Frasi su liberaldemocratico

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Romano Prodi 28
politico e economista italiano 1939
„Oggi più che mai mi sento di ripetere quello che tante volte ho detto negli anni passati: non ci sono più ragioni perché le tradizioni riformiste dei socialisti, dei popolari e dei cattolici-democratici, dei liberaldemocratici e dei laico-repubblicani, divise dalla storia e dai contrasti ideologici del '900, continuino ad essere divise anche in un secolo nuovo, cominciato con qualche anticipo con la caduta del muro di Berlino. Le divisioni del passato non hanno dunque più ragione di esistere, ma è nel futuro che dobbiamo cercare le ragioni di una unità nuova e feconda.“

Massimo Fini 76
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„L'idea che la democrazia rappresenti il fine e la fine della Storia non è solo infantile e ingenua. È paranoica. La "fine della Storia" sarebbe la storia della fine, la morte dell'uomo, un Eden cimiteriale. Con buona pace dei liberaldemocratici anche la democrazia andrà, prima o poi, nella pattumiera della Storia che finirà solo quando anche l'ultimo uomo sarà scomparso dalla faccia della Terra.“


Massimo L. Salvadori 9
storico e politico italiano 1936
„Nella società odierna [... ] troppi poteri di primaria importanza per la vita dei cittadini sono stati sottratti alle istituzioni figlie del voto popolare, troppi poteri formalmente attribuiti a siffatte istituzioni sono sostanzialmente depotenziati e al limite annullati da altri poteri. (cap. XI, Il secondo sistema liberaldemocratico, pag. 63)“

Massimo L. Salvadori 9
storico e politico italiano 1936
„... nel secondo sistema liberaldemocratico, che pure viene presentato come il pieno compimento della democrazia liberale, i presupposti della democrazia liberale hanno in realtà subìto e continuano a subire un'alterazione sempre maggiore, al punto da risultare oggi, più ancora che profondamente erosi, per aspetti sostanziali rovesciati [... ] il processo di globalizzazione ha ridotto drasticamente la capacità degli Stati di mantenere sotto il proprio controllo l'organizzazione, la dislocazione e la distribuzione delle forze produttive; ha concentrato contemporaneamente enormi poteri nelle mani di ristrette oligarchie industriali e finanziarie internazionali, le quali hanno preso ad agire senza sottostare al potere sovrano di alcun parlamento e corpo elettorale e senza disporre di alcuna legittimazione democratica, e a dotarsi di possenti mezzi di informazione al fine di orientare l'opinione pubblica a favore dei loro interessi (cap. XI, Il secondo sistema liberaldemocratico, pag. 56)“

Massimo L. Salvadori 9
storico e politico italiano 1936
„Vi è oggi da domandarsi se nei sistemi che continuiamo a chiamare democratici non siano intervenuti mutamenti tali da richiedere l'elaborazione di nuove categorie atte a definirli. A tal fine occorre fare riferimento a tre tipi di sistemi [... ] Il primo è il sistema liberale in senso proprio, che [... ] è stato contraddistinto da un suffragio fortemente ristretto e dal fatto che le istituzioni parlamentari poggiavano su partiti di notabili i quali si attivavano soprattutto in occasione delle tornate elettorali. Il secondo è il sistema liberaldemocratico basato su un suffragio notevolmente allargato o universale, sulla competizione tra partiti [... ] a carattere di massa, divenuti i principali artefici tanto della formazione e dell'orientamento dell'opinione pubblica quanto dell'azione politica e dei processi parlamentari. Il terzo è il sistema liberaldemocratico di ultima evoluzione [... ] nel quale i partiti restano sì i principali soggetti della competizione elettorale [... ] ma la loro struttura risulta profondamente mutata, insieme con le tecniche attinenti all'organizzazione del rapporto con le rispettive basi di massa e alla formazione dell'opinione politica. (cap. IV, Le applicazioni del principio rappresentativo, pag. 20-21)“

Massimo L. Salvadori 9
storico e politico italiano 1936
„Se così stanno in sostanza le cose, ecco l'interrogativo che si pone con forza: qual è nelle attuali circostanze la condizione del «cittadino democratico»? [... ] Il cittadino politicamente attivo ha ceduto [... ] alla figura del consumatore, il cui voto, la cui scelta tra gli schieramenti e il cui atteggiamento di fronte ai loro programmi si esprime nel dire «mi piace» o «non mi piace», «compro» o «non compro» sulla base, oltretutto, di una diffusa incapacità di comprendere quali siano gli ingredienti e gli effetti dei prodotti che gli vengono offerti (cap. XI, Il secondo sistema liberaldemocratico, pag. 63-65)“

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Lamberto Dini 8
dirigente d'azienda, economista e politico italiano 1931
„Berlusconi parla di una crisi di governo in tempi rapidi? Sappiamo che ha come obiettivo la caduta del governo e quindi può prendere ogni iniziativa di singoli parlamentari, di senatori che lui può pensare che faranno cadere il governo. Io, creando un movimento di liberaldemocratici, ho detto che colloco questo movimento naturalmente nel centrosinistra e non faremo mancare il nostro sostegno se le politiche del Pd, nel quale non entriamo, e quelle del governo sono grosso modo in linea con i punti programmatici che abbiamo annunciato. (citato da Ansa, 19 settembre 2007)“

Massimo L. Salvadori 9
storico e politico italiano 1936
„[Oggi] sono entrati in uno stato agonico i grandi partiti organizzati, con i loro distinti bacini sociali, portatori di determinati interessi e di specifiche ideologie; [... ] è venuta meno l'«economia nazionale», soppiantata da un sistema di economia globale dominata da ristrette oligarchie di finanzieri, investitori e industriali le cui decisioni non solo si sottraggono largamente al potere sovrano degli Stati, ma spesso letteralmente vengono imposte agli Stati; [... ] la formazione dell'opinione pubblica [... ] è sempre meno espressione dell'influenza dei partiti politici, degli intellettuali e di quella che veniva chiamata la libera stampa. Nell'era della rivoluzione informatica essa è per contro sempre più largamente un prodotto pianificato e confezionato con le tecniche della pubblicità commerciale e controllato dai tycoons dell'informazione di massa (cap. XI, Il secondo sistema liberaldemocratico, pag. 60-61)“


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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Studente negli anni Venti, ho sognato, come tanti, quasi tutti i miei coetanei, di contribuire a fare del fascismo una cosa seria, e automaticamente ce ne trovammo emarginati. Ci schierammo con le poche forze liberaldemocratiche della Resistenza, e ce ne ritraemmo vedendola trasformata in uno strumento di partito e ridotta a grancassa della sua propaganda col consenso – o la sottomissione – della maggioranza degl'italiani. La speranza di contribuire a qualcosa di buono si riaccese subito dopo la Liberazione sotto la guida di pochi vecchi uomini del prefascismo, presto anch'essi emarginati dalla nuove leve di mestieranti della politica, abilissimi nei giochi di potere, ma soltanto in quelli. E da allora iniziò la degenerazione mafiosa della democrazia sotto gli occhi indifferenti, o ipocritamente indignati, di una pubblica opinione alle mafie assuefatta da secoli.“

Massimo L. Salvadori 9
storico e politico italiano 1936
„... nulla può tanto danneggiare la democrazia e contribuire al suo esaurimento quanto accettarla come discorso retorico, non guardare alla sostanza che sta dietro alla sua forma, compiacersi del dato [... ] che mai come ora vi sono nel mondo tanti Stati che portano e si danno il nome di democratici. Se dunque i regimi che continuiamo a chiamare democratici in effetti non lo sono, quale definizione conviene loro più propriamente? [... ] Chi può oggi credere che abbia ancora un senso parlare di «sovranità popolare» quando il ruolo del cittadino è ridotto ovunque a quello di un consumatore della politica che ha quale unica possibilità di cambiare fornitore? [... ] Stando ai processi che effettivamente presiedono alla loro formazione, sembrerebbe più proprio definire i governi dei sistemi oggi chiamati «liberaldemocratici» più propriamente «governi a legittimazione popolare passiva». (cap. XIV, I «governi a legittimazione popolare passiva», pag. 84-86)“

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