Frasi su mar

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Io venni in luogo d'ogni luce muto, | che mugghia come fa mar per tempesta, | se da contrari venti è combattuto. (da Inferno, V, 28-30)“

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Herman Melville 53
scrittore statunitense 1819 – 1891
„Mercoledì 18 febbraio
Prima dell'alba siamo passati tra Capri e il Continente e siamo entrati nel Golfo di Napoli. Ero sul ponte. L'indistinta massa del Vesuvio fu presto in vista. L'ho riconosciuta da un quadro (della mamma?). Ben presto ho «sentito» la città. Luci brillanti. Siamo stati trattenuti a bordo fino alle nove dalla polizia che se la prende con comodo. Con alcuni altri sono sceso all'Hotel de Geneve. Colpito dalla prima apparizione di Napoli. Grandi folle, strade belle, edifici alti. A colazione Rhinelander e Friedman han detto che sarebbero andati a Pompei. Mi sono unito a loro, le ferrovie sono dovunque le stesse. Siamo passati attraverso Portici, Resina, Torre del Greco. Pompei è uguale ad ogni altra città. La stessa antica umanità. Che si sia vivi o morti non fa differenza. Pompei è un sermone incoraggiante. Amo più Pompei che Parigi. C'erano delle guardie silenziose come il Mar Morto. Al Vesuvio a dorso di cavallo. Vigneti sulle pendici. Arrampicata sulle ceneri. Aggrappato alla guida. Discussione. Il vecchio cratere di Pompei. Il cratere attuale è come una vecchia miniera abbandonata. L'uomo che brucia. Rosso e giallo. Tuoneggiante. Boati. Una lingua di fuoco. Sono sceso nel cratere. Liquirizia congelata. Son sceso giù in fretta. Crepuscolo. Cavalcata nel buio. All'Annunziata trovato un vetturino per Napoli. Una corsa nel freddo senza soprabito. Di ritorno all'Hotel a mezzanotte. La strada e la campagna erano silenziose. Un sobborgo. Cena a letto. (da Diario italiano 1856)“


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Adriano Celentano 94
cantautore, ballerino e showman italiano 1938
„Quando noi ignoranti | eravamo di più | in quel tempo ricordo che | tutto era più bello | e le vecchie strade libere | dalla schiavitù delle automobili | quando l'acqua del mar | era limpida e blu | ed era bello passeggiar dentro quella città. (da Il re degli ignoranti, n.° 1)“

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Davide Van De Sfroos 15
cantautore, chitarrista e scrittore italiano 1965
„E sèmm partii e sèmm partii, | cumè tocch de védru de un bücér a tòch, | una vita növa quaand finìss el mar | mentre quèla vègia la te pìca i sc'pàl | E sèmm partii... (da... e semm partii..., n.° 5)“

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Tito Lucrezio Caro 37
-99 – -55 a.C.
„[Descrivendo la peste] Una tal causa di contagio un tale | mortifero bollor già le campagne | ne' cecropi confin rese funeste, | fe' diserte le vie, di cittadini | spopolò la città. Poiché, venendo | da' confin dell'Egitto ond'ebbe il primo | origin suo, molto di cielo e molto | valicato di mar, le genti al fine | di Pandïone assalse. Indi appestati | tutti a schiere morían. Primieramente | essi avean d'un fervore acre infiammata | la testa e gli occhi rosseggianti e sparsi | di sanguinosa luce. Entro le fauci | colavan marcia; e da maligne e tetre | ulcere intorno assediato e chiuso | era il varco alla voce; e degli umani | sensi e segreti interprete la lingua | d'atro sangue piovea, debilitata | dal male, al moto grave, aspra a toccarsi. | Indi, poi che 'l mortifero veleno | sceso era al petto per le fauci e giunto | all'affannato cuor, tutti i vitali | claustri allor vacillavano. Un orrendo | puzzo volgea fuor per la bocca il fiato, | similissimo a quel che spira intorno | da' corrotti cadaveri. Già tutte | languian dell'alma e della mente affatto | l'abbattute potenze, e su la stessa | soglia omai della morte il corpo infermo | languiva anch'egli. Un'ansïosa angoscia | del male intollerabile compagna | era: e misto col fremito un lamento | continuo e spesso un singhiozzar dirotto, | notte e dì, senza requie, a ritirarsi | sforzando i nervi e le convulse membra, | sciogliea dal corpo i travagliati spirti, | noia a noia aggiugnendo | e duolo a duolo. (1909, pp. 143-145)“

Girolamo Fontanella 1
scrittore e poeta italiano 1605 – 1644
„Collinette fiorite, ombrelle amene | sola al mondo non ha Pomona, e Flora; | ché Teti, e Citerea la giù pur tiene, | dentro l'onde del mar giardini ancora. || Sono l'alghe l'erbette e i fior l'arene, | ove ai pascoli suoi Proteo dimora; | frutti son quelle in mar conche serene, | che la luna inargenta e 'l sole indora. || Purpurino virgulto ivi natura | il ramoso corallo aver si vanta, | ch'è di magico sangue alma fattura.)“

Diego Vitrioli 12
poeta italiano 1818 – 1898
„deh Scilla, indrizza | al segno il ferro, ch'io palleggio! Avrai | del pesce anciso le adipose spoglie | e 'l rostro penderà dal tuo sacello. | Cariddi, e tu trascorri: io pur di bende | le tue are precinsi, e te solìa | propiziar con piccioletta acerra, | e dèsta sempremai lampa t'accensi. | Sì parla ritto sulla poppa e il ferro | a piombo avventa, e ne trapassa il pesce. | Cade il tridente, ma impigliato al fianco | attiensi del legnetto: in mezzo l'onde | si dimena lo Xiphia, e invan del corpo | di sferrar l'alta lancia s'affatica: | sta la punta mortal nel corpo infissa! | Scelti garzoni a la morente belva | vanno i lacci allentando: ella tuttora | qua e là discorre coi lentati lacci; | e fra la dubbia speme i fuggitivi | spirti richiama, e in su lo stremo istante | tuttor le ciurme ostili ella minaccia: | finché dal corso stanca ed a gran pena | il piagoso pel mar dosso traendo, | sosta, e col sangue anco la vita esala. (Megali del Giudice, p. 15)“

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Georg Trakl 22
poeta austriaco 1887 – 1914
„L'ombra, straniero, che hai perduta | nel rosso del tramonto: | un truce corsaro | nel salso mar della tristezza. (da Il sonno)“


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Jack Kerouac 205
scrittore e poeta statunitense 1922 – 1969
„Quando andai in spiaggia al pomeriggio e improvvisamente feci una profondissima inspirazione yoga per riempirmi di tutta quella buona aria di mar in qualche modo incamerai soltanto un'overdosedi iodio, o di male, forse le grotte marine, forse le città di alghe, chissà, il mio cuore di colpo si mise a battere forte-pensavo di assorbire le vibrazioni di quel posto e invece eccomi qui quasi sul punto di perdere i sensi ma non è un deliquio esatico alla san Francesco, è una cosa che s'impadronisce di me sotto forma di orrore per l'eterna condizione di macabra mortalità che è in me e in tutti-mi sentivo completamente spoglio di tutti i miserabili trucchetti difensivi come i pensieri sulla vita o le meditazioni sotto gli alberi e sull'assoluto...“

Celso Macor 2
scrittore, poeta e saggista italiano 1925 – 1998
„A' era una tiara creada par no vê cunfins, chista; un puest dulà che li' buliganis di razza e di sanc no vevin costrut e i popui si incrosavin, si ingropavin tuna danza ch'a era la Furlana, la Sclava, la Stajara, tuna musica ch'a era chê dai cuei e da montagnis e dal splan devant dal mar. E a' gambiavin ciastinis e milùz par blava. E quanche 'l pan nol era vonda par tanti' bocis, ôns e samenza a' lavin a sparnizzâsi pal mont; leamps crevâz che si ingropavin lontan, leamps e prejeris a cori pal zîl, tun lâ e tornâ come li' sisilis sot da lindis. Friûl dolz, font, Friûl di confin messedât e fuart. (da Anima di una tiara, p. 382)“

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Bernardo Tasso 5
poeta italiano 1493 – 1569
„O pastori felici, | Che d'un picciol poder lieti e contenti | Avete i cieli amici, | Né di mar paventate ire o di venti! (citato in Anton Giulio Barrili, La montanara, Fratelli Treves, Milano 1886)“

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Henry Miller 65
scrittore, pittore e saggista statunitense 1891 – 1980
„Pure, non riesco levarmi di mente lo scarto che c'è fra idee e vita. Uno scarto permanente, per quanto noi cerchiamo di celarlo con lucida tenda. E non va. Le idee debbono sposarsi all'azione; se in loro non vi è sesso, non vita, non c'è azione. Le idee non possono esistere da sole nel vuoto del pensiero. Le idee sono in rapporto con la vita: idee di fegato, idee di reni, idee interstiziali, ecc. Se fosse stato sol per amore di un'idea, Copernico non avrebbe infranto il macrocosmo esistente e Colombo non avrebbe dato alla fonda nel Mar dei Sargassi. L'estetica dell'idea produce vasi di fiori e i fiori si mettono alla finestra. Ma se non c'è né pioggia né sole a che serve mettere i fiori alla finestra? (p. 230; 1987)“


„Italia è tratta in forma d'una fronda | di quercia, lunga e stretta, e da tre parte | la chiude il mar e percuote con l'onda. (libro III, cap. XI; p. 235)“

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Francesco Guccini 220
cantautore italiano 1940
„Di Guccini porto nella memoria le bottiglie. Un tipo che come lui ha bevuto un Mar Caspio di vino dimostra che l'alcool non è affatto contrario all'arte. (Stefano Benni)“

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Tommaso Stigliani 1
letterato e scrittore italiano 1573 – 1651
„Mentre ch'assisa Nice | del mar a la pendice)“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„E questo ti sia sempre piombo a' piedi, | per farti mover lento com' uom lasso | e al sì e al no che tu non vedi: | ché quelli è tra li stolti bene a basso, | che sanza distinzione afferma e nega | ne l'un così come ne l'altro passo; | perch' elli 'ncontra che più volte piega | l'oppinïon corrente in falsa parte, | e poi l'affetto l'intelletto lega. | Vie più che 'ndarno da riva si parte, | perché non torna tal qual e' si move, | chi pesca per lo vero e non ha l'arte. | E di ciò sono al mondo aperte prove | Parmenide, Melisso e Brisso e molti, | li quali andaro e non sapëan dove; | sì fé Sabellio e Arrio e quelli stolti | che furon come spade a le Scritture | in render torti li diritti volti. | Non sien le genti, ancor, troppo sicure | a giudicar, sì come quei che stima | le biade in campo pria che sien mature; | ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima | lo prun mostrarsi rigido e feroce, | poscia portar la rosa in su la cima; | e legno vidi già dritto e veloce | correr lo mar per tutto suo cammino, | perire al fine a l'intrar de la foce. | Non creda donna Berta e ser Martino, | per vedere un furare, altro offerere, | vederli dentro al consiglio divino; | ché quel può surgere, e quel può cadere. (Tommaso d'Aquino: )“

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