Frasi su marocchino

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Adel Taarabt 11
calciatore marocchino 1989
„[Sulla scelta di giocare per il Marocco piuttosto che per la Francia] Mio padre, marocchino, insisteva per i Bleus, ma a casa si mangia e si parla arabo. Mi sento francese, ma l'inno del Marocco mi fa vibrare più della Marsigliese. E la Francia ha un problema di razzismo. Se scoppiano casini in nazionale è sempre colpa dei neri, dei Nasri, Ben Arfa, Benzema, mai dei Menez che non è neanche un cognome francese. Allora tanto vale convocare solo bianchi.“

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Kiave 12
rapper italiano 1981
„Continuo e cammino incontro un mio amico marocchino | litiga con un cliente che pretende lo scontrino | e in più vuole vedere il prezzo di listino | è il destino che si forma il suo clan e in sto clan ognuno è un clandestino. (da Cerco Rmx, n.° 6)“


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Pino Daniele 43
cantautore e musicista italiano 1955 – 2015
„E se hai la pelle nera, amico guardati la schiena... io son stato marocchino, me l'han detto da bambino, viva viva o' Senegal! (da O' Scarrafone, 1991)“

Rayden 238
rapper e beatmaker italiano 1983
„Rayden, ho l’arte che invidi | mi trovi con i Rayban calati comprati dai marocchini | con le rime vi tatuo le retine |così il giorno che aprite gli occhi lo capirete. (da Musica che illumina, n.10)“

John Gunther 12
1901 – 1970
„Fu la Francia ad unificare il Marocco, a purificarlo e a dargli sostanza. Parecchi marocchini si considerano ancora abitanti di Fez, Ugida o di Agadir piuttosto che del Marocco. Un tunisino è un tunisino, ma un marocchino può essere una quantità di cose. (p. 35)“

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Gianna Nannini 129
cantautrice e musicista italiana 1954
„E la mia mamma è marocchina... è africana... è Radio Tokio... è Bratislava... è un Pastamatic... è un frigobar... non ballare con lei quando viene la notte. (da Ballami)“

„La notizia dell'arrivo dei marocchini – erano circa cinquemila e si erano accampati sopra al paese di Castel S. Vincenzo – allarmò non solo le donne, ma anche gli uomini. Questi però sapendo che i marocchini erano disarmati, vigliacchi e paurosi, provvidero a preparare una difesa per essi e per le donne con affilati coltelli con i quali eventualmente avrebbero aggredito e ferito i male intenzionati. (p. 88)“

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Paolo Rossi (attore) 38
attore, cantautore e comico italiano 1953
„Furio Scartezzini, che mentre tu sei bello e tranquillo al bar che leggi un articolo sul morbo del legionario e pensi: «A me che cazzo me ne frega, io vivo in Italia», in quella passa un marocchino che vende accendini e che inciampando finisca con un suo dito nella tua bocca e a te ti viene un dubbio.“


John Gunther 12
1901 – 1970
„Un'idea sbagliata sul Marocco è che sia sempre torrido. Evidentemente la canicola non vi manca, e in estate a sud di Mogador si può cuocere un uovo esponendolo sulla sabbia. Ma, per quanto caldo possa essere a volte, il clima marocchino non è mai tropicale come quello dell'Africa nera. (p. 35)“

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Antonio Muñoz Molina 7
scrittore e saggista spagnolo 1956
„Sarà molto interessante leggere i romanzi di chi è metà marocchino e metà spagnolo, cinese e spagnolo, senegalese e spagnolo. Credo che lo sguardo del figlio dell'immigrato sia molto ricco, perché è doppio: guarda dal mondo a cui appartengono i suoi genitori, quello delle radici, e dal mondo nuovo a cui lui già appartiene. Nei due mondi si sente al tempo stesso a casa e straniero. Sono le due esperienze fondamentali per scrivere: conoscere molto bene qualcosa e al tempo stesso vederla un po' come da fuori.“

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Aldo Busi 340
scrittore italiano 1948
„Lei stessa era la musica che la faceva danzare come può essere un sogno a fare un uomo, lei è l'unico non ricordo che rimane impresso in una serie di ricordi che si cancellano via via che passano gli istanti. La guardavo e pensavo, "Ma io questa l'ho già vista, l'ho già vista...".
Sarebbe bello poter dire, "Ma è quella stronza marocchina dell'aeroporto!", ma io non sono Emilio Salgari e quindi non era lei. (p. 41)“

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Keith Haring 7
pittore e writer statunitense 1958 – 1990
„È davvero difficile per me accettare il fatto di aver totalmente perso la mia sessualità. Se fossi stato qui un anno fa, mi sarei già fatto due o tre ragazzi marocchini. Ora, con le macchie del sarcoma di Kaposi dappertutto, ho paura anche solo di cercare qualunque tipo di contatto con loro. Ho totalmente perso la capacità di sedurre e apprezzare l'arte della seduzione – la fonte di molta della mia ispirazione per il lavoro e la vita...“


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Tahar Ben Jelloun 6
scrittore marocchino 1944
„Poi, nel 2005 Abdellah Taia, nato a Rabat nel 1973, dà alle stampe il racconto «Le Rouge Tarbouche», in cui parla della sua omosessualità senza giri di parole; e la rivendica a pieno titolo nel romanzo «L' armée du Salut» (L' esercito della salvezza) pubblicato un anno dopo da Edition du Seuil (Parigi). La stampa marocchina se ne occupa per giudicarlo in termini per lo più spregiativi, scrivendo ad esempio: «Si è prostituito per piacere all' Occidente»; oppure: «A parlare non è lui, ma il suo posteriore»; o ancora: «Lo pubblicano e ne parlano solo perché è omosessuale.“

„O, sciocco curato, che avevi appeso ai chiodi del Salvatore i reggiseni delle tue parrocchiane! Dietro le porte dell'iconostasi trovammo una valigia di monete d'oro, una borsetta di marocchino piena di banconote e astucci di gioiellieri parigini con anelli tempestati di smeraldi.
Più tardi contammo il denaro nella stanza del commissario politico. Colonnine d'oro, tappeti di banconote, il vento impetuoso che soffiava sulla fiamma della candela, la follia corvina negli occhi di donna Elisa, la risata fragorosa di Romualdo e l'interminabile mugghiare della campane, sciolte da pan Robacki, il campanaro forsennato.
"Via, – dissi tra me, – via da queste madonne ammiccanti, deluse dai soldati". (dal racconto La chiesa di Novograd)“

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Pier Luigi Bersani 14
politico italiano 1951
„La sinistra è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti [... ]. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco, l'economia non gira, perché l'ingiustizia fa male all'economia. Si vuole un mercato che funzioni, senza monopoli, corporazioni, posizioni di dominio, ma ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l'istruzione, la sicurezza. Il lavoro non è tutto, ma questo può dirlo solo chi il lavoro ce l'ha [... ]. Davanti a un problema serio di salute, non ci può essere né povero né ricco né calabrese né lombardo né marocchino: si fa con quel che si ha, ma si fa per tutti. L'insegnante che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola è l'eroe dei nostri tempi; indebolire la scuola pubblica vuol dire rubare il futuro ai più deboli. La condizione della donna è la misura della civiltà di un paese: calpestarne la dignità è l'umiliazione di un paese [... ]. C'è un modo per difendere la fede di ciascuno, per garantire le convinzioni di ciascuno, per riconoscere la condizione di ciascuno: questo modo irrinunciabile si chiama laicità. Per guidare un'automobile, che è un fatto pubblico, ci vuole la patente, che è un fatto privato: per governare, che è un fatto pubblico, bisogna essere persone per bene, che è un fatto privato. Chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace, senza odio e violenza, e deve combattere contro la pena di morte, la tortura, ogni altra sopraffazione fisica o morale e ogni illegalità: essere progressisti significa combattere l'aggressività che ci abita dentro, quella del più forte sul più debole, dell'uomo sulla donna, di chi ha potere su chi non ne ha e prendere la parte di chi ha meno forza e meno voce. Qui finisce il mio tempo ma non certo il mio elenco, grazie. (a Vieni via con me del 15 novembre 2010; visibile su [http://video. repubblica. it/politica/vieni-via-con-me-bersani-al-governo-persone-perbene/56628/55682 video. repubblica. it])“

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Mario Borghezio 38
politico italiano 1947
„[ A proposito della "strage di Erba" del quale venne ingiustamente accusato, inizialmente Azuz Marzuk, il marito di nazionalità tunisina di una delle vittime ] La spaventosa mattanza cui ha dato luogo a Erba un delinquente spacciatore marocchino ci prospetta quello che sarà, molte altre volte, uno scenario a cui dobbiamo abituarci. Al di là dell'effetto indulto, che qui come in altri casi dà la libertà a chi certo non la merita, vi è e resta in tutta la sua spaventosa pericolosità una situazione determinata da modi di agire e di reagire spazialmente lontani dalla nostra cultura e della nostra civiltà. Quel che è successo a Erba può succedere, in ogni momento, dovunque personaggi non integrati semplicemente perché non integrabili, hanno trovato nel nostro territorio e, purtroppo, anche in Padania facile accoglienza, ottusa tolleranza, favoritismi politico-sociali d'ogni genere. È ora di finirla. (Ansa, 12 dicembre 2006)   Fonte verificabile?“

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