Frasi su lino

Ho molti amici pittori, scultori, grafici. Ognuno di loro mi regala qualcosa, mi fa entrare nell'intimità degli studi odorosi d'olio di lino e di acquaragia, mi fa partecipe di quella strana magia alchemica. Ho pochi amici cantanti e musicisti, e non so perché. Forse per la loro poca passione per i fatti della vita, quando sembrano preoccupati solo del successo, dell'ultimo album, e quando non sono al centro dell'attenzione dormono moltissimo, come le ballerine. Cosa che mi distingue da loro decisamente.

Augusto Daolio 10
cantante e attivista italiano 1947 – 1992

È molto meglio il cammino su un sentiero di lino, che una qualunque passeggiata in mezzo alla carreggiata

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Gigi D'Agostino 98
disc jockey e produttore discografico italiano 1967

Lino Patruno, sei d'accordo con l'utilizzo frequente di questi forestierismi anglofoni? (Da Prima che sia troppo tardi- SMtv San Marino del 7 marzo 1996)

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Roberto Mattioli 97
conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano 1963

Eravamo un gruppo felice: eravamo Io, Fidel, Cumpaio Segundo, Sotomayor, Lino Padruba e la sua Jazz Band, Tarek Aziz, Arthur Ashe, Pavel Tonkov, I king Krimson, Edy Orioli, Frida Medici, Roger Milla e Mario Lavezzi...

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Fiorello 40
showman, imitatore e conduttore radiofonico italiano 1960

Noi pure l'abbiamo la nostra bandiera | Non più come un giorno sì gialla sì nera; | Sul candido lino del nuovo stendardo | Ondeggia una verde ghirlanda d'allôr, | De' nostri tiranni nel sangue codardo | È tinta la zona del terzo color. (da Il Canto degli Insorti)

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Arnaldo Fusinato 5
poeta e patriota italiano 1817 – 1888

Fu dunque grazie a questa nomea che mi si aprirono le librerie dei più antichi monasteri, si schiusero scrigni, si svuotarono i ripiani e ne uscirono manoscritti, risvegliati e storditi dalla luce improvvisa dopo tanti secoli di sonno passati in quei bui sepolcri. Lì, preziosissimi volumi un tempo splendidi giacevano senz'anima, lasciati per terra a marcire nell'incuria o a imputridire, coperti dai nidi dei topi e straziati dai morsi dei vermi. In quei luoghi ritrovai libri dimenticati, che pure una volta indossavan porpora e lino, ricoperti di polvere e crini buttati per terra a far da casa ai tarli. Non potevo resistere e, nei ritagli di tempo mi perdevo tra quelle povere carte con un piacere ancora più grande di un raffinato speziale che si aggiri tra gli aromi della sua farmacia: così ritrovavo la spinta e l'oggetto del mio amore. (cap. VIII, Come ci capitò l'occasione di acquistare un gran numero di libri, pag. 109)

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Richard de Bury 11
religioso e scrittore inglese 1287 – 1345

Il vestito, per tutti [i Germani], è un corto mantello allacciato da una fibbia o, in mancanza, da una spina; il resto del corpo è nudo e passano intere giornate accanto al focolare acceso. I più ricchi si distinguono per una sottoveste, non ampia, come hanno Sarmati e Parti, ma attillata, e che mette in rilievo le forme. Indossano anche pelli di fiere: senza voler apparire eleganti quelli vicini ai fiumi, come segno di raffinatezza invece quelli dell'interno, dove il commercio non porta alcun lusso. Questi ultimi scelgono gli animali adatti, li scuoiano e poi ne screziano e pellicce con pezzi di pelle di altri animali, che l'Oceano più lontano o il mare sconosciuto danno alla luce. Analogo a quello degli uomini è l'abbigliamento delle donne, salvo che queste si coprono spesso con mantelli di lino ricamati di porpora e non allungano la parte superiore della tunica a formare delle maniche; hanno braccia e avambracci scoperti e rimane scoperta anche la parte superiore del petto.

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Publio Cornelio Tacito 80
storico, oratore e senatore romano 56 – 120

Mi piacerebbe, dunque, negare che parte delle candidature del Pdl facciano espressamente schifo, e che siano solamente plastilina nelle mani del capi-listone. Ma non ci riesco. Nessuno, per definizione, è indegno di entrare in Parlamento: ma quando vedi certi esclusi ti prudono le mani. Militari contro militari, imprenditori contro imprenditori, sindacalisti contro sindacalisti, handicappati contro handicappati, e portavoce, parenti, segretarie, scienziati contro scienziati: va bene tutto. Ma ditemi perché dev'esserci la moglie di Emilio Fede e non Daniele Capezzone, cui Berlusconi di ripiego ha offerto di fare il suo portavoce. Ditemi perché dev'esserci la chirurga di Berlusconi e la fisioterapista di Berlusconi quando di converso hanno spazzato e non sostituito praticamente tutti i liberali (da Alfredo Biondi a Egidio Sterpa a Lino Jannuzzi) per infilare oltretutto anche il tassista Loreno Bittarelli, capopolo della cricca corporativa più illiberale d'Occidente. Non hanno candidato Paolo Cirino Pomicino, ma abbiamo la giornalista del Tg4 Gabriella Giammanco, e Gabriella Carlucci, Elisabetta Gardini, l'avvocatessa Nunzia Di Girolamo già indicata come «la nuova Mara Carfagna» come se ci fossimo già abituati alla vecchia. Chissà che hanno pensato Elio Vito e Antonio Martusciello nel vedersi esclusi a vantaggio della nota conduttrice Elisa Alloro: questo mentre Maurizio Gasparri aveva il fegato di spiegare che le sciampiste stanno tutte a sinistra, dove pure abbondano segretarie e portavoce che di politica capiscono poco ma di accondiscendenza già di più. In compenso nel Pd non c'è l'islamista moderato Khaled Foud Allam, e non c'è neppure Nando Dalla Chiesa: ma c'è Massimo Calearo, che sino a due settimane fa aveva la suoneria del cellulare (sul serio) con l'inno di Forza Italia. (da Che schifo E adesso come li voto?, Il Riformista, 12 marzo 2008)

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Filippo Facci 59
giornalista italiano 1967

Moira, ch'è signora della conocchia | che fila il lino. (fr. dub. 12

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Erinna 6
poetessa greca antica

Per me una condanna per diffamazione - per un giornalista - è la cosa più normale del mondo. Lo è sempre stata. I grandi vecchi del giornalismo hanno centinaia di condanne che son tutte medaglie, come si diceva un tempo. Ora questo imbarbarimento, questo sostituire la fedina alla carta d'identità, questa deformazione per cui i ragazzini considerano clamoroso che un giornalista sia condannato per diffamazione, tutto questo, insomma, è proprio una delle eredità culturali che Travaglio lascerebbe a questo mestiere se domani gli venisse un colpo. È la vera, sola grande diga che ha rotto: a cominciare da quando scrisse che le diffamazioni di Lino Jannuzzi meritavano il carcere. Travaglio ha diverse condanne, ma nessuna definitiva. Da qui la sua pretesa verginità. Peccato che se ne fotta di chiunque sia nelle sue stesse condizioni: per impiccare un politico o un collega gli basta un verbale, e i ragazzini applaudono.

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Filippo Facci 59
giornalista italiano 1967

Ti sveglierai felice sotto il lenzuolo di lino antico
Con un raggio di sole che gioca nell’incavo dei tuoi seni
E mi darai la bocca in fiore…
Tu sei donna.
Tu hai seni, lacrime e petali
… i tuoi seni
Sono brocche di latte con cui sazi
La fame universale.

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Vinícius de Moraes 4
poeta, cantante e compositore brasiliano 1913 – 1980

Ornella: Cos'è tutto questo chiasso, fracasso, sconquasso? Vuoi farmi prendere un collasso?
- Lino: Se lo prendo lo ammass... lo ammazz... Ma lei chi è?
- Ornella: Sono l'amministratrice del palasso.
- Lino: Asso, si fanno le rime baciate! (Film Al bar dello sport)

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Lino Banfi 32
attore italiano 1936

Che cosa vuole la società dai nevrotici e dagli scrittori? Pane, mortadella e lenzuola di lino? O la vita, con l'avventura che tortura la storia e rende nomadi nel deserto per la terra promessa?


Il verdone è chiamato così perché le sue parti inferiori sono verdastre, ed è grande quanto un'allodola. Depone quattro o cinque uova e fabbrica il suo nido estirpando fin dalle radici la pianta della consolida e facendo un letto con crini e lana. Fanno le stesse cose il merlo e la ghiandaia, che utilizzano gli stessi materiali per fabbricare il nido. Anche il cardellino costruisce con arte e perizia il nido. Intreccia, infatti, come una palla di lino nella quale predispone un ingresso stretto. (IX, 13; 2015, p. 66)

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Aristotele 211
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.

Eusseno comprese che s'impegnava in un nobile proposito, e gli chiese da che punto avrebbe cominciato; ed egli rispose: «Dove cominciano i medici: purificando il ventre, essi ad alcuni prevengono le malattie, e altri conducono a guarigione». Dopo tali parole si astenne dal cibarsi di carne, dicendo che era impura e appesantiva la mente; e si nutriva di frutta secca e di verdure, sostenendo che è puro tutto ciò che la terra produce direttamente. Affermava inoltre che il vino è sì una bevanda pura in quanto proviene agli uomini da una pianta coltivata, ma che si oppone all'equilibrio della mente poiché turba l'etere che è nell'anima. Dopo avere in tal modo purificato il ventre, scelse di non portare calzatura alcuna, e si vestì di un abito di lino rifiutando le vesti fatte con pelli d'animale; si lasciò crescere la chioma, e viveva nel tempio. (I, 8; p. 67)

Lucio Flavio Filostrato 4
scrittore greco antico 170

Per Natale, mi han regalato un bell'album colorato. Dice una scritta sul frontespizio:
«Volta il foglio, bel bambino, vedrai Lucia che fila il lino. |Ecco Lucia che fila il lino, volta il foglio, vedrai Martino. | Ecco Martino che monta a cavallo, volta il foglio, vedrai il gallo. | Ecco il gallo che canta la mattina, volta il foglio, vedrai la gallina. | Ecco la gallina che fa le ova, volta il foglio, vedrai il serpente boa. | Ecco il serpente boa che striscia per terra, volta il foglio, vedrai la guerra.» (p. 65- 67)

Salvator Gotta 9
scrittore italiano 1887 – 1980

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