Frasi su libello


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Arthur Schopenhauer 253
filosofo e aforista tedesco 1788 – 1860
„L'arte di non leggere è molto importante. Essa consiste nel non prendere in mano quello che di volta in volta il vasto pubblico sta leggendo, come per esempio libelli politici e letterari, romanzi, poesie e simili cose, che fanno chiasso appunto in quel dato momento e raggiungono perfino parecchie edizioni nel loro primo e ultimo anno di vita. Pretendere che un individuo ritenga tutto quanto ha letto è come esigere che porti ancora dentro di sé tutto quanto ha mangiato.“

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Thomas Mann 100
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955
„Tutto il realismo psicologico di questo ritratto di un re, infatti, che fece sembrare allora il saggio quasi un libello denigratorio (e qualche stupido lo ha veramente considerato tale), non riesce a eliminare o per lo meno nascondere la sua tendenza guerrafondaia e la continua allusione al «giorno e all'ora» del 1914. Sia pure. Voglio concedere al pezzo il posto cronologico e autobiografico che gli compete in questo volume.
Sembra però che l'istinto politico, una volta che sia stato violentemente risvegliato alla pura follia, come accadde a me per gli sconvolgimenti degli anni 1914-1918, riacquisti subito un equilibrio con la personale intelligenza. Ad ogni modo io ho intuito con tormentosa chiarezza il terribile pericolo con cui ciò che si denominava nazionalsocialismo minacciava la Germania, l'Europa e il mondo; questo subito, all'epoca in cui il mostro si sarebbe potuto annientare facilmente. Proprio allora io mi opposi ad esso, con consapevoli ammonizioni, quando, mascherato come culto del profondo, rivoluzione conservatrice e nobile oscurantismo spirituale, preparava il cammino alla catastrofe. (premessa alla ristampa del 1953, p. 4)“


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José Saramago 228
scrittore, critico letterario e poeta portoghese 1922 – 2010
„La Lettera assume, per così dire, la forma e il tono di un libello accusatorio, si pone come un regolamento di conti finale, è un bilancio tra il dovere e l'avere di due esistenze che si scontrano, di due reciproche ripugnanze, per cui non si può respingere l'ipotesi che vi si trovino esagerazioni e deformazioni dei fatti reali, soprattutto quando Kafka, nell'epilogo del testo, passa improvvisamente a usare la voce del padre per accusare se stesso... Ne Il processo, Kafka può disfarsi della figura paterna, oggettivamente considerata, ma non della sua legge. (da L'ombra del padre (2), p. 151)“

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Washington Irving 30
scrittore statunitense 1783 – 1859
„Perché cos'è la storia se non... un registro dei crimini e dei dolori che l'uomo ha inflitto agli altri uomini? É un colossale libello sulla natura umana.“

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Derek Walcott 11
poeta e scrittore santaluciano 1930
„Non sapeva come dare senso al tempo,
che è il compito dello storico. La finzione
dei fatti presi in biblioteca da libri, libelli, opuscoli

ammucchiati in una ziggurat, aveva il difetto
dell'imparzialità; schivare l'emozione
come una nave evita gli scogli, fatti allineati

sulla carta con penna e compasso che appiattivano
l'oceano in uno schema, ma la sola gioia
che il suo cuore sfinito trovava nei libri

erano gli eventi; e nessuno notava l'omerico ripetersi
dei dettagli, la loro profezia. Quella la differenza.
Lui vedeva la coincidenza, loro la superstizione. (libro Omeros)“

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Vittorio Imbriani 44
scrittore italiano 1840 – 1886
„Uomo scandalosissimo [... ] Scrive, come un cane, in francese ed in italiano, articolesse, libelli, romanzacci, indecenti sotto ogni aspetto, e storie, anche più indecenti. (citato in Alessandro Poerio, Vittorio Imbriani, Alessandro Poerio a Venezia: lettere e documenti del 1848 illustrati da Vittorio Imbriani, Morano, 1884 p. 430)“

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Pablo Neruda 80
poeta e attivista cileno 1904 – 1973
„Gli esteti della squisitezza, e ce n'è ancora, facciano pure un'indigestione: per alcuni, questi alimenti sono degli esplosivi e dei veleni. Buoni, probabilmente, per la salute popolare. Non so che farci: contro i nemici del mio popolo, la mia canzone è offensiva e dura come la pietra araucana. Può darsi che sia questa una funzione effimera. Ma io la eseguo. E ricorro alle armi più antiche della poesia, al canto e al libello usati dai classici e dai romantici e destinati alla distruzione del nemico. Adesso, attenti, che sto per sparare! (Spiegazione perentoria)“

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Anselmo d'Aosta 17
teologo, filosofo, monaco e arcivescovo 1033 – 1109
„Poiché non è quell'"insipiente", contro il quale ho parlato nel mio opuscolo, che mi riprende con queste parole, ma uno che, non insipiente e cattolico, difende l'insipiente, mi può essere sufficiente rispondere al cattolico. (dalla premessa Quid ad haec respondeat editor ipsius libelli, pag. 383)“


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Franz Kafka 130
scrittore e aforista boemo di lingua tedesca 1883 – 1924
„La Lettera assume, per così dire, la forma e il tono di un libello accusatorio, si pone come un regolamento di conti finale, è un bilancio tra il dovere e l'avere di due esistenze che si scontrano, di due reciproche ripugnanze, per cui non si può respingere l'ipotesi che vi si trovino esagerazioni e deformazioni dei fatti reali, soprattutto quando Kafka, nell'epilogo del testo, passa improvvisamente a usare la voce del padre per accusare se stesso... Ne Il processo, Kafka può disfarsi della figura paterna, oggettivamente considerata, ma non della sua legge. (José Saramago)“

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Thomas Mann 100
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955
„Proprio "lui" dimostrò cosa fosse in realtà il dispotismo: prima non se ne aveva avuto un concetto ben definito e, per completare il significato del termine, doveva arrivare un re in grado di lavorare come lui. Egli creò però anche una varietà di dispotismo: era il despota illuminato, in quanto i suoi sudditi potevano pensare e dire ciò che volevano, purché lui, da parte sua, potesse fare ciò che voleva, e questo era un accordo proficuo per entrambe le parti, come si fu costretti ad ammettere. Le religioni non avevano importanza, dato che le disprezzava. Nei suoi stati gli atei perseguitati trovarono non solo asilo, ma anche impieghi ufficiali. Non si curava delle satire, degli scritti denigratori e dei libelli indirizzati contro di lui; non temeva lo spirito perché, finché esso era innocuo, sapeva trovare un giusto equilibrio fra amore e disprezzo. Quando sentì parlare di un suddito tendenzialmente critico, chiese:
«Ha centomila uomini? Se no, cosa volete che me ne preoccupi!». (p. 21)“