
poeta e commediografo italiano, autore dell'Orlando furioso 1474 – 1533
„[Su Ippolito d'Este] S'io l'ho con laude ne' miei versi messo, | Dice, ch'io l'ho fatto a piacere, e in ozio: | Più grato fora essergli stato appresso. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 744)“