Frasi su lava

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Ibn Battuta 2
esploratore e viaggiatore berbero 1304 – 1377
„Tra le cappelle fuori di Sciraz trovasi il sepolcro del saggio vegliardo, di nome Saadi. Fu il più abile poeta in lingua persiana fra tutti quelli del tempo suo, e spesso anche si segnalò componendo nella lingua araba. E vi è un bell'eremitaggio ch'egli stesso erasi fabbricato in quel luogo e dentro vi è un bel giardino. L'eremitaggio è in vicinanza della sorgente del fiume maggiore noto col nome di Rukn-abad. Il vegliardo vi aveva fatto certi piccoli bacini di marmo per lavarvi i panni. Esce la gente dalla città per visitar l'eremitaggio, e mangia dei cibi che vi sono apprestati, e lava i panni nel fiume e poi se ne va. Così feci io ancora. Che Iddio gli abbia misericordia.“

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Raul Cremona 24
comico, attore e illusionista italiano 1956
„Ci sono tre tipi di donna: la woman, la no woman, la mezzo woman: la woman lava, stira e sta in silenzio (soggetto estinto da 3500 anni); quella che sposiamo è la mezzo woman, che assolve alle sue funzioni però ti va in depressione ("Guarda tesoro, io avevo altre aspirazioni..." sì, il fuma fuma!); quella che vediamo in giro tutti i giorni è la no woman, la donna moderna, ballerina, che va in giro con la pancia scoperta (che a 20 anni è moda e a 40 è colite), che si è tatuata un'aquila sul seno che 20 anni dopo è diventata un cappone che scodinzola per terra (facevi prima a farti tatuare un bell'ascensore, così potevi dire che l'avevan chiamato al piano terra). (Omen)“


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Mondo Marcio 33
rapper, beatmaker e produttore discografico italiano 1986
„... perché un fantasma dice: | "Chiedi tutto quello che vuoi | riempi la pancia, uomo, mangia finché credi che puoi | ma, guarda, adesso sei pazzo, | comunque vada tu sei pazzo | sei fuori strada..." | gli ho detto: | "Vedi ancora troppi avvoltoi | e cieli scuri, questi sono tempi duri per noi | me l'hanno scritto sul braccio | e non si lava via | Mondo Marcio | è la mia malattia“

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Maurizio Crozza 124
comico, imitatore e conduttore televisivo italiano 1959
„La teoria di Benjamin dice che un corpo immerso nell'acqua si lava, un corpo immerso in un altro corpo si diverte, un corpo immerso in due corpi è orgia.“

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Sandrone Dazieri 31
scrittore e sceneggiatore italiano 1964
„Milano non piace quasi a nessuno di quelli che ci vivono. Non amano il ritmo che li spinge sempre di corsa. Hanno problemi di stomaco per i panini alla piastra e i piattini di verdura. Non sopportano la puzza di piscio dei sottopassaggi, l'odore del vomito dei tossici, il lastricato di preservativi nelle viuzze, la moquette di cacche di cane. Sognano il verde e trovano solo qualche albero morente e i parchi strapieni di polizia pronta a dirti che non sta bene sedersi sulla poca erba a farti i cavoli tuoi. Sono disorientati dalla mancanza di punti di ritrovo, dalle poche piazze senza panchine, dagli stili architettonici accrocchiati, dalle case a forma di cubo, di ananas, di pigna, di finto rococò e finto gotico. Non capiscono che Milano non è una città, ma un grumo di lava che ha subito tutte le Furie. Che è sterile, come il deserto, e per starci bisogna essere attrezzati. Che non è adatta ai dilettanti. Per questo la amo.“

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Nanni Balestrini 1
poeta e scrittore italiano 1935
„[…] il pubblico della poesia non minaccia proprio nessuno | è invece mite generoso attento | prudente interessato devoto | ingordo imaginifico un po' inibito || pieno di buone intenzioni di falsi problemi | di cattive abitudini di pessime frequentazioni | di mamme aggressive di desideri irrealizzabili | di dubbie letture e di slanci profondi || non è assolutamente cretino non | è sordo indifferente malvagio non è | insensibile prevenuto senza scrupoli non è vile | opportunista pronto a vendersi al primo venuto || non è un pubblico tranquillo benpensante credulone | senza troppe pretese | che se ne lava le mani | e giudica frettolosamente || è invece un pubblico che persegue degusta apprezza | lento da scaldare ma che poi rende | come direbbe Pimenta | e soprattutto è un pubblico che ama || il pubblico della poesia è infinito vario inafferrabile | come le onde dell'oceano profondo | il pubblico della poesia è bello aitante avido temerario | guarda davanti a se impavido e intransigente […] (da Le avventure complete della signorina Richmond, libro IV, n.° 16, pp. 216-217)“

Giovanni Camerana 12
poeta, critico d'arte e magistrato italiano 1845 – 1905
„Tu sei mia. Dal triregnoalto raggiante, | cui sormonta la croce aurea, dal fiero | triregno cuspidal fino alle piante, | Tu sei mia; Tu il profondo astro, Tu il nero || astro fascinatore, il dïamante | notturnamente abbagliator; mistero | di penombre e di lampi, sfolgorante | Sirio, fascinator del mio pensiero. || Tu sei mia Tu che sei nera ma bella, | nera come la intensa lava Etnea; | bella come gli Etnei clivi al bel sole; || sei mia, perché sei nera e arcana e bella, | mia fra i veli del sogno e dell'idea, | mia nel bivio fra il sogno e le parole. (Oropa e la statua, p. 783)“

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Pietro Nigro 82
poeta italiano 1939
„Vedo morire colori di campi | squarciati da fiumi di lava, | da turiboli di pena espandersi fragranze | di resine, | ultimo addio di boschi agonizzanti. (da Vedo morire colori di campi, vv. 1-5)“


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Pierre Reverdy 7
poeta e aforista francese 1889 – 1960
„Ci sono autori che scrivono con luce, altri con sangue, con lava, con fuoco, con terra, con fango, con polvere di diamante ed infine quelli che scrivono con inchiostro. Sventurati, con inchiostro, semplicemente.“

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Giuliano Ferrara 24
giornalista, conduttore televisivo e politico italiano 1952
„Ipocrita e arrogante, Enzo Biagi dà di cretino a chi studia il suo posto in palinsesto... Biagi è un mostro sacro degli affari suoi e un ipocrita. Dice che vuole continuare a fare il testimone del suo tempo, raccontando storie, e non il protagonista di un caso personale. Intanto però soffia sul fuoco, restringe ogni spazio di mediazione, punta al carisma del martire, e dà fiato alla tromba, anzi al trombone: mi cacciano, mi spostano dal 'miò orario, sono liberticidi. E arrogante: dice infatti Biagi che è un comportamento da 'cretinì spostare di una virgola o di un'ora il suo programmino su Rai1, e tratta con disprezzo e insopportabile sussiego il mite Fabrizio Del Noce. Questo mostro sacro degli affari suoi dovrebbe imparare a essere più parco di aggettivi, di contumelie, di isterismi politici. Quando gli hanno negato la cattedra epistolare di Indro Montanelli al 'Corriere della Sera', preferendogli Paolo Mieli che rompe meno le palle di uno il cui orizzonte sono le solite mille camere in cui guardava la Storia in cammino, lasciandosi a sua volta guardare da Lei, Biagi non ha dato di cretino a Ferruccio de Bortoli, direttore del giornale di via Solferino, e tanto meno a Cesare Romiti, il suo editore, quello che gli passa la mesata come succede a noi tutti e che mette i capitali per produrre e diffondere la tribuna dei suoi ricordi. Ha solo contrattato un altro posto in palinsesto, chiedendo che le sue coloriture strettamente personali, e strettamente provinciali, finissero la domenica in prima pagina. Con giubilo suo superiore a quello dei lettori, forse. Anche l'orario della sua rubrichina è tutt'altro che suo. È nostro, perché paghiamo. E di chi amministra la Rai per volontà del Parlamento (fatto surreale, perché la Rai andrebbe privatizzata e lì vedremmo se davvero un Murdoch lascerebbe per 41 anni al suo posto l'omino in bianco che lava più bianco). Oltre tutto quello spazio in palinsesto è di Berlusconi, come al solito e come tutto ormai in Italia, perché è sulla sua rete ammiraglia, Canale 5, che andò in onda prima del Fatto il programma d'informazione Radio Londra, in quello stesso identico orario, ma preceduto non dal primo telegiornale italiano bensì dal quiz Tra moglie e marito. Anche il segnale orario del rubrichista-martire, le cui opinioni sono come scrive Francesco Merlo 'indifferenti', è dunque copiato. Altro che suo. Biagi lo difendiamo e lo difenderemo se qualcuno lo vuole cacciare perché gli sta antipatico il governo, ma se si caccia da solo per cupidigia di eroismo, dopo 41 anni in cui di cupidigie se ne è levate tante, con tutti i regimi, allora sono affaracci suoi... È Biagi che si caccia da solo per biechi interessi di bottega" (da Il Foglio, 23 maggio 2002)“

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Giuseppe Genna 16
scrittore italiano 1969
„È una città che, quando la pioggia la lava, si sporca. (da Nel nome di Ishmael, p. 65) <!-- in corsivo nel testo“

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Laurell K. Hamilton 17
scrittrice statunitense 1963
„Di solito si parla del dolore come qualcosa di morbido, per analogia con le lacrime, con l'acqua. Invece la vera sofferenza è fuoco e roccia, arde il cuore, schianta l'anima sotto un peso di montagne, annienta: anche se si continua a respirare e a muoversi, si muore. La persona che si era fino a poco prima muore, in un attimo, nello stridere delle lamiere e nell'impatto tra due automobili, scompare, insieme con tutto ciò che è solido e reale, e non ritorna. Il mondo rimane spaccato in eterno, costringendo a camminare sopra una crosta terrestre attraverso cui si può sempre percepire nel sottosuolo la pressione della lava, il calore che brucia e carni, fonde le ossa, avvelena l'aria. Per sopravvivere s'inghiotte quel calore, per non precipitare e per non morire davvero s'inghiotte tutto l'odio, lo si comprime nelle profondità interiori, nella tomba fresca, la quale è tutto ciò che rimane di ciò che si credeva sarebbe stato il mondo. (da Blood Noir)“


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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Quanto gli mancava la matematica, quanto la rimpiangeva! Massaggia le meningi come un allenatore massaggia i muscoli di un atleta, la matematica. Le irrora di pensiero puro, le lava dai sentimenti che corrompono l'intelligenza, le porta in serre dove crescono fiori stupendi. I fiori di un'astrazione composta di concretezza, d'una fantasia composta di realtà... [... ] No, non è vero che sia una scienza rigida, la matematica, una dottrina severa. È un'arte seducente, estrosa, una maga che può compiere mille incantesimi e mille prodigi. Può mettere ordine nel disordine, dare un senso alle cose prive di senso, rispondere ad ogni interrogativo. Può addirittuta fornire ciò che in sostanza cerchi: la formula della Vita. (I, I, I; p. 13)“

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Iginio Ugo Tarchetti 55
scrittore, poeta e giornalista italiano 1839 – 1869
„Pochi e grandi dolori fanno l'uomo grande, piccoli e frequenti l'impiccioliscono; un fiotto lava la pietra, una serie di goccie la trapassa.“

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Curzio Malaparte 73
scrittore italiano 1898 – 1957
„Lungo i fianchi del Vesuvio, fiumi di lava scendevano verso i villaggi sparsi nel verde dei vigneti. Il bagliore sanguigno della lava incandescente era così vivo, che per un immenso spazio intorno i monti e la pianura n'erano percorsi con incredibile violenza.“

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Pietro Nigro 82
poeta italiano 1939
„Con la voce della mia terra | arsa di sole | dal sapore di lava. (da Quanto t'amo dirti vorrei, vv. 6-8)“

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