Frasi su mantra

In questo tour si parla di crisi, e dei grandi magheggi che ci sono dietro. Mi sono divertito a campionare dalla tivù considerazioni di esperti nell'arco degli ultimi cinque anni. Sono sempre le stesse. La più ricorrente: questo anno sarà il peggiore. Un mantra. Già. Intanto i tentativi per uscirne – e parlo anche del governo Monti – sono stentati.

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973

L'iniziazione ai mantra significa che, quando ti sei arreso, il Maestro entra in te, nel tuo corpo, nella tua mente e nel tuo spirito, alla ricerca di un suono tale per cui, cantandolo, ti trasformerai in un altro uomo, in un'altra dimensione. (p. 316)

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Osho Rajneesh 181
filosofo indiano 1931 – 1990

Per avere effetto, i mantra devono essere trasmessi direttamente e avere una tradizione orale ininterrotta da quando il Veggente ne ha avuto la percezione diretta. Altrimenti non sono 'vivi'. Non si può imparare un mantra da un libro, né farlo rivivere una volta che la sua tradizione è stata interrotta. (pp. 380-381)

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Alain Daniélou 43
storico delle religioni e orientalista francese 1907 – 1994

La Conoscenza, chiamata dischiudimento della intima luce, è definita come lo schiudersi improvviso nel principio puro, provocato dalla penetrazione nella realtà che è soltanto coscienza: essa è l'essenza del mantra, la sua suprema natura recondita. (Śivasūtravārttika, comm. a II.3)


La prima è questa: quando ti addormenti attraverso i mantra o l'ipnosi, crei con facilità delle illusioni che ti sembreranno estremamente reali. Nel sonno comune puoi produrre sogni, ma quando ti svegli sai che erano solo dei sogni. (p. 288)

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Osho Rajneesh 181
filosofo indiano 1931 – 1990

La scuola dello Yajur Veda Bianco si differenzia da quella dello Yajur Veda Nero innanzitutto perché separa nettamente i mantra – o «formule» in versi, spesso ricavate dal Ṛgveda – dalla parte di commento al rituale, che è in prosa. Non sappiamo né possiamo ricostruire quali motivi fossero all'origine di quella divaricazione. (p. 192)

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Roberto Calasso 33
scrittore italiano 1941

Le Saṃhitā o mantra, sono gli inni che appartengono alla fase più antica. Come implica la parola Saṃhitā, essi rappresentano la collezione base di inni e come tali sono il corpo più antico di ogni scuola. Il più antico e importante è la Ṛg-veda-saṃhitā, che contiene oltre 10.000 versi nella forma di poco più di 1000 inni, scritti in vari metri. (p. 42)

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Raimon Panikkar 30
filosofo, teologo e sacerdote spagnolo 1918 – 2010

Con citta bisogna intendere Śiva, il soggetto conoscente scevro da condizioni limitanti, dotato di onniscienza, ecc., sottratto dalle determinazioni di spazio e di tempo. È chiamato mantra, in quanto dotato della percezione di sé. (comm. a II.1)


I mantra, come espressioni linguistiche aconvenzionali, possono essere paragonati, da un lato, ai gridi degli animali, alle interiezioni o alle intonazioni della voce [... ], e dall'altro canto al linguaggio poetico, che, sebbene si basi sul linguaggio partico e quindi convenzionale, non si esaurisce tuttavia in esso. (dall'introduzione a Vijñānabhairava. La conoscenza del tremendo, 2002, p. 23)

Raniero Gnoli 9
orientalista, storico delle religioni e indologo italiano

Ogni ripetizione indefinita [del mantra] conduce alla distruzione del linguaggio; in alcune tradizioni mistiche, questa distruzione sembra essere la condizione delle ulteriori esperienze. (p. 207)

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Mircea Eliade 41
storico delle religioni e scrittore rumeno 1907 – 1986

Mi sdraio e finalmente i pensieri cominciano a fluire dentro di me. Mi sono svegliato. Ancora non so bene cosa mi aspetta, ma mi sono svegliato.
Ora la sento, flessuosa e sottile, decisa come una donna che ha deciso di usarti, la paura farsi strada nelle mie ossa e nelle mie arterie. Che strano, penso, è come una sensazione fisica. Ma qui non c'è niente di fisico, è solo frutto della mia immaginazione. Sei tu la tua paura, mi ripeto come piccolo mantra consolatorio. Non devi avere paura della paura, altrimenti lei ti catturerà e non riuscirai più a liberartene.

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Pietro Calabrese 5
giornalista italiano 1944 – 2010

Tutto ciò che riguardava l'altro sesso mi era vietato.
Ammi aveva due mantra per inculcarmi l'immoralità dei rapporti con le femmine. Il primo era basato su un hadith. «Quando un uomo e una donna sono da soli», diceva spesso, «il diavolo è il terzo». Significava che ogni momento trascorso in compagnia di una ragazza equivaleva a adorare Satana.
L'altro ritornello, «L'uomo è come il burro e la donna è un forno caldo, e il fuoco scioglie sempre il burro», era di incerta origine e di significato altrettanto incerto. Tuttavia, questa frase evocava in me le immagini di vari tormenti infernali – chiaramente descritti dall'imamdella moschea e che prevedevano l'immersione in un calderone di pus – ed era dunque efficace malgrado la sua apparente assurdità.
Ogni volta che sentivo anche la minima eccitazione, ero colto dal timore. Poi, per prevenire il castigo che Allah e gli angeli mi stavano indubbiamente preparando nell'aldilà, cercavo un modo per punirmi da solo in questa vita. Il mio comportamento da un punto di vista islamico era logico: una volta in Pakistan un imam aveva detto che il motivo per cui le autorità islamiche punivano tanto severamente in questa vita era perché non fossimo puniti per lo stesso peccato nell'aldilà. Immaginavo che, vivendo in America, dove non c'erano autorità islamiche a fustigarmi per penitenza, tanto valeva che lo facessi io al posto loro.

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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano

Il comune parlare è recitazione di mantra. (III.27; 1999)

Vasugupta 13
filosofo e mistico indiano 860 – 925

Sei fidanzato?
- Dal lunedì al venerdi.
- E' il suo mantra. (Film L'attesa)

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Juliette Binoche 9
attrice francese 1964

Il Maestro, su tutto il corpo, deve proiettare il cosiddetto seme della potenza. Nella ruota del cuore dev'essere poi proiettato il mantra H, ornato dalle dodici vocali, e in mezzo ad esso, la coscienza, simile ad una rosa. Il Maestro deve quindi meditare come questa ruota sia spinta dal vento Y e tutta fiammeggiante del fuoco R, e recitare il mantra, intramezzandolo col nome dell'iniziando. Il discepolo, con questo metodo, è, sull'istante, colpito da paralisi. (2013, 214-216)

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Abhinavagupta 142
950 – 1020

Il mantra è coscienza. (II.1; 1999)

Vasugupta 13
filosofo e mistico indiano 860 – 925

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