Frasi su luterano


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Alessandro Bergonzoni 52
comico e scrittore italiano 1958
„Morale Luterana o del Taglione (che in pratica dice: «Bussa e sarai bussato, suona o sarai suonato»).
Morale Pragmatica («invece di non fare fa'»).
Morale cardiaca Rom («il cuore è uno zingaro e va!») o Apoplettica («un colpo e via»).“

„Gli accenni di Schnabel a un 'cristianesimo razionale' devono essere inseriti nell'ampia discussione teologica che per tutto il secolo caratterizzò la cultura tedesca di derivazione luterana e che conoscerà nel razionalismo di Lessing la sua espressione più matura. (p. 11)“


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Pier Paolo Pasolini 144
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„... il fondo del mio insegnamento consisterà nel convincerti a non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in bruti e stupidi automi adoratori di feticci. (Gennariello in Il Mondo, 6 marzo – 5 giugno 1975, ora in Lettere luterane, pp. 15-63.)“

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Paul Johnson 6
saggista, giornalista e storico britannico 1928
„[Su Spinoza] Era di temperamento ascetico e malinconico. Snello di carnagione scura, con lunghi capelli ricciuti e occhi grandi, scuri e lucenti, non mangiava praticamente nulla, eccetto una zuppa di fiocchi d'avena con un po' di burro e farinata d'avena mischiata a uvetta. È incredibile, scrisse uno dei suoi primi biografi, il pastore luterano Colerus che alloggiava nella stessa casa, di quanto poco cibo o bevande sembra essersi accontentato. (da Storia degli ebrei)“

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Giorgio Bassani 95
scrittore e poeta italiano 1916 – 2000
„In Hitler il popolo tedesco ha trovato riassunti, al di sopra di ogni schema tradizionale di divisioni classistiche, alcuni dei motivi essenziali da sempre ritornanti a definire il proprio carattere, la fisionomia del proprio ethos: il gusto della violenza, il misticismo «romantico», la fanatica dedizione a un ordine meccanico, disumano. Hitler sapeva trascinare il grande industriale con l'esca dell'interesse e col ricorso al mito prediletto della supremazia tedesca nel mondo; affascinava il piccolo borghese col suo estetismo pompier, con la sua oratoria accesa e volgare, pronta sempre ad offrire, di ogni problema, la soluzione più semplicistica; piaceva all'intellettuale decadente, permeato di femmineo postnicianesimo (l'intelligencija tedesca già nel 1914 era in stato fallimentare come nessun'altra in Europa), per la sua ostentata energia virile, per il suo dichiarato disprezzo di ogni indugio morale o sentimentale, per quel suo rozzo materialismo demagogico che, nonostante tutto, pretendeva considerazione «spirituale». Conquistava infine anche l'operaio, facendo leva non soltanto sul suo sciovinismo non perfettamente esorcizzato, ma porgendogli, anche, delle sue rivendicazioni sociali, un'attuazione più concretamente immediata, meno utopica e intellettualistica di quanto non gliela prospettasse il programma della rivoluzione proletaria: e fosse pure nei limiti di una umiliante, paternalistica nota di concessioni padronali. [... ] il nazismo non è certo la realizzazione di un genio. Hitler è effettivamente uno dei tanti [... ].
Parlare di tirannide perciò non persuade. Esiste una tecnica della tirannide, esposta in classiche trattazioni. Ma il nazionalsocialismo al potere non ne tiene conto per nulla, e in questo sì che è rivoluzionario. Assolutista, il nazismo raggiunge la popolarità proprio in ragione del suo prepotere. [... ] Il nazionalsocialismo, al contrario, non concede nessuna rivincita, sia pure formale, alle avanguardie dello Spirito. Il suo cinismo, la sua crudeltà, la sua perfidia, trovano dall'inizio tutta una orgogliosa cultura preparata a giustificarli, a farseli propri. La tirannide non presenta più il viso odioso e meschino del regime di polizia, non adopera più di soppiatto, tra impaurita e feroce, i vecchi mezzucci della sobillazione e della calunnia, ma si accampa, fanatica e violenta, con la sicurezza, l'intransigenza esclusiva di una religione messianica. [... ]
Sentirsi puri, non contaminati. Il popolo tedesco ha sempre reagito alle proprie crisi con un disperato, irrazionale desiderio di purezza: e la rivolta luterana – a un livello umano e ideale ben diverso, d'accordo – rappresenta forse il primo, imponente documento storico di questo impulso innato. Sorto dopo Versaglia, il nazionalsocialismo non si è tanto imposto con la violenza alle masse, quanto piuttosto le ha trovate già pronte ad accoglierlo e ad acclamarlo. (La rivoluzione come gioco, p. 44)“

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Scipio Slataper 16
scrittore e militare italiano 1888 – 1915
„Per Faust azione in fondo, voleva dire ricerca. Il centro dell'uomo è la necessità di provare, cioè di accrescersi. Per Brand invece azione è volontà. In Faust, greco, la passione è armoniosa con il volere; in Brand, luterano scandinavo (non bisogna mai dimenticare questi suoi due attributi di ambiente sociale e religioso), il volere è l'opposto inconciliabile della passione. Lì la parole è: – Accogli! – qui è: – Rinunzia! – Acquistare tutto: rigettare tutto. Tanto Goethe che Ibsen predicano la pienezza, ma per Goethe questa pienezza è l'impossessarsi dell'universo; per Ibsen del proprio spirito. La legge morale è intesa in modo diverso. C'è di mezzo Kant, che non ha presa, neanche per il tramite di Schiller, su Goethe. Faust vince Mefistofele servendosi dell'armi di Mefistofele; Brand lo vince perché ne soggiace. (pp. 91-92)“

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Hélène Carrère d'Encausse 24
storica francese 1929
„Cattolici e luterani erano ridotti a un'esistenza semilegale; il giudaismo era sinonimo di esclusione sociale, e gli ebrei erano invitati a farsi battezzare se volevano diventare pienamente cittadini dell'impero. Solamente l'Islam, religione dei popoli conquistati del sud dell'impero, era pacificamente accettato. Gli abitanti di quelle regioni erano del resto sottoposti a un particolare regime: esentati dagli obblighi militari e autorizzati ad aprire scuole e a disporre di luoghi di culto (cap. 2, p. 43).“

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Sébastien Castellion 4
teologo francese 1515 – 1563
„[... ] poiché gli uomini vogliono che si uccida e si giudichi sulla base non del comportamento ma della dottrina e poiché non è ancora stato stabilito quale setta sia la migliore (né si potrà farlo prima della venuta del Giudice), nel frattempo ci si domanda come bisogna comportarsi nei confronti degli ostinati. A questo punto, se si è dell'opininione che debbano essere uccisi, i fautori di ogni setta verranno uccisi da parte di coloro che aderiscono a una setta diversa. Così avverrà che i calvinisti saranno uccisi in Francia e i papisti a Ginevra, i luterani dagli zwingliani e gli zwingliani dai luterani, gli anabattisti da tutti questi e, viceversa, tutti questi dagli anabattisti; e la mancanza di un limite a queste uccisioni farà sì che alla fine tutti quanti dovremo cadere a forza di colpirci vicendevolmente. Chi ritiene di costruire la Chiesa con questa furia assassina, in realtà trasforma Cristo in Satana. È col sangue, infatti, e non con l'amore che si costruisce la chiesa di Satana. (in Millennium, p. 493)“


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Walter Kasper 16
arcivescovo cattolico, teologo e cardinale tedesco 1933
„Il rischio di una riduzione della fede a sentimento interiore si è verificata nel mondo protestante laddove ha prevalso, ad esempio in Germania, un'interpretazione neokantiana ed esistenzialista della dottrina luterana.“

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Sébastien Castellion 4
teologo francese 1515 – 1563
„Si ritengono eretici i papisti, i valdesi, i luterani, gli zwingliani, gli anabattisti, e altre sette di questo genere. Io affermo invece che nessuna di queste deve essere di per sé chiamata empia, quand'anche tutte quante errassero. Tutte credono infatti nel medesimo Dio e nel medesimo Cristo signore e salvatore. (in Millennium, p. 494)“