Frasi su logora

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Filippo Tommaso Marinetti 50
poeta, scrittore e romanziere italiano 1876 – 1944
„Così il matrimonio è il comune purgatorio di tutti i temperamenti rigogliosi e potenti. Purgatorio di peccati inesistenti, logorìo di gioventù, tutto in omaggio a un'assurda mentalità negatrice, deprimente, sopraffattrice che non ammette il trionfale sviluppo della gioia fisiologica e della libertà rischiosa e temeraria.“

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 67
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977
„Da qualche parte, dietro la baracca di Bill, una radio accesa dopo il lavoro aveva cominciato a cantare di fato e di follia, e lei era lì, con la sua bellezza distrutta, le mani strette e le vene in rilievo, da adulta, e le braccia bianche con la pelle d'oca, e le orecchie appena concave, e le ascelle non rasate, era lì (la mia Lolita!), irrimediabilmente logora a diciassette anni, con quel bambino che già sognava, dentro di lei, di diventare un pezzo grosso e di andare in pensione intorno al 2020 – e la guardai, la guardai, e seppi con chiarezza, come so di dover morire, che l'amavo più di qualunque cosa avessi mai visto o immaginato sulla terra, più di qualunque cosa avessi sperato in un altro mondo. Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l'eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo, con grida così forti; un'eco sull'orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche... ma grazie a Dio io non veneravo soltanto quell'eco. Ciò che solevo vezzeggiare fra i tralci intricati del mio cuore, mon grand péché radieux, si era ridotto alla propria essenza; il vizio sterile ed egoista, quello lo cancellai e lo maledissi. Potete anche schernirmi e minacciare di far sgombrare l'aula, ma finché non sarò imbavagliato e mezzo strangolato urlerò la mia povera verità. Insisto perché il mondo sappia quanto amavo la mia Lolita, quella Lolita, pallida e contaminata, gravida del figlio di un altro, ma sempre con gli occhi grigi, sempre con le sopracciglia fuligginose, sempre castano e mandorla, sempre Carmencita, sempre mia; Changeons de vie, ma Carmen, allons vivre quelque part où nous ne serons jamais séparés; Ohio? Le plaghe desolate del Massachussets? Non importa, anche se quei suoi occhi si fossero sbiaditi come quelli di un pesce miope, e i suoi capezzoli si fossero gonfiati e screpolati, e il suo adorabile, giovane delta vellutato e soave si fosse corrotto e lacerato... anche così sarei impazzito di tenerezza alla sola vista del tuo caro viso esangue, al solo suono della tua giovane voce rauca, Lolita mia. (1993)“


„Si rendeva anche conto che nessuna potenza era in grado di resistere al logorio del tempo: solo la gloria di chi ha vissuto con onore cresce con il trascorrere degli anni. (2010, p. 241)“

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Vincenzo De Luca 20
politico italiano 1949
„Il gruppo dirigente del partito è talmente logoro che, se anche dicesse qualcosa di chiaro, nessuno lo ascolterebbe. Mi batterò per una svolta radicale del gruppo dirigente e del programma. Non ci sono altre vie. L'alternativa è la morte politica, tra gli applausi.“

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Gabriel García Márquez 138
scrittore e giornalista colombiano 1927 – 2014
„Una ruota giratoria che avrebbe continuato a ronzare fino all'eternità, se non fosse stato per il logorio progressivo e irrimediabile dell'asse.“

Arcangelo Leone de Castris 4
scrittore e critico letterario italiano 1929 – 2010
„C′è un dato iniziale, nella produzione letteraria italiana tra i due secoli [... ] Ed è il dato dell'introversione, dello scavo analitico, dell'atmosfera rarefatta e segreta, dello spazio autobiografico fortemente ritagliato pur entro i limiti usuali della rappresentazione oggettiva, del tempo introspettivo che logora l'architettura continua della forma tradizionale, del dialogo interiore che attenua e scioglie la dimensione apparente del colloquio, dell'uso simbolico e ossessivamente soggettivo delle cose, rinominate e concentrate da un'organizzazione stilistica fortemente selettiva, antinaturalistica e inquietante, dialettica e sperimentale. ( da Arcangelo Leone de Castris, Il decadentismo italiano [1974], in Il decadentismo, a cura di Enrico Ghidetti, Editori Riuniti, Roma 1976, p. 268)“

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948
„Perché la legge non è la giurisprudenza, non è un tomo zeppo di paragrafi o un trattato filosofico, e neppure seriosi sproloqui sulla giustizia o logore frasi fatte su moralità ed etica. La legge vuol dire vie e strade maestre sicure. Vuol dire vicoli in cui poter passeggiare anche dopo il tramonto. Vuol dire locande e taverne da cui si può uscire per andare alla latrina lasciando la moglie al tavolo e la borsa sopra il tavolo. La legge è il sonno tranquillo delle persone certe che a svegliarle sarà il canto del gallo, e non il crepitio degli incendi! E, per coloro che infrangono la legge, il capestro, la scure, il palo e i ferri arroventati! Una punizione che scoraggi gli altri. Coloro che infrangono la legge vanno presi e puniti. Con tutti i mezzi e i metodi possibili (Fulko Artevelde, cap. 5)“

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Matilde Serao 15
scrittrice e giornalista italiana 1856 – 1927
„Credete che al napoletano basti la Madonna del Carmine? Io ho contati duecentocinquanta appellativi alla Vergine, e non sono tutti. Quattro o cinque tengono il primato. Quando una napoletana è ammalata o corre un grave pericolo, uno dei suoi, si vota a una di queste Madonne. Dopo scioglie il voto, portandone il vestito, un abito nuovo, benedetto in chiesa, che non si deve smettere, se non quando è logoro. Per l'Addolorata il vestito è nero, coi nastri bianchi; per la Madonna del Carmine, è color pulce coi nastri bianchi; per l'Immacolata Concezione, bianco coi nastri azzurri; per la Madonna della Saletta, bianco coi nastri rosa. Quando non hanno i danari per farsi il vestito, si fanno il grembiule; quando mancano di sciogliere il voto, aspettano delle sventure in casa. E il sacro si mescola al profano. Per aver marito, bisogna fare la novena a san Giovanni, nove sere, a mezzanotte, fuori un balcone, e pregare con certe antifone speciali. (p. 18)“


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Vittorio Zucconi 26
giornalista e scrittore italiano 1944
„Sergio Lepri, direttore dell'agenzia nazionale di notizie Ansa, ha combattuto per tutti i venticinque anni della sua direzione contro la gramigna della frase fatta che impera nel nostro linguaggio, conciliato dalla pigrizia mentale del giornalista che preferisce prendere dallo scaffale un'espressione già pronta e logora, anziché riflettere. Lepri ha compilato anche una serie di manuali e saggi, purtroppo mai diffusi su larga scala, di lettura insieme esilarante e tristissima nel quale ha raccolto tutti i più frequenti luoghi comuni da evitare, prendendo a esempio il settore nel quale la mala pianta è più rigogliosa, quasi una foresta tropicale: lo sport.“

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Peter Altenberg 23
scrittore, poeta e aforista austriaco 1859 – 1919
„Sii quello che sei, non essere mai quello che gli altri esigono proditoriamente da te! Poiché essi non esigono altro da te se non la impudica toilette delle loro vanità, soltanto per non sentirsi ridicoli davanti a te! Ti impongono di sottometterti a loro, come a Hugo Wolf è stato imposto di sottomettersi a Franz Lehàr! Non fatelo!, scendete nelle vostre tombe coi vostri logori vestiti. E ridete delle loro risate! (p. 341)“

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Giuseppe Garibaldi 107
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882
„Il dispotismo sorregge la logora sua esistenza colla discordia dei popoli. Uniamoci tutti in nome di Dio! Ed il mostro nutrito di sangue umano rovescierà nell'abisso per non più risorgere. (Ai Romani, Torino, 20 marzo 1862; p. 256)“

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Giuseppe Garibaldi 107
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882
„Ch'io me ne vado in America, dicono dunque i giornali della camorra governativa e pretina; e lo desiderano ne son certo, stimandomi assai più che non merito. Sì; più che non lo merito, perchè da per me nulla valgo, logoro del corpo come sono; ma se si volesse profittare dell'anima mia, che non sento logora affatto; se questo popolo infelice volesse scuotere il suo manto d'inerzia, le sudicie superstizioni che lo legano al negromantismo; allora sì che meriterei quel desiderio d'allontanamento. Io sono veramente un po' stanco di predicare al deserto; ma'che diavolo andrò a fare in America? Se non mi portano via per forza, io poserò le ossa su questa mia terra; che codardia e tradimento potranno strappare all'Italia giammai. (A Giuseppe Tironi, Caprera, 29 settembre 1868; p. 492)“


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Luciano Bianciardi 20
scrittore, saggista e giornalista italiano 1922 – 1971
„Vedi, forse tu non sai chi fosse Bruno Tasso. Era un mio amico, faceva lo stesso mio mestiere, il traduttore, e si ammazzò poco tempo dopo l’uscita de La vita agra. [... ] Qualcuno dice che si ammazzò perché era alcolizzato o perché non andava d’accordo con la moglie o perché Garzanti l’aveva licenziato, ma non basta questo a spiegare le cose. La ragione vera è che faceva quel mestiere e ne era ossessionato fino al punto di decidere di farla finita. Perché, vedi, non tutti se ne rendono conto, ma tradurre è un mestiere micidiale che ti costringe ore e ore attaccato alla macchina da scrivere a cercare parole che poi tu presti ad altri. E spesso sono parole prestate a persone e a libri inutili e questo a poco a poco logora e uccide.“

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Jack Kerouac 205
scrittore e poeta statunitense 1922 – 1969
„Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.“

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Charlie Chaplin 80
attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore... 1889 – 1977
„Sembrava uno di quegli alloggi che si possono trovare nel Bronx, con una sola stanza adibita a soggiorno-sala da pranzo, e con il pavimento coperto da vecchi tappeti logori. Il mobile più prezioso era il pianoforte nero sul quale egli prese quegli storici appunti preliminari sulla quarta dimensione. Mi sono chiesto spesso che fine abbia fatto. Può darsi che sia allo Smithsonian Institute o al Metropolitan Museum; ma può anche darsi che i nazisti se ne siano serviti per accendere il fuoco. (p. 384)“

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Konrad Lorenz 94
zoologo e etologo austriaco 1903 – 1989
„Ma, nelle condizioni in cui di solito li si tiene nei giardini zoologici, i più infelici sono, di gran lunga, quegli animali intelligenti e vivaci di cui ho parlato prima a proposito del logorio dei nostri nervi. Essi però non suscitano quasi mai la compassione dei visitatori dello zoo, e tanto meno queste creature intelligenti ed evolute fanno pietà quanto più, sotto l'influsso della severa prigionia, si riducono ad essere dei poveri idioti, delle miserevoli caricature di se stessi. Mai nel pubblico ho colto un segno di compassione di fronte alle piccole gabbie dei grossi pappagalli. [... ] E proprio i grossi pappagalli sono non solo intelligenti, ma anche incredibilmente vivaci, in senso sia fisico sia psichico, e assieme ai grossi corvi sono forse gli unici fra gli uccelli a conoscere quella forma di sofferenza che tormenta anche l'uomo in stato di cattività, la noia. [... ] La padrona compassionevole che non capisce niente crede che l'uccello le faccia un «inchino» quando ripete incessantemente quel gesto che è rimasto l'unico residuo stereotipato dei disperati movimenti coi quali all'inizio aveva cercato di uscire dalla gabbia, nei suoi ripetuti e vani tentativi di volar via. Se liberate dal suo carcere uno di questi infelici, ci vorranno settimane o anche mesi prima che si azzardi a volare davvero. (pp. 153-154)“

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