Frasi su macchinario

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Platone 124
filosofo greco antico -427 – -347 a.C.
„'Socrate': In realtà sembra pure che questo nome abbia una qualche attinenza con la parola, e l'essere hermeneus ('interprete'), nunzio, ladro, ingannatore nei discorsi e trafficante è questa tutta una attività che riguarda la potenza della parola. Quello che dicevamo anche prima, l'eirein e l'uso del 'parlare'. L'altra parte poi, come anche Omero spesso dice, adopera emesato ('escogitò') che vuol dire 'macchinare', mechanesasthai. Servendosi dunque di queste due parti il legislatore ci presenta questo dio come ho mesamenos ('colui che escogitò') il parlare e la parola, il parlare infatti è eirein, e quasi ci ordina: "O uomini, colui che escogitò il parlare, è giusto che da voi venga chiamato Eiremes". Ora noi, abbellendo, come crediamo, il suo nome, lo chiamiamo Ermes. (14)“

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Eric Schlosser 11
giornalista e saggista statunitense 1959
„Diventare affiliati è una bizzarra combinazione tra avviare un'attività in proprio e andare a lavorare per qualcun altro. Il cuore del contratto di franchising è il desiderio delle due parti di fare soldi evitando il rischio. L'affiliante vuole espandere un'azienda esistente senza spendere i propri fondi. L'affiliato vuole avviare un'attività senza essere solo e rischiare tutto per un'idea nuova. Uno fornisce un marchio, una linea guida, consulenza, accesso a macchinari e forniture. L'altro ci mette il denaro e lavora. Ma nella relazione non mancano le tensioni strutturali. L'affiliante rinuncia a un po' di controllo non supervisionando ogni operazione; l'affiliato sacrifica un bel po' di indipendenza dovendo obbedire alle regole dell'azienda. Quando i profitti fioccano tutti sono felici, ma quando le cose vanno male l'accordo spesso degenera in una lotta di potere impari. Quasi sempre vince l'affiliante. (pp. 131-132)“


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Eric Schlosser 11
giornalista e saggista statunitense 1959
„Dai macchinari, mostra i tratti contraddittori che hanno guidato lo sviluppo economico dell'Ovest americano, una strana mistura di individualismo e di dipendenza dal suolo e dalle risorse pubbliche. In un ritratto appeso sopra il banco della reception presso l'impianto di Aberdeen, J. R. Simplot ha il sorriso saputo di un giocatore che ha fatto il colpo grosso. (p. 154)“

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Ashley Wood 1
fumettista e illustratore australiano 1971
„Mi piacerebbe lavorare a Guerre stellari perché, oltre ad essere un universo così dannatamente cool, è proprio un universo dannatamente sporco e sarebbe divertente disegnare tutta quella sudicia tecnologia e quei macchinari.“

„Eluana, poi, vive senza macchinari e non è ter­minale. Poiché la scienza non conosce il suo stato di coscienza, mi domando perché ucci­dere questa donna sia diventata la prova che l'Italia è un paese civile. Se vi sono dubbi sulla sua vita, non si risolvono ammazzandola.“

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Cassio Dione Cocceiano 4
storico e senatore romano di lingua greca 155 – 235
„Essendo quindi stati nominati altri consoli, Catilina non più occultamente, né contro il solo Cicerone, e i di lui seguaci, ma contro tutta la repubblica cominciò a macchinare delle insidie; imperrochè aveva egli raccolto degli uomini i più scellerati, ed i più amanti di novità, ed in seguito anche moltissimi degli alleati dei Romani, promettendo ai medesimi le nuove tavole, le divisioni dei campi, ed altre cose, che potessero sommamente allettarli.“

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Allen Ginsberg 7
poeta statunitense 1926 – 1997
„Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa, | hipsters dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste con la dinamo stellata nel macchinario della notte, | che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle città contemplando jazz.“

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George Lucas 15
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico stat... 1944
„Per L'Impero colpisce ancora abbiamo usato tutta l'elettronica possibile. Il cinema, la pellicola, è un'idea del diciannovesimo secolo. Invece, come potenzialità, siamo già nel ventunesimo. Faccio un esempio: con un film tradizionale c'è sempre da parte del regista la paura che ogni volta la pellicola non rispunti dall'altra parte del proiettore, che quelle macchinette antiquate se la mangino. E poi tutti gli intoppi e le energie sprecate con macchinari che sono stati pensati cento anni fa. Con The Empire abbiamo inaugurato il Duemila, eliminato per esempio tutta la parte meccanica e manuale del processo di ripresa, abbiamo ottenuto dei risultati studiando con il computer le reazioni dell'occhio umano al colore e al movimento. Per questo nel film sembra di essere dentro lo spazio, di nuotare nei colori.“


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Jonathan Safran Foer 139
scrittore statunitense 1977
„Quello che deve succedere adesso è un ritorno all'allevamento al pascolo. Non è un sogno a occhi aperti: il precedente storico esiste. Fino alla comparsa degli allevamenti industriali a metà del xx secolo, in America l'allevamento era strettamente connesso all'erba e dipendeva molto meno dai cereali, dalla chimica o dai macchinari. Gli animali allevati al pascolo fanno una vita migliore e sono più sostenibili dal punto di vista ambientale. Inoltre il sistema basato sull'erba è sempre più sensato per ragioni economiche. L'aumento del prezzo del granoturco farà cambiare il nostro modo di mangiare. Al bestiame sarà concesso di pascolare di più, di mangiare erba secondo natura. E se si costringe l'industria zootecnica ad affrontare il problema della concentrazione di letame anziché scaricarlo sulla collettività, anche questo renderà l'allevamento al pascolo più attraente dal punto di vista economico. Il futuro è questo: l'allevamento davvero sostenibile, condotto con metodi umani. (p. 226)“

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Giustino Fortunato 9
politico e storico italiano 1848 – 1932
„[Lettera a Pasquale Villari] L'unità d'Italia è stata e sarà – ne ho fede invitta – la nostra redenzione morale. Ma è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, il 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L'unità ci ha perduti. E c'è di peggio. Tutto il macchinario dello Stato presente, se è tollerabile dalle forze dell'Alta Italia, è intollerabile dalle esauste nostre forze. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all'opinione di tutti, che lo Stato italiano profonda i suoi beneficii finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali. Tutto ciò, forse, Vi parrà un'eresia. Ma aspettate ancora due o tre mesi: avrete allora un libro di Francesco Saverio Nitti, magnifico e terribile, a un tempo, che Vi toglierà ogni dubbio, facendovi toccar con mano la dura verità delle Cose. Quel libro sarà una benedizione... Esso combatterà uno de' maggiori, de'peggiori pregiudizii de' settentrionali, specialmente de' signori lombardi, quello, cioè, secondo cui i meridionali non pagano imposte e scialacquano sul bilancio dello Stato. Esso "proverà" il contrario. Il libro potrebbe esser dannoso, se potesse esercitare azione su' meridionali. Ma questo pericolo non c'è. L'unità non corre, non correrà mai rischio per opera dei meridionali. Potete giurare su ciò. E poi, i meridionali non leggono! (da Carteggio 1865-1911, Laterza, 1978, pp. 64-65)“

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Laurence Sterne 28
scrittore britannico 1713 – 1768
„In questa lunga digressione infatti nella quale mi sono lasciato trascinare accidentalmente, come in tutte le mie digressioni (a eccezione di una sola) c'è un colpo da maestro di abilità digressiva, il cui merito temo sia sempre sfuggito al lettore,--non per mancanza di acume da parte sua,—ma perché si tratta di una perfezione che di rado si cerca, o in verità ci si aspetta, in una digressione;---e precisamente di questa: Che sebbene nelle mie digressioni giochi sempre lealmente, come potete notare,—e mi allontani da quello di cui tratto, di tanto e tanto spesso quanto qualsiasi altro scrittore in Gran Bretagna, purtuttavia è sempre mia cura badare che le cose siano sistemate in modo, da non lasciare fermo in mia assenza il congegno principale. [... ]
Grazie a questo marchingegno il macchinario della mia opera costituisce una specie a parte; due movimenti contrari vi sono stati indotti, e conciliati, che si riteneva fossero inconciliabili fra loro. In una parola, la mia opera è digressiva, e progressiva,—a un tempo. [... ]
Le digressioni, inconfutabilmente, sono la luce del sole;——sono la vita, l'anima della lettura;---eliminatele da questo libro, per esempio,--tanto varrebbe che eliminaste con esse il libro stesso;—un freddo eterno inverno regnerebbe in ogni pagina; restituitele allo scrittore;----e si fa avanti baldanzoso come uno sposo;—augura Salute a tutti; riporta la varietà, e impedisce all'appetito di languire.
Tutta l'abilità consiste nel manipolarle e cucinarle a dovere, perché non siano solo a vantaggio del lettore, ma anche dell'autore, la cui difficile situazione, a questo proposito, è davvero da compatire: Se, infatti, incomincia una digressione,---da quel momento, a quanto posso notare, tutta la sua opera se ne sta ferma come un ciocco;—e se procede con l'opera principale,----è bell'e finita la digressione.
——È uno sporco lavoro.—Per il qual motivo, fin dall'inizio di questa, come vedete, ho costruito l'opera principale e le sue parti avventizie con tali intersezioni, e ho così intersecato e attorcigliato i movimenti digressivo e progressivo, una ruota dentro l'altra, che tutto l'ingranaggio ha continuato, in genere, a funzionare;---e per di più, continuerà a funzionare per i prossimi quarant'anni, se piacerà alla fonte della salute di concedermi tanto a lungo la benedizione della vita e del buonumore. (vol. I, cap. XXII; 1982, p. 69)“

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Adam Smith 12
filosofo ed economista scozzese 1723 – 1790
„[Si riporta l'esempio, divenuto celebre, della manifattura di spilli usato da Smith per illustrare gli effetti della divisione del lavoro. ] In queste grandi produzioni destinate a soddisfare i bisogni di un gran numero di persone, ogni ramo differente del lavoro richiede un gran numero di lavoratori, che rende impossibile radunare tutti nella stessa casa lavoro. Noi raramente possiamo vedere in una volta sola più di quelli impegnati in un singolo ramo. Sebbene in simili produzioni, di conseguenza, il lavoro può essere davvero diviso in un gran numero di parto, rispetto a quelle di natura più frivola, la divisione non è così ovvia, ed è stata perciò poco osservata.
Prendiamo dunque un esempio in una manifattura di poco conto dove la divisione del lavoro è stata molto spesso citata, quella, cioè, dello spillettaio; un operaio non educato in questa manifattura (che la divisione del lavoro ha reso uno speciale mestiere), non preparato all'uso del macchinario realizzato per questo (la cui invenzione probabilmente è stata resa possibile dalla stessa divisone), può a fatica, forse, con la sua laboriosità, produrre uno spillo al giorno, e di certo non può produrne 20. Dato il modo in cui viene svolto oggi questo compito, non solo tale lavoro nel suo complesso è divenuto mestiere particolare, diviso in un certo numero di specialità, la maggior parte delle quali sono anch'esse mestieri particolari. Un uomo trafila in metallo, un altro raddrizza il filo, il terzo lo taglia, un quarto gli fa la punta, un quinto lo schiaccia l'estremità dove deve inserirsi la capocchia; fare la capocchia richiede due o tre operazioni distinte; inserirle in attività distinta, pulire gli spilli è un'altra, e persino il metterli nella carta un'altra occupazione se stante, sicché l'importante attività di fabbricare uno spillo viene divisa, in tal modo in circa 18 distinte operazioni che, in alcune manifatture, sono tutte compiute da mani diverse, sebbene si diano casi in cui la stessa persona ne compie due o tre. Io ho visto una piccola manifattura di questo tipo dove erano impiegati solo 10 uomini, e dove alcuni di essi di conseguenza compivano due o tre distinte operazioni. Ma sebbene loro fossero assai poveri, e perciò non disponessero molto delle macchine necessarie, potevano, quando si impegnavano a vicenda, fare all'incirca dodici libbre di spilli in un giorno. Una libbra contiene più di mille spilli di grandezza media. Quelle 10 persone, quindi, riuscivano a fare più di 40.000 spilli al giorno. Ciascuno di loro 10 dunque, facendo una decima parte di 48000 spilli, può essere considerato come se ne fabbricasse 4800 in un giorno. Se invece avessero lavorato tutti separatamente e indipendentemente senza che alcuno di loro fosse stato previamente addestrato a questo compito particolare, non avrebbero certamente potuto fabbricare neanche 20 spilli al giorno per ciascuno, forse neanche un solo spillo al giorno; cioè certamente non la duecentoquarantesima parte, e forse neanche la quattromilaottocentesima parte di quel che sono intanto capaci di compiere in conseguenza di una appropriata divisione e combinazione delle loro differenti operazioni.
In tutte le altre arti e manifatture, gli effetti della divisione del lavoro sono analoghi a quelli che abbiamo riscontrato in quest'attività di modestissimo rilievo; sebbene, in molte di esse, il lavoro non possa essere suddiviso fino a questo punto, né ridotto a una tale semplicità di operazioni. La divisione del lavoro, comunque, nella misura in cui può essere introdotta, determina in ogni mestiere un aumento proporzionale delle capacità produttive del lavoro. (cap. 1)“

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