Frasi, citazioni e aforismi su marrone

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“


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Stefano Benni 123
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Il pianeta più strano di cui ho sentito raccontare è il pianeta della Sacra Merda. In esso la merda è la più grande ricchezza, la moneta con cui si compra tutto. Gli abitanti non hanno portafogli: ma grossi vasi che portano in giro, e più sono grossi e puzzano e più si vantano. Le banche sono dei giganteschi pozzi neri, guardati a vista da poliziotti e vigilantes. Qua si effettuano i versamenti. Dai più piccoli, alla vecchina che viene a consegnare due palline da coniglio, tutti i suoi risparmi, al commerciante che viene a portare l'incasso della giornata, una carriolona ben odorosa. Naturalmente, nelle case non si dice "vado nel bagno", ma si dice "metto nel salvadanaio". Ogni bambino ha il suo vasino fatto a maialino. Ahimè! Anche in questo paese c'è chi vende anima e corpo, per diventare merdoso a dismisura! C'è chi rapina, e sotto la minaccia di una pistola ti obbliga a depositare lì, per strada, tutto il malloppo che hai in pancia! Se qualcuno, incautamente, si ferma in un prato per fabbricare un po' di contante, stia attento che nel breve tempo che si tira su i pantaloni, qualcuno gli avrà già sottratto il suo bene. Per non parlare degli esibizionisti: quelli che quando entrano al ristorante, eccoli mettere merda qua e là in mano ai camerieri: e lasciano come mancia uno stronzo come un cotechino: e dicono, non per vantarmi, ma ho tanta merda che non so più dove metterla! L'economia in questo pianeta è naturalmente soggetta agli sbalzi di questo genere primario: qui la mancanza di investimenti si chiama stipsi, e l'inflazione si chiama diarrea. Speriamo di mantenere il tetto della diarrea sotto il dieci per cento, dicono i governanti. E poi scoppiano gli scandali, e si scopre che segretamente i governanti prendevano quintali di merda dagli industriali e chiudevano un occhio sul contrabbando di merda all'estero. Esistono anche le cambiali, uno può acquistare una macchina, ad esempio, prendendo dieci purganti al momento dell'acquisto: ma poi se la cambiale andrà in protesto, sarà dichiarata panciarotta. E ci saranno perquisizioni e a volte anche sequestri da parte di chirurghi-finanzieri. Ma questo capita ai pochi sfortunati: questo pianeta è ricco. Tutti i mesi, ogni giorno sei, San Libero, si fa la festa della Santa Merda. I più grandi merdoni del paese convengono con grandi macchine color crema e marron, e riempiono saloni pieni di lampadari e bei quadri e porcellane da bagno. Le signore sono vestite tutte di bianco e i signori in rosa. Si sente dire: lo vedi quello? Ha fatto la merda con le bische: è un parvenù. Quello invece: uh, è di sangue blu, la sua famiglia è sempre stata un letamaio. E tutti ballano, e soprattutto scorreggiano, per mostrare la loro ricchezza. Le grosse signore scorreggiano in tonalità di bordone gonfiando come vele i vestitoni stretti di raso, le giovani signori scorreggiano deliziosamente con virtuosismi di flauto e clarinetto, i ricchi commercianti petano come cannoni scambiandosi pacche sulle spalle, gli intellettuali sfiatano con grande sofferenza, spiegando che la merda non è poi tutto al mondo, i giovani brillanti tirano bronze pungenti che alzano le falde dei loro frac in eleganti impennate, i vecchi nobili brontolano e spetazzano e non raramente nel far ciò cade nelle loro mutande qualche spicciolo, i bambini trillano ventini, i neonati pigolano e il padrone di casa, apparendo sulla soglia rosso e trionfale, spara un peditone storico con fremente interminabile premito che scrolla le cristallerie e a voce alta dice: "Il pranzo è servito!" E tutti vanno a lavarsi le mani.“

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Nick Mason 16
batterista inglese 1944
„[Syd Barrett si presenta durante le registrazioni di Wish you were here] [... ] notai un tipo grosso e grasso con la testa rasata, che indossava un decrepito impermeabile marrone rossiccio. Portava un sacchetto di plastica di quelli per la spesa e sul volto aveva un'espressione abbastanza benevola, ma assente. [... ] Anche David dopo un po' mi domandò se sapessi chi fosse; e ancora non riuscii a collocarlo, e me lo dovettero dire. Era Syd. Sono passati più di vent'anni, ma ancora ricordo quel senso di confusione.
Ero sconvolto dal suo cambiamento fisico. Conservavo ancora l'immagine del personaggio che avevo visto l'ultima volta sette anni prima, quasi quaranti chili di meno, capelli ricci scuri e una personalità esuberante. Non ricordavo tanto il Syd drograto che aveva lasciato la band nel 1968, ma piuttosto il personaggio che conoscemmo quando da Cambridge venne a Londra, che suonava quella caratteristica Fender Esquire con i suoi dischi riflettenti, che aveva un guardaroba pieno di camicie di Thea Porter ed era accompagnato dalla sua bella fidanzata bionda. (p. 211,212)“

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 67
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977
„Da qualche parte, dietro la baracca di Bill, una radio accesa dopo il lavoro aveva cominciato a cantare di fato e di follia, e lei era lì, con la sua bellezza distrutta, le mani strette e le vene in rilievo, da adulta, e le braccia bianche con la pelle d'oca, e le orecchie appena concave, e le ascelle non rasate, era lì (la mia Lolita!), irrimediabilmente logora a diciassette anni, con quel bambino che già sognava, dentro di lei, di diventare un pezzo grosso e di andare in pensione intorno al 2020 – e la guardai, la guardai, e seppi con chiarezza, come so di dover morire, che l'amavo più di qualunque cosa avessi mai visto o immaginato sulla terra, più di qualunque cosa avessi sperato in un altro mondo. Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l'eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo, con grida così forti; un'eco sull'orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche... ma grazie a Dio io non veneravo soltanto quell'eco. Ciò che solevo vezzeggiare fra i tralci intricati del mio cuore, mon grand péché radieux, si era ridotto alla propria essenza; il vizio sterile ed egoista, quello lo cancellai e lo maledissi. Potete anche schernirmi e minacciare di far sgombrare l'aula, ma finché non sarò imbavagliato e mezzo strangolato urlerò la mia povera verità. Insisto perché il mondo sappia quanto amavo la mia Lolita, quella Lolita, pallida e contaminata, gravida del figlio di un altro, ma sempre con gli occhi grigi, sempre con le sopracciglia fuligginose, sempre castano e mandorla, sempre Carmencita, sempre mia; Changeons de vie, ma Carmen, allons vivre quelque part où nous ne serons jamais séparés; Ohio? Le plaghe desolate del Massachussets? Non importa, anche se quei suoi occhi si fossero sbiaditi come quelli di un pesce miope, e i suoi capezzoli si fossero gonfiati e screpolati, e il suo adorabile, giovane delta vellutato e soave si fosse corrotto e lacerato... anche così sarei impazzito di tenerezza alla sola vista del tuo caro viso esangue, al solo suono della tua giovane voce rauca, Lolita mia. (1993)“

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Mario Specchio 5
scrittore, poeta e traduttore italiano 1946 – 2012
„Come l'uomo che Musil paragonava ad un equilibrista sulla corda, costretto dalla sua stessa condizione di instabilità ad avanzare alla conquista di un nuovo e sempre precario equilibrio, anche i vagabondi di Hesse sono sospinti da un vento che spira dalle cime, stormisce sulle cime degli alberi, un vento che porta – come nel bellissimo capitolo Lago, albero, monte del racconto Vagabondaggio – la voce di Dio che canta, avvolto in un mantello marrone, ma un Dio sconosciuto che non concede soste che non siano pause meridiane, godute con la bruciante ed effimera letizia di un fuoco estivo.“

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Miles Davis 7
compositore, trombettista jazz statunitense 1926 – 1991
„[riferito a Billie Holiday] Era una donna molto dolce, molto calda [... ] aveva un aspetto da indiana con la pelle vellutata, marrone chiaro [... ] Billie era una donna splendida prima che l'alcool e la droga la distruggessero. [... ] Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare "I Loves you, Porgy", perché ogni volta che lei cantava "non lasciare che mi tocchi con le sue mani calde" potevi praticamente sentire quello che sentiva lei. Il modo in cui la cantava era magnifico e triste. Tutti quanti amavano Billie.“

„Nell'impossibilità di creare un'anima per animare i simulacri degli dei, si invocano le anime dei dèmoni e degli angeli e le si collocano nelle immagini sacre, con il fine che grazie a queste anime gli idoli abbiano il potere di fare il bene e il male. (citato in Pierre Klossowski, Simulacra. Il processo imitativo nell'arte, a cura di Aldo Marroni, Mimesis, Milano 2002, p. 111)“


Michele Valori 26
urbanista e architetto italiano
„[Sulla Polonia] Questo Paese è veramente infernale. Il freddo domina incontrastato, il cielo è grigio-verde-marrone, le strade piene di neve e ghiaccio ed io ho rischiato de tombar in ela tera, svigolando. (Svigolando). Si dice svigolando? No, Signor Friedl, si dice: scivolando, scivolando. Il livello di vita è molto basso. Ad esempio: l'albergo. Tutto è bruttissimo, malfatto, scadente di qualità. Orrendi pavimenti, brutti infissi, maniglie che si scassano e non chiudono, porte che non si aprono, lumi che non si accendono. I vestiti della gente sono stoppa – misto lana artificiale, i cappelli di plastica finto cuoio, le scarpe sono semplicemente finte, gli ascensori fanno un metro all'ora. I tram sono ancora a cavalli. Però come al solito – è obbligatorio nei Paesi dell'Est – i Polacchi sono molto simpatici, sono molto umani. Si vede che la tradizione Slava è ancora molto viva, ecc, ecc... tutto vero. Ma io ho segnato su un foglio di carta: Martedì 20, Mercoledì 21, Giovedì 22, Venerdì 23, Sabato 24 e ogni giorno che passa lo cancello con una soddisfazione maligna. Io me ne vado Sighnori Polonesi, torno a quello schifo di Italia ciniciosa e ipocritante, ma viva l'Italia, alla faccia vostra. Voi dovete restar, peggio per voi.“

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Aldo Busi 340
scrittore italiano 1948
„Cos'è un vero laico? Uno che non ha certezze ma solo dubbi, dice lo spegnimoccoli illuminista. Ma non basta, dico io, uno che non ha certezze finisce pur sempre con la certezza di non averne, e spesso fuor di dubbio. No. Un vero laico è chi non rompe i coglioni agli altri e non permette a nessuno di romperglieli. Né con una verità rivelata né con un dubbio in divenire, che inevitabilmente porterà il dubbioso alla sua bella conversioncina cattolica dell'ultimo minuto senza essersi dovuto fare due marroni così con la santa messa tutte le sante e strainculate domeniche e feste raccomandate della sua vita. (p. 104)“

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Pelham Grenville Wodehouse 12
scrittore inglese 1881 – 1975
„Placida, stolida, assorta nelle sue faccende e titanicamente indifferente a tutto il resto, Londra si avviava al suo tran tran quotidiano. Da Putney a Sloane Square, da Cricklewood a Regent Street, da Sydenham Hill allo Strand, da qualsiasi posto a qualsiasi altro posto, autobus rossi, gialli e marroni passavano rombando di continuo. I vigili vigilavano, gli agenti di borsa badavano alla borsa, i mendicanti mendicavano, i cappellai smerciavano cappelli, i poltroni poltrivano, i venditori di ghette vendevano ghette, i giornalai strillavano l'edizione delle tre dei giornali del pomeriggio, e i colonnelli in pensione sedevano comodamente alle finestre dei club di fronte a Piccadilly e Pall Mall, sognando il pranzo. (pag. 293)“

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Anwar al-Sadat 4
politico e militare egiziano 1918 – 1981
„Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con... [Israele]. Mai. Mai“


Alessandro Varaldo 23
scrittore, drammaturgo e poeta italiano 1878 – 1953
„L'altro [Jean-Jacques Rousseau] era un borghese, in apparenza, non grasso, a prima vista goffo: una giacca marrone, delle grosse calze di lana, un farsetto di picchè, delle informe scarpe a punta rotonda e ben difesa da un cerchietto di metallo. Non portava parrucca e i capegli scarmigliati d'uno sperso grigio non vantavano certo parentela col pettine. Rispose, strizzando un rotolo di carte, che agitava come fosse la bacchetta del direttore d'orchestra:
– E torto avete mio caro abate. Non c'è salvezza per l'umanità, se non torna alla natura. (p. 10)“

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Silver 8
fumettista italiano 1952
„Nelle mie intenzioni doveva avere il colore del lupo grigio, il lupo siberiano, per intenderci, che ha un colore grigio un po' tendente all'azzurro. Grigio sembrava troppo in bianco e nero. Doveva quindi avere una certa percentuale di grigio e una certa percentuale di azzurro. Questa percentuale veniva sempre sbagliata: o me lo facevano grigio completamente o me lo facevano di un blu troppo abbagliante. Allora ho stabilito che dovesse essere un sessanta per cento di cyan e basta, senza miscele di colori. Una volta me l'hanno fatto anche bianco. Ricordo che uscì una copertina del Corriere dei Ragazzi col lupo marrone.“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Ma che bella trasmissione, somiglia con precisione alla poltiglia marrone, delle mie chiappone dopo colazione. | Ma dov'è il pudore di queste persone, pagate per dare un opinione, drogate dalla televisione. (da L'età dei figuranti, n.° 11)“

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Leo Ortolani 87
autore di fumetti italiano, creatore di Rat-Man 1967
„[... ] Posso chiamarla parodia, posso chiamarla omaggio, [Diabolik] sa benissimo che cos'è, questo Ratolik.
È il furto di una grande, preziosa idea.
La sua.“

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