Frasi su locuzione

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Nell'origin sua la poesia è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.
La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... (Giovanni Vincenzo Gravina)“

Isabella Vincentini 25
poetessa, saggista e critico letterario italiana 1954
„Sia come locuzione che in senso figurato, il naufragio apre il campo alla rottura e alla perdita, all'insuccesso e alla dispersione, alla distruzione e al fallimento. Fare un naufragio equivale ad affondare, a trovarsi vittima di un disastro avvenuto per aver urtato contro ghiacci e scogli o a causa di una secca nascosta, di una collisione, di una tempesta o di qualsiasi altro fattore estraneo alla volontà dell'uomo. (p. 36)“


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Joseph Roth 51
scrittore e giornalista austriaco 1894 – 1939
„Non era in grado di capire la stretta relazione fra patriottismo e rischio della vita. Non si rendeva conto che la morte, e non l'offerta di un diversivo, era l'immediata conseguenza della guerra. A stento sapeva - come del resto molti suoi pari - che la locuzione «Caduto sul campo dell'onore» significava anche l'irrimediabile fine del caduto.“

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Giovanni Vincenzo Gravina 6
letterato e giurista italiano 1664 – 1718
„Nell'origin sua la poesia è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.
La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... (da Della ragion poetica, in Prose, a cura di P. Emiliani-Giudici, Firenze, Barbera, 1857, pp. 88; 110-111; in Walter Binni e Riccardo Scrivano, Antologia della critica letteraria, Principato Editore, Milano, 19813, p. 95.)“

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Will Tuttle 56
1953
„La nostra cultura ci incoraggia a essere onnivori. «Mangiare di tutto» è diventata una locuzione appropriata per una cultura che consuma e distrugge gli ecosistemi globali. Paradossalmente, vale anche per ciascun individuo: poiché la produzione del cibo è industrializzata, mangiamo prodotti colorati, aromatizzati [... ] e carichi di sostanze chimiche, a conferma che mangeremmo praticamente qualsiasi cosa. [... ] Oltre ad arricchire l'industria sanitaria e farmaceutica, con questa mentalità creiamo una cultura «onnivora». (p. 44)“

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Giacomo Leopardi 181
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„Fu ardito caldo veemente urtantesi nelle cose, ardito nelle voci [... ] nelle locuzioni nelle costruzioni, nel trarre dal greco e latino le forme così dei sentimenti [... ] come delle parole, [... ]. (24; 1898, Vol. I, p. 111)“

Matteo Bortolotti 9
scrittore italiano 1980
„'I come IO MAMMETA E TU' – Locuzione formata da due pronomi personali e un sostantivo. Suocera, all'interno di una coppia viene chiamata così la madre dell'altro. Nella lingua italiana viene considerata una suocera, una donna petulante e rompiscatole. Nella storia del Disamore, la presenza della madre di uno dei due partner è considerata come un'arma a doppio taglio. Da un lato è un ottimo parafulmine per le tensioni di una coppia (es. "È tutta colpa di tua madre!", "Hai ragione, non invitiamola più!") dall'altro lato è una presenza assimilabile in quella che il Para-Disamore chiama Poltergeist, cioè una presenza oscura che si aggira per casa, sposta gli oggetti, accende la televisione, e si manifesta di solito con un forte odore di sugo per la pasta.“

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Herbert Spencer 8
filosofo britannico 1820 – 1903
„La sopravvivenza del più adatto. (da Principles of Biology, vol. I, cap. XII) [Locuzione utilizzata da Spencer come metafora della selezione naturale di Charles Darwin]“


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Giulio Giorello 23
filosofo e matematico italiano 1945
„Il nucleo dell'interventismo cattolico non è in linea di principio troppo diverso dal cosiddetto fondamentalismo islamico (anche se personalmente non amo questa locuzione). In entrambi i casi, la nostra risposta dev'essere una sola: non passeranno!“

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Alfredo Panzini 41
scrittore e critico letterario italiano 1863 – 1939
„Gran Bestia (La). Definizione di sapore biblico e di ricordo nietzschiano, anzi frase del Nietszche, data già da tempo dal d'Annunzio alla folla, per significare spregiativamente l'anima collettiva, dalle esplosioni incoscienti e brutali e dal facile dominio. Questa locuzione ebbe fortuna di effimera divulgazione. Cfr. la bestia trionfante di G. Bruno, la belua multorum capitum, il profanum vulgus di Orazio, la vil maggioranza del Carducci; e il Petrarca: Il vulgo a me nemico ed odioso (nel sonetto: O cameretta, che già fosti un porto). Eppure quanto devono tanti alla gran bestia! È la massa di combattimento politico.“

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Giacomo Leopardi 181
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„È osservabile che in Celso nel quale è singolarmente notata e lodata la semplicità e facilità dello stile, per le quali si sarà discostato meno degli altri dal latino volgare, sono frequentissime e moltissime frasi, costruzioni, usi di parole, locuzioni ec. ed anche parole assolutamente, o prette italiane o che si accostano alle italiane io dico di quelle che comunemente non s'hanno per derivate dal latino né per comuni alle due lingue ma proprie della nostra, e che trovandole non presso Celso ma presso qualche scrittore latino moderno, le stimeressimo poco meno che barbarismi, anche presentemente, cioè non ostante che in effetto si trovino appresso Celso eccetto se non ci ricordassimo espressamente o ci fosse citata l'autorità di lui. (32; 1898, Vol. I, pp. 125-126)“

„[... ] Occorre constatare che l'eredità negativa del vocabolo [Ateo], lungamente sedimentata e assorbita nel tempo, manifesta ancora qualche effetto: così che seguendo l'odierna tendenza all'uso di eufemismi prudenti si preferisce comunque usare nel linguaggio ordinario la locuzione sinonimo «non credente», quasi si desideri far apparire meno aspra l'antinomia.
Vezzo, com'è noto, diffuso ormai su larga scala, per cui non esistono più ciechi, minorati fisici o psichici, netturbibi e bidelli, ma soltanto «non vedenti», «portatori di handicap», «diversamente abili», «operatori ecologici» e «personale scolastico ausiliario». (p. 27-28)“

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