Frasi su letargo

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977
„Gli imperi cadono quando l'educazione dei principi cede alla letargia borghese, con la sua puntigliosa, superstiziosa ignoranza della radice spirituale di ogni dominio. (da Il flauto e il tappeto, Con lievi mani, p. 99)“

Calcutta (cantante) 27
cantautore e compositore italiano 1989
„Quando non avrò più l'età | diventerò un albero | per metter le radici nelle tue radici | o per morire gridando, | quando non avrò più problemi di soldi, | ci porterò in letargo | per metter nel cassetto problemi e ricordi | e treni in ritardo. (da Albero, n. 11)“


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Carlos Ruiz Zafón 131
scrittore spagnolo 1964
„Non esistono lingue morte ma solo cervelli in letargo.“

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Hernán Huarache Mamani 20
scrittore e curandero peruviano di etnia quechua 1943
„Secondo un'antica Profezia Andina, giungerà il giorno il cui lo spirito femminile si risveglierà dal lungo letargo e lotterà per cancellare odio e distruzione dalla civiltà attuale e dare infine origine a una società di pace, armonia e fratellanza nel futuro.“

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Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„E lei ora desidera. È uscito del letargo della sua rassegnata solitudine, ha scoperto la fame del suo cuore, sa che la mela è proibita, ma desidera. Non avrà più pace, né dieta. Non c'è filosofo che possa venirle in aiuto, nessun libro, nessuna saggezza. Soffrirà, il suo cuore, lo stomaco e le viscere andranno in subbuglio, il suo istinto di Homo erectus potrà essere temprato, ma non vinto. La mela è caduta dall'albero del destino. Si prepari. (Tasso filosofo, capitolo 15)“

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Niccolò Tommaseo 73
scrittore italiano 1802 – 1874
„Il riposo a voi sia, non letargo, ma preparazione di nuove forze e pensieri.“

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Curzio Malaparte 84
scrittore italiano 1898 – 1957
„Sottili fili di acciaio, avvolti intorno a quella stessa sorta di viti di legno che negli strumenti musicali servono a tender le corde, tenevano aperte le labbra di quelle orrende ferite: si vedeva il cuore nudo pulsare, i polmoni dalle venature dei bronchi simili a rami d'albero, gonfiarsi proprio come fa la chioma di un albero nel respiro del vento, il rosso, lucido fegato contrarsi adagio adagio, lievi fremiti correre sulla polpa bianca e rosea del cervello come in uno specchio appannato, il groviglio degli intestini districarsi pigro come un nodo di serpi all'uscir dal letargo. E non un gemito usciva dalle bocche socchiuse dei cani crocifissi. (...) A un tratto, vidi Febo. Era disteso sul dorso, il ventre aperto, una sonda immersa nel fegato. Mi guardava fisso, e gli occhi aveva pieno di lacrime. Aveva nello sguardo una meravigliosa dolcezza. Non mandava un gemito, respirava lievemente, con la bocca socchiusa, scosso da un tremito orribile. Mi guardava fisso, e un dolore atroce mi scavava il petto. "Febo" dissi a voce bassa. E Febo mi guardava con una meravigliosa dolcezza negli occhi. Io vidi Cristo in lui, vidi Cristo in lui crocifisso, vidi Cristo che mi guardava con gli occhi pieni di una dolcezza meravigliosa. "Febo" dissi a voce bassa, curvandomi su di lui, accarezzandogli la fronte. Febo mi baciò la mano, e non emise un gemito. Il medico mi si avvicinò, mi toccò il braccio: "Non potrei interrompere l'esperienza", disse, "è proibito. Ma per voi... Gli farò una puntura. Non soffrirà". (...) Anche gli altri cani, distesi sul dorso nelle loro culle, mi guardavano fisso, tutti avevano negli occhi una dolcezza meravigliosa, e non il più lieve gemito usciva delle loro bocche. A un tratto un grido di spavento mi ruppe il petto: "Perché questo silenzio?", gridai, "che è questo silenzio?". Era un silenzio orribile. Un silenzio immenso, gelido, morto, un silenzio di neve. Il medico mi si avvicinò con una siringa in mano: "Prima di operarli", disse, "gli tagliamo le corde vocali".“

Rocco Scotellaro 58
scrittore, poeta e politico italiano 1923 – 1953
„Nero e lucente | serpente che narri | le tue solitudini al sole | e i ricordi del tuo lungo letargo | tra un rombo ventilante di mosche, | anch'io i miei poveri giorni di calde speranze | ricordo i luoghi del mio ozio | ove mi sentivo grande e solo al mondo | e solo per un passo molesto | m'imbucavo sottoterra, | cadendo dall'orlo della luce.“


Tony Soper 14
ornitologo, naturalista e conduttore televisivo inglese 1929
„Anche le coccinelle sono utili, perché si nutrono di alcuni insetti dannosi come gli afidi e i tripidi, perciò se scoprite una colonia invernale in letargo in qualche fessura, lasciatela in pace. Anche le libellule sono utili, divorando molte specie di insetti che noi consideriamo dannose. (p. 129)“

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Aristotele 211
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.
„Un'orsa incinta non è mai stata catturata da nessuno – o almeno, da pochi. [... ] Si dice anche che, poiché non vi è alcun apporto di cibo, il loro intestino un po' si restringa e che per questo motivo, una volta uscite dal letargo, mangino l'aro per distenderlo e dilatarlo. Ad andare in letargo, negli alberi, c'è anche il ghiro, che diventa grassissimo. (VIII, 17; 2015, p. 37)“

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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„[... ] dopo la scomparsa di Cardarelli, nume tutelare della libreria internazionale Rossetti, la frequentazione dei letterati e degli artisti in questa parte della strada si è diradata assai: il loro luogo di ritrovo è ora piuttosto nei caffè di Piazza del Popolo. Pietro Accolti, in un articolo sul «Tempo» di Roma (28 gennaio 1962) ha scritto per disteso su questo cambiamento d'abitudini occorso a danno di Via Veneto, e il libraio Rossetti potrà raccontarvi molti saporosi episodi relativi al poeta di Tarquinia, che negli ultimi tempi soleva sedersi imbacuccato nel suo cappotto in uno dei caffè della strada, e ancora dardeggiare di quando in quando dal suo letargo qualche sulfureo lampo di malignità. Come per esempio quella volta che una signora pseudo-intellettuale (una mezza calzetta turchina, insomma) voleva avviare con Cardarelli una conversazione su Goethe, e lui tagliò corto dicendole: «Lei vorrà dire Golden Gate» (il nome del caffè lì accanto).“

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Aristotele 211
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.
„Vanno in letargo anche molti pesci: la cosa è evidentissima, in inverno, per la corifena e il corvo di mare. In effetti, questi pesci sono i soli che non vengono pescati in alcun luogo se non in alcuni periodi dell'anno ben delimitati, mentre per il resto del tempo quasi tutti sono in letargo. (VIII, 15; 2015, p. 35)“


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Michael Douglas 23
attore e produttore cinematografico statunitense 1944
„Ero al liceo e con un amico vediamo passeggiare due persone con abiti che riconducono alla religione ebraica. L'amico senza intento provocatorio mi disse: "Michael, tutti gli ebrei imbrogliano negli affari". "Di cosa stai parlando?", gli dissi. "Michael, dai, si sa", rispose. Con poca conoscenza di ciò che vuole essere un ebreo, mi sono trovato a difendere appassionatamente il popolo ebraico. Ora, mezzo secolo dopo, devo difendere mio figlio. L'antisemitismo è come una malattia che va in letargo e divampa all'improvviso con un nuova causa politica scatenante.“

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Bruno Forte 68
arcivescovo cattolico e teologo italiano 1949
„Dove non si fa esperienza dell'interruzione, la coscienza resta assopita in una sorta di assente letargo, sazio di sé, vuoto di vita.“

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Domenico Cirillo 32
medico e botanico italiano 1739 – 1799
„Senza moto la vita non è che un letargo; se il moto è ineguale o troppo forte, risveglia. (p. 37)“

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Gianni Boncompagni 19
conduttore radiofonico, paroliere e autore televisivo it... 1932
„Patty Pravo: una cantante che, dopo un periodo di letargo, rinasce a nuova vita, grazie ad una canzone fortunata e azzeccata, «Pazza idea“

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