Frasi su manifattura

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Giulio Tremonti 23
politico e avvocato italiano 1947
„[... ]l'Europa, fino a qualche anno fa, era costellata di economie-Achille che ci sembravano crescere più della nostra. Ci dicevano che questo era frutto delle riforme che loro avevano fatto e noi no. Adesso fa ridere, ma per anni ci hanno raccontato che l'Italia non cresceva, che era una tartaruga, perché non aveva fatto "la liberalizzazione del mercato finanziario"! Achille correva dopato dalla finanza. La tartaruga era invece la manifattura, con la fabbrica e il lavoro, localizzata in un'area che coincide ancora con la vecchia struttura dell'Europa carolingia dal Reno alla Loira al Po. Oggi si vede con chiarezza che la tartaruga era magari più lenta ma certamente più forte di Achille. (intervista a Il Sole 24 Ore, 17 gennaio 2010)“

Giovanni Battista Rampoldi 3
islamista italiano 1761 – 1836
„Sta su una collina, da cui fruisce di un bell'orizzonte. Vi sono quasi tremila abitanti; ha tre belle chiese ed un ospedale, e vi si tiene fiera nel giorno 9 agosto. [... ] Il monte della Balzata gli sorge un miglio ad ostro. Nei suoi dintorni vi prosperano le viti, gli ulivi e molte altre piante fruttifere; vi sono pure naturali praterie che alimentano numerose gregge. Vi si raccoglie del zafferano, e nel borgo vi sono alcune manifatture di bambagia e di lana. (da Corografia dell'Italia, vol. 1, Fontana, Milano, 1832, [https://books. google. it/books? hl=it&id=V3dUAAAAcAAJ&pg=PA344 p. 344])“


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Chris Anderson 5
giornalista e saggista statunitense 1961
„[... ] "luogo" è un concetto che nel mondo della manifattura ha sempre meno importanza: le idee vincono la geografia.“

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Karl Marx 115
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883
„L'ignoranza è la madre dell'industria come della superstizione, la riflessione e l'immaginazione possono incorrere in errori; ma l'abitudine di muovere la mano o il piede in una data maniera non dipende né dall'una né dall'altra di esse. Per questo le manifatture van più a gonfie vele laddove si adopera di meno il cervello, cosicché si può considerare l'officina alla guida d'una macchina che abbia uomini per parti. In effetti intorno alla metà del XVIII secolo in alcune manifatture s'impiegavano preferibilmente per certe operazioni semplici dei mezzi idioti, cosa che però costituiva un segreto di fabbrica. (Libro I, quarta sezione, cap. 12, p. 271)“

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Carlo Luigi Morichini 14
cardinale e vescovo cattolico italiano 1805 – 1879
„Il vantaggio immediato che le classi povere traggono dalle fonti di pubblica ricchezza, che abbiamo fin qui discusse, sta né salarii. È il salario il prezzo del lavoro dell'operajo, e seguita l'universale legge economica ogni altra cosa che vendasi, cioè s'innalza quando le manifatture richieggono le braccia, si abbassa quando le braccia superano i bisogni delle manifattura. La quantità delle rendite che dà il lavoro decide la sorte delI'operajo. Imperocchè, se il salario ch'egli trae dalle sue industriose fatiche è tale che con esso possa soddisfare a tutti i bisogni della vita per sé e per la sua famigliola e fare anche qualche avanzo per porlo in serbo, egli è felice: ma se per contrario il prodotto del lavoro sia così tenue, che non solo non gli dia alcun soprappiù, ma non gli basti ai primi bisogni, allora egli è misero. (p. 27)“

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Nikolaj Vasiljevič Gogol 67
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„Koškarëv è un fenomeno sollazzevole. Vien buono perché in lui si rispecchiano, in caricatura. e in modo piú evidente, le scioccherie di tutti i nostri cervellini: di quei cervellini, sapete, che senza aver prima conosciuto casa propria, vanno a raccogliere le assurdità in casa d'altri. Ecco i bei tipi di proprietari che son venuti di moda ora: hanno impiantato uffici, e manifatture, e scuole, e commissioni, e sa il diavolo cosa non hanno impiantato! Ecco come son fatti, questi cervellini! (II, 3; 1977, p. 311)“

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Karl Marx 115
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883
„La manifattura genera il virtuosismo dell'operaio parziale, riproducendo e spingendo sistematicamente all'estremo la separazione primitiva e naturale dei mestieri che ha trovato nella società. Inoltre il suo trasformare il lavoro parziale nel mestiere a vita d'un uomo risponde all'istinto che avevano società più antiche di rendere ereditari i mestieri, di "pietrificarli" in case oppure, quando particolari condizioni storiche determinano una variabilità dell'individuo che mal s'accorda col sistema delle caste, di "ossificarli" in corporazioni. (Libro I, quarta sezione, cap. 12, p. 255)“

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Adam Smith 12
filosofo ed economista scozzese 1723 – 1790
„[Si riporta l'esempio, divenuto celebre, della manifattura di spilli usato da Smith per illustrare gli effetti della divisione del lavoro. ] In queste grandi produzioni destinate a soddisfare i bisogni di un gran numero di persone, ogni ramo differente del lavoro richiede un gran numero di lavoratori, che rende impossibile radunare tutti nella stessa casa lavoro. Noi raramente possiamo vedere in una volta sola più di quelli impegnati in un singolo ramo. Sebbene in simili produzioni, di conseguenza, il lavoro può essere davvero diviso in un gran numero di parto, rispetto a quelle di natura più frivola, la divisione non è così ovvia, ed è stata perciò poco osservata.
Prendiamo dunque un esempio in una manifattura di poco conto dove la divisione del lavoro è stata molto spesso citata, quella, cioè, dello spillettaio; un operaio non educato in questa manifattura (che la divisione del lavoro ha reso uno speciale mestiere), non preparato all'uso del macchinario realizzato per questo (la cui invenzione probabilmente è stata resa possibile dalla stessa divisone), può a fatica, forse, con la sua laboriosità, produrre uno spillo al giorno, e di certo non può produrne 20. Dato il modo in cui viene svolto oggi questo compito, non solo tale lavoro nel suo complesso è divenuto mestiere particolare, diviso in un certo numero di specialità, la maggior parte delle quali sono anch'esse mestieri particolari. Un uomo trafila in metallo, un altro raddrizza il filo, il terzo lo taglia, un quarto gli fa la punta, un quinto lo schiaccia l'estremità dove deve inserirsi la capocchia; fare la capocchia richiede due o tre operazioni distinte; inserirle in attività distinta, pulire gli spilli è un'altra, e persino il metterli nella carta un'altra occupazione se stante, sicché l'importante attività di fabbricare uno spillo viene divisa, in tal modo in circa 18 distinte operazioni che, in alcune manifatture, sono tutte compiute da mani diverse, sebbene si diano casi in cui la stessa persona ne compie due o tre. Io ho visto una piccola manifattura di questo tipo dove erano impiegati solo 10 uomini, e dove alcuni di essi di conseguenza compivano due o tre distinte operazioni. Ma sebbene loro fossero assai poveri, e perciò non disponessero molto delle macchine necessarie, potevano, quando si impegnavano a vicenda, fare all'incirca dodici libbre di spilli in un giorno. Una libbra contiene più di mille spilli di grandezza media. Quelle 10 persone, quindi, riuscivano a fare più di 40.000 spilli al giorno. Ciascuno di loro 10 dunque, facendo una decima parte di 48000 spilli, può essere considerato come se ne fabbricasse 4800 in un giorno. Se invece avessero lavorato tutti separatamente e indipendentemente senza che alcuno di loro fosse stato previamente addestrato a questo compito particolare, non avrebbero certamente potuto fabbricare neanche 20 spilli al giorno per ciascuno, forse neanche un solo spillo al giorno; cioè certamente non la duecentoquarantesima parte, e forse neanche la quattromilaottocentesima parte di quel che sono intanto capaci di compiere in conseguenza di una appropriata divisione e combinazione delle loro differenti operazioni.
In tutte le altre arti e manifatture, gli effetti della divisione del lavoro sono analoghi a quelli che abbiamo riscontrato in quest'attività di modestissimo rilievo; sebbene, in molte di esse, il lavoro non possa essere suddiviso fino a questo punto, né ridotto a una tale semplicità di operazioni. La divisione del lavoro, comunque, nella misura in cui può essere introdotta, determina in ogni mestiere un aumento proporzionale delle capacità produttive del lavoro. (cap. 1)“

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