Frasi su magnolia

Vincenzo Consolo 25
scrittore e saggista italiano 1933 – 2012
„Rosalia. Rosa e lia. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha ròso, il mio cervello s'è mangiato. Rosa che non è rosa, rosa che è datura, gelsomino, bàlico e viola; rosa che è pomelia, magnolia, zàgara e cardenia. Poi il tramonto, al vespero, quando nel cielo appare la sfera d'opalina, e l'aere sfervora, cala misericordia di frescura e la brezza del mare valica il cancello del giardino, scorre fra colonnette e palme del chiostro in clausura, coglie, coinvolge, spande odorosi fiati, olezzi distillati, balsami grommosi. Rosa che punto m'ha, ahi!, con la sua spina velenosa in su nel cuore. Lia che m'ha liato la vita come il cedro o la lumia il dente, liana di tormento, catena di bagno sempiterno, libame oppioso, licore affatturato, letale pozione, lilio dell'inferno che credea divino, lima che sordamente mi corrose l'ossa, limaccia che m'invischiò nelle sue spire, lingua che m'attassò come angue che guizza dal pietrame, lioparda imperiosa, lippo dell'alma mia, liquame nero, pece dov'affogai, ahi!, per mia dannazione. Corona di delizia e di tormento, serpe che addenta la sua coda, serto senza inizio e senza fine, rosario d'estasi, replica viziosa, bujo precipizio, pozzo di sonnolenza, cieco vagolare, vacua notte senza lume, Rosalia, sangue mio, mia nimica, dove sei?“

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Piero Martinetti 32
filosofo italiano 1872 – 1943
„1920: Nella notte dall'8 a 9 giugno è morto annegato nel pozzo il povero Minolino la cui povera anima mi era tanto cara. Ma anch'egli viva nella memoria di Dio! Le sue spoglie sono sepolte sotto la magnolia dove andava sempre da vivo.“


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Piero Martinetti 32
filosofo italiano 1872 – 1943
„7 novembre 1926: È morto il povero vecchio gatto Pasqualino che da quasi vent'anni mi teneva compagnia. Negli ultimi mesi era diventato cieco. Non lo dimenticherò mai: dov'è ora la piccola e fedele anima sua? Essa non si è staccata che ora per la morte. Le sue spoglie giacciono sotto la magnolia piccola. Mio povero e caro amico!“

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Paolo Villaggio 26
attore e scrittore italiano 1932
„Entrò alla clinica "Le Magnolie" alle 7 del pomeriggio di un sabato. Versò subito un anticipo terrificante e lo misero in una cella. La clinica in realtà era una vecchia galera asburgica e i pazienti venivano chiusi nei loro loculi e per quanto battessero sui muri o urlassero non gli veniva portato per i 10 giorni della cura né da mangiare né da bere.“

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Piero Martinetti 32
filosofo italiano 1872 – 1943
„Oggi domenica 23 gennaio 1932 alle 14:30 è morta la povera micina bionda e nera alla quale mi ero tanto affezionato. Ricorderai sempre il suo musino innocente, i suoi occhi semplici e buoni che mi guardavano con meraviglia ingenua quando io la guardavo con tenerezza. Essi mi hanno lasciato un ricordo, un desiderio e un rimpianto di purezza e di bontà. Anch'essa vivrà in Dio! E non ho trovato al dolore cocente altro conforto che il pensiero che fra non molti anni giacerò anch'io in pace dove essa è ora, sotto l'erba verde. È sepolta a nord della magnolia. Addio cara, cara anima!“

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Luis Sepúlveda 74
scrittore, giornalista e sceneggiatore cileno 1949
„Al tramonto cadde il vento sabbioso del deserto e il vecchio Mediterraneo unì il suo odore salmastro all'aroma sottile delle magnolie. Era il momento migliore per uscire dalla casa museo di Kavafis, povera ma dignitosa, e fare una passeggiata per le viuzze di Alessandria prima di tornare in albergo.
L'aria era inebriante. Mi venne sete e ricordai che nel minibar della camera mi aspettava una bottiglia di spumante catalano comprata all'aeroporto di Madrid. Mi sembrò un buon motivo per affrettare il passo e così tirai dritto davanti agli invitanti tavolini all'aperto di svariati locali: non avevo voglia di bere il caffè dolce degli egiziani o l'odiosa birra analcolica, insulsa come i precetti religiosi che la imponevano.
(Dal racconto Caffè Miramare.)“

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Piero Martinetti 32
filosofo italiano 1872 – 1943
„26 maggio 1935: Questa notte verso le 3 è morta, dopo 15 giorni di malattia, la povera gattina grigia. Era il povero essere caro che mi seguiva per la vigna, che mi faceva compagnia, qui sulla poltrona, nello studio, per lunghe ore. Nei suoi occhi io riposavo i miei, nel suo essere caro io sentivo un conforto, come in nessun essere umano. Ed ora anche tu mi sei tolto e riposerai sotto la magnolia, non lungi dal luogo dove io verrò a riposare fra non molto. Che io ti ritrovi nel seno di Dio! Io non dimenticherò mai la tua figura e sentirò sempre che mi manchi. Che Dio benedica l'essere tuo che si è levato verso di me pieno d'affetto! Che tu sia sempre unita, nel ricordo e nella vita in Dio, con me, anima cara!“

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