Frasi su martello

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„E la bella Trinacria, che caliga | tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo | che riceve da Euro maggior briga, | non per Tifeo ma per nascente solfo, | attesi avrebbe li suoi regi ancora, | nati per me di Carlo e di Ridolfo, | se mala segnoria, che sempre accora | li popoli suggetti, non avesse | mosso Palermo a gridar: "Mora, mora!". (Carlo Martello: )“

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Guido Meda 72
giornalista e conduttore televisivo italiano 1966
„Gas a martello... Giù la testa nella carena! [Altra affemazione ricorrente all'inizio di una telecronaca]“


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Renzo Novatore 18
poeta e filosofo italiano 1890 – 1922
„Che il poeta tramuti in pugnale la sua lira! Che il filosofo tramuti in bomba la sua sonda! Che il pescatore tramuti il suo remo in formidabile scure. Che il minatore esca armato del suo ferro lucente dagli antri micidiali delle oscure miniere. Che il contadino tramuti in lancia guerriera la sua vanga feconda. Che l'operaio tramuti il suo martello in falce e scure. [... ] E il nostro odio ride... Ride rosso. Avanti! Avanti, per la totale distruzione della menzogna e dei fantasmi! Avanti per l'integrale conquista dell'Individualità e della Vita! (da Verso il nulla creatore, 1921)“

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Vladimir Vladimirovič Majakovskij 28
poeta e drammaturgo sovietico 1893 – 1930
„L'arte non è uno specchio cui riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo.“

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Carlo Michelstaedter 22
scrittore e filosofo italiano 1887 – 1910
„Tutti i progressi della civiltà sono regressi dell'individuo. Ogni progresso nella tecnica istupidisce per quella parte il corpo dell'uomo... Così ai nostri giorni sono istupiditi ad esempio i fabbri, che un tempo da un blocco di ferro sapevano a forza di fuoco, di martello e di scalpello foggiare qual si volesse oggetto, che oggi sanno appena adattare e congiungere con le viti pezzi fatti che arrivano dalle fabbriche o dalle fonderie... E al loro posto sono subentrate le masse di tristi e stupidi operai delle fabbriche che non sanno che un gesto, che sono quasi l'ultima leva delle loro macchine.“

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Boris Vian 12
scrittore, paroliere e drammaturgo francese 1920 – 1959
„Distruggono il mondo | In pezzi | Distruggono il mondo | A colpi di martello | Ma non mi importa | Non mi importa davvero | Ne rimane abbastanza per me | Ne rimane abbastanza | Basta che io ami | Una piuma azzurra | Una pista di sabbia | Un uccello pauroso | Basta che io ami | Un filo d'erba sottile | Una goccia di rigiada | Un grillo di bosco | Possono rompere il mondo | In frantumi | Ne rimane abbastanza per me [... ]. (da Distruggono il mondo; 1993)“

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Nelson Mandela 8
politico sudafricano 1918 – 2013
„Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l'incudine delle azioni di massa ed il martello della lotta armata dobbiamo annientare l'apartheid! (dal messaggio dal carcere, pubblicato sul Manifesto dell'ANC il 10 giugno 1980)“

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Raffaele La Capria 38
scrittore italiano 1922
„Caro babbo, lo sai che per me tu eri l'esempio vivente di tutte le perfezioni? Il tuo naso era perfetto, le tue orecchie erano perfette, la forma della tua testa era perfetta, la scriminatura che divideva da una parte i tuoi pochi capelli era perfetta, e tu, mi ricordavi per tutte queste perfezioni che ti attribuivo, un attore, di quel cinema anni Trenta che cominciò a sfornare una serie di divi a cui tutti avremmo voluto assomigliare. C'era solo una piccola cosa in te che non era perfetta: l'unghia dell'indice della tua mano sinistra era leggermente deformata, era un po' più spessa delle altre e incarnita. Normalmente non si notava, ma i bambini hanno un occhio speciale per notare anche la più lieve imperfezione, e io l'avevo notata e ti avevo domandato come mai quell'unghia era diversa dalle altre. Tu mi dicesti che quando eri piccolo un colpo di martello sbagliato ti aveva spappolato la punta del dito e che l'unghia rimarginandosi era diventata così. Io pensai solo al dolore che dovevi aver provato e poi pensai che le unghie delle altre tue dita erano tutte belle tonde e talmente curate che sembravano appena uscite dalla manicure. Più tardi, quando non ero più un bambino ma un adolescente che cominciava a toccarsi facendo fantasie, non so perché una volta mi sorpresi a pensare che forse la storia del colpo di martello non era vera e che quel dito poteva essere difettoso dalla nascita. Perché lo pensai? Forse perché oscuramente sentivo di aver ereditato da te un'imperfezione che non riguardava solo il mio corpo, ma una parte esigente di me che non avevo ancora bene individuata. (da Lettera al padre, pp. 79-80)“


Charles Morgan 21
scrittore inglese 1894 – 1958
„Quand'ero fanciullo, Dio mi teneva per mano, ma io fuggii da lui, e, nella mia giovinezza, avendo bisogno di pace, dissi: voglio trovarlo. Frugai la città con la mia lampada così tersa e pulita che i miei compagni me la invidiavano. Cercai diligentemente per la campagna; con una candela cercai fra le stelle; mi feci umile e strisciai sulla terra guardando nelle buche delle volpi e sotto i petali dei fiori. Ma non trovai né verità né riposo, perché, come un bambino senza intelletto e come molti uomini prima di me, avevo dimenticato che cosa cercavo. Così riposi la mia lampada e la mia candela, gettai via le mie chiavi e piansi, e subito la Sua luce fu dentro di me. Quando tornai alla città, non ero vuoto di essa. Ora sono io nella libertà della Sua prigione, sebbene tutto il mondo martelli alla porta. Dammi la tua mano, o Dio, quando Tu mi chiami fuori. (p. 65)“

„Taluno afferma che il cinema è troppo legato ad un certo meccanicismo, per non richiedere a chi lo fa l'attirudine di un artigiano, sia pur raffinato. Ma forse che il teatro non è anch'esso una macchina? Il pittore e lo scultore sono artisti che anzitutto hanno imparato una tecnica. Certo, la tecnica del cinema è più appariscente. Il dipinto ad olio della Gioconda di Leonardo, il marmo scolpito del Mosè di Michelangelo, il bronzo fuso del Pèrseo di Cellini, non fanno pensare al duro mestiere dei loro artefici imbrattati di biacca, le mani doloranti alle prese con martello e scalpello in un'aria pregna di polvere, i polmoni intossicati dalle esalazioni del crogiuolo. Invece la «macchina» del cinema è lì, presente, nell'atto stesso dello spettacolo, è un elemento del suo linguaggio: schermo, proiezione, diffusione dei suoni, il fascio di lue che attraversa la sala... Tuttavia, se La strada di Federico Fellini è cinema, La figlia di Iorio di Arturo Ambrosio (1911) è un bell'esempio di tragedia filmata: un «surrogato» del cinematografo. (p. 179)“

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Yunus Emre 4
poeta turco 1240 – 1321
„La Caaba e l'idolo, la fede: sono Io. Sono Io che volgo in giro. Sono Io che divenuto nuvola salgo in cielo; che divenuto pioggia mi riverso... – Sono Io che divento folgore e lampeggio; sono Io che in collera percuoto l'anima concupiscente; sono Io il serpente velenoso che si torce nel fondo della terra. –... sono Io il carbone che arde, il ferro che si arroventa, colui che batte il martello sull'incudine. –... Il mio nome è Yunus, Io sono l'oceano. (dal Divano, ed. Gölpïnarlï, vv. 1489, 1941, 1494, Bombaci, p. 248)“

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Jean-Claude Carrière 4
sceneggiatore cinematografico e televisivo francese 1931
„Uno sceneggiatore deve essere pronto a lavorare anche in uno studio con dei colpi di martello e gente che grida ovunque. Se hai bisogno di silenzio e di concentrarti non puoi essere sceneggiatore.“


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Niccolo Machiavelli 82
politico, scrittore, storico italiano 1469 – 1527
„Venuta la sera, mi ritorno in casa, et entro nel mio scrittoio; et in su l'uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango, et di loto, et mi metto panni reali et curiali; et rivestito condecentemente entro nelle antique corti degli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che solum è mio, et che io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro, et domandarli della ragione delle loro actioni; et quelli per loro humanità mi rispondono; et non sento per 4 hore di tempo alcuna noia, sdimenticho ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte; tucto mi transferisco in loro. (da Lettera a Francesco Vettori, Firenze, 10 dicembre 1513, in Tutte le opere, a c. di M. Martelli, Firenze, Sansoni, 1971; citato in [http://www. classicitaliani. it/machiav/mac64_let_05. htm Classici italiani])“

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Franz Kafka 113
scrittore e aforista boemo di lingua tedesca 1883 – 1924
„Anche se la salvezza non viene, voglio però esserne degno a ogni momento. (da G. Janouch, Colloqui con Kafka, Milano, Aldo Martello Editore, 1964, p. 79)“

Americo Giuliani 1
poeta italiano 1888 – 1922
„Sor delegato mio, nun so' un bojaccia! | Fateme scioje... v'aricconto tutto... | Quann'ho finito, poi, m'arilegate: | ma adesso, pe' piacere!... nun me date | st'umiljazione doppo tanto strazio!... | (pausa ) | V'aringrazio!! | Quello ch'ha pubblicato er «Messaggero» | sur fattaccio der vicolo der Moro | sor delegato mio... è tutto vero!! | No p'avantamme, voi ce lo sapete, | so' stato sempre amante der lavoro; | e è giusto, che, pe' questo, me chiedete, | come la mano mia ch'è sempre avvezza | a maneggià la lima còr martello, | co' tanto sangue freddo e sicurezza | abbia spaccato er core a mi' fratello.“

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Washington Irving 6
scrittore statunitense 1783 – 1859
„L'animale che egli cavalcava era un cavallo rovinato dall'aratro, che con l'età aveva perduto ogni bella qualità, ma conservato tutti i vizi; era magro e irsuto, con un collo da pecora ed una testa a forma di martello, la criniera spelacchiata e la coda erano tutte aggrovigliate con bacche spinose; un occhio era senza pupilla, e guardava fisso come quello di uno spettro, ma l'altro conservava un luccichio davvero diabolico. Pure, a giudicare dal suo nome, «Polvere da sparo», doveva essere stato un tempo un cavallo focoso e vivace. (pag. 71)“

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