Frasi su malavita


Renato Vallanzasca foto
Renato Vallanzasca 10
criminale italiano 1950
„Oggi, se facessi il bandito, vivrei tre giorni. Perché o troverei uno che mi ammazza direttamente o che mi fa ammazzare per cento euro. Ma ti rendi conto? Bruciano i barboni per noia. Mandano a battere le bambine o le schiave. Per il grano o per un tiro di quella merda che manda in pappa il cervello, sono disposti a tutto. La malavita non esiste più. Oggi esiste la mala-vita. Niente regole, niente onore, niente amicizia, niente rispetto. La violenza è dappertutto ed è insensata. E ti assicuro che ce ne vuole a dirtelo, perché io pure ho ucciso. Ma io saltavo i banconi e lo mettevo nel conto. Se andava male, sapevo che sarebbe toccata o a me, o alle guardie che mi inseguivano sparando. Oggi chi è lo scemo che rapina una banca? (citato in Vallanzasca: "Addio bel René, la vecchia mala ormai non c'è più", la Repubblica, 14 ottobre 2009)“

Corrado Guzzanti foto
Corrado Guzzanti 223
comico, attore e sceneggiatore italiano 1965
„Un conto è dire che negli introiti dello Stato rientra per gran parte denaro riciclato, proveniente dai guadagni illeciti della malavita e della criminalità organizzata. Un conto è dire che lo Stato, pur trovandosi ad amministrare anche queste ricchezze, debba sentirsene in qualche modo compartecipe.“


Roberto Bracco foto
Roberto Bracco 8
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1861 – 1943
„Voi siete riuscito a evitare i motivi più sfruttati e divenuti oramai convenzionali del pittoresco di Napoli; siete riuscito a evitare i motivi della solita malavita, che hanno avuto, senza dubbio, poeti mirabili, ma che ora è tempo di bandire per lo meno dal regno della canzone. (p. 33)“

„Giolitti amministrò il flusso delle rimesse migratore con un criterio tuttora sub judice: per Gaetano Salvemini, veemente accusatore del "ministro della malavita", ingrassò cinicamente il Nord a spese del Mezzogiorno, rendendo cronica e insolubile la "questione meridionale". (p. 21)“

Tomás Milián foto
Tomás Milián 34
attore cubano 1933
„Un omaggio al­la città che mi ha amato e mi ama di più, al punto che quan­do ne parlo mi commuovo. Tifo pure per la Roma perché 'er monnezza' doveva essere romanista. Secondo me qui la malavita ha ancora il ca­rattere del suo popolo. I bandi­ti romani sono alla buona, ve­raci, sanno di basilico. Può sembrare una battuta, ma cre­do proprio che sia così. Solo a Roma i malavitosi si riunisco­no ancora al ristorante. Sotto certi aspetti sono rimasti poeti­ci. Tutt'altra storia da quello che accade negli Stati Uniti, do­ve la malavita è un'immagine della società: arida, cattiva, di plastica. Penso che quella ro­mana sia anche diversa da quella siciliana, che è rimasta folkloristica. (citato in Tomas Milian ancora sbirro. Per fiction, Corriere della sera, 21 dicembre 2009)“

Franklin Delano Roosevelt foto
Franklin Delano Roosevelt 40
32º presidente degli Stati Uniti d'America 1882 – 1945
„Avevano cominciato a considerare il governo degli Usa come una mera appendice dei loro affari. Ora sappiamo che il governo esercitato dalla finanza organizzata è altrettanto pericoloso del governo della malavita organizzata. (al Madison Square Garden, 1936; citato in Marcello De Cecco, Roberta Carlini, Alla radice della crisi, il manifesto, 5 dicembre 2008)“

Matteo Salvini foto
Matteo Salvini 62
politico italiano 1973
„[Parlando della collusione tra Lega Nord e Mafia] Tanti difetti possiamo avere, ma non accetto e non ammetto che si accosti il nome della Lega alla malavita organizzata. Punto. [... ] La mafia al nord c'è, purtroppo, e purtroppo non l'abbiamo inventata noi, ma ce l'abbiamo in casa a Milano, a Como, a Monza, a Sondrio, a Genova, Vicenza. C'è, c'è arrivata. Controlla purtroppo appalti, inquina la vita pubblica. È evidente la Mafia, la Camorra e la 'Ndrangheta sono arrivati anche sotto casa mia ma non li ho voluti e la combatto con tutte le energie possibili e immaginabili. Accostare il nome, il buon nome, il lavoro della Lega a questa gentaglia è un insulto.“

Antonia Arslan foto
Antonia Arslan 10
scrittrice e saggista italiana 1938
„Nell'ampia fascia che gli avvolge il ventre, Nazim stiva i denari che riceve, senza contarli: appena una palpatina. I suoi polpastrelli sono sensibili come quelli di un pianista, e altrettanto esercitati. Poi nessuno lo imbroglierebbe, qui: i suoi compagni non discutono la sua scelta, e più d'uno prova una sorta di ruvida pietà per gli armeni, oggi divenuti più miserabili di loro: anche perché sono perseguitati dai Senzadio del nuovo governo. Capiscono, i mendicanti, che in un mondo senza Dio anche il loro mestiere diventa difficile, e la carità, rara. E poi, è tempo di guerra: non è meglio combattere i nemici esterni, piuttosto che crearsene di interni? La secolare saggezza di mendicanti e mercanti, in Oriente, si è sempre incontrata nell'ardua abilità del compromesso a metà strada.
Nelle Corti dei Miracoli della malavita, che fioriscono dovunque, e sono il rovescio del tessuto di ogni società organizzata, le cose hanno una loro logica, per quanto capovolta; e vi trovano spazio l'avidità, la crudeltà, l'astuzia, la fuga dalla fame: ma non il fanatismo. Perché eliminare gli armeni, che producono ricchezza e cospicue elemosine? (nell'Impero Ottomano, come in ogni società religiosa, l'elemosina garantisce la ricchezza, e la giustifica...).
«La pecora si tosa, non si ammazza» così brontolano fra loro i Fratelli mendicanti, che dal selvaggio assalto ai beni degli armeni non hanno ricevuto che briciole, mentre non ricevono più le usuali, ricche elemosine alle porte delle chiese e delle case, e durante le grandi festività cristiane.“


Guido Ceronetti foto
Guido Ceronetti 202
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927
„Ricevere un saluto da chi resta seduto, uomo o donna, è una delle offese di primo grado di cui pochi si accorgono, abituati come sono alle inciviltà del mondo. Ma salutare rimanendo seduti è saluto di malavita, di ambienti di sottosuolo: diventa normale se il confine si perde. È bello e giusto alzarsi anche per salutare un bambino, un poveraccio, un cane. <!--(p. 51)“

Vasco Rossi foto
Vasco Rossi 241
cantautore italiano 1952
„Chi sostiene il proibizionismo, sostiene (di fatto) gli interessi della mafia e della malavita.“

Luca Abete foto
Luca Abete 7
personaggio televisivo, conduttore radiofonico e fotogra... 1973
„[... ] nella nostra terra, quando succedono disastri ambientali, tutti sembrano avere degli alibi. In questa terra degli alibi, però, io credo sia colpa di tutti. E credo che dove c'è illegalità non c'è sviluppo economico, e dove non c'è sviluppo si diffonde la malavita organizzata, che stringe legami forti con il mondo politico e amministrativo, rendendo di fatto luoghi meravigliosi come i nostri, depressi e senza speranza.“

Frederick Forsyth foto
Frederick Forsyth 17
scrittore britannico 1938
„Il proibizionismo era stato un disastro. Era riuscito soltanto a far prosperare la malavita che, dopo l’abrogazione, si era dedicata a ogni altra possibile attività criminale. Con gli anni, il costo pagato dagli Stati Uniti era valutabile in migliaia di miliardi. (libro Il cobra)“


Fernando Muraca 3
regista, sceneggiatore 1967
„Se abbandoniamo totalmente le persone che soffrono le angherie della malavita rischiamo di farle soffocare con la loro stessa storia: occorre parlare della piaga, ma poi si deve anche esaminarla molto approfonditamente e poi, solo in un secondo momento, si può curare con efficacia.“

Christian Bale foto
Christian Bale 33
attore britannico 1974
„Bruce: Esatto: chi ha eletto Batman?
- Harvey: Tutti noi, che siamo rimasti a guardare mentre la malavita prendeva il controllo della città. (Film Il cavaliere oscuro)“

Leonardo Sciascia foto
Leonardo Sciascia 122
scrittore e saggista italiano 1921 – 1989
„Quante altre libertà questa loro libertà era costata, i siciliani non sapevano e non volevano sapere: avevano visto sul banco degli imputati, nei grandi processi delle assise, tutti i don e gli zii, i potenti capi elettori e i commendatori della Corona, medici ed avvocati che si intrigavano alla malavita o la proteggevano; magistrati deboli o corrotti erano stati destituiti; funzionari compiacenti allontanati. Per il contadino, per il piccolo proprietario, per il pastore, per lo zolfataro, la dittatura parlava questo linguaggio di libertà. ‘E questa è forse la ragione per cui in Sicilia’ pensava il capitano ‘ci sono tanti fascisti: non è che loro abbiano visto il fascismo solo come una pagliacciata e noi, dopo l’otto settembre, l’abbiamo sofferto come una tragedia, non è soltanto questo; è che nello stato in cui si trovavano una sola libertà gli bastava, e delle altre non sapevano che farsene. (libro Il giorno della civetta)“

Massimo Fini 76
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„L'Italia è diventata un bordello. Non perché il premier va a escort e qualcun altro a trans, ma perché sono state sovvertite tutte le regole. Un bordello squallido e triste, la cui cupezza si respira nell'aria. Raccontavo qualche giorno fa a una mia giovane amica la Milano dei '50, di quando ero ragazzino. Eravamo poveri, allegri e spavaldi. I tram erano stipati fino all'inverosimile con la gente sui predellini aperti e qualcuno attaccato al troller. Uscivamo dalla guerra, ci eravamo salvati dai bombardamenti angloamericani e dai rastrellamenti tedeschi, non ci poteva certo spaventare una caduta dal tram. Tutti, uomini e donne, fumavano. Il terrorismo diagnostico era di là da venire. Noi ragazzini uscivamo di casa alle due del pomeriggio e rientravamo con le ginocchia sbucciate, alle otto, senza che i nostri genitori se ne preoccupassero. Perché nel quartiere c'era un controllo sociale e se un bambino si fosse messo nei guai ci avrebbero pensato gli adulti a tirarlo fuori e un pedofilo sarebbe stato avvistato a un chilometro di distanza. Eppoi c'era, "il ghisa", il vigile, autorità sovrana. La "pula" non aveva bisogno di farsi vedere. La malavita era professionale, conosceva le regole, stava attenta a non spargere una goccia di sangue (il colpo in banca della banda di via Osoppo, senza un ferito, tenne la scena sui giornali per mesi). Eravamo solidali perché eravamo poveri e anche quelli che non lo erano non lo davano a vedere. Il sordido gioco degli "status simbol" non era ancora cominciato. Lealtà e onore erano moneta sonante. Se fra noi ragazzi ci si scontrava a pugni sulla strada – dove ci siamo formati – e un gruppo era di dieci e l'altro, poniamo di otto, due si levavano per far pari. E l'onestà era un valore assoluto. Per la borghesia, se non altro perché dava credito. Per il proletariato, per il mondo contadino dove la stretta di mano contava più di un contratto. Mentre raccontavo queste e altre cose i begli occhi della mia amica si ingrandivano, si sgranavano. Alla fine mi ha detto "tu mi stai raccontando una favola, questa non è l'Italia". Appunto.“

Mostrando 1-16 frasi un totale di 20 frasi