Frasi su limitazione

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Carl Schmitt 20
giurista tedesco 1888 – 1985
„La guerra dell'inimicizia assoluta non conosce alcuna limitazione. Trova il suo senso e la sua legittimità proprio nella volontà di arrivare alle estreme conseguenze. La sola questione è dunque questa: esiste un nemico assoluto, e chi è in concreto?“

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Stalin 27
uomo politico sovietico 1878 – 1953
„Per eliminare i kulaki come classe non è sufficiente la politica di limitazione e di eliminazione di singoli gruppi di kulaki [... ] è necessario spezzare con una lotta aperta la resistenza di questa classe e privarla delle fonti economiche della sua esistenza e del suo sviluppo.“


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Maurizio Ferraris 19
filosofo e accademico italiano 1956
„Ontologia significa semplicemente: il mondo ha le sue leggi, e le fa rispettare. L'errore dei postmoderni poggiava su una semplice confusione tra ontologia ed epistemologia, tra quello che c'è e quello che sappiamo a proposito di quello che c'è. È chiaro che per sapere che l'acqua è H2O ho bisogno di linguaggio, di schemi e di categorie. Ma l'acqua bagna e il fuoco scotta sia che io lo sappia sia che io non lo sappia, indipendentemente da linguaggi e da categorie. A un certo punto c'è qualcosa che ci resiste. È quello che chiamo "inemendabilità", il carattere saliente del reale. Che può essere certo una limitazione ma che, al tempo stesso, ci fornisce proprio quel punto d'appoggio che permette di distinguere il sogno dalla realtà e la scienza dalla magia.“

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Paul Ricœur 4
filosofo francese 1913 – 2005
„Più che per la scuola della reminiscenza, questo fatto è indubbiamente vero per la scuola del sospetto. La dominano tre maestri che in apparenza si escludono a vicenda, Marx, Nietzsche e Freud. [... ] Sotto la formula negativa, "la verità come menzogna", si potrebbero porre questi tre esercizi del sospetto. Ma il senso positivo di queste imprese siamo ancora lontani dall'averlo assimilato, siamo ancora troppo attenti alle loro differenze e alle limitazioni che i pregiudizi del loro tempo fanno subire ai loro epigoni ancor più che alle imprese stesse. Si relega ancora Marx nell'economicismo e nell'assurda teoria della coscienza-riflesso; si riporta Nietzsche a un biologismo e a un prospettivismo incapace di enunciare se stesso senza contraddirsi; e Freud è accantonato nella psichiatria e gli si affibbia un pansessualismo semplicistico. Se risaliamo alla loro intenzione comune, troviamo in essa la decisione di considerare innanzitutto la coscienza nel suo insieme come coscienza "falsa". Con ciò essi riprendono, ognuno in un diverso registro, il problema del dubbio cartesiano, ma lo portano nel cuore stesso della fortezza cartesiana. Il filosofo educato alla scuola di Cartesio sa che le cose sono dubbie, che non sono come appaiono; ma non dubita che la coscienza non sia così come appare a se stessa; in essa, senso e coscienza del senso coincidono; di questo, dopo Marx, Nietzsche e Freud, noi dubitiamo. Dopo il dubbio sulla cosa, è la volta per noi del dubbio sulla coscienza. Ma questi tre maestri del sospetto non sono altrettanti maestri di scetticismo; indubbiamente sono tre grandi "distruttori"; e tuttavia anche questo fatto non deve ingannarci; la distruzione, afferma Heidegger in Essere e tempo, è un momento di ogni nuova fondazione, compresa la distruzione della religione, nella misura in cui essa è, secondo Nietzsche, un "platonismo per il popolo". È oltre la "distruzione" che si pone il problema di sapere ciò che ancora significano pensiero, ragione e persino fede. Ora tutti e tre liberano l'orizzonte per una parola più autentica, per un nuovo regno della Verità, non solo per il tramite di una critica "distruggitrice", ma mediante l'invenzione di un'arte di interpretare. Cartesio trionfa del dubbio sulla cosa con l'evidenza della coscienza; del dubbio sulla coscienza essi trionfano per mezzo di una esegesi del senso. A partire da loro, la comprensione è una ermeneutica; cercare il senso non consiste più d'ora in poi nel compitare la coscienza del senso, ma nella decifrazione delle espressioni. (da Della interpretazione. Saggio su Freud, pp. 43-44)“

Carlo Martelli 9
accademico e politico italiano 1966
„Per quanto riguarda le persone dello stesso sesso che volessero contrarre questo tipo di vincolo, due o più, si sarebbe dovuto prevedere la stessa cosa prevista per formazioni sociali in cui i sessi erano variamente mischiati, quindi la possibilità di adottare. Voi, anche nel disegno di legge originale, avete previsto che le persone dello stesso sesso abbiano più limitazioni: il loro livello di tutela sociale è più basso. Se uno pensa di fare un provvedimento avanzato, porta tutti al massimo livello di tutela possibile: dà il matrimonio a tutti. Avete fatto una riforma costituzionale che cambia 50 articoli: perché non fare 51 e cambiare anche l'articolo 29? Matrimonio per tutti. Invece no; quindi c'era già l'intenzione di tenere certe formazioni sociali più in basso. Questa è l'ipocrisia di fondo che ha portato a tutto questo.“

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Susan Sarandon 7
attrice e produttrice cinematografica statunitense 1946
„Chiunque può giocare: non ci sono limitazioni né di età, né di genere, né di forma fisica. La ragazzina minuta può sconfiggere il tipo tutto muscoli: mi piace, come filosofia. Il ping pong aiuta persino a combattere l'Alzheimer.“

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Antonio Segni 19
4º Presidente della Repubblica Italiana 1891 – 1972
„Signor Presidente, onorevoli colleghi, la gravita dei problemi, che incombono sul nostro paese, e le difficoltà obiettive, che si incontrano nella loro soluzione e che non sono rimaste inavvertite dal Governo, che si presenta al giudizio del Parlamento, mi porterebbero ad una troppo lunga e ambiziosa esposizione, se avessi la presunzione di volerli risolvere tutti, e non fossi conscio della limitazione dei mezzi a disposizione, e solo incoraggiato nel mio compito dalla fiducia che nella valutazione del nostro sforzo si vorrà tenere conto anche della buona fede con la quale viene compiuto.“

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Archimede 11
matematico, ingegnere, fisico e inventore greco antico -287 – -212 a.C.
„Trascendere le limitazioni umane e padroneggiare l'universo.“


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Gianfranco Fini 58
politico italiano 1952
„il giudizio della destra deve essere negativo in ragione della limitazione della libertà. [... ] Non possiamo negarci la storia, e il fascismo fu una dittatura che negò alcune libertà fondamentali.“

Timothy Sprigge 5
filosofo britannico 1932 – 2007
„Le limitazioni che cerchiamo di imporre sono tali da poter essere ostacolate solo da quella mancanza di empatia verso gli animali non-umani che implica un'irrazionale cecità nei confronti della identità di base della sofferenza, qualsiasi specie colpisca; un'irrazionalità incompatibile con una chiara riflessione sull'argomento. <!--(p. 92)“

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Tom Regan 52
filosofo statunitense 1938
„Che gli interessi degli animali nei circhi siano sistematicamente violati è implicito nell'esistenza stessa di questa attività. Gli animali selvatici non appartengono al circo, ma ad ambienti in cui sono liberi di esprimere la loro natura, sia individuale che (come ad esempio nel caso degli elefanti) come membri di un gruppo sociale variabile, cosa che nessun circo può assicurare. Limitazioni di spazio, perdita della struttura sociale e comportamenti anomali sono le dimensioni della violazione degli animali nei circhi. (pp. 190-191)“

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Ugo La Malfa 8
politico italiano 1903 – 1979
„È deplorevole innanzi tutto la fioritura di correntismo politico e partitico all'interno del corpo giudiziario. Non si intende con ciò prospettare una limitazione dei diritti politici dei giudici, né forzare questi a una mitica apoliticità: si tratta solo di chiarimenti al loro primo dovere, che è quello di aver sempre presente la costituzione della repubblica e le sue disposizioni precettive e di principio. (p. 158)“


Mark Dyczkowski 12
indologo inglese 1951
„Intrinseca a Śiva è la Sua potenza infinita. Essenzialmente una con Lui, la Sua potenza rappresenta la libertà della Sua natura assoluta dalle limitazioni del finito, e la libertà di assumere la forma del finito pur dimorando nell'infinito. (p. 151)“

Mark Dyczkowski 12
indologo inglese 1951
„Spanda è quindi la potente onda di energia emessa attraverso l'atto di autoconsapevolezza che porta la coscienza dal livello inferiore di contrazione allo stato supremo di espansione, liberando i dormienti dai tormenti della limitazione e risvegliandoli alla pienezza della coscienza universale. (p. 107)“

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Bertrand Russell 155
filosofo, logico e matematico gallese 1872 – 1970
„La sua prospettiva era limitata dalla povertà della sua natura emotiva, ma con tutte le sue limitazioni egli ebbe tuttavia il merito di essere industre, disinteressato e razionale. (Gli utilitaristi, p. 1031)“

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Daisetsu Teitarō Suzuki 29
storico delle religioni giapponese 1870 – 1966
„Al principio, che non è veramente un principio e che non ha alcun significato spirituale fuor dalla nostra esistenza finita, la volontà vuole conoscere se stessa; allora si desta la coscienza riflessa e col destarsi di essa la volontà si divide. La volontà unica, intera e completa in se stessa, ora è divenuta attore e, ad un tempo, osservatore. Il conflitto è inevitabile perché l'attore vuole esser libero dalle limitazioni a cui è stato costretto ad assoggettarsi nel suo desiderio di una coscienza riflessa. Per un lato, gli è stato dato il potere di vedere, ma nel contempo vi è qualcosa che egli, in quanto osservatore, non può scorgere. Alla conoscenza si unisce fatalmente l'ignoranza, l'una accompagna l'altra come l'ombra accompagna l'oggetto; non vi è separazione possibile fra i due compagni. Ma il volere come attore tende a tornare nella sede originaria dove il dualismo ancora non esisteva e dove, di conseguenza, regnava la pace. [... ] Al verificarsi della divisione la coscienza è, in un primo momento, così rapita dalla novità dello stato e dalla sua apparente capacità di risolvere i problemi della vita da dimenticare la sua missione, che è l'illuminare la volontà. Invece di gettare luce all'interno – cioè sulla volontà da cui trae il principio della sua esistenza – la coscienza si concentra sul mondo esteriore degli oggetti e delle idee. Quando cerca di guardare in se stessa, trova il mondo di una unità assoluta, nel quale l'oggetto che essa desidera conoscere è lo stesso soggetto. [... ] Si tratta di un volere in cui vi è più della mera volontà, in cui vi è anche l'atto di pensare e di vedere. Grazie a questo atto, la volontà scorge se stessa diventando libera e signora di sé. Questo è un sapere in senso eminente, ed è in ciò che consiste la redenzione buddhista. (pp. 125-126)“

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