Frasi su mammina

Domitilla D'Amico 8
doppiatrice e attrice italiana 1982
„Ovviamente un premio molto particolare e che nessuna giuria può assegnarmi, ovvero quando metto un film e nostra figlia Charlotte sembra riconoscere la voce della mammina! Penso che non ci sia premio più emozionante di questo!“

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Margaret Mazzantini 71
scrittrice italiana 1961
„Tieni un capo del filo, con l'altro capo in mano io correrò nel mondo. E se dovessi perdermi, tu, mammina mia, tira.“


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Daniel Pennac 154
scrittore francese 1944
„Da quanti anni non piango, io? (Voce della mamma: "tu non hai mai pianto, Ben, in ogni caso non ti ho mai visto piangere, nemmeno quando eri piccolo. Ti è già successo di piangere?" – No, mammina, mai fuori dal lavoro.) (XXVII; p. 139)“

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Padre Pio da Pietrelcina 26
presbitero e santo italiano 1887 – 1968
„Povera Mammina, quanto mi vuoi bene! (276, 1995)“

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Padre Pio da Pietrelcina 26
presbitero e santo italiano 1887 – 1968
„Ecco, finalmente, ritornato il mese della bella Mammina. (357, 1995)“

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Francis Herbert Bradley 6
1846 – 1924
„Si dice che una ragazza con una bambola è una piccola mammina. È forse anche vero che la maggior parte della madri sono ancora bambine con giocattoli. (ibidem, n. 23)“

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Aldo Busi 340
scrittore italiano 1948
„Ma tu, mammina cara, non porti queste mie sciocche domande col tuo adorato figlioletto, sii classica, romantica e liberty da quella gran brava nata che sei: limitati a castrarlo, a dargli un beauty di frasi e sentimenti fatti e a farne un uomo vero come tutti gli altri.“

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Alexandr Alexandrovič Blok 118
poeta russo 1880 – 1921
„Il mio paese non ha tardato a mostrarmi il suo volto divino e bestiale... Mi sveglio all'alba. Guardo alla finestra; piove. Dei campi fangosi, dei cespugli stenti, su un ronzino una guardia di frontiera col fucile in spalla. So bene dove sono: è lei, la mia infelice Russia, coperta dagli sputi dei funzionari, la mia patria sudicia, bavosa, ebete, oggetto di scherno in tutto il mondo... Buongiorno, mammina! (p. 105)“


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Renato Vallanzasca 10
criminale italiano 1950
„Perché non chiedere perdono? Perché il perdono è un sentimento privato. Per chi lo chiede e per chi lo concede o lo rifiuta. Il mio modo di chiedere perdono pubblicamente è stato scontare il castigo che mi è stato inflitto, assumermi la responsabilità dei disastri che ho combinato, chiedendo solo di non morire in carcere. La grazia la voleva chiedere la mia vecchietta, ma non avrei sopportato che si dicesse che mi nascondevo sotto la sottana di mammina e così ci ho messo la faccia. Non mi è stata data e la cosa è finita lì. Posso solo dire che quando arriverà il giorno in cui chiedere perdono e arriverà, non ci saranno né fanfare, né pennivendoli a registrare l'evento. (citato in Vallanzasca: "Addio bel René, la vecchia mala ormai non c'è più", la Repubblica, 14 ottobre 2009)“

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Frédéric Ozanam 37
storico e giornalista francese 1813 – 1853
„Sembra che i signori mariti, prendendo moglie, prendano una catena così pesante che, se si assentano per un momento, esse li riconducono presto alla ragione. Voi mi avete scritto, mammina, nella vostra lettera del 13, delle cose molto dolci ed amichevoli: io penso che i vostri occhi vorrebbero poter oltrepassare le cento leghe che ci separano e vedere un po' quel che è di me. A dire il vero, essi non vedrebbero granché: mi osserverebbero ora a lavorare un po', ora a sbadigliare al vento; vedrebbero che mi riscaldo a buon mercato e che per 13 franchi un brav'uomo, cui mi ha indirizzato uno dei miei amici, mi ha fornito legna da bruciare per quasi tutto l'inverno; vedrebbero poi che la mia testa non corre pericolo la notte, perché le ho trovato tre berretti di cotone e la faccio riposare su di un eccellente guanciale. Vedrebbero infine, quegli occhi materni, che ho finito il vostro vaso di marmellata, ma che mi godo il vostro cioccolato; che so fare a mio piacere cioccolato e caffellatte; che, in una parola, vi è motivo di sperare che con un po' di esperienza, potrei essere un buon caffettiere e crearmi in tal modo un'attività in proprio. Fare il caffettiere è una professione onorevole come un'altra e forse la più dolce poiché nessuno al mondo maneggia tanto zucchero! (Alla madre, Parigi, 25 dicembre 1833, p. 66).“

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