Frasi su lavoro

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Mick Jones 2
chitarrista e cantante inglese 1955
„La cosa che ho sempre desiderato era suonare in un gruppo. Quando scoprii la musica capii che da grande non volevo più fare il calciatore, l'idea fissa diventò quella. O rock o niente. Non ho mai voluto un lavoro fisso. Mai presa in considerazione quell'eventualità.“

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Antonio Albanese 86
attore, comico e cabarettista italiano 1964
„Noi nella mia famiglia, non lavora nessuno. Da generazioni. Da molte generazioni. Mio nonno non faceva una cazzo, mio padre non faceva un cazzo. Io un benemerito, ma mio figlio si droga. Com'è sto fatto? (da Antonio Albanese: Personaggi, Einaudi 2006)“


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Léon Degrelle 20
politico belga 1906 – 1994
„Un grande ideale dà sempre la forza di dominare il proprio corpo, di soffrire la fatica, la fame, il freddo. Che importano le notti bianche, il lavoro opprimente, gli affanni o la povertà! L'essenziale è avere in fondo al proprio cuore una grande forza che rianima e spinge avanti, che rinsalda i nervi, che fa pulsare a forti battiti il sangue stanco, che infonde negli occhi il fuoco ardente e conquistatore. Allora più nulla dà sofferenza, il dolore stesso diviene gioia perché esso è un mezzo di più per elevare il suo dono, per purificare il suo sacrificio. (p. 31)“

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Charles M. Schulz 138
fumettista statunitense 1922 – 2000
„Sua moglie aveva sempre odiato il lavoro di lui. – Non farai mai soldi costruendo modellini di velieri –, si lagnava. – Al contrario, – dichiarò lui – i miei affari vanno a gonfie vele! – Lei lo incenerì col tostapane elettrico. (18 settembre 1973)“

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Luca Laurenti 7
personaggio televisivo, comico e cantante italiano 1963
„Ho vissuto quasi 30 anni chiuso dentro di me come una cozza, ma adesso è tutto passato grazie al mio lavoro e alle mie passioni.“

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Paolo Maldini 19
calciatore italiano 1968
„['Qual è oggi il suo sentimento verso il Milan?'] Mi capita di ripensare al passato. Eravamo coscienti del nostro ruolo. I giocatori facevano i giocatori, i dirigenti i dirigenti. Ognuno si prendeva le proprie responsabilità, senza ingerenze. C'era talmente tanta conoscenza della materia calcio a livello globale... Solo uno stupido non assorbe nozioni dal lavoro che fa e noi eravamo proprio una squadra“

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Kobe Bryant 35
cestista statunitense 1978
„Sto facendo schifo, sono il 200° miglior giocatore della Nba in questo momento. [... ] I miei compagni mi danno la palla, mi fanno dei passaggi meravigliosi. Il loro lavoro è rendermi la vita facile, il mio è di concludere. La cosa più responsabile da fare è fare canestro.“

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Jovanotti 186
cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966
„Ho letto che un brevetto di una medicina | vale più della vita di una bambina | posso capire che così si salvaguarda il lavoro: | vorrei vedere fosse figlia loro! (da La vita vale)“


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Zygmunt Bauman 75
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017
„Tutti i punti di riferimento che davano solidità al mondo e favorivano la logica nella selezione delle strategie di vita (i posti di lavoro, le capacità, i legami personali, i modelli di convenienza e decoro, i concetti di salute e malattia, i valori che si pensava andassero coltivati e i modi collaudati per farlo), tutti questi e molti altri punti di riferimento un tempo stabili sembrano in piena trasformazione. Si ha la sensazione che vengano giocati molti giochi contemporaneamente, e che durante il gioco cambino le regole di ciascuno. Questa nostra epoca eccelle nello smantellare le strutture e nel liquefare i modelli, ogni tipo di struttura e ogni tipo di modello, con casualità e senza preavviso. (L'istruzione nell'età postmoderna: p. 159)“

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Alessandro Baricco 350
scrittore e saggista italiano 1958
„Vecchio, benedetto, Pekisch, questo non me lo dovevi fare. Non me lo merito. Io mi chiamo Pehnt, e sono ancora quello che se ne stava sdraiato per terra a sentire la voce nei tubi, come se quella arrivasse davvero, e invece non arrivava. Non è mai arrivata. E io adesso sono qui. Ho una famiglia, ho un lavoro e la sera vado a letto presto. Il martedì vado a sentire i concerti che danno alla sala Trater e ascolto musiche che a Quinnipak non esistono: Mozart, Beethoven, Chopin. Sono normali eppure sono belle. Ho degli amici con cui gioco a carte, parlo di politica fumando il sigaro e la domenica vado in campagna. Amo mia moglie, che è una donna intelligente e bella. Mi piace tornare a casa e trovarla lì, qualsiasi cosa sia successa nel mondo quel giorno. Mi piace dormire vicino a lei e mi piace svegliarmi insieme a lei. Ho un figlio che amo anche se tutto fa supporre che farà l'assicuratore. Spero che lo farà bene e che sarà un uomo giusto. La sera vado a letto e mi addormento. E tu mi hai insegnato che questo vuol dire che sono in pace con me stesso. Non c'è altro. Questa è la mia vita. Io lo so che non ti piace ma io non voglio che tu me lo scriva. Perché voglio continuare ad andare a letto, la sera, ed addormentarmi. Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. Mai visto niente del genere, a Quinnipak. Ma forse proprio per questo, io qui ci sto bene. A Quinnipak si ha negli occhi l'infinito. Qui, quando proprio guardi lontano, guardi negli occhi di tuo figlio. Ed è diverso. Non so come fartelo capire, ma qui si vive al riparo. E non è cosa spregevole. È bello. E poi chi l'ha detto che si deve proprio vivere allo scoperto, sempre sporti sul cornicione delle cose, a cercare l'impossibile, a spiare tutte le scappatoie per sgusciare via dalla realtà. È proprio obbligatorio essere eccezionali? Io non so. Ma mi tengo stretta questa vita mia e non mi vergogno di niente: nemmeno delle mie soprascarpe. C'è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare, come medaglie della propria mediocrità. E io sono uno di quelli. Si guardava sempre l'infinito a Quinnipak, insieme a te. Ma qui non c'è l'infinito. E così guardiamo le cose, e questo ci basta. Ogni tanto, nei momenti più impensati, siamo felici. Andrò a letto, questa sera, e non mi addormenterò. Colpa tua, vecchio, maledetto Pekisch. Ti abbraccio. Dio sa quanto ti abbraccio. Pehnt, assicuratore.“

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Lenin 61
rivoluzionario e politico russo 1870 – 1924
„Lo Stato potrà estinguersi completamente quando la società avrà realizzato il principio: «Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni», cioè quando gli uomini si saranno talmente abituati a osservare le regole fondamentali della convivenza sociale e il lavoro sarà diventato talmente produttivo ch'essi lavoreranno volontariamente secondo le loro capacità.“

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Pino Daniele 45
cantautore e musicista italiano 1955 – 2015
„Vivo fregandomene delle classifiche, del marketing e della discografia. Tanto i risultati arrivano quando non ci pensi proprio. La paranoia della classifica o del disco suonato in radio, la rincorsa agli umori e ai gusti di direttori artistici dei network... Basta! Ho vissuto in questo lavoro momenti belli e voglio continuare a viverli. Non sapendo che cosa vuole la gente io faccio quello che mi sento. Le nuove stagioni non mi fanno paura. Cerco di invecchiare con dignità, senza smettere di combattere, tirando fuori la grinta quando la sento.“


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Kareem Abdul-Jabbar 7
cestista e allenatore di pallacanestro statunitense 1947
„Non mi piace fare le prediche, ma un po' più di persone dovrebbero iniziare a spendere tanto tempo in libreria quanto ne passano sui campi di basket. Penso che se tutti accettassero l'idea di poter sfuggire alla povertà attraverso l'istruzione, ci sarebbe un cambiamento più duraturo ed essenziale del modo in cui le cose avvengono. Ciò di cui abbiamo bisogno sono obiettivi realistici e positivi e la volontà di lavorare. Duro lavoro e obiettivi pratici.“

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Henryk Sienkiewicz 13
scrittore e giornalista polacco 1846 – 1916
„Ovunque l'uomo porti il suo lavoro, vi lascia anche qualche cosa del suo cuore. (da La famiglia Polaniecki)“

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Wisława Szymborska 39
poetessa e saggista polacca 1923 – 2012
„Non si intende di scherzi, | stelle, ponti, | tessitura, miniere, lavoro dei campi, | costruzione di navi e cottura di dolci. (da Sulla morte senza esagerare; 1998)“

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Diego De Silva 50
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1964
„Ma voi donne, possibile che siete sempre attratte dalle menomazioni ? Insomma, uno si fa un mazzo tanto così per sembrare promettente, affidabile, convinto delle cose che dice; studia, lavora, fa carriera, va in palestra, si veste alla moda, si rovina la vita insomma, e poi che cosa gli confidate quando decidete di dargliela? «Non mi piacciono gli uomini belli»; «La tua pancia mi dà sicurezza»; «Le tue gaffes sono adorabili»... E che palle. Almeno ditelo prima.“

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