Frasi su manicomio

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Vittorino Andreoli 47
psichiatra e scrittore italiano 1940
„Alla fine, anche lo psichiatra abitava il manicomio come gli altri matti. Una vita strana, forse paradossale, forse assurda, ma tutto sommato vera. Quando si doveva stabilire che le cose non andavano, il confronto era con la vita dei sani. Una normalità che, dovendo definirlo, saprei descrivere solo come patologia, in quanto per gli abitanti del manicomio è il "fuori" ad essere anomalo. (da I miei matti)“

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Ernst August Klingemann 12
scrittore tedesco 1777 – 1831
„A prenderla sul serio, c'è da finire al manicomio; io però la prendo da Pagliaccio, e proseguo il Prologo fino alla Tragedia.» (VIII)“


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Franco Basaglia 18
psichiatra e neurologo italiano 1924 – 1980
„La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere. (da Che cos'é la Psichiatria,1967. Ristampa: Piccola biblioteca Einaudi, Torino, Einaudi, 1973.)“

Giacomo Biffi 52
cardinale e arcivescovo cattolico italiano 1928 – 2015
„Se c'è amore, anche l'ergastolo o il manicomio di uno dei coniugi non sono ragioni sufficienti [per il divorzio]; se non c'è amore, anche l'ergastolo o il manicomio non riuscirebbero a rendere il vincolo più insopportabile di quanto non sia.“

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Ascanio Celestini 23
attore teatrale, regista cinematografico e scrittore ita... 1972
„Per sopravvivere si era smussato. Gli zingari invece erano un groviglio di spigoli. Non era l'imperfezione nel corpo o nel cervello, un'incisione sul pisello, il cognome di una città, la barba o il modo di parlare che li distingueva. Nemmeno la religione, la musica o il cibo. Nessuno di loro era mai diventato ricco, non avevano fatto guerre contro nessuno, non pensavano alla bomba atomica e alla armi chimiche o batteriologiche, non reclamavano una terra, non avevano creato né galere né manicomi. Qualcuno sapeva rubare sul tram, lavorare gli piaceva poco come a tutti, ma loro lo nascondevano meno e non consideravano un dramma puzzare di sudore o restare per una settimana senza cambiarsi mutante e calzini. In un'Europa che aspirava a una perfezione fatta di purezza sintetica e occhi azzurri, gli zingari apparivano come una zecca sul cane di Barbie, la muffa nel cheeseburger, i tarli da Ikea. (pp. 217-218)“

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Franco Basaglia 18
psichiatra e neurologo italiano 1924 – 1980
„Io ho detto che non so che cosa sia la follia. Può essere tutto o niente. È una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece questa società riconosce la follia come parte della ragione, e la riduce alla ragione nel momento in cui esiste una scienza che si incarica di eliminarla. Il manicomio ha la sua ragione di essere, perché fa diventare razionale l'irrazionale. Quando qualcuno è folle ed entra in un manicomio, smette di essere folle per trasformarsi in malato. Diventa razionale in quanto malato. Il problema è come sciogliere questo nodo, superare la follia istituzionale e riconoscere la follia là dove essa ha origine, come dire, nella vita. (da Conferenze brasiliane, 1979)“

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Davide Van De Sfroos 15
cantautore, chitarrista e scrittore italiano 1965
„E l'han vedüü spustà la nèbia, sarà una stèla in d'una gabia, | l'hann impicaa e s'è rut el ram el g'ha la pèl culù del föm | e in quarant'ann de manicòmi l'è diventaa mila persón | l'è méa guarii, l'ha méa capii... ma l'ha imparaa a sunà el viulén | E in quarant'ann de manicòmi l'è staa un poo tücc e un poo nissön | ma adèss l'è scià cun sö el cilindro e lü la sa che l'è 'l barón. (da El Baron, n.° 13)“

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Jack Kerouac 205
scrittore e poeta statunitense 1922 – 1969
„Non più tardi di ieri mi sentivo colpevole di aver scritto Dottor Sax, Sulla Strada, un melenso colpevole idiota che sforna prosa dissennata impublicabile enormità da manicomio [... ] (p. 33)“


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Carmine Crocco 21
brigante italiano 1830 – 1905
„Oh, perchè il Borbone non seppe utilizzare tanto valore e tanto eroismo così spontaneo, nei figli di questa forte regione, cosicchè il potente esercito borbonico fu messo in fuga da un pugno di giovanotti e questi furono chiamati eroi, e vili quelli? La verità di quelle facili vittorie, la causa delle fughe, il facile sbandarsi..... e chi nol sa!
Bisognava vedere un quartiere militare borbonico che cosa era; ed io lo vidi e lo conobbi. Ho visto quante infamie si commettevano, e la frusta, il bastone e le fucilazioni sommarie, e le punizioni tremende, di guisachè in noi soldati prevaleva il concetto: «Questo regno è tuo e de' tuoi sbirri, difendili da te e con i tuoi, non io morirò per la gloria tua e per conservare sul tuo capo la corona».
Ma qualcuno mi dirà, e con ragione, come mai tu che conoscevi le infamie del Borbone, dopo la caduta di questi, ti sei rimescolato nel fango ed hai messo tu ed i tuoi compagni alla mercè d'una causa, che aveva destato in te tanto orrore.
Non si parli di me, io allora mi ero già macchiato le mani di sangue, la mia persona era cercata, lottavo per vivere, ero il serpente ricordato dalla povera mia madre, morta pazza nel manicomio di Aversa.“

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Alda Merini 275
poetessa italiana 1931 – 2009
„O una mano impietosa di malato | saliva piano sulla tua finestra | sillabando il tuo nome e finalmente | sciolto il numero immondo ritrovavi | tutta la serietà della tua vita. (Manicomio è parola)“

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Arto Paasilinna 17
scrittore finlandese 1942
„Il risultato era allarmante: se l'evoluzione in atto fosse continuata nella stessa direzione, ora di Natale non ci sarebbe rimasto un solo malato di mente nei manicomi finlandesi! (cap. XIV)“

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Umberto Saba 97
poeta italiano 1883 – 1957
„La pazzia e la delinquenza hanno più di un rifugio: le prigioni, i manicomi... altri ancora. Verrà il giorno nel quale si toglierà loro, con un atto ardito, il beneficio di un tetto sicuro? (15, p. 180)“


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Aldo Palazzeschi 120
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Era l'ultima decina dell'Ottocento, moriva il secolo delle Carlotte, delle Margherite, delle Mimì, delle Silvie ed Aspasie, delle Bovary: del sentimento e della fantasia volgenti alla rarefazione. Mi vien fatto di pensare che se fra quelle donne si fosse vista passare inaspettatamente, lesta e spigliata, la nostra garçonne col suo passo da sbarazzina, il sottanino ai ginocchi, un cocuzzetto in testa fin sul naso e gli orecchi, la sigaretta al labbro, la via del manicomio le sarebbe stata indicata certamente con bel gesto. E che direbbero oggi le belle maschiette del secolo nostro che si annunzia, mi par, come quello della realtà e dell'assurdo, conseguenze logiche anch'esse se vogliamo, o illogicissime che è lo stesso, giacché nella prima duro riesce il vivere all'uomo, dopo averla conquistata con tanta pena, se fra loro capitasse incedendo con dolcissima pompa e solennità, una di quelle macchine infernali? La medesima strada le verrebbe indicata, e forse con maggiore franchezza. E che dirà infine di tutte e due le donna che sarà fra dieci o fra vent'anni? Fra trenta o cinquanta? A chi la ragione? Il torto a chi? La ragione a tutte. (2003, pp. 131-132)“

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Søren Kierkegaard 119
filosofo, teologo e scrittore danese 1813 – 1855
„La vecchiaia realizza i presentimenti della gioventù; sì, in realtà questo lo si può vedere con Swift, che nella sua gioventù costruì un manicomio, e da vecchio egli stesso vi finì ricoverato. (p. 33)“

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Vaclav Fomič Nižinskij 17
ballerino e coreografo russo 1889 – 1950
„So che tutti diranno «Nižinskij è impazzito», ma non m'importa, perché faccio già la parte del pazzo in casa mia. Lo penseranno tutti, ma non mi metteranno in manicomio perché danzo molto bene e do dei soldi a chiunque me ne chieda. La gente ama i tipi strambi. (p. 19)“

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Alda Merini 275
poetessa italiana 1931 – 2009
„Si va in manicomio per imparare a morire.“

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